{"id":1525,"date":"1999-11-02T10:22:11","date_gmt":"1999-11-02T08:22:11","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=1525"},"modified":"2012-01-15T10:24:30","modified_gmt":"2012-01-15T08:24:30","slug":"enrico-mentana","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=1525","title":{"rendered":"Enrico Mentana"},"content":{"rendered":"<p>Enrico Mentana, direttore del Tg5, ex craxiano, definito da tanti, chiss\u00e0 perch\u00e9, giovane rampante del giornalismo italiano. Sapevo delle sue ottime frequentazioni con i membri dell\u2019Old Boys Net teorizzato da Alberto Ronchey. E se avesse negato l\u2019esistenza dell\u2019Old Boys Net, gli avrei chiesto del Club di Berlino. Quando gli ho telefonato per chiedergli l\u2019intervista ha risposto: no. Dovevo aspettarmelo. Un lungo, tenace e meticoloso lavoro ai fianchi durato settimane. Poi ha ceduto.<\/p>\n<p>Enrico, perch\u00e9 non volevi accettare questa intervista?<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una serie fortunata e interessante\u2026<\/p>\n<p>Inizio prudente. Grazie, comunque anche a nome del direttore.<\/p>\n<p>Leggendo le interviste mi sono detto: \u201cNon vorrei essere al posto degli intervistati\u201d. <\/p>\n<p>E perch\u00e9 mai?<\/p>\n<p>Mi \u00e8 sembrato un grande atto di pavoneggiamento collettivo. Eccoci qua. Ecco quelli che hanno occupato la cabina di regia. <\/p>\n<p>Tutto questo era nato\u2026<\/p>\n<p>Era nato da Ronchey. Ma sarebbe nato se da bambino Giuliano Ferrara non fosse stato sulle ginocchia di Alberto Ronchey, corrispondente da Mosca, amico di suo padre? Se le vite di Ronchey e di Paolo Mieli non si fossero intrecciate nella fortuna editoriale di entrambi, prima alla Stampa e poi al Gruppo Rizzoli? <\/p>\n<p>Ronchey parla di una piccola lobby che si autoprotegge: Galli Della Loggia, Rinaldi, Briglia, Sabbatucci, Liguori, Ferrara, Mieli. <!--more--><\/p>\n<p>Se non fosse sullo stesso cortile su cui affaccia la visuale di Ronchey il problema non si porrebbe nemmeno. E\u2019 nell\u2019ordine delle probabilit\u00e0 che a scuola le persone che emergono si conoscano e poi facciano carriere parallele. Erano amici e avevano in comune una passione.<\/p>\n<p>La passione del potere.<\/p>\n<p>Certo. Ma vogliamo dire una cosa? Le \u00e9lite studentesche che si sono riversate in politica venivano tutte dal \u201968. Chi aveva studiato il sistema per abbatterlo oggi si limita a raccontarlo, come fanno i giornalisti. <\/p>\n<p>Agli ingenui come me fa ancora impressione ricordare gente come Cusani, col megafono in mano, predicare Marx e poi rivederlo alla Montedison, a fianco di Gardini, distribuire mazzette ai politici. E\u2019 proprio fastidiosa questa libidine di leadership comunque e dovunque. <\/p>\n<p>Potremmo fare lo stesso discorso, non ti scandalizzare, dicendo che quelli nel \u201834 erano tutti fascisti, poi finito il fascismo sono diventati altra cosa. Il \u201868 \u00e8 stato bagno comune nel bacino della sinistra. Mio compagno di scuola al Manzoni era il giudice Guido Salvini. Era anarchico e poi \u00e8 passato alla Quarta Internazionale. Adesso fa il giudice. <\/p>\n<p>Pier Luigi Battista mi ha detto: se passo da destra a sinistra ti va bene e se passo da sinistra a destra sono un traditore.<\/p>\n<p>Quello che non funziona \u00e8 la pretesa di essere sempre e comunque protagonisti. Si pu\u00f2 silenziosamente cambiare opinione. Il problema \u00e8 di volere spiegare sempre agli altri come va il mondo, da sinistra prima, da destra poi. Io gi\u00e0 non tollero i giornalisti con l\u2019elmetto. Figurati quelli che cambiano continuamente elmetto. <\/p>\n<p>Silvia Ronchey sosteneva che i sessantottini hanno occupato tutto quello c\u2019era da occupare.<\/p>\n<p>Nel nostro mestiere si. Gli imprenditori, magari illuminatissimi, che per\u00f2 nel \u201875 avevano gi\u00e0 le valige pronte per paura dei comunisti, hanno detto: \u201cCi conviene, anche per ragioni diffusionali, avere nuovi direttori e nuovi giornalisti brillanti, giovani, usciti dalle esperienze un po\u2019 paracule della sinistra, che diano fastidio anche al Pci, che abbiano il fascino della faziosit\u00e0 e del potere. Perch\u00e9 insistere con i Ronchey? Prendiamo i Mieli, i Mauro, i Lerner\u201d.<\/p>\n<p>Come le aziende che assumevano come capi del personale i sindacalisti?<\/p>\n<p>E\u2019 affascinante dirlo perch\u00e9 \u00e8 un\u2019offesa a tutte e quattro le categorie interessate. Come sberleffo verrebbe bene. Ma io non penso al giornalista che vende l\u2019anima. Non credo che Mieli sia stato un agnelliano. Credo pi\u00f9 al gusto di padroneggiare lo strumento, il gioco giornalistico. Non all\u2019attaccar l&#8217;asino dove vuole il padrone. <\/p>\n<p>Tu ti sei trovato la strada chiusa dalla generazione precedente?<\/p>\n<p>E\u2019 una palla. In questa professione ci sono pi\u00f9 posti che persone in grado di occuparli. Oggi i pi\u00f9 difficili da trovarsi sono i Merlo, i Gramellini, i Buttafuoco: quelli fuori dal nuovo coro. <\/p>\n<p>Emilio Fede racconta che tu sei stato raccomandato da Martelli. A proposito che fine ha fatto la querela?<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 querelare il direttore di un giornale del tuo stesso gruppo editoriale. Fede va preso cos\u00ec. Se pensi a quale generazione appartiene.<\/p>\n<p>Neghi la raccomandazione di Martelli o l\u2019assunzione di Fede?<\/p>\n<p>Mi secca che si dica che sono stato assunto da Fede. Non poteva assumere nessuno. Faceva il conduttore del Tg1. Io lo capisco. E\u2019 molto screditato perch\u00e9 fa un giornalismo di parte. E gode che tutti vengano un po\u2019 sfregiati.<\/p>\n<p>A lui piace anche autosfregiarsi. E della raccomandazione di Martelli che mi dici?<\/p>\n<p>So benissimo che ero raccomandato dai socialisti. Ma nei primi sette anni ho fatto gli esteri, poi ho fatto il conduttore. Non sono uno di quei giornalisti che stazionano a Montecitorio.<\/p>\n<p>Tipo Pionati\u2026<\/p>\n<p>Non ho fatto nomi. Soffro molto del fatto che la scelta di campo socialista sia considerata oggi una specie di iscrizione a una loggia di malfattori. Io ho smesso da molto tempo di votare. Non voto da cinque anni.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo voto?<\/p>\n<p>Nel \u201892 ai socialisti.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi dice che sei stato assunto da Martelli e rimosso da Craxi. C\u2019\u00e8 chi dice che sei stato assunto da Craxi e rimosso da Martelli.<\/p>\n<p>Sono stato rimosso da vicedirettore del Tg2 per colpa mia.<\/p>\n<p>Quale colpa?<\/p>\n<p>Non sapevo e non volevo fare quella roba l\u00ec.<\/p>\n<p>Quale roba l\u00ec?<\/p>\n<p>Un giornale in cui bisognava sempre parlare dei socialisti come al Tg1 si parlava sempre dei democristiani e al Tg3 dei comunisti. <\/p>\n<p>Insomma ti ha rimosso Craxi. Ma chi ti ha assunto? <\/p>\n<p>Chi faceva queste cose era Martelli.<\/p>\n<p>Nei salotti romani si vantava di fare gli organigranni dei giornali.<\/p>\n<p>Vero. Me li ricordo benissimo, lui e Paolo Flores d\u2019Arcais, che si vantavano pubblicamente di essere i grandi manovratori della direzione Mario Pirani dell\u2019\u201dEuropeo\u201d. <\/p>\n<p>Cos\u00ec sei arrivato al Tg1.<\/p>\n<p>E non ho mai intervistato Craxi. Mai.<\/p>\n<p>E pubblicit\u00e0 per Craxi?<\/p>\n<p>Mai. La cosa pi\u00f9 pacchiana. Ha sbagliato moltissimo chi ha fatto la pubblicit\u00e0 per Craxi\u2026<\/p>\n<p>Parli della Foschini?<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 gente che ha fatto peggio, andando la mattina a fare la rassegna stampa a Botteghe Oscure. Errori. <\/p>\n<p>Come quello del tuo amico Sposini quando \u00e8 andato alla Convention dell\u2019Ulivo?<\/p>\n<p>Sbagliano anche gli amici. Lamberto sa che quella fu una sua debolezza, anche se non lo ammetter\u00e0 mai. <\/p>\n<p>Quello scherzo che faceste a Sposini, a \u201cScherzi a parte\u201d, era vero? <\/p>\n<p>Gli avevo fatto credere che doveva andare ad intervistare Garofano, il manager della Montedison, latitante. Doveva andare con un barchino su una nave che stava al largo. E il barchino affond\u00f2.<\/p>\n<p>Che razza di scherzo.<\/p>\n<p>Va detto che Lamberto ha il brevetto di bagnino.<\/p>\n<p>Poi hai fatto anche uno scherzo a Carlo Rossella.<\/p>\n<p>Lui, nuovo direttore di \u201cVerissimo\u201d, faceva ogni giorno delle richieste, com\u2019\u00e8 nel suo stile, su come doveva essere la segretaria, il suo ufficio, il suo autista. Io gli ho creato una situazione tutta finta. L\u2019autista finto che si fermava a far la pip\u00ec e poi voleva dargli la mano. La segretaria volutamente bruttissima, lui l\u2019aveva chiesta plurilingue, che sapeva dire soltanto \u201cGud morning\u201d. Le telefonate, sul suo diretto, di gente che voleva partecipare a \u201cOk il prezzo \u00e8 giusto\u201d. <\/p>\n<p>E lui?<\/p>\n<p>Si \u00e8 comportato da vero signore. <\/p>\n<p>Raccontami del Club di Berlino.<\/p>\n<p>Io, Paolo Mieli, Carlo Rossella, Luca Di Montezemolo, Diego Della Valle, Ezio Mauro. Andammo tutti a Berlino per una mostra sponsorizzata dalla Ferrari. Ci divertimmo moltissimo, si era creato un ambiente un po\u2019 magico da straniazione, da libera uscita.<\/p>\n<p>E lo scherzo dell\u2019ambasciatore?<\/p>\n<p>E\u2019 un episodio che non dimenticher\u00f2 mai. Era una cena importante con l&#8217;ambasciatore Vattani. Atmosfera particolare, invitati eleganti, belle donne, brindisi. Toccava a Montezemolo ringraziare. A braccio disse cose serissime, la ruggente storia di Maranello, l\u2019esposizione bellissima in quella che sar\u00e0 la capitale europea del Duemila, l\u2019opportunit\u00e0 di confrontarsi. Infine \u201cl\u2019occasione di incontri ravvicinati\u201d e guard\u00f2 con insistenza il tavolo dietro dove Carlo Rossella stava corteggiando una signora. Per\u00f2 non resse il ruolo e cominci\u00f2 a ridere. Dopo aver riso per quaranta secondi davanti a tutti, fu costretto a interrompere il discorso. Nessuno capiva che cosa stesse succedendo. Paolo Mieli ed Enzo Mauro ridevano come pazzi, piegati in due e completamente congestionati. Una situazione incredibile. Fu l\u2019occasione del battesimo di una nostra amicizia basata sul divertimento. La mattina dopo facemmo trovare una finta lettera dell\u2019ambasciatore per Mieli: \u201cMi rammarico e mi stupisce che una persona del suo ruolo si sia unita a una indegna gazzarra\u201d. Paolo un po\u2019 sospett\u00f2. Ma telefon\u00f2 all\u2019ambasciatore e con il suo fare diplomatico cerc\u00f2 di limitare il potenziale danno, dicendo e non dicendo, alludendo, ammiccando. Diceva frasi che avrebbero dovuto lenire il disappunto dell\u2019ambasciatore ma che potevano essere gradite anche se fosse stato uno scherzo. <\/p>\n<p>Tu nasci in una famiglia di sinistra. Tuo padre lavorava all\u2019\u201dUnit\u00e0\u201d ed era comunista. <\/p>\n<p>Nel \u201956, quando io avevo un anno, lasci\u00f2 l\u2019Unit\u00e0. In seguito \u00e8 tornato a votare Pci.<\/p>\n<p>Tu invece?<\/p>\n<p>Mi sono sempre considerato un libertario.<\/p>\n<p>E nel \u201968?<\/p>\n<p>Facevo la quarta ginnasio. Tutti eravamo nel vento della contestazione. Io andai col Movimento Socialista Libertario, un piccolo gruppo anarchico, con sede in via Scaldasole. C\u2019era con noi anche il giudice Guido Salvini. C\u2019erano anche persone che poi hanno fatto la scelta del terrorismo. Tanto \u00e8 vero che Ferrandi, un compagno di lotte, lotte molto larvate, divenne uno di quelli che spararono quando fu ucciso un agente a via De Amicis. E fu proprio il giudice Salvini a raccogliere la sua confessione. <\/p>\n<p>Giancarlo Perna ha scritto di te\u2026<\/p>\n<p>Non l\u2019ho letto.<\/p>\n<p>Non ci credo nemmeno se lo giuri su Berlusconi.<\/p>\n<p>Non l\u2019ho letto perch\u00e9 penso che Perna sia un mascalzone.<\/p>\n<p>Dice che sei un \u201cprepotente sesquipedale\u201d.<\/p>\n<p>Dirigere un telegiornale vuol dire avere capacit\u00e0 decisionali.<\/p>\n<p>Come ti spieghi l\u2019articolo di Perna?<\/p>\n<p>Glielo hanno commissionato.<\/p>\n<p>Ma chi lo ha commissionato? Un editore che si presume essere amico tuo?<\/p>\n<p>Non ho nulla in comune col \u201cGiornale\u201d. Conosco Paolo Berlusconi che \u00e8 una persona molto simpatica e adorabile. Ma il direttore del \u201cGiornale\u201d era Maurizio Belpietro. Avr\u00e0 avuto le sue buone ragioni ma non me le ha spiegate e con me ha chiuso.<\/p>\n<p>Parliamo un po\u2019 di Craxi?<\/p>\n<p>Conosciamo i difetti di Craxi. Non era certo Walter Chiari come simpatia.<\/p>\n<p>No.<\/p>\n<p>Fosse stato pi\u00f9 simpatico gli avrebbe giovato.<\/p>\n<p>Ma non l\u2019hanno condannato perch\u00e9 \u00e8 antipatico.<\/p>\n<p>Il finale di partita di Craxi si riverbera su tutto il resto della partita. Ma le idee del cambiamento socialista degli anni Ottanta sono le idee che scimmiottano oggi i postcomunisti, magari un po\u2019 pi\u00f9 a destra. <\/p>\n<p>Craxi quando l\u2019hai conosciuto?<\/p>\n<p>Fammi dire che io non sono mai entrato al Raphael nella mia vita. Non ho fatto quella roba da famiglio.<\/p>\n<p>Che impressione ti fa pensarlo l\u00ec, ad Hammamet, malato?<\/p>\n<p>Craxi \u00e8 uno problema irrisolto. Con la sua statura di leader non avrebbe dovuto pagare come se avesse messo i soldi in tasca. Secondo me \u00e8 un\u2019errore di questa repubblica avere creato le condizioni per un Craxi latitante-esule. <\/p>\n<p>Anche tu usi questo strano aggettivo, esule?<\/p>\n<p>Tutti sanno dove sta, sta in un Paese completamente prono rispetto all\u2019Italia. Nessuno ha mai voluto andarlo a prendere. Con ci\u00f2 riconoscendo la situazione abnorme.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 nessuno lo va a prendere?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 politicamente \u00e8 il morto che rischia di trascinarsi dietro tutti i vivi. Craxi \u00e8 forse quello che ha sbagliato di pi\u00f9 e che ha peccato di pi\u00f9. Ammettiamolo pure. Per\u00f2 \u00e8 evidente che il libro manca di troppe pagine. <\/p>\n<p>Forse per questo D\u2019Alema dice che Craxi pu\u00f2 tornare?<\/p>\n<p>E mentre lo dice incrocia le dita. Fa comodo a molti che lui resti li. Anche a D\u2019Alema. <\/p>\n<p>D\u2019Ambrosio ha detto che Craxi aveva ragione.<\/p>\n<p>D\u2019Ambrosio \u00e8 il giudice che stabili che Pinelli non fu buttato gi\u00f9 per ordine di Calabresi ma che contemporaneamente non si \u00e8 suicidato. Con ci\u00f2 dimostrando che la storia ha bisogno di voltare pagina anche a dispetto della logica. Anche per Craxi bisogna cercare un impossibile, improbo, difficile punto di equilibrio. <\/p>\n<p>Si debbono giustificare quelli che facendo finta di prendere i soldi per il partito si arricchivano? <\/p>\n<p>Quelli sono solo ladri. E\u2019 chiaro che per come era fatto il Psi, senza controlli e senza organizzazione, ce ne erano pi\u00f9 che altrove.<\/p>\n<p>Con Giulio Borrelli, direttore del Tg1, hai avuto epici scambi di opinioni. <\/p>\n<p>Ogni direttore ha diritto di rapportarsi alla concorrenza come gli pare. C\u2019\u00e8 chi lo fa con stile e chi no.<\/p>\n<p>Lasciami indovinare: Borrelli no.<\/p>\n<p>Borrelli, quando \u00e8 arrivato alla direzione, ha voluto fortificarsi in questo modo. <\/p>\n<p>Non \u00e8 facile dirigere il Tg1.<\/p>\n<p>Il direttore del Tg 1 sa che c\u2019era un altro prima di lui e che dopo di lui ce ne saranno altri. Deve fare bene la sua stagione, ha dei problemi che sono ben diversi dai miei: Celli, Zaccaria, Storace, D\u2019Alema.<\/p>\n<p>Tu hai Berlusconi.<\/p>\n<p>Che non ha certo la possibilit\u00e0 di chiamarmi e dirmi che cosa devo fare.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 altrimenti?<\/p>\n<p>Ti assicuro, ci metterei poco a diventare molto pi\u00f9 ricco.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 stata questa offerta del Tg1?<\/p>\n<p>Si, \u00e8 successo in passato.<\/p>\n<p>Tanti soldi?<\/p>\n<p>I soldi non sono importanti.<\/p>\n<p>Dai, non fare cos\u00ec. I soldi sono importanti.<\/p>\n<p>Non si fa una scelta del genere per i soldi.<\/p>\n<p>Tu sostieni che con Berlusconi si \u00e8 liberi.<\/p>\n<p>Non sono nato sulla Luna. So benissimo che la il Tg5 \u00e8 libero anche perch\u00e9 c\u2019\u00e8 qualcun altro che fa telegiornali di tipo diverso.<\/p>\n<p>Traduco: il Tg5 \u00e8 libero perch\u00e9 ci sono Fede e Liguori.<\/p>\n<p>So anche che quando attaccano Mediaset, i miei dicono: \u201cNoi non siamo di parte. Noi facciamo il Tg5\u201d.<\/p>\n<p>La foglia di fico.<\/p>\n<p>Io faccio un giornale libero, indipendente, curioso, interessante. Se qualcuno poi se ne vanta che debbo dire? Che non \u00e8 vero?<\/p>\n<p>La tua libert\u00e0 ti viene riconosciuta. Ma nelle questioni fondamentali sei allineato e coperto. <\/p>\n<p>L\u2019indipendenza \u00e8 una cosa seria, ed \u00e8 soprattutto equidistanza politica. Ma non concepisco che si possa essere neutrali rispetto agli interessi della propria azienda.<\/p>\n<p>Che differenza c\u2019\u00e8 fra te e Liguori e Fede?<\/p>\n<p>Liguori \u00e8 passionale, \u00e8 uno che crede alla funzione politica del giornalista. Fede \u00e8 un vecchio routinier, gli piace recitare questo ruolo, \u00e8 autoironico, con un pizzico di macchiettismo. Entrambi preferiscono un giornalismo televisivo schierato. Ma anche il Tg3 era schierato. Perch\u00e9 il Tg3 pu\u00f2 e Fede no?<\/p>\n<p>Hai mai litigato con Berlusconi?<\/p>\n<p>Si. La difesa di questa mia autonomia non \u00e8 stata sempre indolore. Quando lui \u00e8 sceso in campo, tenere la barra diritta del Tg5, n\u00e9 con lui n\u00e9 contro di lui, non \u00e8 stato facilissimo.<\/p>\n<p>E Berlusconi ha mai pensato: questo rompipalle di Mentana io lo caccio?<\/p>\n<p>Sicuramente. C\u2019\u00e8 un editore che non ha mai pensato una cosa del genere di un suo direttore? <\/p>\n<p>Non me ne parlare. Di me lo hanno pensato tutti.<\/p>\n<p>E\u2019 legittimo.<\/p>\n<p>Che cosa ti ha salvato?<\/p>\n<p>Il successo mio e l\u2019intelligenza sua. Berlusconi valuta bene le conseguenze delle sue mosse. <\/p>\n<p>Quando ti \u00e8 capitato di superare il Tg1 che cosa hai provato?<\/p>\n<p>Una sensazione di onnipotenza. Le prime volte.<\/p>\n<p>Poi?<\/p>\n<p>Poi \u00e8 diventato una cosa rituale. Non c\u2019\u00e8 nessun direttore del Tg1 che possa dire di non aver subito almeno una volta questo sorpasso. Alla sera, lo so \u00e8 una debolezza, quando vedo l\u2019ultima edizione dell\u2019una, mi capita di pensare: questa cosa l\u2019ho creata tutta io.<\/p>\n<p>Il politico che ti rompe di pi\u00f9?<\/p>\n<p>Non \u00e8 pi\u00f9 la stagione. Oggi i politici hanno cambiato metodo: scelgono l\u2019intervistatore pi\u00f9 accomodante, il Tg di riferimento, vogliono giocare in casa.<\/p>\n<p>Continuano a non capire nulla di televisione.<\/p>\n<p>Berlusconi preferisce andare da Fede. D\u2019Alema al Tg1.<\/p>\n<p>Berlusconi manda ai Tg cassette autoprodotte. E Fede gliele manda in onda cos\u00ec, paro paro. Nemmeno lui capisce che cosa sia la televisione?<\/p>\n<p>In questo caso sembra proprio di no. I politici preferiscono bypassare la mediazione giornalistica.<\/p>\n<p>Non capiscono la differenza fra un telegiornale e una televendita.<\/p>\n<p>La capiscono. E preferiscono la televendita.<\/p>\n<p>Per Borrelli i migliori conduttori sono Sposini, Gruber e Busi.<\/p>\n<p>I conduttori non sono cos\u00ec importanti. Quando Borrelli era conduttore del Tg1 non lo conosceva nessuno. <\/p>\n<p>Per\u00f2 mi sembri eccessivo quando dici che un conduttore non conta.<\/p>\n<p>Hai mai sentito dire che un conduttore fa pi\u00f9 ascolti di un altro?<\/p>\n<p>Di Lilli Gruber si dice.<\/p>\n<p>Vuoi che ti dica la verit\u00e0? Allora ti dico una cosa e tu giura che non la scriverai mai.<\/p>\n<p>Lo giuro.<\/p>\n<p>La Gruber fa meno ascolti degli altri. <\/p>\n<p>Mi smonti una leggenda.<\/p>\n<p>Qualcuno sa che fine ha fatto oggi Carmen La Sorella? <\/p>\n<p>Tu ti senti giovane, vecchio, maturo?<\/p>\n<p>Mi sento un ragazzo, nonostante stia per compiere 45 anni. Io gioco con la Playstation.<\/p>\n<p>Coi figli.<\/p>\n<p>No, no, gioco da solo con la Playstation.<\/p>\n<p>E quando vedi un vecchio che impressione ti fa?<\/p>\n<p>Io i vecchi li rispetto. Sono due ore che parlo con un vecchio che mi sta intervistando.<\/p>\n<p>Non capisco la battuta ma sento che ti coster\u00e0 cara. Quando maturerai?<\/p>\n<p>Quando diventer\u00f2 vecchio sarai uno dei primi a saperlo. <\/p>\n<p>Te ne accorgerai? <\/p>\n<p>Sar\u00f2 vecchio quando diventer\u00f2 rincoglionito perch\u00e9 fazioso.<\/p>\n<p>Sgalambro ha detto in un\u2019intervista che la vecchiaia \u00e8 la vera et\u00e0 dell\u2019erotismo.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 interessante quando lo dir\u00e0 un giovane. Finch\u00e9 lo dice un vecchio \u00e8 un discorso di protagonismo.<\/p>\n<p>Hai amici?<\/p>\n<p>L\u2019amicizia fondata sulla aggiunta progressiva di telefonate e di incontri non mi piace. Pappa e ciccia. Pappacciccismo. <\/p>\n<p>Tu neghi di fare parte dell\u2019Old Boys Net.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di cos\u00ec. Lo nego sul tuo settimanale che viene venduto con un quotidiano che fa parte di un gruppo editoriale che ha per direttore generale uno dei supposti capi dell&#8217;Old Boys Net. Negazione a prova di bomba.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Enrico Mentana, direttore del Tg5, ex craxiano, definito da tanti, chiss\u00e0 perch\u00e9, giovane rampante del giornalismo italiano. Sapevo delle sue ottime frequentazioni con i membri dell\u2019Old Boys Net teorizzato da Alberto Ronchey. E se avesse negato l\u2019esistenza dell\u2019Old Boys Net, gli avrei chiesto del Club di Berlino. 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