{"id":1527,"date":"2003-01-01T10:25:26","date_gmt":"2003-01-01T08:25:26","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=1527"},"modified":"2012-01-15T10:32:48","modified_gmt":"2012-01-15T08:32:48","slug":"aldo-grasso","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=1527","title":{"rendered":"Aldo Grasso"},"content":{"rendered":"<p>Il mondo televisivo \u00c8 disabituato alla critica.<br \/>\nnon c&#8217;erano finora critici combattivi?<br \/>\nCe ne sono stati e di bravissimi. A cominciare dal pi\u00f9 bravo di tutti che era Achille Campanile.<br \/>\nE allora?<br \/>\nAllora, a prescindere dai critici, la televisione sui giornali \u00c8 sempre stata vezzeggiata e coccolata. La stampa ha sempre sostenuto la televisione, sempre e comunque.<br \/>\nE perch\u00e9?<br \/>\nPerch\u00e9 ha sempre avuto un complesso di inferiorit\u00e0 enorme. Anche quando in televisione andava qualche brutto programma, la stampa comunque gli dava il sei politico.<br \/>\nAdesso nessuno \u00c8 disposto a dare il sei politico. Forse perch\u00e9 la stampa non ha pi\u00f9 complessi di inferiorit\u00e0&#8230;<br \/>\nQuelli della televisione sono viziati, assolutamente viziati. Se qualcuno facesse il rapporto quantitativo fra articoli usciti a sostegno dei programmi televisivi e quelli leggermente, dico leggermente, di critica, scoprirebbe una sproporzione enorme, siamo 100 a uno.<br \/>\nC&#8217;\u00c8 un motivo?<br \/>\nIl filone pi\u00f9 importante di informazioni sulla televisione \u00c8 cos\u00ec tituito dalle conferenze stampe. E&#8217; ovvio che il clima delle conferenze stampa sia sempre un clima euforico, positivo, al limite del capolavoro, delle lodi iperboliche.<br \/>\nHai citato Campanile. Io ricordo anche Saviane&#8230;<br \/>\nE Buzzolan! Ma quando c&#8217;\u00c8 stato qualche critico severo nel confronti della tv, \u00c8 sempre stato in qualche modo demonizzato. Di Buzzolan si diceva: &#8220;Si, poverino, \u00c8 innocuo, con quella sua mania del teatro, della cultura. Poveribno Buzzolan!&#8221;<br \/>\nE di Saviane?<!--more--><br \/>\nL&#8217;hanno sempre fatto passare per un appestato. Dicevano: &#8220;Si,, Saviane, tanto \u00c8 uno &#8230; che &#8230; si &#8230; insomma &#8230; diciamolo &#8230; \u00c8 uno che beve &#8230;&#8221;<br \/>\nAdesso non \u00c8 pi\u00f9 cos\u00ec per\u00f2. Vi attaccano duramente ma non vi trattano da appestati&#8230;<br \/>\nQuando sono scese in campo persone come Oreste Del Buono o Beniamino Placido allora c&#8217;\u00c8 stato un lieve cambiamento di rotta. Per\u00f2 il ruolo assunto dalla critica televisiva dipende dall&#8217;importanza del mezzo, non dalle persone che l&#8217;esercitano.<br \/>\nLa critica televisiva &#8211; si dice &#8211; \u00c8 inutile perch\u00e9 recensisce eventi che non si ripetono. Non come il cinema, il teatro o il libro.<br \/>\nIn parte \u00c8 vero, ma con la televisione di oggi, seriale e ripetitiva questo discorso cade. Un discorso fatto alla terza puntata di Beautiful vale per tutte le altre. Un discorso fatto per un variet\u00e0 del sabato sera vale per tutti i sabato sera.<br \/>\nQual \u00c8 allora la differenza che vedi tra la critica televisiva e quella cinematografica?<br \/>\nLa differenza non \u00c8 nel criterio ma nel ruolo che il mezzo svolge nell&#8217;ambito della societ\u00e0. Si parla oggi di televisione esattamente come si parlava di cinema nel dopoguerra. Allora il cinema era un pretesto per parlare di altro. Oggi il mezzo di comunicazione egemone non \u00c8 il cinema, \u00c8 la televisione che rimodella anche tutti gli altri mezzi i quali per sopravvivere  devono venire a patti con lei.<br \/>\nPer questo ci sono reazioni cos\u00ec  violente alle critiche?<br \/>\nLa violenza contro i critici \u00c8 sempre esistita. Anche contro i critici letterari \u00c8 enorme. Anzi \u00c8 pi\u00f9 perfida, amara e potente. Solo che si esercita in un ambito pi\u00f9 ristretto. Magari in una cena, in un salotto. Proverbiali sono le perfidie tra teatranti e critici teatrali.<br \/>\nMa nessun attore si \u00c8 mai permesso di attaccare un critico durante una rappresentazione&#8230;<br \/>\nAppunto. Quello che \u00c8 cambiato adesso, quello che non era mai successo prima, \u00c8 tutto questo rispondere dei &#8220;criticati&#8221; in trasmissione. &#8220;Il signor Tal dei Tali ha scritto una critica contro di me. E&#8217; un cialtrone, un mascalzone!&#8221; Una volta una cos\u00ec a del genere veniva vissuta come una clamorosa violazione di un patto. Una volta Walter Chiari e Gassman andaro in video e punzecchiarono Campanile che li aveva criticati. Ci fu una sollevazione generale perch\u00e9 si riteneva che non si potesse usare un mezzo cos\u00ec sproporzionatamente superiore all&#8217;altro per motivi personali.<br \/>\nOggi invece&#8230;<br \/>\nOggi bisogna mettere in conto anche questo. Che uno fa il proprio mestiere, una critica, e che il &#8220;criticato&#8221; risponda alle critiche durante sua trasmissione, che non sarebbe propriamente il suo mestiere.<br \/>\nTu per\u00f2 sei un bersaglio molto frequente, c&#8217;\u00c8 qualche motivo specifico?<br \/>\nForse perch\u00e9 io vado in dettegli abbastanza inusuali per quelli delle televisione. Giudico l&#8217;uso delle telecamere, il montaggio, i particolari tecnici. Non solo i contenuti.<br \/>\nCi sono quelli che reagiscono male ma anche quelli che tengono conto di quello che scrivi&#8230;<br \/>\nCerto, ma io so di essere che &#8220;Grasso superfluo&#8221; che tutti vogliono eliminare.<br \/>\nBella questa. Chi l&#8217;ha inventata?<br \/>\nL&#8217;ho inventata io prima che ci pensasse qualcun altro.<br \/>\nMa insomma, hai mai visto qualcuno modificarsi a seguito delle tue critiche?<br \/>\nSarebbe molto presuntuoso da parte mia sostenerlo. Per\u00f2 mi fa piacere pensare che Riamondo Vianello ha avuto una rubrica sportiva un anno dopo che io l&#8217;avevo teorizzato in un mio articolo.<br \/>\nIl tuo primo nemico?<br \/>\nForse Aldo Biscardi, il pi\u00f9 simpatico di tutti.<br \/>\nTi rispondeva in trasmissione?<br \/>\nSi, ma sempre in termini accettabili, pertinenti. Quello che \u00c8 intollerabile \u00c8 quando ti rispondono usando argomenti che non c&#8217;entrano niente.<br \/>\nPer esempio?<br \/>\nCos\u00ec e personali: quello non dorme la notte, quello \u00c8 pieno di pregiudizi, quello fa male agli studenti.<br \/>\nAltri nemici?<br \/>\nMinoli. Avevo scritto che il suo \u00c8 un giornalismo patinato e anche vacuo. Contestavo quelle sue interviste in cui seguiva la scaletta delle domande senza ascoltare le risposte, per seguire un presunto ritmo televisivo a discapito del mestiere del giornalista. E poi scrissi che la sua era una trasmissione narcisistica con la sua faccia sempre in primo piano.<br \/>\nE lui?<br \/>\nHa reagito andando sul pesante. E poi Cos\u00ec tanzo.<br \/>\nChe cos\u00ec a avevi scritto su Cos\u00ec tanzo?<br \/>\nL&#8217;avevo accusato di essere l&#8217;inventore della televisione del dolore.<br \/>\nE lui?<br \/>\nPer tre volte, durante la sua trasmissione, ha attaccato il mio libro sulla storia della televisione, dicendo che era pieno di falsit\u00e0.<br \/>\nMinoli dice che tu, come anche altri, vi siete convertiti sul caso Funari senza rinoscere a lui di essere stati il suo inventore&#8230;<br \/>\nMa Minoli invent\u00f2 il Funari detestabile, quello di Aboccaperta. E&#8217; stato Carlo Freccero a trasformarlo.<br \/>\nPer\u00f2 Minoli \u00c8 l&#8217;uomo di Mixer&#8230;<br \/>\nAppunto. E&#8217; anche fortemente privilegiato perch\u00e9 \u00c8 riuscito a mantenere una testata per tantissimi anni senza che abbia mai fatto qualcos\u00ec a di realmente clamoroso, che abbia fatto opinione, che abbia anticipato tendenze&#8230;<br \/>\nUna volta hai criticato Frizzi&#8230;<br \/>\n&#8230;e quella sua trasmissione tremenda che era &#8220;I fatti vostri&#8221;. Anche lui ci marciava con la televisione del dolore. Io scrissi che camminava sui bambini. Lui minacci\u00f2 di querelarmi&#8230;<br \/>\nSgarbi una volta ti ha risposto pubblicamente in trasmissione&#8230;<br \/>\nLo feci un po&#8217; arrabbiare quando criticai la sua incontinenza salivale quella volta che sbav\u00f2 durante l&#8221;Istruttoria&#8221; di Ferrara.<br \/>\nFerrara ti piace?<br \/>\nFerrara l&#8217;ho criticato pi\u00f9 volte, ma gli ho anche riconosciuto molti meriti. Ma non si \u00c8 mai permesso di rispondermi in televisione. E&#8217; un modello esemplare di come dovrebbero essere i rapporti tra i critici e gli uomini della televisione.<br \/>\nMa ti piace?<br \/>\nHa talmente stile, \u00c8 talmente raffinato quando scrive che a volte sembra inspiegabile la sua televisione sciatta. Ma credo di avere una spiegazione&#8230;<br \/>\nCio\u00c8?<br \/>\nPer lui la televisione \u00c8 un gioco. Sarebbe capacissimo di fare grandi programmi, ma \u00c8 pigro, non ha voglia di impegnarsi in cos\u00ec e faticos\u00ec e. Si diverte di pi\u00f9 cos\u00ec \ufffd.<br \/>\nE la televisione intelligente? Il rigore giornalistico di Biagi, la passione civile di Zavoli, l&#8217;impegno garibaldino di Santoro?<br \/>\nCon Santoro io sono sempre stato molto critico. Non mi piace il suo uso demogogico delle piazze. Ma devo riconoscergli il coraggio con cui affronta certi temi. Se le cos\u00ec e in Italia sono cambiate \u00c8 anche perch\u00e9 certe trasmissioni come la sua hanno avuto influenza.<br \/>\nZavoli e Biagi?<br \/>\nPensare che Zavoli e Biagi siano a riusciti a fare delle inchieste giornalistiche di valore in una televisione dove il giornalismo televisivo \u00c8 sempre stato molto modesto&#8230;<br \/>\nIl migliore tg?<br \/>\nSi fa molta fatica a trovare un tg migliore dell&#8217;altro. Si assomigliano tutti.<br \/>\nAnche Fede?<br \/>\nBisogna riconoscere che Fede col suo telegiornale del dolore, col suo giornalismo romanzato \u00c8 l&#8217;unico che ha saputo dare una identit\u00e0 al suo telegiornale.<br \/>\nPreferisci la Rai o la Fininvest?<br \/>\nLa Fininvest finora ha saputo fare solo tv di seconda mano, o prendendo i personaggi della Rai oppure rintuzzando e copiando i suoi programmi.<br \/>\nSi dice che i giornali parlino troppo di televisione&#8230;<br \/>\nE&#8217; il contrario. La televisione domina tutto, modifica tutto ci\u00f2 con cui viene a contatto. I giornali non possono essere esenti da questa influenza.<br \/>\nAllora \u00c8 vero che i giornali sono succubi della televisione&#8230;<br \/>\nLa televisione ha invaso i giornali perch\u00e9 rappresenta il discorso comune di tutta la gente, il collante della nostra nazione. Se noi abbiamo un&#8217;identit\u00e0 \u00c8 perch\u00e9 guardiamo tutti la stessa televisione. Poi ci sono dei giornali che oltre ai contenuti, agli argomenti, diventano televisivi formalmente. &#8220;Gente&#8221;, &#8220;Oggi&#8221; da almeno cinque o sei anni sono delle pure appendici della televisione. Anche alcuni quotidiani si stanno trasformando in tal senso, usando il linguaggio televisivo, la cos\u00ec truzione abbassata ai livelli televisivi.<br \/>\nUn esempio.<br \/>\nIl &#8220;Giorno&#8221;, \u00c8 il quotidiano pi\u00f9 televisivo che ci sia in questo momento. Poi c&#8217;\u00c8 una terza fase che stanno vivendo alcuni giornali&#8230;<br \/>\nSperiamo che sia migliore delle prime due&#8230;<br \/>\nSi. Ci sono giornali che discorrono alla pari con la televisione.<br \/>\nCio\u00c8 quelli che la snobbano?<br \/>\nNo, non fanno pi\u00f9 come una volta quando detestavano la televisione, la demonizzavano, pensavano che tutto ci\u00f2 che passava per la televisione fosse qualcos\u00ec a di disdicevole.<br \/>\nChe cos\u00ec a vuol dire allora discorrere alla pari?<br \/>\nOccuparsi di argomenti televisivi, magari con ritmi che suggerisce la televisione, magari dando a questi argomenti un peso preponderante, ma ribadendo un diverso punto di vista.<br \/>\nBasta questo? Basta evidenziare che esistono due punti di vista diversi?<br \/>\nIl guaio pi\u00f9 grosso della televisione \u00c8 proprio che non esistono pi\u00f9 punti di vista. E&#8217; tutto un magma confuso&#8230;<br \/>\nLa famosa marmellata&#8230;<br \/>\nLa famosa marmellata, ma non solo nel senso di programmi indistinti, omologati l&#8217;uno all&#8217;altro. E&#8217; che una cos\u00ec a vale l&#8217;altra, sparisce la gerarchia di valori.<br \/>\nChe cos\u00ec a \u00c8 per te il telecomando?<br \/>\nE&#8217; la frantumazione della televisione, della sacralit\u00e0 televisiva. La televisione \u00c8 un fiume in piena che entra dentro casa. Il telecomando \u00c8 quella cos\u00ec a che ti fa sentire con i piedi per terra. Appena l&#8217;onda di piena si fa troppo alta, cambio canale e scappo via.<br \/>\nCome vedi la televisione?<br \/>\nHo quattro videoregistratori e due monitor.<br \/>\nPerch\u00e9 due monitor?<br \/>\nPerch\u00e9 una delle caratteristiche della televisione moderna \u00c8 che sempre pi\u00f9 spesso i programmi hanno senso non solo per quello che sono ma per il momento in cui vanno in onda, per quello che c&#8217;\u00c8 in onda sugli altri canali. Una delle cos\u00ec e pi\u00f9 difficili della critica televisiva  \u00c8 trattare l&#8217;opera non come a se stante come pu\u00f2 essere un film, ma di saperne riconoscere tutte le connessioni che ha nel momento in cui va in onda.<br \/>\nGli intellettuali hanno sempre snobbato la televisione, Pasolini, Sciascia, Manganelli, Ceronetti &#8230;<br \/>\nUn grande pu\u00f2 anche permettersi di non guardare la televisione. A lui concedo tutto. Ma la schizzinosit\u00e0 dell&#8217;intellettuale medio che non capendo la televisione si rifiuta di vederla \u00c8 intollerabile. Se uno vuole svolgere fino in fondo il suo ruolo di intellettuale non pu\u00f2 permettersi di non guardare la televisione.<br \/>\nLa sinistra per esempio&#8230;<br \/>\n&#8230;ha temuto per molto tempo quell&#8217;atteggiamento aristocratico che non poteva permettersi, proprio perch\u00e9 operava nei settori della massa. Questo \u00c8 un errore che ha pagato. Perch\u00e9 poi \u00c8 arrivata alla tv nel peggiore dei modi, con la lottizzazione.<br \/>\nRitieni l&#8217;audience un metro di giudizio?<br \/>\nLo \u00c8, ma \u00c8 falso, il pi\u00f9 falso di tutti. Era legittimissimo come termometro per gli investimenti pubblicitari. Invece \u00c8 diventato un modello per cos\u00ec truire la televisione. Cio\u00c8 l&#8217;opposto.<br \/>\nL&#8217;Auditel come programmatore&#8230;<br \/>\nL&#8217;Auditel come facitore di palinsesti. Una cos\u00ec a spaventosa.<br \/>\nUna volta c&#8217;era l&#8217;indice di gradimento. Adesso si suppone che siano tutti graditi.<br \/>\nMa \u00c8 anche vero. L&#8217;abitudine, la ripetizione fa si che un personaggio anche sgradevole se riesce a superare una certa soglia di presenza televisiva diventa parte del paesaggio, anzi della famiglia.<br \/>\nFacciamo un esempio a caso, Marzullo.<br \/>\nMarzullo \u00c8 il caso pi\u00f9 clamoroso. Se una rete investe su un personaggio qualunque alla fine lo impone. Anche se risulta negativo alla fine viene accettato, come una zia petulante, come dei cugini antipatici. Marzullo nella televisione degli anni Settanta avrebbe fatto fatica ad entrare.<br \/>\nE invece&#8230;<br \/>\nInvece a mezzanotte non lo vede nessuno ma a forza di starci, a forza di venire critica, \u00c8 divcentato una specie di orsacchiotto. E lui \u00c8 contento lo stesso perch\u00e9 ha conquistato la patente di esistenza. Ma ci\u00f2 che \u00c8 impressionante non \u00c8 Marzullo, \u00c8 la gente che va da Marzullo. E&#8217; una cos\u00ec a che mi mette angoscia. Mi mette angoscia il chiacchericcio della gente nei salotti televisivi. Come i ministri che vanno da Maurizio Cos\u00ec tanzo ad affrontare i massimi sistemi del loro dicastero. Sicuramente noi abbiamo una classe politica da Marzullo&#8230;<br \/>\nCi sono anche quelli che vanno a raccontare corna e tradimenti da Barbareschi&#8230;<br \/>\nIn una societ\u00e0 di massa come la nostra in cui sono saltate tutte le nicchie di riconoscibilit\u00e0  che c&#8217;erano una volta, il quartiere, l&#8217;oratorio, il partito, ormai c&#8217;\u00c8 rimasta solo la televisione a darti la prova reale che tu esisti. La gente non vuole andare in tv, vuole esistere. Per questo accetta anche di andare a farsi maltrattare, o di andare a dire le cos\u00ec e pi\u00f9 becere, pi\u00f9 oscene. Il vero ufficio d&#8217;anagrafe oggi non \u00c8 il comune, \u00c8 la tv.<br \/>\nPer\u00f2 una cos\u00ec a \u00c8 il Maurizio Cos\u00ec tanzo show e un&#8217;altra \u00c8 Marzullo o Barbareschi&#8230;<br \/>\nProprio in ci\u00f2 pu\u00f2 essere d&#8217;aiuto la critica, nel tener viva l&#8217;idea che esistono livelli diversi, che l&#8217;erba non \u00c8 tutta un fascio, che esiste una trasmssione dove \u00c8 dignitoso andare e altre no.<br \/>\nQual \u00c8 la televisione peggiore?<br \/>\nLa televisione che sfrutta tutto quello che va di moda, che paga le persone perch\u00e9 vadano a piangere in diretta, la televisione del dolore, della chiacchera, della rissa&#8230;<br \/>\nMarzullo non \u00c8 certamente l&#8217;unico&#8230;<br \/>\nIl giornalismo televisivo italiano \u00c8 pieno di Marzulli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo televisivo \u00c8 disabituato alla critica. non c&#8217;erano finora critici combattivi? Ce ne sono stati e di bravissimi. 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