{"id":1551,"date":"2003-08-31T09:49:55","date_gmt":"2003-08-31T07:49:55","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=1551"},"modified":"2015-11-24T09:51:08","modified_gmt":"2015-11-24T07:51:08","slug":"lidia-ravera","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=1551","title":{"rendered":"Lidia Ravera"},"content":{"rendered":"<p>Era il 1974. Lidia Ravera era una ragazzina torinese piuttosto scapestrata, colta e intraprendente. Aveva 23 anni. Io la assunsi ad \u201cAbc\u201d e la mandai a fare cose orrende nei confessionali di tutta Italia, oppure a sedurre autonomi per conquistare documenti e scoop. Era una brava giornalista ma \u201cAbc\u201d chiuse e Lidia divent\u00f2 una scrittrice. Prima con \u201cPorci con le ali\u201d, un libro che segn\u00f2 una generazione, poi con romanzi meno traumatizzanti e rivelatori. Da allora 14 libri, 59 sceneggiature di film, centinia di articoli e una lunga mancanza di frequentazione fra di noi.<br \/>\nOggi ci rincontriamo nel suo casale di Ansedonia. \u201cSette\u201d ha appena pubblicato l\u2019ultimo articolo della serie \u201cMaledetta gioventu\u201d nella quale Lidia Ravera, parlando con Claudio Rinaldi e Paolo Mieli, Gherardo Colombo e Fiamma Nirenstein, Barbara Palombelli e Maria Laura Rodot\u00e0, Elisabetta Rasy e Giorgio Montefoschi, Giampiero Mughini ed Ernesto Galli della Loggia, Giuliano Ferrara ed Alberto Ronchey, ha tracciato una specie di identikit della generazione che non vuole invecchiare, quella dei baby boomer, i nati tra il 1946 e il 1955, quelli che hanno fatto, o semplicemente hanno guardato, il movimento del \u201968. Le faceva da linea guida il suo ultimo libro, \u201cMaledetta giovent\u00f9\u201d, appunto, nella quale ha raccontato la storia di un uomo, una donna, due figli e una giovane amante percorsi da opposte pulsioni ma omogenei nel maledire la giovinezza, quella propria e quella degli altri, quella rimpianta o quella dolorosamente vissuta. Gioventu come ricatto, alibi, debolezza, trincea, bene rifugio.<br \/>\nAlla fine delle sue interviste, sono ora io che intervisto lei, per consentirle un riassunto. Meglio, un\u2019analisi, un riordinamento di idee. Aveva cominciato con Alberto Ronchey, un adulto vero, di quelli che non stanno vivendo patetici tempi supplementari (come ha definito Giuliano Ferrara la terza et\u00e0). Alberto Ronchey che dirigeva la \u201cStampa\u201d nel \u201968, che ha lanciato la definizione di \u201dold boys net\u201d,  per individuare quel gruppo di sessantottini che oggi si spartiscono il potere nel mondo dei mass media appoggiandosi a vicenda \u2013 dice Ronchey &#8211; a prescindere dalle loro attuali posizioni politiche.<\/p>\n<p>\u201cOld boys net\u201d: quasi a dire una forma di massoneria\u2026<\/p>\n<p>No, \u00e8 un tipo di legame pi\u00f9 fluido. Non \u00e8 un patto criminoso. E\u2019 una sorta di vecchia affinit\u00e0.<br \/>\n<!--more--><br \/>\nChe nasce da quale esigenza?<\/p>\n<p>Per la mezza et\u00e0 la dimensione collettiva, fare gruppo, sembra impraticabile. Si rintanano tutti nella coppia, nella famiglia. E allora dobbiamo tornare indietro, all\u2019ultimo indirizzo collettivo conosciuto: il \u201968 appunto.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 un problema solo della nostra generazione?<\/p>\n<p>L\u2019ha spiegato bene Maria Laura Rodot\u00e0. Noi avevamo idee forti. La generazione di Maria Laura pu\u00f2 ricordare al massimo i campeggi in Grecia. Non \u00e8 la stessa cosa. La Rodot\u00e0, ma anche i giovani di oggi, si incontrano per incontrarsi. Noi ci incontravamo sostenendo che non era solo per non star soli, per cercare la mandria o il branco. Ma per cambiare il mondo.<\/p>\n<p>Tu la racconti bene. Ma Ronchey parlava di occupazione del potere da parte dell\u2019\u201dold boys net\u201d.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 stato adulto nel 1968 ha avuto l\u2019occasione di odiarci molto. La forza della giovinezza, la tracotanza e l\u2019orgoglio tipici dell\u2019et\u00e0 erano stati potenziati dalla particolare situazione politica, dalla sensazione di essere quelli che avevano ragione. Chi era gi\u00e0 adulto, quindi coinvolto dalla realt\u00e0, veniva aggredito, detestato, insultato, contestato, disprezzato.<\/p>\n<p>La teoria di fondo della tua inchiesta \u00e8 che questa generazione non vuole invecchiare. Ma quale generazione ha mai voluto invecchiare?<\/p>\n<p>La nostra \u00e8 la prima generazione che sa di avere davanti a s\u00e9 una vecchiaia molto lunga. Talmente lunga che deve riarredarla, ridefinirla, ristrutturarla. Deve inventare un\u2019altra met\u00e0 della vita. <\/p>\n<p>Met\u00e0 della vita da vecchi.<\/p>\n<p>Il termine \u201cinvecchiare\u201d mi d\u00e0 fastidio. L\u2019erba cresce e noi invecchiamo. E\u2019 la percezione del tempo che passa che d\u00e0 il senso dell\u2019invecchiamento e non della crescita?<\/p>\n<p>Chi \u00e8 il pi\u00f9 immaturo, quello che accetta meno l\u2019idea di invecchiare tra i tuoi intervistati?<\/p>\n<p>Giampiero Mughini, completamente dentro a questa meravigliosa recita di narcisismo realizzato che lo rende un uomo assai attraente e simpatico. Nello stesso momento in cui dice che vive ritirato fra gli oggetti, \u201cio sono un veccchio, ho chiuso, nel mio giornale mi trattano come una porcellana preziosa da preservare e da usare ogni tanto\u201d, in quel momento tu senti che sta ancora recitando la giovinezza.<\/p>\n<p>Che cosa \u00e8 la giovinezza? <\/p>\n<p>E\u2019 quella fase della vita, meravigliosa e completamente idiota, in cui sei pazzamente innamorato di te stesso. Una persona dabbene invece si viene a noia. E venirsi a noia consente di capire gli altri, avere curiosit\u00e0 infinite, vite movimentate. Una conquista dell\u2019et\u00e0 matura. <\/p>\n<p>Ronchey dice che avevamo studi peggiori e vita pi\u00f9 facile rispetto a loro.<\/p>\n<p>Per gli studi peggiori aveva ragione. La politica prendeva spazio e l\u2019onda d\u2019urto di una critica a una selezione vecchia e sbagliata era diventata una critica alla selezione tout court. Abbiamo fatto danni cui nessuno ha pi\u00f9 rimediato. Vita facile no. Per quanto si voglia costruire il presepe del \u201968, ci siamo fatti male nei rapporti uomo-donna, sperimentando, sbagliando, litigando. E la belligeranza permanente con la famiglia era dura. Io ho scoperto il piacere della relazione tra adulti e giovani coi miei figli. Coi miei genitori era duro. Mandavi tuo padre al diavolo e poi stavi male.<\/p>\n<p>Giampiero Mughini, \u00e8 stato un po\u2019 irritante con quel suo  vantarsi di essere stato comunista, anticomunista, antianticomunista\u2026<\/p>\n<p>E\u2019 un giovane, ha dieci anni pi\u00f9 di me ma \u00e8 un ragazzino\u2026<\/p>\n<p>E il pi\u00f9 maturo che hai incontrato?<\/p>\n<p>Sono incerta fra Montefoschi e Galli della Loggia. Galli della Loggia mi ha molto colpita perch\u00e9 ha questo aspetto da sessantottino come nessun altro sessantottino ha. Ma dichiara la non appartenenza. Per\u00f2 viene da tutti messo li. Come mai? Forse \u00e8 la sua tempra di polemista, il piacere che ha per le posizioni da isolato. E\u2019 uno che sculetta col cervello. E\u2019 un seduttore a mezzo intelligenza.<\/p>\n<p>Quando tu incontri un uomo della tua et\u00e0, che cosa pensi?<\/p>\n<p>Lo penso pi\u00f9 giovane, perch\u00e9 gli uomini hanno sempre dieci anni di meno. Le donne maturano prima, crescono prima, invecchiano prima. Per\u00f2 qualcosa \u00e8 cambiato: le donne sono pi\u00f9 belle nella mezza et\u00e0 rispetto agli uomini. Hanno avuto sempre il problema di essere desiderabili: difficilmente si fanno cogliere impreparate dall\u2019aumento di peso o da qualche altro di questi mostri della mezza et\u00e0. Ma continuano ad essere considerate fuori dal mercato del desiderio, molto pi\u00f9 degli uomini, anche degli uomini brutti. Quando incontro un uomo della mia et\u00e0 confronto inevitabilmente la tenuta delle nostre rispettive carni. Vinco quasi sempre io ma scopro che lui ha lasciato la sua moglie coetanea per una ragazzina di 20 anni pi\u00f9 giovane. <\/p>\n<p>La ragazzina \u00e8 uno dei sintomi dell\u2019uomo che non vuole invecchiare?<\/p>\n<p>E\u2019 una dichiarazione di senescenza. Quando un uomo comincia a guardare il sedere di un\u2019adolescente \u00e8 perch\u00e9 \u00e8 arrivato a fine corsa.<\/p>\n<p>Nell\u2019insieme delle tue interviste si nota una solidariet\u00e0 femminile vecchio stampo. La donna invecchia meglio, \u00e8 pi\u00f9 intelligente, affronta meglio questi problemi.<\/p>\n<p>Me ne sono accorta, e ne sono lieta. Esiste ancora una battaglia non conclusa che sta vivendo un momento di stasi. <\/p>\n<p>Anche nel tuo libro \u201cMaledetta giovent\u00f9\u201d mi sembra che tu preferisca il personaggio femminile, Linda, e che l\u2019uomo, Carlo, sia poco pi\u00f9 che un pirla.<\/p>\n<p>Nego. Il mio personaggio preferito in questo libro \u00e8 proprio Carlo. Lui si accorge di avere fatto una cazzata, si incasina, per colpa soprattutto della ragazza, vacilla, sbarella, ma \u00e8 un grande, \u00e8 meraviglioso. Linda invece prende la strada della fuga. Una gran furbata.<\/p>\n<p>Tutti maledicono la giovent\u00f9 nel tuo libro.<\/p>\n<p>Tutti i miei personaggi maledicono la giovent\u00f9, quella propria e quella degli altri.<\/p>\n<p>Morale?<\/p>\n<p>Noi attentiamo alla felicit\u00e0 dei nostri figli perch\u00e8 siamo continuamente loro fra i piedi. Io e mio figlio andiamo insieme ai concerti di Tom Wait. Ci divertiamo insieme. Ma io so che il protrarsi della mia giovinezza ingombra la giovinezza di mio figlio. Percorrere gli stessi territori costringe a un confronto costante. Se il confronto \u00e8 contrapposizione, come \u00e8 stato per la nostra generazione, vince il pi\u00f9 giovane. Se invece il confronto non \u00e8 di contrapposizione vince il vecchio: ha pi\u00f9 esperienza, ha pi\u00f9 parole.<\/p>\n<p>Tu ti senti dentro l\u2019old boys net?<\/p>\n<p>No, non mi si fila nessuno. Sono fuori di qualsiasi consorzio. Non per mia volont\u00e0. Non servo, non ho favori da scambiare. <\/p>\n<p>Ma tu facevi parte di quel gruppo. Che fine ha fatto il legame?<\/p>\n<p>Il marchio c\u2019\u00e8. Lo sento. Anche con quelli che hanno dirazzato, la maggioranza. Io sono rimasta di sinistra. Ma la maggioranza dei sessantottini \u00e8 passata a destra. Ha fatto il percorso Craxi-Berlusconi. Come Giuliano Ferrara.<\/p>\n<p>Giuliano Ferrara l\u2019uomo di destra preferito dalla sinistra.<\/p>\n<p>Giuliano Ferrara \u00e8 la testa pensante di Forza Italia. L\u2019unica. Non ce n\u2019\u00e8 altre. E\u2019 un uomo molto intelligente. Sta l\u00ec. A destra. Come Andrea Marcenaro, come Nini Briglia. <\/p>\n<p>Ma era un passaggio obbligatorio? Il \u201868 ci doveva insegnare l\u2019uguaglianza, il riequilibrio dei rapporti sessuali, la lotta per un mondo migliore. Secondo Claudio Rinaldi, invece, ci ha insegnato a condurre le assemblee, quindi a gestire il potere. Agghiacciante.<\/p>\n<p>Ho apprezzato la sincerit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma gestire il potere era la specialit\u00e0 della destra.<\/p>\n<p>Era il posto in cui pensavamo che non ci saremmo seduti mai se non in una societ\u00e0 che pulisse prima le poltrone.  <\/p>\n<p>Ci sono persone che non l\u2019hanno fatto questo percorso.<\/p>\n<p>In queste interviste le uniche continuiste risultiamo io e la Palombelli che non a caso siamo le uniche giovani. Per noi piccole, il \u201968 voleva dire critica alla famiglia, antiautoritarismo, libero esercizio della sessualit\u00e0. Rivoluzione dei comportamenti. Quelli che invece erano gi\u00e0 adulti all\u2019epoca, e che facevano politica veramente, si sono formati sull\u2019anticomunismo. E dove stanno gli anticomunisti oggi? <\/p>\n<p>Molti nel Pds.<\/p>\n<p>D\u2019accordo. Il comunismo si \u00e8 evoluto fino a diventare quella minestrina scaldata che \u00e8 adesso. Ma quel gruppo si \u00e8 formato contro il Pci e gli \u00e8 rimasto quell\u2019imprinting politico. Che invece non \u00e8 rimasto molto in chi era pi\u00f9 piccolo perch\u00e9 aveva in testa un\u2019altra scala di priorit\u00e0. Come me e la Palombelli, per esempio.<\/p>\n<p>Senti, la Palombelli ti ha detto una frase tremenda: \u201cCapii che si poteva essere comunisti e vivere in una casa elegante\u201d Non le hai dato un pugno?<\/p>\n<p>Come dire: \u201cNon bisogna rinunciare a niente e quindi facciamolo pure\u201d.<\/p>\n<p>Certo. Diverso sarebbe stato dire: \u201cCapii che si poteva vivere in una casa elegante ed essere comunisti\u201d<\/p>\n<p>Una religione molto comoda. Come adesso che sono tutti buddisti. Il buddismo concede tutto e non chiede niente. Se non chiede nulla, un\u2019ideologia o una religione sono un bene rifugio. Una cuccia calda.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la giovinezza \u00e8 diventata un valore?<\/p>\n<p>E\u2019 questa ossessione che mi accompagna da due anni. Col valore della bont\u00e0 entri nel regno dei cieli, con l\u2019impegno a favore dei deboli entri nel sol dell\u2019avvenire. Ma con il valore della giovinezza dove vai?<\/p>\n<p>Vai in televisione.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 dura. E quando non dura pi\u00f9?<\/p>\n<p>Ci sono i chirurghi.<\/p>\n<p>Stiamo lottando per andare a conquistare il paradiso del lifting? No, \u00e8 troppo poco. La giovinezza non \u00e8 un  valore, \u00e8 una condizione transitoria, che capita a tutti e non dura per nessuno.<\/p>\n<p>La giovinezza non \u00e8 un valore. Ma ha dei valori.<\/p>\n<p>Valori che possono durare tutta la vita. Ci sono dei grandi vecchi curiosi, energici, solidali con gli altri, aperti al nuovo, capaci di mettersi in discussione. E hanno 80 anni. E ci  sono dei ventenni coglioni, annoiati, che passano tutta la loro giovinezza con la playstation.<\/p>\n<p>Fianmma Nirenstein ti ha detto che la forza della vecchiaia \u00e8 poter ammettere di essere moderati. Quindi giovani aperti e vecchi moderati\u2026<\/p>\n<p>Sono stereotipi che ci marchiano a fuoco e ci rovinano la vita. Io non sar\u00f2 mai moderata, mi auguro di poter continuare a sbagliare.<\/p>\n<p>Ci sono grandi vecchi?<\/p>\n<p>Ci sono. Ma a me piacciono le grandi vecchie. Si nascondono e vengono nascoste. In genere vengono riconosciute dopo morte. Come la Ortese. Adesso una grande vecchia \u00e8 Lalla Romano. <\/p>\n<p>Perch\u00e9 non ven gono riconosciute le grandi vecchie?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ancora dura lo stereotipo della donna natura, la carne fresca. Di me diranno molto presto, probabilmente dopodomani, l\u2019appassita. L\u2019uomo invece \u00e8 cultura. Di te non  diranno mai che sei appassito, useranno altri aggettivi, rimbambito.<\/p>\n<p>Sai che soddisfazione.<\/p>\n<p>E sai che soddisfazione appassire. Tu non sei mai stato una lattuga. Io ho dietro di me una vita da insalata fresca che il tempo fa appassire. Tu invece sei cultura  il tempo ti migliora. Tui sei sicuramente pi\u00f9 intelligente oggi che all\u2019epoca in cui ti frequentavo ed eri un trentenne sciroccato.<\/p>\n<p>E bello lasciare grandi ricordi di s\u00e9.<\/p>\n<p>Anche io sono meglio adesso. Solo che a me non serve. Io devo essere  giovane e bella. E possibilmente inferiore. La cultura non fa valore aggiunto per le donne. Questo \u00e8 il motivo per cui le donne non desiderano veramente il potere. Perch\u00e9 non riusciamo a spemderlo sul piano delle relazioni personali.<\/p>\n<p>Una donna di potere \u00e8 un fastidio.<\/p>\n<p>Se l\u2019uomo guadagna tanto e diventa presidente della Confindustria diventa anche pi\u00f9 bello. Se la donna guadagna tanto e diventa presidente della Confindustria perde fascino. <\/p>\n<p>Tu hai avuto un grosso successo in  giovent\u00f9. Hai venduto due milioni di copie di \u201cPorci con le ali\u201d.<\/p>\n<p>Appunto. Me l\u2019hanno fatta pagare.<\/p>\n<p>Chi te lha fatta pagare? <\/p>\n<p>La mia generazione. \u201cPorci con le ali\u201d \u00e8 stato adorato dalle persone di cui non mi fregava niente e contestato dalle persone pi\u00f9 importanti della mia vita di allora.<\/p>\n<p>Tu fai parte di un \u201cold girls net\u201d?<\/p>\n<p>I miei punti di riferimento sono donne non famose. Come una psicanalista freudiana, Manuela Fraire, femminista delle prime ore, una donna di una intelligenza incredibile. Ha un cervello che \u00e8 come una lama di rasoio. Quando andiamo a cena insieme, lei parla ed io ed tiro fuori un taccuino e prendo appunti. Poi c\u2019\u00e8 Roberta Tatafiore, la persona meno moralista che io conosca. Una persona libera. Una donna bella e tosta. Vivace. Ma questo non \u00e8 un \u201cold girls net\u201d.<\/p>\n<p>Esiste un\u2019\u201dold girls net\u201d?<\/p>\n<p>Esiste una rete sul piano privato, se sei depressa, se ti ha mollato l\u2019uomo.<\/p>\n<p>Per gli uomini il network \u00e8 pubblico e professionale, per le donne \u00e8 privato e intimo.<\/p>\n<p>Una rete di sostegno emotivo \u00e8 molto pi\u00f9 importante che non avere il posto nel giornale del vecchio amichetto. Hai meno soldi ma non ti butti dalla finestra.<\/p>\n<p>Montefoschi \u00e8 l\u2019unico nonno che hai intervistato.<\/p>\n<p>E l\u2019unico che parla della morte. Perch\u00e9 \u00e8 uno scrittore. Gli altri parlano della morte del padre, ma non della loro. Gli scrittori maneggiano continuamente questo materiale tossico. La vita, la morte, il tempo.<\/p>\n<p>Gherardo Colombo l\u2019hai definito l\u2019unico di sinistra.<\/p>\n<p>Forse perch\u00e9 non \u00e8 un sessantottino. E\u2019 uno che si pone il problema dell\u2019egualitarismo, uno che considera Berlusconi uno degli orrori d\u2019Italia. <\/p>\n<p>Rinaldi \u00e8 apparso il pi\u00f9 cinico, o il pi\u00f9 lucido.<\/p>\n<p>O il pi\u00f9 sincero. Acnhe io sono convinta che il 68 sia stato una palestra di potere. La selezione naturale ha fatto emergere i migliori, i pi\u00f9 abili. Se tu vai a grattare un leaderino del 68, Lerner, Hutter, Viale, Sofri, Ferrara e tutti gli altri, puoi trovare una persona corrotta, un persona ambigua, una persona fragile. Ma mai una persona senza qualit\u00e0. <\/p>\n<p>Ma non c\u2019erano solo sessantottini arrapati di potere. Io conosco molti leaderini, come li chiami tu, che non si sono arrampicati su presidenze, direzioni, assessorati. E non erano meno leader, non erano meno intelligenti.<\/p>\n<p>Guarda che non sono nemmeno cos\u00ec arrapati di potere. Ma chi ce l\u2019ha il potere in Italia? D\u2019Alema ha il potere non Rinaldi. Non Mieli.<\/p>\n<p>Ferrara dice che alla sua et\u00e0 si \u00e8 praticamente morti, che si stanno giocando i tempi supplementari credendosi vivi. Che ormai non si conta pi\u00f9 nulla.<\/p>\n<p>Ferrara \u00e8 una specie di genio. Se non campa mi dispiace.  Anche se \u00e8 un avversario. Dice una cosa interessante: che chi viene dal 68 non ci casca dentro nel potere. Un po\u2019 come i soldi: ce li hai ma ne puoi fare a meno.<\/p>\n<p>La Rasy ti ha detto che la vecchiaia le ha dato l\u2019ironia. I giovani quindi non sarebbero ironici.<\/p>\n<p>L\u2019ironia \u00e8 una conquista della maturit\u00e0. Uno che \u00e8 ironico da subito, come probabilmente \u00e8 capitato sia a me che a te, \u00e8 raro. I giovani si prendono sul serio. <\/p>\n<p>Chi invecchier\u00e0 meglio dei tuoi intervistati?<\/p>\n<p>La Rasy sar\u00e0 una vecchia affascinante. Non me la immagino grassa e cadente. Ha un\u2019anima molto strutturata e attenta alla propria immagine che le ha permesso di fare un certo tipo di carriera senza sbagliare un passo e un\u2019altra anima ascetica e segreta che le consente di salvarsi dall\u2019inevitabile inaridimento di chi ha solo l\u2019anima strutturata. <\/p>\n<p>Poveri e ricchi, potenti e deboli invecchiano diversamente?<\/p>\n<p>Chi \u00e8 vecchio e povero \u00e8 uno zero sociale. Se vedi un vecchio, bello, ricco e potente che scende da una Maserati accanto a una biondona, ti tranquillizzi e lo tratti meglio.<\/p>\n<p>E\u2019 stato proprio il 68 che ha voluto distruggere la leadership della vecchiaia. Questo disprezzo ce lo siamo trascinato dietro?<\/p>\n<p>Si, e ci impedisce di invecchiare serenamente. La generazione che non sa invecchiare parte da l\u00ec. Noi abbiamo costruito un\u2019immagine di maturit\u00e0  caricaturale per poterci esercitare al lancio delle freccette, esercizio in cui siamo diventati bravissimi. Quando abbiamo finito le freccette e ci siamo trovati al posto del bersaglio, la cosa ci ha fatto orrore.<\/p>\n<p>Tu sei pentita del disprezzo con cui hai trattato i tuoi genitori? <\/p>\n<p>Quella generazione era analfabeta dal punto di vista psicologico. Non avevano un rapporto corretto con i figli. Non si mettevano mai dal nostro punto di vista. Il loro unico problema era proteggersi dall\u2019ansia facendo finta di proteggerti dai pericoli. Era terribile. Hanno avuto quello che meritavano. Io non rimpiango niente delle mie lotte giovanili. Non solo: noi abbiamo avuto una funzione educativa nei confronti dei nostri genitori. Li abbiamo migliorati. Mia madre, quando mio figlio ha occupato il Mamiani, ha fatto la torta di mele per il servizio d\u2019ordine. <\/p>\n<p>Invecchiando si modera anche la moderazione <\/p>\n<p>Il tempo \u00e8 un grande democratico.<\/p>\n<p>Gli uomini si ribellano alla vecchiaia mettendosi con amanti giovanissime o comprandosi la motocicletta. Protesi. Per\u00f2 anche le donne usano protesi. Il lifting per esempio. La Nirenstein, con te, lo ha teorizzato.<\/p>\n<p>La Nirenstein \u00e8 una di quelle donne che possono farlo o non farlo. Nulla cambier\u00e0 in lei. Quelle che mi fanno pena sono le donne che pensano che il lifting serva a riconquistare la giovinezza. Io sono contraria al lifting, ma non giudico male le donne che lo fanno nel modo giusto dichiarando di averlo fatto e dichiarando la loro et\u00e0. Le bamboline in frigo sono delle donne deboli. Le donne forti possono farlo il lifting. C\u2019\u00e8 la differenza che passa tra farsi due tiri di coca ed essere una tossicomane.<\/p>\n<p>Quali sono le persone che frequenti?<\/p>\n<p>Giuseppe Bertolucci e Nicoletta Braschi. Nicoletta \u00e8 unica, un prototipo, non \u00e8 di serie. Io entro in  relazione di lei con incantamento. E\u2019 intangibile, legge moltissimo, ha tempi lenti, non \u00e8 mondana. Ha una personalit\u00e0 cristallina. Il fatto che abbia dieci anni meno di me non \u00e8 un problema. Con Bertolucci ho lavorato molto. E\u2019 pi\u00f9 facile avere un rapporto con un uomo se passa attraverso il lavoro, se \u00e8 un lavoro creativo.<\/p>\n<p>La Rodot\u00e0 ti ha fatto il solito pianto della donna single con figlio e della fatica del doppio lavoro. Ma quale doppio lavoro? Il doppio lavoro lo fanno le mogli, che hanno il figlio ma hanno anche il marito. Avere un figlio \u00e8 la cosa pi\u00f9 bella che possa capitare a una persona.<\/p>\n<p>A me piacerebbe moltissimo vivere da sola con mio figlio. Ma ho tutta la cultura occidentale contro. Anche io non sopporto pi\u00f9 il pianto dele donne. Penso che vivere da donne \u00e8 faticoso ma per altri motivi che non sono i piatti da lavare o i figli da allevare. <\/p>\n<p>Quando sarai veramente vecchia?<br \/>\nQuando la paura di dire cazzate sar\u00e0 pi\u00f9 forte della voglia di parlare. Spero di morire un secondo dopo. Oppure quando il mio corpo non mi seguir\u00e0 pi\u00f9. <\/p>\n<p>E dal punto di vista intellettuale? Si diventa vecchi anche rimbambendo.<\/p>\n<p>No. Se un vecchio ha il cervello che non funziona, \u00e8 perch\u00e9 non gli funzionava nemmeno da giovane. Non ho paura di rimbambire. E\u2019 come la cellulite. Se non mi \u00e8 venuta finora non mi verr\u00e0 pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il 1974. Lidia Ravera era una ragazzina torinese piuttosto scapestrata, colta e intraprendente. Aveva 23 anni. Io la assunsi ad \u201cAbc\u201d e la mandai a fare cose orrende nei confessionali di tutta Italia, oppure a sedurre autonomi per conquistare documenti e scoop. Era una brava giornalista ma \u201cAbc\u201d chiuse e Lidia divent\u00f2 una scrittrice. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[421],"tags":[389],"class_list":["post-1551","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ravera-lidia","tag-sette"],"views":6203,"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/paTME9-p1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1551","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1551"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1551\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1552,"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1551\/revisions\/1552"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1551"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1551"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1551"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}