{"id":1609,"date":"2004-05-24T20:12:58","date_gmt":"2004-05-24T19:12:58","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=1609"},"modified":"2021-02-27T21:35:52","modified_gmt":"2021-02-27T20:35:52","slug":"vittorio-feltri-sette","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=1609","title":{"rendered":"Vittorio Feltri"},"content":{"rendered":"<p>A Bergamo c\u2019erano due giornali, uno degli industriali e uno della Curia. Vittorio Feltri fin\u00ec in quello della Curia. Faceva il critico cinematografico. Erano i tempi di Pietrino Bianchi, critico del Giorno,  Giovanni Grazzini, del Corriere della Sera, Alberico Sala, del Corriere d\u2019Informazione. C\u2019era gi\u00e0 Morando Morandini alla Notte. Pietrino Bianchi una volta arriv\u00f2 a Bergamo e disse a Feltri: \u201cCome critico sei una schiappa. Ma sei un grande cronista\u201d. Feltri ci rimase male. Ma Bianchi aveva visto giusto. Sono ricordi di 40 anni fa. <!--more--><br \/>\nOggi Feltri \u00e8 un giornalista famoso, direttore di grande successo, bestia nera della sinistra, coccolo della destra, richiesto risollevatore di giornali in crisi. Il giorno in cui mi riceve \u00e8 il suo ultimo alla direzione del \u201cGiorno\u201d. Prostrato dalle incursioni in redazione dell\u2019editore Riffeser, Feltri se ne va a fondare un suo giornale, \u201cLibero\u201d. Va detto che io e Feltri siamo in causa. Dei giudici dovranno decidere se Cuore, giornale che io dirigevo, lo ha diffamato. Stima professionale e perfino una latente simpatia umana fanno s\u00ec che si possa portare in porto questa intervista sulla memoria, sulla gavetta, sul passato da ricordare e da dimenticare. Con correttezza e divertimento.<\/p>\n<p>Allora: Feltri critico cinematografico?<\/p>\n<p>Per carit\u00e0, raccontavo le trame. Poi facevo teatro, sport, cronaca. Due mila lire a pezzo. Ne facevo anche trenta, 60 mila lire al mese. Da aggiungevo allo stipendio da impiegato alla Provincia, 100 mila. Ero un signorino.<\/p>\n<p>Doppio lavoro.<\/p>\n<p>Libert\u00e0 \u00e8 affrancarsi dal bisogno del posto. Se ne hai due puoi mollare quello che non ti piace.<\/p>\n<p>Altri doppi lavori?<\/p>\n<p>Quando ero alla Notte dirigevo il Sentierone, un settimanale di Bergamo. Quando stavo al Corriere ero direttore di una tv privata. Avevo una famiglia numerosa, volevo mantenere un certo tenore di vita, mandare i figli nelle scuole private. Era il periodo del terrorismo, della droga, si pensava di proteggere i figli cos\u00ec. Quando dirigevo il Giornale scrivevo su Panorama.<\/p>\n<p>Oggi?<\/p>\n<p>Oggi ho il quotidiano e il Borghese.<\/p>\n<p>Inizi difficili e duri.<\/p>\n<p>Tempo libero non ne avevo, ma io amavo starmene  per i fatti miei. Sono sempre stato un solitario. <\/p>\n<p>Che cosa facevi?<\/p>\n<p>Sognavo. Andavo a fare quattro passi da solo e sognavo. Avevo letto \u201cIl sognatore\u201d di Fiodor Dostojevski e mi ero identificato nel protagonista schivo, solitario, inetto, che viveva solo nella sua fantasia. Anche io avevo una vita interiore fantastica, cercavo di costruirmi una vita migliore dentro di me: quella che vivevo era del tutto insoddisfacente.<\/p>\n<p>Hai memoria?<\/p>\n<p>Certe regole di sintassi le ricordo bene: non usare il gerundio se il soggetto non \u00e8 espresso.<\/p>\n<p>La ragazza che ricordi?<\/p>\n<p>Luisa, 16 anni, molto carina. Tutti innamorati di lei. Anche io, pazzo. Andai in bianco. Andarono in bianco tutti. Spos\u00f2 Trussardi.<\/p>\n<p>Poi sei arrivato alla Notte.<\/p>\n<p>Era un giornale molto importante, diretto da un personaggio mitico, Nino Nutrizio. Era di destra. Io ero di sinistra ma avrei scritto dovunque.<\/p>\n<p>Tu eri di sinistra?<\/p>\n<p>Socialista, iscritto al Psi quando il Psi era nenniano. Io ero lombardiano.<\/p>\n<p>Come and\u00f2 alla Notte?<\/p>\n<p>Nino Nutrizio mi ricevette. Ero molto intimorito. Nutrizio dava del \u201cvoi\u201d. Disse: \u201cL\u2019Eco di Bergamo \u00e8 il giornale pi\u00f9 brutto del mondo. Se non vi hanno assunto nemmeno l\u00ec, ho il sospetto che siate cretino\u201d.<\/p>\n<p>Inizio sfolgorante.<\/p>\n<p>Mi sono sentito sprofondare. <\/p>\n<p>Come \u00e8 finita?<\/p>\n<p>Nutrizio disse: \u201cVi assumo in prova per tre mesi. Se supererete la prova &#8211; e lo ritengo improbabile &#8211; sarete assunto. Altrimenti tornerete alle vostre occupazioni  nell\u2019interesse vostro e soprattutto nostro\u201d. <\/p>\n<p>Roba da suicidio.<\/p>\n<p>Tornai a Bergamo in stato confusionale. Alla vigilia di Natale una prostituta venne sgozzata mentre affettava un panettone davanti alla bimbetta di due anni. Raccontai il delitto con passione, le coltellate, il sangue, la bimbetta piangente. Alle due del pomeriggio corsi in edicola, cercai la cronaca di Bergamo e mi accorsi che l\u2019articolo non c\u2019era. Salii in redazione distrutto, mi accasciai sulla scrivania con la testa fra le mani. Poi vidi la prima pagina. La firma, in fondo, era la mia. Un brivido, vidi il titolone, \u201cDelitto di Natale\u201d, avevo la prima pagina. Suon\u00f2 il telefono, era Nutrizio: \u201cNon siete cretino, siete assunto\u201d.<\/p>\n<p>Nella tua vita c\u2019\u00e8 posto per un pentimento, qualche cosa  che non rifaresti?<\/p>\n<p>Il titolo dell\u2019affare Mitrokin: \u201cGiornalisti della Repubblica vergogna!\u201d <\/p>\n<p>Perch\u00e9 l\u2019hai fatto?<\/p>\n<p>Ero rimasto colpito dall\u2019incredibile episodio di doppiopesismo. Quando venne fuori la lista della P2 nessuno la mise in dubbio. Quando \u00e8 venuta fuori la lista Mitrokin, tutti a dire: \u201cSar\u00e0 vera?\u201d Con la lista P2 al Corriere ci furono carriere stroncate, Donelli, Ciuni, Di Bella. Nella lista Mitrokin c\u2019era gente della Repubblica, Sandro Viola, Gianni Corbi. \u201cSar\u00e0 vera?\u201d<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 finita la tua iscrizione al Psi?<\/p>\n<p>Nel \u201968 sono stato scavalcato da tutti i democristiani, liberali, socialdemocratici di Bergamo. Da allora non mi sono iscritto pi\u00f9 a nessun partito.<\/p>\n<p>Adesso che cosa sei?<\/p>\n<p>Mi piace dire che sono di destra ma mi vengono in mente cose di sinistra.<\/p>\n<p>E allora dillo a me: che cosa sei?<\/p>\n<p>Sono un tatcheriano che vuole regole ferree per disciplinare il liberismo.<\/p>\n<p>Quindi non sei tatcheriano.<\/p>\n<p>La Tatcher andava bene 20 anni fa quando si trattava di rompere, anche con una certa violenza, uno schema esagerato di sinistra. Oggi non si pu\u00f2 essere sfrenati liberisti. <\/p>\n<p>Per chi hai votato?<\/p>\n<p>Psi, radicale, Dc, Pli, Pri, poi il Polo. Nel mio comune di Ponteranica voto Pds.<\/p>\n<p>A destra, culturalmente, c\u2019\u00e8 sempre stato il deserto.<\/p>\n<p>Ma non era destra. L\u2019equivoco nasce dal fatto che l\u2019unica destra che noi abbiamo conosciuto era quella ereditata dalla Repubblica Sociale. Quando si parla di destra a noi vengono in mente stivaloni neri, olio di ricino, manganelli. Ma quella non \u00e8 destra, quella \u00e8 sinistra. La Repubblica Sociale \u00e8 sinistra.<\/p>\n<p>Al tempo. Mi fai andare in confusione.<\/p>\n<p>Sal\u00f2, rispetto al ventennio, rivendicava la natura rivoluzionaria del fascismo. Quindi era sinistra. Per\u00f2 noi non lo sappiamo perch\u00e9 siamo nati nel dopoguerra e tutte le volte che sentiamo parlare di destra, anche per la demonizzazione che c\u2019\u00e8 stata del fascismo, abbiamo un rifiuto. Se io ti dico che sono di destra, tu dici: \u201cFascista!\u201d. Una semplificazione che ha lasciato il segno. Ecco perch\u00e9 si pensa che a destra  siano tutti ignoranti, cafoni, forse anche un po\u2019 puzzolenti. <\/p>\n<p>Si diceva che eri leghista.<\/p>\n<p>Io non sono stato mai leghista, ho solo capito prima degli altri che Bossi non era folklore ma che avrebbe inciso nella politica italiana profondamente. <\/p>\n<p>Come mai hai abbandonato Tangentopoli?<\/p>\n<p>Pensavo che avrebbe fatto pulizia in tutti i cantoni invece no, la pulizia \u00e8 stata fatta soltanto in alcuni cantoni mentre altri sono rimasti sporchi e sono andati al governo. <\/p>\n<p>Fammi indovinare: il cantone comunista?<\/p>\n<p>Quando  dirigevo Bergamo Oggi conobbi Di Pietro che lavorava alla Procura. Era considerato poco dai colleghi, era avversato: si attaccava dove poteva e mi dava delle notizie importanti. Anche grazie alle sue notizie il giornale pass\u00f2 da 2 a 20 mila copie. Quando cominci\u00f2 Tangentopoli, pensai: Di Pietro andr\u00e0 fino in fondo. Lui stesso mi disse: \u201cAbbiamo colpito la Dc e il Psi. Per\u00f2, stai tranquillo che toccher\u00e0 anche ai comunisti\u201d. Invece il Pds non \u00e8 stato sfiorato.<\/p>\n<p>Non \u00e8 vero\u2026<\/p>\n<p>Le tangenti si sono fermate davanti al portone delle Botteghe Oscure.  E mentre gli altri finivano in galera, il Pds \u00e8 finito al governo. E Di Pietro \u00e8 diventato senatore nelle liste dell\u2019unico partito che le sue inchieste non hanno toccato. <\/p>\n<p>Se pensi a un voltagabbana, chi ti viene in mente?<\/p>\n<p>Sinceramente fare dei nomi\u2026Cos\u00ec, su due piedi, mi vengono in mente tipi come Mastella. Povero Mastella, mi \u00e8 simpatico. Gli hanno chiesto: \u201cPerch\u00e9 non stai fuori dal governo e fai l\u2019appoggio esterno?\u201d E lui ha risposto: \u201cNon me lo posso permettere\u201d. <\/p>\n<p>Durante la gavetta a Milano, che vita facevi?<\/p>\n<p>Frequentavo quelli del Corriere, Gianantonio Stella, Ferruccio De Bortoli, Massimo Donelli, Ettore Botti, Salvatore Scarpino, Paolino Isotta, Walter Tobagi. <\/p>\n<p>Facevi un tipo di giornalismo di intervento.<\/p>\n<p>Mi ritagliavo spazi che gli altri trascuravano. Una volta mi diplomai ragioniere, mi dettero anche il diploma, in realt\u00e0 avevo solo pagato e successe un casino. Un\u2019altra entrai in una di quelle catene per la vendita di prodotti e spiegai come funzionava. Altro casino. Poi comprai una moglie a Lissone, da un\u2019agenzia, sei milioni, con l\u2019impegno che se la moglie non fosse andata bene l\u2019avrei restituita. <\/p>\n<p>Altro casino.<\/p>\n<p>Altro casino.<\/p>\n<p>Hai mai tradito?<\/p>\n<p>Di sicuro so che sono stato spesso tradito.<\/p>\n<p>Possiamo fare degli esempi?<\/p>\n<p>Capita che qualche collega mi intervisti. Siamo amici\u2026siamo colleghi\u2026 tu dici 100 cose, lui ne trascura 92 e, con quelle otto che usa, taglia e cuce. E l\u2019indomani esce una falsa verit\u00e0 che ti presenta in un modo totalmente diverso da come sei. <\/p>\n<p>Capita spesso?<\/p>\n<p>Otto volte su dieci.<\/p>\n<p>Pensi che lo far\u00f2 anche io?<\/p>\n<p>Penso di no.<\/p>\n<p>Ci sono persone che ricordavi migliori, che ti hanno deluso?<\/p>\n<p>Fabio Fazio. Lo conoscevo bene, avevamo buoni rapporti, ad un certo punto si \u00e8 trasformato. Oggi sembra un militante al servizio di una causa, non si sa quale. Non mi piace pi\u00f9. E poi Piero Ottone. Passer\u00e0 alla storia come quello che ha licenziato Montanelli, quindi non sta benissimo. Per\u00f2 gli conoscevo capacit\u00e0 notevoli. Aveva fatto grandi cose. E\u2019 andato via dal Corriere che aveva 53 anni, giovane. Non ha fatto pi\u00f9 niente, pezzi sciapi, argomenti futili. Ben scritti, ma ovviet\u00e0.<\/p>\n<p>Ti piacciono le polemiche?<\/p>\n<p>Mi piace incrociare la lama con Scalfari. Anche con Michele Serra ho avuto tante polemiche, non condivido quasi niente di quello che scrive, ma lo considero una persona di talento e lo stimo.<\/p>\n<p>Stima non ricambiata. Ti chiama Vittorio \u201cAdams\u201d Feltri.<\/p>\n<p>Riesco sempre nell\u2019impresa di apparire diverso da quello che sono. <\/p>\n<p>E di collezionare nemici.<\/p>\n<p>Al Giornale ho assunto 40 persone. Quasi tutti disoccupati, disperati,  alcuni alla canna del gas. Molti di loro sono fra le persone che mi hanno maggiormente rotto le palle nella vita. <\/p>\n<p>Perch\u00e9 li avevi assunti?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 sono vigliacco. A una persona che mi chiede una cosa non riesco a dire di no.<\/p>\n<p>Bisogna chiederti dei soldi.<\/p>\n<p>Non me ne parlare. Li presto e non becco mai indietro una lira. Finora ho perso 300 milioni. <\/p>\n<p>Perch\u00e9 la gente parla male di te? Presti soldi ai bisognosi, assumi disperati. <\/p>\n<p>Nel pezzo di Cuore c\u2019era perfino che insidiavo le ragazze al Giornale.<\/p>\n<p>Non era vero?<\/p>\n<p>No. Sono io che sono stato varie volte insidiato.<\/p>\n<p>Beh, raccontala\u2026<\/p>\n<p>Non perch\u00e9 fossi carino, ma perch\u00e9 ero il direttore. Quando non ero direttore non mi insidiava nessuna. <\/p>\n<p>E allora? Perch\u00e9 la gente sparla di te?<\/p>\n<p>Quando esci dal mucchio selvaggio, \u00e8 inevitabile. Non so per quale motivo, io sono fra i giornalisti pi\u00f9 conosciuti. Ho fatto cose importanti. Ho fatto andare bene i giornali che dirigevo. L\u2019Europeo lho preso a 85 mila copie e sono arrivato anche a 200 mila. Al Giornale ho sostituito un mostro sacro del giornalismo come Montanelli, e ho raddoppiato le vendite. Questo ha irritato. Non bastasse, sono riuscito a farmi pagare tanto, molto pi\u00f9 degli altri direttori.<\/p>\n<p>Proprio tanto?<\/p>\n<p>Francamente si, cifre inusitate. Superando certe vendite avevo diritto ad azioni. Avevo il 6 per cento all\u2019Indipendente e ho avuto il 6 per cento al Giornale. <\/p>\n<p>E\u2019 sufficiente l\u2019invidia per giustificare l\u2019ostilit\u00e0?<\/p>\n<p>Ho sempre avuto un atteggiamento duro nei confronti dei sindacati e dei colleghi. All\u2019Europeo mi hanno fatto due mesi di sciopero e alla fine ho vinto io. <\/p>\n<p>Massimo Fini, che ti adorava, non ti perdona il fatto che tu sia andato via dall\u2019Indipendente, giornale libero, per andare da Berlusconi.<\/p>\n<p>All\u2019Indipendente non potevo restare: il giornale era in balia dei capricci di Zanussi. <\/p>\n<p>Dicono che sei arrogante.<\/p>\n<p>E\u2019 per darmi coraggio. Quando vado in tv sembro arrabbiato, gelido. Ma \u00e8 perch\u00e9 sono abituato ad essere attaccato e allora me ne sto come i gatti, pronto a rispondere con una graffiata.<\/p>\n<p>Il grande errore della tua vita?<\/p>\n<p>Tratto gli editori peggio di come tratto i giornalisti. <\/p>\n<p>Anche Berlusconi?<\/p>\n<p>Paolo Berlusconi lo tenevo fuori dalla porta, e lo vedevo passeggiare aspettando che lo ricevessi. Non mi piace scodinzolare. A Zanussi ho detto: \u201cMeno ti fai vedere nel mio ufficio, meglio \u00e8\u201d<\/p>\n<p>Per\u00f2  sei corso dal Cavaliere vincitore.<\/p>\n<p>Io ad Arcore non sono mai stato. Quando ci fu l\u2019inciucio, feci il titolo: \u201cL\u2019inciucio in diretta\u201d. Sai che cosa dissero? Fanno il gioco delle parti. Una settimana prima del decreto salvaladri scrissi che sarebbe stata una stupidaggine devastante. Tant\u2019\u00e8 che si diceva: \u201cFeltri non dura\u201d. Ma tu lo leggi oggi il Giornale? Perch\u00e9 nessuno lo critica? <\/p>\n<p>Con chi vorresti fare il tuo prossimo quotidiano?<\/p>\n<p>Alessandro Sallusti e Renato Farina. Giorgio Forattini, Vittorio Zucconi, Francesco Merlo, Massimo Gramellini. Mi piacerebbe anche Giampaolo Pansa:  \u00e8 bravissimo. Negli ultimi anni, forse per sfinimento, ha perso un po\u2019 di smalto. Ma \u00e8 un fuoriclasse.<\/p>\n<p>Frequenti i politici?<\/p>\n<p>No. Quello con cui ho un po\u2019 di confidenza \u00e8 Luigi Manconi. <\/p>\n<p>Che cosa pensi dei giornalisti di destra?<\/p>\n<p>Ce ne sono di talento, Veneziani, Buttafuoco, Gramellini.<\/p>\n<p>Gramellini \u00e8 di destra?<\/p>\n<p>Non ha il marchietto di sinistra. Non \u00e8 uno infoiato di politica. <\/p>\n<p>Sei contento di come vanno le cose?<\/p>\n<p>No, sono preoccupato per il problema ecologico. Dobbiamo diventare tutti verdi. Non si pu\u00f2 affrontare l\u2019ecologia quando c\u2019\u00e8 il disastro, chissenefrega del disastro,  l\u2019ambientalismo deve diventare una monomania. L\u2019ha capito Heider.<\/p>\n<p>Che c\u2019entra Heider?<\/p>\n<p>I punti fondanti di Heider sono l\u2019ambientalismo, la difesa dell\u2019orto, della strada, della panchina. L\u2019ambientalismo non \u00e8 la foresta amazzonica, non \u00e8 la foca monaca. E\u2019 il condominio, l\u2019automobile, l\u2019alberello.<\/p>\n<p>Heider ti piace.<\/p>\n<p>Ho un atteggiamento di totale apertura e curiosit\u00e0. <\/p>\n<p>La sua posizione sugli extracomunitari\u2026<\/p>\n<p>E\u2019 quella di D\u2019Alema: contingentare gli ingressi e dare dignit\u00e0 a ognuno di quelli che ospitiamo. Non buttarli nei lager come qui a Milano. <\/p>\n<p>Hai mai fastidio per te stesso?<\/p>\n<p>Si, qualche volta mi irrito. Mi do fastidio, quando non riesco a farmi capire. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Bergamo c\u2019erano due giornali, uno degli industriali e uno della Curia. Vittorio Feltri fin\u00ec in quello della Curia. Faceva il critico cinematografico. Erano i tempi di Pietrino Bianchi, critico del Giorno, Giovanni Grazzini, del Corriere della Sera, Alberico Sala, del Corriere d\u2019Informazione. C\u2019era gi\u00e0 Morando Morandini alla Notte. 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