{"id":548,"date":"1980-01-01T00:00:00","date_gmt":"1980-01-01T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=548"},"modified":"2010-09-30T07:15:27","modified_gmt":"2010-09-30T07:15:27","slug":"don-luigi-ciotti-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=548","title":{"rendered":"Don Luigi Ciotti"},"content":{"rendered":"<p>Non &egrave; un prete accomodante. Quando prende la parola non fa sconti a nessuno. Don Luigi Ciotti, 50 anni, fondatore del gruppo Abele, comunit&agrave; di recupero di tossicodipendenti, della Lila, lega per la lotta all&#8217;Aids, di Libera, associazione per contrastare le mafie italiane, &egrave; un vero duro. Il suo ultimo grande successo &egrave; la legge per la confisca dei beni mafiosi e il loro uso a fini sociali. La sua ultima provocazione &egrave; la proposta per stimolare la &#8220;dissociazione&#8221; tra la manovalanza della criminalit&agrave; organizzata. Come risulutato ha la polizia 24 ore su 24 sotto il suo portone e tre uomini di scorta che lo seguono dovunque. <\/p>\n<p>Don Luigi, la sua proposta non ha avuto un grande successo&#8230;<br \/> &#8220;E&#8217; una proposta scomoda. Molti hanno criticato senza nemmeno leggerla. Alcuni hanno commentato: ma che vogliono questi qui da Torino? Lo sa quale &egrave; stato il primo consiglio comunale sciolto per mafia? Bardonecchia, Piemonte.&#8221;<br \/> E allora chiariamo. Lei vuole aiutare i mafiosi?<br \/><!--more--> &#8220;Con la mafia non si patteggia. Mai. I boss, se vogliono un trattamento particolare, devono collaborare, denunciare, contribuire a smantellare l&#8217;organizzazione. La dissociazione non &egrave; per loro. E&#8217; per i picciotti&#8230;&#8221;<br \/> I picciotti?<br \/> &#8220;Hanno scritto in molti: non denunceremo mai i nostri padri, ma vogliamo uscirne. Sono ragazzotti &#8211; spesso incensurati &#8211; che non hanno niente da dire se non le loro colpe. Ma vogliono uscire dalla mafia. Pagando, finendo in galera, ma senza essere costretti a sradicare le loro famiglie.&#8221;<br \/> Il giudice Caselli dice che &egrave; prematuro. Che  la dissociazione pu&ograve; indebolire il fenomeno del pentitismo. <br \/> &#8220;Ha ragione, ma non vorrei che si aspettasse troppo. Che male c&#8217;&egrave; a studiare anche un altro percorso?&#8221;<br \/> Morvillo, Conso, Vigna, Violante: sono stati prudenti nel rispondere alla sua provocazione.<br \/> &#8220;Veramente questa proposta, almeno la prima stesura, era proprio di Luciano Violante. Fu l&#8217;anno scorso che me la mand&ograve;, perch\u201a io la leggessi e la correggessi. Cosa che feci.&#8221;<br \/> E poi?<br \/> &#8220;Poi, evidentemente, &egrave; finita in un cassetto. &#8220;<br \/> Violante &egrave; diventato presidente della Camera&#8230;<br \/> &#8220;&#8230;e avr&agrave; avuto dei problemi politici che l&#8217;hanno spinto alla prudenza&#8230;&#8221;<br \/> La dissociazione potrebbe essere un trucco della mafia.<br \/> &#8220;Ricordo il funerale di un mafioso che aveva tentato di uscire per amore dei suoi figli ed era stato assassinato. In chiesa arrivava il rumore dei colpi di lupara a ricordare che dalla mafia non si esce. Il prete, don Italo Calabr&ograve;, diceva alle mamme, alle sorelle: &#8220;Io so che cosa pensate oggi, che &egrave; impossibile uscire dalla mafia. Almeno fate in modo che i vostri figli non debbano entrarci&#8221;. Bisogna interrompere in qualche maniera questo destino famigliare.&#8221;<br \/> Ma come?<br \/> &#8220;Bisogna potenziare la giustizia, pi&ugrave; uomini, pi&ugrave; strumenti. Affrontare il problema delle opportunit&agrave;. Senza lavoro, senza scuola &egrave; difficile sfuggire alla mafia. Bisogna educare, informare. Noi facciamo un campo di formazione ogni anno. Un mese fa, a San Marco in Lamis, Puglie, c&#8217;erano 160 ragazzi e ragazze.&#8221;<br \/> La sua &egrave; una comunit&agrave; piccola: solo 250 persone residenti.<br \/> &#8220;Le megastrutture sono un errore.&#8221;<br \/> Si riferisce a San Patrignano?<br \/> &#8220;Anche. Muccioli era un uomo determinato, a met&agrave; tra un manager e un contadino. Ma non ho mai condiviso la sua mania di gigantismo, il suo andare a braccetto con i politici e con i potenti e anche la copertura che diede all&#8217;omicidio Maranzano.&#8221;<br \/> Disse che lo aveva fatto per salvare la comunit&agrave;. Lei non lo farebbe?<br \/> &#8220;Sul piano educativo &egrave; un gravissimo errore coprire un omicidio. Io non lo farei.&#8221;<br \/> Muccioli era un grande, aveva carisma&#8230;<br \/> &#8220;Ma si &egrave; circondato di cattivi consiglieri e ad un certo punto &egrave; stato travolto.&#8221; <br \/> Anche Saman aveva scelto il gigantismo ed &egrave; finita nella cronaca giudiziaria&#8230;<br \/> &#8220;Ho conosciuto Francesco Cardella. E mi ha lasciato inquieto. Chiese di entrare nel coordinamento delle comunit&agrave; di accoglienza. Ma scoprii che lo aveva fatto solo perch&eacute; sperava che lo aiutassimo a sbloccare una sua barca sequestrata a Trapani perch&eacute; trovata con della roba a bordo.&#8221;<br \/> Roba?<br \/> &#8220;Strana roba. Non lo feci entrare, naturalmente.&#8221;<br \/> Cardella e Muccioli erano entrambi antiproibizionisti. E lei?<br \/> &#8220;Di ecstasy si muore. Di marijuana no. Hashish e marijuana vanno tolte dalla tabella delle droghe illegali e inserite in quella delle sostanze pericolose, come l&#8217;alcool e il fumo.&#8221;<br \/> E le droghe vere? Liberalizzandole &#8211; dicono &#8211; se ne stroncherebbe il commercio.<br \/> &#8220;No, &egrave; una risposta che non mi convince. Per una soluzione del genere ci vorrebbe l&#8217;accordo di tutti, a livello internazionale. Ma certo sono d&#8217;accordo con i contadini andini che vogliono continuare a coltivare la coca.&#8221;<br \/> Accidenti.<br \/> &#8220;Per combattere l&#8217;acoolismo lei estirperebbe tutte le vigne del Monferrato? Il problema non &egrave; l&#8217;uva, ma l&#8217;uso che se ne fa.&#8221;<br \/> E quale uso si fa della coca?<br \/> &#8220;Il Papa, quando and&ograve; in America Latina, bevve the di coca. Il contadino andino non coltiva cocaina, coltiva foglie di coca con le quali si fanno molti prodotti diversi dalla droga. Quando li convinsero a piantare patate, nessuno gliele compr&ograve;.&#8221;<br \/> La vittoria dell&#8217;Ulivo vi ha reso il lavoro pi&ugrave; facile?<br \/> &#8220;Troppo presto per dire. Turco, Bindi, Napolitano sembrano attenti e disponibili.&#8221; <br \/> E&#8217; gente pi&ugrave; vicina alle sue idee.<br \/> &#8220;Don Ciotti non &egrave; mai andato a braccetto di nessun potente. Se vince di nuovo la burocrazia e se ritorniamo ai vecchi compromessi, la mia coscienza critica, la mia libert&agrave;, il mio impegno di giustizia rimarranno svegli.&#8221;<br \/> Come va con la Chiesa?<br \/> &#8220;Amore con qualche momento di fatica. Con alcuni pezzi di autorit&agrave; della Chiesa non &egrave; facile convivere.&#8221;<br \/> Le gerarchie.<br \/> &#8220;Non solo. Spesso &egrave; in basso che ci si scandalizza di pi&ugrave;.&#8221;<br \/> Ma il Vaticano non sar&agrave; certo contento.<br \/> &#8220;Richiami forti da parte del Vaticano ce ne sono stati. Quando come presidente della Lila ho preso posizione a favore del preservativo come uno degli strumenti suggeriti dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave;, sono stato costretto a dimettermi. Nessuno ha da ridire contro i cappellani che dicono messa su un carro armato. Ma quando ho celebrato messa su un carro di campagna sono stato messo sotto inchiesta. Quando ho fondato il gruppo &#8220;Davide e Gionata&#8221; per riflettere sul cammino di fede degli omosessuali, sono stato criticato da chi faceva una grande confusione fra omosessualit&agrave; e pederastia e prostituzione.&#8221; <br \/> Un prete scomodo&#8230;<br \/> &#8220;Mi disturba questa definizione. Chiunque faccia bene la sua parte diventa scomodo. Il Vangelo &egrave; un pugno nello stomaco. Un prete se vuole incarnare la parola di Dio non pu&ograve; essere comodo.&#8221;<br \/> C&#8217;&egrave; un peccato che caratterizza questa fine di secolo?<br \/> &#8220;L&#8217;omissione. Nella comunit&agrave; cristiana &egrave; venuto meno il coraggio della denuncia. Tangentopoli: tutti sapevano. E perch&eacute; non reagivano? I concorsi erano truccati? E perch&eacute; nessuno lo denunciava?&#8221;<br \/> Perch&eacute; si veniva messi al bando.<br \/> &#8220;Guardi questo bilancio. Ho 3.218 milioni di debiti. Lo sa perch&eacute;? Perch&eacute; ho sempre detto con chiarezza le cose. E cos&igrave; non avevamo mai le convenzioni. Se io avessi smesso di denunciare, non avrei questi debiti. Avete visto invece come faceva Saman?&#8221;<br \/> Lei ha paura?<br \/> &#8220;A volte. Da alcuni segnali (effrazioni, macchine con targhe false, la storia del feto che hanno fatto trovare in un nostro bagno) mi sto rendendo conto che il momento pi&ugrave; difficile &egrave; questo. Ma io sono scanzonato e spregiudicato.&#8221;<br \/> Che ne dice di questa ondata di &#8220;perdonismo&#8221;? <br \/> &#8220;Per la Chiesa il perdono deve essere sempre concesso, ma quando si d&agrave; l&#8217;assoluzione si chiede sempre la riparazione del danno. Chi sbaglia deve rispondere delle sue azioni.&#8221;<br \/> Ma le galere facili?<br \/> &#8220;La povera gente ci era abituata. Veniva letteralmente dimenticata in galera. Ma il problema &egrave; diventato attuale solo quando in galera hanno cominciato ad andarci i forti. Eppure &egrave; proprio chi ha maggiori strumenti per capire che deve maggiormente rispondere delle sue azioni.&#8221;<br \/> Invece si chiede pi&ugrave; garantismo, si vuole il colpo di spugna&#8230;<br \/> &#8220;Quando insieme ad altri sostenevo che bisogna &#8220;educare non punire&#8221; io venivo attaccato da chi reclamava fermezza nei confronti dei deboli. Quelle stesse persone oggi chiedono clemenza nei confronti dei potenti.&#8221;<br \/> La galera &egrave; una dura punizione&#8230;<br \/> &#8220;Chiedetelo ai poveracci, tossici, sieropositivi, extracomunitari, obbiettori di coscienza, piccoli delinquenti che affollano le carceri italiane. Dove si entra sani e si esce malati. Per loro nessuno si affatica a chiedere colpi di spugna.&#8221;<br \/> E&#8217; pi&ugrave; elegante forse perdonare al potente. Perfino il Pds si &egrave; scomodato per Craxi ormai&#8230;<br \/> &#8220;Se uno sta male aiutiamolo a farsi curare. Ma si cerchino strade perch&eacute; chi sa la verit&agrave;, la smetta di nasconderla.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non &egrave; un prete accomodante. Quando prende la parola non fa sconti a nessuno. Don Luigi Ciotti, 50 anni, fondatore del gruppo Abele, comunit&agrave; di recupero di tossicodipendenti, della Lila, lega per la lotta all&#8217;Aids, di Libera, associazione per contrastare le mafie italiane, &egrave; un vero duro. Il suo ultimo grande successo &egrave; la legge [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[74],"tags":[399],"class_list":["post-548","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ciotti-luigi","tag-testate-varie"],"views":14645,"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/paTME9-8Q","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/548","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=548"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/548\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1425,"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/548\/revisions\/1425"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=548"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=548"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=548"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}