{"id":549,"date":"2003-11-13T00:00:00","date_gmt":"2003-11-13T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=549"},"modified":"2010-09-12T15:55:41","modified_gmt":"2010-09-12T15:55:41","slug":"paolo-cirino-pomicino-sette-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=549","title":{"rendered":"Paolo Cirino Pomicino"},"content":{"rendered":"<p>Nella sua prima vita era un democristiano di successo. Sconfiggeva il grande Gava a Napoli e combatteva con audacia lo strapotere di De Mita. Alla fine era diventato un ministro autorevole ed ascoltato. Nella seconda vita venne massacrato da Mani Pulite e dintorni. Se la cav&ograve; con molte assoluzioni, un po&rsquo; di prescrizioni e una condanna per finanziamzento illecito dei partiti. Conobbe la galera ed ebbe un infarto con annessa estrema unzione e il sesto by pass. Nella terza vita, la resurrezione. Opinionista di successo, best seller in libreria, mondanit&agrave; e nuovo potere politico. &laquo;C&rsquo;&egrave; anche un&rsquo;altra vita, la prima&raquo;, ricorda Paolo Cirino Pomicino. &laquo;&Egrave; una vita di cui vado orgoglioso: ero una persona seria e facevo il neurochirurgo al Cardarelli di Napoli&raquo;.<br \/> Non &egrave; passato alla storia per quello. Parliamo degli altri periodi.<br \/> &laquo;Dal consiglio comunale di Napoli, al ministero del Bilancio. Un crescendo di soddisfazioni&raquo;.<br \/><!--more--> Tutto facile?<br \/> &laquo;Mica tanto. Ebbi il mio primo intervento al cuore. Devo salva la vita a Spadolini che apr&igrave; la crisi di governo per Sigonella. Approfittai del tempo libero per fare una coronografia. Mi dissero che se non mi operavo subito ci lasciavo la pelle. Chiesi al mio medico: posso continuare a fare politica? Lui disse: &ldquo;Ci sono molti modi di morire. Lasciando la politica sceglierebbe il modo pi&ugrave; malinconico&rdquo;&raquo;.<br \/> E non &egrave; morto.<br \/> &laquo;Ripresi la corsa affannosa della politica. Mandammo a casa De Mita. Andreotti divenne presidente del Consiglio&raquo;.<br \/> Erano i tempi in cui si facevano i congressi.<br \/> &laquo;I congressi erano importanti. Adesso c&rsquo;&egrave; l&rsquo;ortodossia caporalista. Tutti in fila per due. I congressi non servono pi&ugrave; perch&eacute; i partiti non ci sono pi&ugrave;&raquo;.<br \/> I partiti non hanno fatto una gran figura.<br \/> &laquo;Li hanno individuati come covi di malaffare e non lo erano. Poi si &egrave; visto che il malaffare nelle societ&agrave; industrializzate &egrave; ovunque&raquo;.<br \/> Bella soddisfazione.<br \/> &laquo;In politica non c&rsquo;&egrave; niente di meglio dei partiti&raquo;.<br \/> E quando un&rsquo;azienda prende in mano l&rsquo;Italia?<br \/> &laquo;La vicenda di Forza Italia &egrave; stata ed &egrave; un dato emergenziale. Il dramma &egrave; che non si &egrave; evoluta. Lo dicevo spesso a Berlusconi: &ldquo;Forza Italia diventer&agrave; un partito quando far&agrave; un congresso e dieci persone si alzeranno per dire: caro Berlusconi, noi sosteniamo un&rsquo;altra tesi, siamo l&rsquo;opposizione&rdquo;&raquo;.<br \/> Non mi sembra il caso.<br \/> &laquo;Combattei duramente De Mita che voleva sciogliere le correnti che erano il sale della democrazia nei partiti. Oggi il berlusconismo deteriore ha infettato tutti&raquo;.<br \/> Mi faccia capire.<br \/> &laquo;&Egrave; la personalizzazione della politica: la Lega con Bossi, An con Fini, l&rsquo;Udc con Casini&raquo;.<br \/> Leadership.<br \/> &laquo;No, non leadership. Personalizzazione. Se tenti di cambiare il segretario, il segretario chiude il partito e se lo porta a casa&raquo;.<br \/> Chi sono stati i suoi amici?<br \/> &laquo;Quello che mi era pi&ugrave; caro era Pino Amato. Ero ancora un giovane deputato quando fu ammazzato a Napoli dalle Br. Un altro era Franco Caltagirone. Veniva spesso a cena a casa mia. Eravamo amici anche se ci divideva Sbardella&raquo;.<br \/> Sbardella era andreottiano come lei.<br \/> &laquo;Eravamo nella stessa corrente ma in contrapposizione&raquo;.<br \/> Vi massacravate anche come sottocorrenti.<br \/> &laquo;Contrapposizione, non massacro&raquo;.<br \/> Lei rimase deluso da Caltagirone.<br \/> &laquo;A un certo punto &egrave; scomparso. Come la Moratti. Ero molto amico della Moratti. Mi invitava alle sue feste. Mi veniva a trovare al ministero ogni settimana. Quando sono comparsi i miei guai &egrave; scomparsa lei. Non mi ha pi&ugrave; chiamato. Neanche quando stavo per morire. Lo scrissi in uno dei miei libri. Lei lo lesse e mi chiam&ograve;: &ldquo;Hai perfettamente ragione. Non mi sono comportata bene&rdquo;. &Egrave; una donna di grande coraggio&raquo;.<br \/> E Caltagirone?<br \/> &laquo;&Egrave; stato un grande amico, mi ha dato anche un importante contributo nel 1993 per la mia corrente&raquo;. <br \/> Quanto costava la sua corrente napoletana?<br \/> &laquo;Eleggevamo tre deputati e due senatori, Polizio, Iannuzzi, D&rsquo;Angelo, Fantino e me oltre a diversi consiglieri regionali. Due miliardi&raquo;.<br \/> Un affare.<br \/> &laquo;Spendevo meno di quanto preveda la legge di oggi. La politica costa e va finanziata. Il problema &egrave; farlo alla luce del sole. Se un industriale &egrave; contento della mia politica, perch&eacute; non deve finanziarmi?&raquo;.<br \/> Perch&eacute; lei modifica i suoi comportamenti in base alle richieste dell&rsquo;industriale.<br \/> &laquo;Io non li ho mai modioficati e ci sono le sentenze a dimostraralo. E ho mantenuto intatta la mia libert&agrave;. Prenda Caltagirone&raquo;.<br \/> Lo prendo.<br \/> &laquo;Ha finanziato la mia corrente. Ma io ho scritto che fa l&rsquo;editore con la visione del padrone delle ferriere. Tant&rsquo;&egrave; che quando ho presentato il libro a Napoli, sul Mattino, il suo giornale, non &egrave; nemmeno uscita la notizia&raquo;.<br \/> Caltagirone e Letizia Moratti sarebbero due voltagabbana?<br \/> &laquo;La seconda no. Il primo forse non era un vero amico&raquo;.<br \/> Parliamo dei politici voltagabbana.<br \/> &laquo;Il trasformismo parlamentare &egrave; il naturale corollario di un sistema maggioritario&raquo;.<br \/> A me fa impressione pensare a un signore di destra, magari di estrema destra, che ti d&agrave; il suo voto e tu lo porti al centro-sinistra come ha fatto Mastella. La prossima volta quel poveretto non vota pi&ugrave;.<br \/> &laquo;Pu&ograve; apparire un pugno in faccia. Ma io le dico una cosa che le apparir&agrave; esecrabile: io penso che la politica debba essere tolta dalla piazza e riportata nel palazzo&raquo;.<br \/> Sembrerebbe esecrabile in effetti. Rimane il caso Mastella.<br \/> &laquo;&Egrave; stata solo una valutazione diversa in corso d&rsquo;opera&raquo;.<br \/> Un nome di voltagabbana?<br \/> &laquo;Lamberto Dini. Destra o sinistra per lui pari sono&raquo;.<br \/> Voi avete fatto diventare una voltagabbana, Irene Pivetti, presidente del partito (Udeur 1999 ndr).<br \/> &laquo;Ma voi chi? &Egrave; stato Mastella. Ma c&rsquo;&egrave; un esempio alto di cambiamenti poco comprensibili&raquo;.<br \/> Esempio alto?<br \/> &laquo;Facciamo arrabbiare il mio amico Francesco Cossiga?&raquo;.<br \/> Cossiga non &egrave; un voltagabbana. &Egrave; un imprevedibile. Uno si sveglia la mattina e si chiede: &laquo;Dove star&agrave; oggi Cossiga?&raquo;.<br \/> &laquo;Ma allora &egrave; come la Regia Marina Borbonica&raquo;.<br \/> Che cosa fa la Regia Marina Borbonica?<br \/> &laquo;&Egrave; un detto napoletano. La Regia Marina, quello che dice la sera non vale la mattina. Cossiga prima tende la mano a Berlusconi, quindici giorni dopo appoggia il governo D&rsquo;Alema, poi litiga con D&rsquo;Alema e va a fare i comizi con Berlusconi. E poi fa eleggere il figlio nel centro-destra e poi critica il centro-destra. Cossiga &egrave; l&rsquo;esempio colto di una politica impazzita&raquo;.<br \/> Faccia un po&rsquo; di autocritica. Che cosa ha sbagliato?<br \/> &laquo;Ho contribuito a non chiarire per tempo il funzionamento della politica. Quando tu consenti il finanziamento dei partiti sotto banco autorizzi tutti a dire e a parlare in nome di partiti e di correnti. Capito? E buona notte al secchio&raquo;.<br \/> Buona notte al secchio nel senso che rimaneva attaccato qualcosa alle mani dei singoli?<br \/> &laquo;Poteva accadere. Le sentenze hanno detto chi finanziava la poltica e chi se stesso&raquo;.<br \/> Lei prendeva qualsiasi cosa?<br \/> &laquo;Assolutamente no. Ero selettivo. Spesso ho rifiutato finanziamenti&raquo;.<br \/> Stento a crederlo.<br \/> &laquo;E fa male. Corrado Ferlaino, una volta, per una cortesia che gli avevo fatto, venne a casa mia con 100 milioni per la mia corrente. Io rifiutai. Gli dissi: &ldquo;Non sei un sostenitore della mia politica. Sei un amico. Non ha senso che tu finanzi la mia corrente&rdquo;. Litigammo per questo&raquo;.<br \/> Sono curioso. Uno arriva a casa sua: 100 milioni. Mille banconote da 100 mila lire.<br \/> &laquo;Una sopra l&rsquo;altra fanno un mattone, circa&raquo;.<br \/> Un bel mattone. Per cose come questa lei &egrave; finito in galera. Come ricorda quei diciassette giorni?<br \/> &laquo;Di quei giorni ricordo Peppino, il compagno di cella. Aveva una bellissima voce. Dopo le sei ci facevamo una splendida ora di cantata. Canzoni napoletane&raquo;.<br \/> Come passava la giornata?<br \/> &laquo;Scrivevo. Mi arrivavano molte lettere. Poi avevo le raccomandazioni dei carcerati. Uno mi chiese addirittura di intervenire sul giudice. Gli risposi: &ldquo;Guarda, hai proprio sbagliato palazzo&rdquo;&raquo;.<br \/> Non sembra sconvolto al ricordo.<br \/> &laquo;Il carcere non mi ha segnato perch&eacute; l&rsquo;ho vissuto come una battaglia politica. Volevo perfino fare una festa, il primo anniversario dell&rsquo;arresto. Mi dissuase Wanda, la mia ex moglie. Volevo invitare tutti, il maggiore della finanza che mi aveva arrestato, il mio compagno di cella. I giudici no. Non sarebbero venuti. Non hanno il senso dell&rsquo;umorismo&raquo;.<br \/> Un&rsquo;immagine cinematografica: mentre la prima Repubblica si sfascia e i partiti scompaiono, lei festeggia nella villa sulla via Appia Antica il matrimonio di sua figlia. Presenti tutti i potenti di un mondo che sta disintegrandosi. Era il 1992.<br \/> &laquo;Non era una villa mia. Era in affitto&raquo;.<br \/> Quanto pagava?<br \/> &laquo;Cinque milioni e mezzo. La lasciai quando la proprietaria me ne chiese dieci&raquo;.<br \/> Torniamo alla festa.<br \/> &laquo;500 invitati. Tre presidenti della Repubblica. Un&rsquo;ex, Cossiga, uno in vigore, Scalfaro, e uno futuro, Ciampi&raquo;.<br \/> E mezzo Parlamento.<br \/> &laquo;E tutti i finanziatori della mia corrente, Franco Ambrosio, Francesco Zecchina, Salvatore Pagliotto. Zecchina era rimasto colpito quando, venuto a portarmi il &ldquo;contributo&rdquo; per la campagna elettorale, 150 milioni, e io lo avevo rifiutato. Gli avevo detto: &ldquo;Franc&eacute;, non ne ho bisogno&rdquo;. Lui se ne era andato via perplesso e aveva detto agli amici: &ldquo;Ma che ho fatto a Paolo? Ce l&rsquo;ha con me?&rdquo;&raquo;.<br \/> Buttava via 150 milioni?<br \/> &laquo;Non ne avevo bisogno. La mia corrente avevo appena avuto il finanziamento della famiglia Ferruzzi&raquo;.<br \/> Lei &egrave; sempre stato andreottiano?<br \/> &laquo;S&igrave;, ma atipico. All&rsquo;inizio Andreotti voleva dire Franco Evangelisti e i siciliani. Io e Vincenzo Scotti facemmo espandere la corrente, prima in Campania poi in tutta Italia. Alla fine eravamo il 20 per cento della Dc&raquo;.<br \/> Come erano i suoi rapporti con Andreotti?<br \/> &laquo;Ottimi ma anche critici. Ancora oggi gli do del lei&raquo;.<br \/> Ha mai litigato con lui?<br \/> &laquo;Molte volte. Litigi politici. Per esempio, quando l&rsquo;ho portato di forza nell&rsquo;esperienza di Democrazia Europea di D&rsquo;Antoni. Avevamo concordato l&rsquo;intesa con Berlusconi. Se mi avessero ascoltato, oggi Andreotti sarebbe presidente del Senato e noi avremmo i venti parlamentari che ci avevano assicurato&raquo;.<br \/> Perch&eacute; non chiudeste l&rsquo;accordo?<br \/> &laquo;Zecchina trasform&ograve; una questione estetica in questione politica. Disse: &ldquo;Io sono stato ministro dell&rsquo;Ulivo fino a due mesi fa. Non posso presentarmi col centro-destra&rdquo;. E anche Andreotti si tir&ograve; indietro. Si arrabbi&ograve; quando gli dissi che a lui non importava il successo elettorale perch&eacute; era senatore a vita&raquo;.<br \/> Quando era cominciata la sua resurrezione? La sua terza vita?<br \/> &laquo;Mano a mano che cresceva l&rsquo;autorevolezza di Geronimo, lo pseudonimo con il quale firmavo i miei articoli sul Giornale&raquo;.<br \/> Aveva scelto la destra.<br \/> &laquo;Ero e resto di centro. Io credo di essere stato, e di essere ancora oggi, uno dei maggiori critici della politica economica del governo. Causo qualche mal di pancia a Belpietro&raquo;.<br \/> Il mal di pancia pi&ugrave; grosso?<br \/> &laquo;Quando il direttore del Giornale, Belpietro, mi dice: &ldquo;Per favore la smetta di trattar male Tremonti&rdquo;. Ma poi pubblica tutto&raquo;.<br \/> Viene sempre fotografato in feste, accanto a gnoccolone stupende, ha ripreso alla grande l&rsquo;attivit&agrave; mondana.<br \/> &laquo;Ma che dice? Si e no tre, quattro feste l&rsquo;anno. Mi diverto e ho scritto anche una canzone&raquo;.<br \/> Pi&ugrave; bella di quella di Berlusconi?<br \/> &laquo;Non c&rsquo;&egrave; contesa. L&rsquo;ho scritta con un mio amico carissimo, Volia Chitis, un ebreo russo napoletano. La canzone si chiama &rsquo;Mbraccio a tte. &Egrave; bellissima. Cantata da Mina sarebbe meravigliosa&raquo;.<br \/> Elias Canetti parlava del &laquo;potere del sopravvissuto&raquo;.<br \/> &laquo;Chi ha delle idee non muore mai. Mentre ci sono persone viventi che sono morte&raquo;.<br \/> Un esempio?<br \/> &laquo;Mezzo Parlamento&raquo;.<br \/> Voglio un nome.<br \/> &laquo;Un mio caro amico, Sergio D&rsquo;Antoni. Chi lo sente pi&ugrave;? &Egrave; vivo? Sembra non avere un&rsquo;idea, e se ce l&rsquo;ha non ha il coraggio di sostenerla&raquo;.<br \/> Lei &egrave; il consigliere ombra del Cavaliere?<br \/> &laquo;No. Una volta Berlusconi mi chiese di fare il suo consigliere, nel suo staff. Ma rifiutai. Ogni tre o quattro mesi per&ograve; non resisto alla tentazione di dargli qualche consiglio. Ma da uomo libero&raquo;.<br \/> Vi vedete a cena?<br \/> &laquo;Quelle volte che ci vediamo, ci vediamo alle due di notte. Quell&rsquo;uomo fa troppe cose&raquo;.<br \/> Dicono che il suo erede sia Casini.<br \/> &laquo;Casini alla guida di un partito del 30 per cento? Impensabile.&raquo;.<br \/> Mi sembra di capire che il suo leader non la convince tanto.<br \/> &laquo;Casini si &egrave; berlusconizzato senza essere Berlusconi. Ha alimentato la concezione proprietaria del partito&raquo;.<br \/> Ma non ha 20 mila miliardi liquidi.<br \/> &laquo;Ha capito? Bisogna garantire alla politica la libert&agrave;, chiedendo a chiunque sostenga un partito di contribuirvi&hellip;&raquo;.<br \/> Lei non fa altro che parlare di soldi ai partiti.<br \/> &laquo;Qualcuno dovr&agrave; pur pagare i costi della democrazia&raquo;.<br \/> Nella Casa delle Libert&agrave; c&rsquo;&egrave; libert&agrave;.<br \/> &laquo;Qualche volta ho l&rsquo;impressione che ci sia un tasso di libert&agrave; ridotto perch&eacute; il sostegno economico &egrave; un sostegno per l&rsquo;intera Casa delle Libert&agrave; come accadeva nel centralismo democrataico del vecchio Pci&raquo;.<br \/> Mentre ai tempi delle correnti&hellip;<br \/> &laquo;Ogni corrente aveva i suoi sostenitori. Qui tutti oggi sembrano dipendere dal Cavaliere&raquo;.<br \/> Si potrebbe dare l&rsquo;otto per mille ai partiti.<br \/> &laquo;Bisogna fare entrare in testa agli italiani che finanziare la politica &egrave; dovere civico&raquo;.<br \/> &Egrave; dura. Ne avete fatte troppe.<br \/> &laquo;E allora stiamo tutti nel centro-destra e nessuno elegge pi&ugrave; nessuno. Sono tutti nominati dai vertici&raquo;.<br \/> Che vita fa lei adesso, che salotti frequenta?<br \/> &laquo;Poca mondanit&agrave; a dire il vero&raquo;.<br \/> Non dica bugie. L&rsquo;altro giorno era all&rsquo;apertura del Jackie O.<br \/> &laquo;Beatrice Mannozzi, la proprietaria, &egrave; una mia vecchia amica. Ci sono andato con Daniela Santanch&eacute;&raquo;.<br \/> L&rsquo;hanno vista anche al Billionaire.<br \/> &laquo;Il 14 agosto, festa di Sergio Domp&egrave;, industriale farmaceutico&raquo;.<br \/> Quelle feste sono il regno dell&rsquo;adulazione.<br \/> &laquo;Capitava soprattutto nelle feste milanesi. Tutti a fare i complimenti al ministro napoletano, intelligente, sveglio&raquo;.<br \/> Quali sono i centri dell&rsquo;adulazione pi&ugrave; spinta?<br \/> &laquo;Dove esiste un partito personale l&rsquo;adulazione &egrave; inevitabile. Vince la cortigianeria e quindi la mediocrit&agrave;. E cos&igrave; questa coalizione &egrave; in grado di esprimere pochi ministri di spessore. Per&ograve; questo &egrave; un problema di entrambi i poli&raquo;. <br \/> Un caso di adulatore. Nome e cognome.<br \/> &laquo;Emilio Fede. Adulazione bonaria, non interessata. Vespa &egrave; accondiscendente, acritico pi&ugrave; che adulatorio. Come Anna La Rosa. Come Socci quando ha intervistato Berlusconi. Un vero tappetino&raquo;.<br \/> E Marzullo?<br \/> &laquo;Marzullo &egrave; una sorta di parrucchiere. Shampo, barba, taglio di capelli. Un&rsquo;oretta veramente rilassante. Adornato potrebbe considerarsi un voltagabbana. L&rsquo;unico articolo che non sono riuscito a pubblicare sul Giornale fu quando Adornato e Guzzanti fecero una serie di articoli sull&rsquo;odio politico. Io scrissi subito un pezzo: &ldquo;Sono d&rsquo;accordo che ci sono campagne che attivano l&rsquo;odio politico. Ma quando l&rsquo;odio politico era contro di noi, Guzzanti e Adornato coltivavano l&rsquo;odio politico&raquo;.<br \/> Gioco della torre. Mimun o Mentana?<br \/> &laquo;Butto Mentana. &Egrave; libero sempre dalla stessa parte&raquo;.<br \/> Panorama e L&rsquo;espresso?<br \/> &laquo;Butto L&rsquo;espresso. Panorama si fa leggere&raquo;.<br \/> Ha letto l&rsquo;ultimo editoriale di Rossella su Berlusconi?<br \/> &laquo;D&rsquo;accordo. Era un soffietto&raquo;.<br \/> Socci o Veneziani?<br \/> &laquo;Butto Veneziani. &Egrave; troppo di destra&raquo;.<br \/> Socci &egrave; di sinistra?<br \/> &laquo;No, ma mi piace quella sua barba incolta&raquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella sua prima vita era un democristiano di successo. Sconfiggeva il grande Gava a Napoli e combatteva con audacia lo strapotere di De Mita. Alla fine era diventato un ministro autorevole ed ascoltato. Nella seconda vita venne massacrato da Mani Pulite e dintorni. 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