{"id":554,"date":"2001-07-19T00:00:00","date_gmt":"2001-07-19T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=554"},"modified":"2010-09-29T13:40:00","modified_gmt":"2010-09-29T13:40:00","slug":"ombretta-colli-sette-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=554","title":{"rendered":"Ombretta Colli"},"content":{"rendered":"<p>Facevano parte dell&rsquo;iconografia della sinistra italiana. Lei, Ombretta Colli, cantante e attrice, molto impegnata sul fronte del femminismo. Lui Giorgio Gaber, cantautore, fustigatore dei vizi della borghesia, adorato dai giovani progressisti che correvano a vedere i suoi spettacoli. Oggi lui fustiga i vizi della sinistra italiana. E lei, folgorata sulla via di Arcore, &egrave; diventata una delle politiche pi&ugrave; impegnate di Forza Italia. Deputata, europarlamentare, assessore comunale, &egrave; attualmente presidente della provincia milanese.<\/p>\n<p>Ombretta, la sinistra vi ha deluso, ma anche voi avete deluso la sinistra. Eravate una bandiera.<\/p>\n<p>Io non sono mai stata di sinistra. Per me era un&rsquo;etichetta appiccicata.<\/p>\n<p>Non votava a sinistra?<\/p>\n<p>Io ho avuto dei voti molto alternativi e ho sempre sostenuto che un cittadino premia e punisce. <\/p>\n<p>Ha votato di tutto?<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Di tutto. Sono pochi i partiti che non ho mai votato.<\/p>\n<p>Diciamoli.<\/p>\n<p>Non ho mai votato l&rsquo;estrema destra, ad esempio.<\/p>\n<p>Giorgio comunque era di sinistra.<\/p>\n<p>Giorgio non vota dal &lsquo;74.<\/p>\n<p>Ma era di sinistra. Poi non &egrave; vero che non vota dal &lsquo;74: ha votato per lei.<\/p>\n<p>S&igrave;. E&rsquo; stato un gesto di grande affetto.<\/p>\n<p>Quante volte Giorgio ha votato per lei?<\/p>\n<p>Una, due, tre volte&#8230; <\/p>\n<p>Berlusconi &egrave; un dritto: prende uno e ottiene due. Un giorno lei torn&ograve; a casa e disse: &ldquo;Caro Giorgio, ho deciso di candidarmi per Berlusconi&rdquo;. Lui che disse?<\/p>\n<p>Mi disse: &ldquo;Fai bene&rdquo;. Probabilmente lui mi conosce di pi&ugrave; di quanto non mi conoscano gli altri. Cio&egrave; lui sa che sono una persona concreta, fattiva, che ho anche un istinto che funziona. Istintivamente ho sempre sentito l&rsquo;aria prima di mio marito. Io, dico la verit&agrave;, non ci ho pensato tantissimo. Avevo avuto proposte di tanti partiti. Avevo sempre detto no. Ma Berlusconi mi ha convinto.<\/p>\n<p>Chi altri le aveva fatto un&rsquo;offerta?<\/p>\n<p>Pci, Psi. Chiedono sempre agli uomini di spettacolo di candidarsi. E&rsquo; per portar voti. Ma con Berlusconi &egrave; stato diverso. Sono stata eletta il 12 giugno e il 13 giugno ho disdetto tutti i miei contratti. Avendo uno stipendio che mi passano i cittadini italiani, non vorrei mai <br \/> trovarmi nella situazione di essere in un teatro e sentirmi dire: &ldquo;Ma, scusi, noi le diamo uno stipendio e lei &egrave; qui che recita? Ma vada a fare quello per cui &egrave; stata votata e la stiamo pagando!&rdquo;. Questo proprio non lo sopporterei perch&eacute; avrebbero ragione&#8230; <\/p>\n<p>Ce ne sono per&ograve; che lo fanno, anche nel suo partito. Gabriella Carlucci per esempio.<\/p>\n<p>Quelli che lo fanno non mi vanno bene. A un certo punto bisogna fare delle scelte.<\/p>\n<p>Come &egrave; nata la sua passione per Forza Italia? <\/p>\n<p>Da una intervista. Mi avevano chiesto di commentare l&rsquo;ennesimo episodio di malasanit&agrave;. Era l&rsquo;autunno del &lsquo;93 e Berlusconi non si occupava ancora ufficialmente di politica. Per&ograve; diceva: &ldquo;Scendo in campo, non scendo in campo&hellip;&rdquo; Io risposi: &ldquo;Se Berlusconi facesse il ministro della sanit&agrave;, in questo Paese ci si potrebbe ammalare con maggior dignit&agrave;&rdquo;. Berlusconi mi telefon&ograve; e mi ringrazi&ograve; per la citazione. Poi ci incontrammo. A dicembre nacque Forza Italia. E Berlusconi mi offr&igrave; una candidatura.<\/p>\n<p>Lei parla di politica con Giorgio?<\/p>\n<p>S&igrave;, s&igrave;.<\/p>\n<p>Discutete? Avete idee contrarie? <\/p>\n<p>Mio marito non &egrave; per niente ideologico. E&rsquo; molto avvilito per come questo Paese &egrave; allo sbando. Ogni tanto dice: &ldquo;Beh, cercate di vincere e poi fate qualcosa per&ograve;, perch&eacute; qui &egrave; uno sfascio totale&rdquo;.<\/p>\n<p>Lei era anche una femminista accesa. Fu una fase turbolenta e trascinante&hellip;<\/p>\n<p>Non l&rsquo;ho vissuta come turbolenta. La sensazione che avevo io era quasi di innamoramento. Le donne si vedevano, parlavano di se stesse. Si era creato tra noi un momento magico, di complicit&agrave;.<\/p>\n<p>Oggi non sembra pi&ugrave; esserci complicit&agrave; fra donne.<\/p>\n<p>Per nulla. E&rsquo; il nostro punto debole. La complicit&agrave; maschile esiste sempre. Per la donna si &egrave; tornati alla situazione antica con un rischio che gi&agrave; ognuna di noi intravedeva: la sua mascolinizzazione. Quanto abbiamo parlato del rischio di far nascere le donne coi baffi!<\/p>\n<p>Oggi qual &egrave; il suo atteggiamento nei confronti del femminismo, di quello che resta&#8230; <\/p>\n<p>Ho ancora grande voglia di aggregazioni femminili. Siamo il 54% egli elettori, dobbiamo essere molto pi&ugrave; determinate. Dico una frase che &egrave; un po&rsquo; maschile: il potere non si chiede, si prende. Perch&eacute; se si chiede, ci si sente rispondere: &ldquo;Sei matta!&rdquo;<\/p>\n<p>Quanto a determinazione lei d&agrave; lezioni a tutte. Ci racconti la sua vita.<\/p>\n<p>Mio padre era cantante, batterista e bassista. Andavamo da una citt&agrave; all&rsquo;altra, in Italia e all&rsquo;estero. Mi sentivo una bambina sfortunata, diversa dalle altre. Arrivavo in una scuola dove tutti si conoscevano e io non conoscevo nessuno. Poi, a un certo punto, ho avuto uno scatto di orgoglio: &ldquo;Ma fantastico! Io sono una bambina fortunata. Conosco Firenze, Genova, Milano, ho amici in tutta Italia. Imparo le lingue&rdquo;. Prima media a Torino, seconda media a Venezia. Poi Svizzera, Austria, Germania. E l&rsquo;estate quasi sempre ad Alassio. <\/p>\n<p>Che tipo di musica faceva suo padre?<\/p>\n<p>Quella che adesso viene chiamata musica pop. Tu che m&rsquo;hai preso il cuor, Papaveri e papere. Faceva anche un po&rsquo; di cabaret.<\/p>\n<p>Amicizie?<\/p>\n<p>Poche e complicate da coltivare. Ci si scriveva. Mi piaceva da pazzi quando tornavo a casa da scuola e guardavo la cassetta delle lettere.<\/p>\n<p>Quella sua vita caotica le imped&igrave; di finire gli studi&hellip;<\/p>\n<p>Era impossibile. Per&ograve; poi, da grande e gi&agrave; famosa, a 27 anni, mi sono iscritta al liceo. Andavo in classe coi i ragazzini, e il sabato andavo a fare Canzonissima. Un&rsquo;esperienza fantastica! Sempre in treno, in aereo. I signori seduti accanto a me sbirciavano il libro che stavo leggendo pensando che fosse un romanzo di moda e scoprivano che leggevo logaritmi. Mi guardavano: &ldquo;Ma questa &egrave; scema?&rdquo; <\/p>\n<p>Ma veramente si divertiva a scuola?<\/p>\n<p>Mi sentivo anche un po&rsquo; a disagio. Pensavo: &ldquo;Ma una cosa normale non mi capita mai?&rdquo; Andavo a scuola la mattina coi libri sotto il braccio e avevo un lavoro, un marito e una figlia, Dalia.<\/p>\n<p>&Egrave; stata mai bocciata?<\/p>\n<p>No, io studiavo. Facevo i compiti. <\/p>\n<p>Faceva anche greco&hellip;<\/p>\n<p>Una tortura! Ma perch&eacute; i greci avevano i verbi irregolari?<\/p>\n<p>La maturit&agrave;?<\/p>\n<p>Tanto batticuore.<\/p>\n<p>L&rsquo;universit&agrave;?<\/p>\n<p>Lingue orientali. Cinese e russo. Poi medicina. Ma medicina non sono riuscita a finirla.<\/p>\n<p>Perch&eacute; medicina?<\/p>\n<p>Ho sempre pensato che fosse giusto per una donna invadere il campo maschile. Basta con filosofia e con lettere che portano o nelle scuole o nelle biblioteche. Le donne si devono dedicare alle materie scientifiche. Da l&igrave; nasce il potere.<\/p>\n<p>Perch&eacute; non ce l&rsquo;ha fatta?<\/p>\n<p>Perch&eacute; ho cominciato col cinema. Andai dal mio insegnante di anatomia e gli dissi: &ldquo;Professore, ho un po&rsquo; di problemi con il lavoro&rdquo;. E lui mi disse: &ldquo;Vada a fare questi film. I film con le rughe non si possono fare, medicina si pu&ograve; fare anche con le rughe&rdquo;. Non &egrave; stato un grande consiglio. Non ce l&rsquo;ho pi&ugrave; fatta a riprendere.<\/p>\n<p>Che cosa ricorda del cinema?<\/p>\n<p>Le alzate all&rsquo;alba. &ldquo;A Ombr&eacute;, te mannamo &lsquo;a machina a le cinque e mezza&rdquo;. Io rispondevo: &ldquo;Non sar&agrave; un po&rsquo; tardi?&rdquo;<\/p>\n<p>Che musica le piaceva da ragazzina?<\/p>\n<p>Elvis Presley. Il rock and roll. A mio padre non andava gi&ugrave;. Lui era per Sinatra, Louis Armstrong, Ella Fitzgerald. <\/p>\n<p>Qual &egrave; la pi&ugrave; grossa stupidaggine che ricorda di aver detto?<\/p>\n<p>Se ne dicevano parecchie. &ldquo;Bisogna lasciare i nostri nemici in una pozza di sangue&rdquo;. Ma si rende conto? Possibile che nel periodo pi&ugrave; bello della vita fossimo tutti cos&igrave; incazzati e furibondi? <\/p>\n<p>A che et&agrave; &egrave; diventata milanese in pianta stabile?<\/p>\n<p>A 17 anni, quando mio padre disse: &ldquo;Basta andare in giro&rdquo;. E io cominciai a lavorare. Ero affascinata dal mondo dello spettacolo. Sapevo centinaia di canzoni a memoria. Cominciai con uno spettacolo sul fascismo che credo sia stato uno dei pi&ugrave; clamorosi insuccessi della storia teatrale italiana. Ero veramente giovanissima. E un po&rsquo; ignorante. A un certo punto chiesi al regista: &ldquo;Perch&eacute; vengo fuori con una camicetta bianca e la gonna nera a pieghe?&rdquo; E lui: &ldquo;Ma non posso lavorare con gente cos&igrave;!&rdquo;. Qualcuno mi disse: &ldquo;Era la divisa delle &ldquo;piccole italiane&rdquo;&rdquo;. E io: &rdquo;Ma chi sono le piccole italiane?&rdquo; Un disastro insomma. Il regista bestemmiava. Io mi facevo il segno della croce. E lui si incazzava di pi&ugrave;.<\/p>\n<p>Che cosa ricorda della sua vita artistica?<\/p>\n<p>Il teatro, Garinei e Giovannini, i monologhi come &ldquo;Una donna tutta sbagliata&rdquo;. Il cinema, Corbucci, Magni, Scola, Petri, &ldquo;La terrazza&rdquo;, &ldquo;Arrivano i bersaglieri&rdquo;.<\/p>\n<p>E le canzoni?<\/p>\n<p>&ldquo;La mia mamma&rdquo;, una vecchia canzone popolare alla quale Giorgio aveva rifatto il testo. La cantai a Canzonissima e fu un grande insuccesso. Poi ne scrisse Mario Soldati e decoll&ograve;. Vendette quasi un milione di copie. Stette in classifica un anno.<\/p>\n<p>Gli amori?<\/p>\n<p>Ho conosciuto mio marito molto presto.<\/p>\n<p>Ma ci fu un aristocratico prima, dicono le cronache.<\/p>\n<p>Achille, un giovane conte, una persona carina. Avevo 16 anni. Dur&ograve; un paio di anni. C&rsquo;erano problemi.<\/p>\n<p>La contessa madre, immagino&hellip;<\/p>\n<p>Non ero la moglie che sognava per suo figlio. Poi c&rsquo;era anche la contessa nonna. Un giorno Achille mi chiese di rimanere a pranzo da loro. La nonna comunic&ograve; che non sarebbe scesa a mangiare, &ldquo;visto che c&rsquo;era Ombretta&rdquo;.<\/p>\n<p>E lei si arrabbiava.<\/p>\n<p>Come una jena. Poi cominciai a capire che avevano ragione le contesse. Io ero presa dal mio lavoro&hellip;<\/p>\n<p>&hellip;che le piaceva pi&ugrave; del conte&hellip;<\/p>\n<p>&hellip;e non sarei mai stata una donna capace di rimanere a casa a fare le cene&hellip; <\/p>\n<p>&hellip;e non soffr&igrave; molto a lasciare il conte&hellip;<\/p>\n<p>Era una famiglia importante, ricca, che si credeva essenziale per i destini del Paese. A dispetto della contessa madre e della contessa nonna i fratelli di Achille, che si erano tutti sposati bene con rampolle dell&rsquo;aristocrazia, divorziarono dopo un paio di anni.<\/p>\n<p>Mentre lei incontr&ograve; il Principe Azzurro e visse felice e contenta.<\/p>\n<p>La prima volta che mi invit&ograve; a cena, al momento di pagare il conto, Giorgio Gaber disse: &ldquo;Paga tu che non ho soldi&rdquo;. E ho continuato a pagare tutta la vita. <\/p>\n<p>Giorgio &egrave; un taccagnone?<\/p>\n<p>No. Gli secca andare in giro col portafoglio.<\/p>\n<p>Un vero signore.<\/p>\n<p>Un pigro.<\/p>\n<p>Quando ha capito che stava cominciando a guadagnare tanto?<\/p>\n<p>Quando sono andata a girare un film della Metro Goldwin Meyer in Egitto. Rimasi impressionata dalla diaria. Tipo 400 mila lire al giorno. Io tornavo in camera la sera e mi dicevo: &ldquo;Adesso sono una ragazza ricca&rdquo;.<\/p>\n<p>Giorgio port&ograve; ad un ribaltamento di amicizie?<\/p>\n<p>Inizialmente s&igrave;. Milano era diversa da Roma. Era pi&ugrave; scalpitante. C&rsquo;erano i cabaret, dove si faceva satira, il Derby, il Cab 64. <\/p>\n<p>Chi erano i suoi amici?<\/p>\n<p>A Roma i Corbucci. Laura Basile e suo fratello. Teo Teocoli. A Milano i cabarettari, Cochi e Renato, Jannacci, Dario Fo, Franca Rame, Lino Toffolo.<\/p>\n<p>Lei &egrave; gelosa?<\/p>\n<p>Da ragazzina lo ero. Adesso sempre meno. Una volta sospettavo che una mia amica ci provasse con Giorgio. Andai a casa sua con una pistola e le sfasciai casa.<\/p>\n<p>E&rsquo; vero che lei ha avuto una storia con Gianni Morandi e Giorgio ha avuto una storia con Mariangela Melato? Quando qualche giornalista le rivolge questa domanda, lei non nega mai in maniera decisa.<\/p>\n<p>Io ritengo che ci sia un limite alle domande. Non &egrave; che siccome sono una persona pubblica, debbo rispondere anche alle domande sui miei disturbi ginecologici. <\/p>\n<p>Una cosa che ha sorpreso &egrave; stato il suo appoggio al Gay pride di Milano. <\/p>\n<p>Perch&eacute; ha sorpreso?<\/p>\n<p>Perch&eacute; &egrave; stata l&rsquo;unica. <\/p>\n<p>Io ho molto rispetto nei confronti dei gay. Molti di loro sono stati miei maestri di vita.<\/p>\n<p>Non mi dica che &egrave; stata una decisione indolore.<\/p>\n<p>Assolutamente no. Abbiamo ricevuto delle telefonate da far paura. <\/p>\n<p>Perch&eacute; il presidente della Provincia ha dato il patrocinio e il sindaco Albertini no? Avete gli stessi elettori, siete nello stesso partito&hellip; <\/p>\n<p>Forse gli uomini hanno qualche problemino in pi&ugrave; rispetto a una donna su questi argomenti. Poi io provengo da un mestiere dove molti sono omosessuali. A parte il fatto che abbiamo anche un senatore omosessuale tra i nostri, che &egrave; Zeffirelli. <\/p>\n<p>Se lei fosse stata il sindaco di Milano&hellip;<\/p>\n<p>&hellip;avrei dato il patrocinio, di sicuro.<\/p>\n<p>Lei diceva che non si sente voltagabbana&hellip;<\/p>\n<p>No di certo.<\/p>\n<p>Chi potrebbe definire voltagabbana?<\/p>\n<p>Francesco Rutelli. Radicale, capellone, socialista, verde. Adesso Margherita. Che cos&rsquo;&egrave;? Un movimento cattolico? Rutelli mi sembra sempre uno che sta recitando una parte. E allora dico: &ldquo;Recitava anche prima?&rdquo; <\/p>\n<p>Come definirebbe un voltagabbana?<\/p>\n<p>Uno che indossa un abito non suo. Che sta sempre dalla parte pi&ugrave; interessante. I socialisti stanno decollando? Sempre stato socialista! I verdi sono la cosa pi&ugrave; eccitante del momento? Sempre stato ambientalista! <\/p>\n<p>Voltare gabbana &egrave; una caratteristica della sinistra o della destra?<\/p>\n<p>Della sinistra. Forse perch&eacute; ha deluso le aspettative. <\/p>\n<p>Che cosa dovrebbe fare uno che cambia idea?<\/p>\n<p>Concedersi un momento di riflessione, di silenzio, di ritiro. E poi spiegare. Anche con dolore. Se non &egrave; un opportunista da due lire. <\/p>\n<p>Altri voltagabbana? Bossi, Dini, Mastella&hellip;<\/p>\n<p>Sono inciucetti politici. Io non credo che Mastella sia un voltagabbana. E&rsquo; un uomo di potere. Si diverte a sedersi sulle poltrone giuste. <\/p>\n<p>Non ce la fa a stare all&rsquo;opposizione. Prima o poi torna da voi.<\/p>\n<p>Se ritorna non lo so. Per&ograve; sicuramente passer&agrave; un periodo molto duro.<\/p>\n<p>E nell&rsquo;ambiente dello spettacolo?<\/p>\n<p>Tutti questi cantanti di sinistra che prendono 130 milioni a concerto, spesso con le Feste dell&rsquo;Unit&agrave;, dove magari le tasse non si pagano, sempre belli stracciati, sempre dalla parte dei deboli&hellip; Ogni tanto vorrei dire, anche alla moglie del premio Nobel: &ldquo;Togliti un orecchino e venti clandestini staranno meglio&rdquo;. Un orecchino sto dicendo, mica tanto. Sempre l&igrave; a colpevolizzare gli altri: &ldquo;Voi non date&#8230; voi non fate&rdquo;. Ma comincia un po&rsquo; tu.<\/p>\n<p>Non mi sembra proprio il caso di Franca Rame e di Dario Fo&hellip; <\/p>\n<p>Una volta eravamo tanto amici. Baci e abbracci. Adesso quando mi incontrano provano quasi un po&rsquo; di schifo. Come se avessi una malattia infettiva. Come se avvicinandosi potessero correre qualche rischio. E&rsquo; una sensazione proprio sgradevole. Mentre per esempio Jannacci, che &egrave; assolutamente un uomo di sinistra, ha sempre detto: &ldquo;Ombretta fa benissimo, a me non me ne frega niente di dove sta, &egrave; un&rsquo;amica e a me sta bene cos&igrave;&rdquo;. <\/p>\n<p>Altri amici le hanno tolto il saluto?<\/p>\n<p>Sabina Guzzanti. Non eravamo tanto amiche, veramente. Ma l&rsquo;ultima volta che ci siamo incontrate mi ha guardato con un po&rsquo; di ribrezzo anche lei. <\/p>\n<p>Teo Teocoli?<\/p>\n<p>Teo se ne fotte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Facevano parte dell&rsquo;iconografia della sinistra italiana. Lei, Ombretta Colli, cantante e attrice, molto impegnata sul fronte del femminismo. Lui Giorgio Gaber, cantautore, fustigatore dei vizi della borghesia, adorato dai giovani progressisti che correvano a vedere i suoi spettacoli. Oggi lui fustiga i vizi della sinistra italiana. 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