{"id":620,"date":"2004-04-22T00:00:00","date_gmt":"2004-04-22T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=620"},"modified":"2010-09-12T15:05:41","modified_gmt":"2010-09-12T15:05:41","slug":"giampiero-galeazzi-sette-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=620","title":{"rendered":"Giampiero Galeazzi"},"content":{"rendered":"<p>Cominciarono a parlare di lui in occasione della telecronaca della vittoria dei fratelli Abbagnale, ai mondiali di Monaco di Baviera, quando url&ograve; talmente tanto che perse la voce. Poi si fece notare intervistando i calciatori a fine partita indossando un cappellone da cowboy. Quando il Napoli vinse lo scudetto, riusc&igrave; ad entrare negli spogliatoi, chiudendo fuori tutti i colleghi, e consegn&ograve; il microfono a Maradona che si esib&igrave; in un formidabile evento televisivo. A met&agrave; di una dignitosa carriera di giornalista Giampiero Galeazzi ha conosciuto l&rsquo;incontro con le folle e la grande popolarit&agrave; prestandosi per Domenica In a fare la spalla un po&rsquo; cialtronesca di Mara Venier che lo chiamava &laquo;bisteccone&raquo;.<!--more--> Quell&rsquo;avventura &egrave; finita. Galeazzi &egrave; tornato al giornalismo &laquo;serio&raquo;. Ed &egrave; tornato a far parlare di s&eacute; quando, come conduttore della Domenica Sportiva, ha consegnato per quasi mezz&rsquo;ora la scena al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi impegnato a parlar bene del suo Milan, di se stesso e del suo progetto di far giocare il Milan a due punte contro il volere di Ancelotti. Ricorderete: polemiche a non finire.<\/p>\n<p>Allora, Galeazzi, come &egrave; andata?<br \/> &laquo;C&rsquo;era &rsquo;sta famosa storia delle due punte. Alla riunione di redazione io dissi: &ldquo;A Berlusconi piace parlare di calcio. Chiediamogli di intervenire per telefono&rdquo;. Un collega, Tony Damascelli, del Giornale, mi aveva detto che forse avrebbe telefonato anche a Telenova&raquo;.<br \/> Tu hai il numero di Berlusconi?<br \/> &laquo;Quello di Arcore? Adesso ce l&rsquo;hanno tutti. Ho lasciato il messaggio sulla segreteria. E lui ci ha chiamato in trasmissione. Tutto qui&raquo;.<br \/> Ti aspettavi la telefonata dura dell&rsquo;Annunziata?<br \/> &laquo;Berlusconi ha parlato di calcio. Certo, venti minuti sono tanti, si poteva fare un po&rsquo; di meno. Ma era divertente sentire il suo scambio di battute con Zucconi. &Egrave; stato un bel colpo giornalistico. Berlusconi ci ha dato una mano ad alzare l&rsquo;audience a danno di Controcampo che &egrave; una trasmissione Mediaset&raquo;.<br \/> L&rsquo;Annunziata ha esagerato?<br \/> &laquo;Il suo era un atto dovuto. Io lo avrei fatto con meno protervia e segno del potere. Tipo: &ldquo;Caro Galeazzi, Berlusconi &egrave; presidente del Milan? E io sono presidente della Rai&rdquo;. Poteva fare una cosa spiritosa&raquo;.<br \/> Pensi di essere stato un po&rsquo; troppo leccapiedi nei confronti del premier?<br \/> &laquo;Io no. Perch&eacute;? No. A me piace che lo sport sia praticato verbalmente anche dai grandi. Una certa intellighenzia di destra e di sinistra sostiene che lo sport non &egrave; da intellettuali. Ma a me piace quando Agnelli diceva la sua, Berlusconi dice la sua, Romiti dice la sua&raquo;.<br \/> In Rai c&rsquo;&egrave; adulazione?<br \/> &laquo;Adulazione? Certo. C&rsquo;&egrave; la protezione politica. Mentana? Bravo. Ma fu fatto vicedirettore dal Partito Socialista. A me sembrava un estraneo. Poi ho capito che l&rsquo;alieno ero io e che i protetti dei politici erano la normalit&agrave;&raquo;.<br \/> Che impressione ti ha fatto vedere la rissa Giorgino-Mentana a Quelli che il calcio?<br \/> &laquo;Mi ha infastidito. Giorgino deve capire che deve sta&rsquo; bbono. Non pu&ograve; mettersi in prima fila dicendo: &ldquo;Io sono il Tg1, io sono il telegiornale&rdquo;&raquo;.<br \/> Ha detto di essere il volto di punta del Tg1.<br \/> &laquo;Ma Giorgino &egrave; solo uno dei tanti che lavorano al Tg1. Dopo vent&rsquo;anni, dopo trent&rsquo;anni, puoi dire qualcosa del Tg1. Noi che siamo il gruppo storico del &rsquo;76 possiamo dire: &ldquo;Il Tg1 &egrave; questo&rdquo;. Ma lui che cosa sta a parl&agrave; dopo un anno del Tg1? Giorgino non ha capito niente&raquo;.<br \/> Dimmi il nome di un adulatore.<br \/> &laquo;C&rsquo;&egrave; un mio amico che &egrave; un grande adulatore. &Egrave; un grande personaggio anche se lo prendono in giro da tutte le parti, ma lui &egrave; pi&ugrave; forte di Biscardi. &Egrave; il mio amico della notte&raquo;.<br \/> Marzullo?<br \/> &laquo;Marzullo. &Egrave; amico di tutti i nuovi direttori, ma lo fa con molta classe. Lui &egrave; un signore. Li conosce tutti. &Egrave; abilissimo, io non sarei capace. &Egrave; sempre gentile con tutti. Io lo frequento, &egrave; uno sempre molto disponibile, non l&rsquo;ho mai sentito parlare veramente male di nessuno. &Egrave; una forma di mentalit&agrave;&raquo;.<br \/> E tu non hai mai avuto la tentazione di adulare?<br \/> &laquo;Io appartengo a quella categoria di persone che per il gusto della verit&agrave; o della battuta spesso fanno casino&raquo;.<br \/> Come Magalli?<br \/> &laquo;Lui &egrave; ancora pi&ugrave; cattivo perch&eacute; &egrave; piccolo. Io gioco al cattivo. Lui &egrave; cattivo&raquo;.<br \/> Ti ricordi qualche battuta che ti &egrave; costata un&rsquo;amicizia?<br \/> &laquo;In un momento di nervosismo dissi a un collega, che poi &egrave; diventato un big direttore: &ldquo;Lascia perdere, torna da dove sei venuto&rdquo;. Eravamo amici. Lui se la prese molto&raquo;.<br \/> Vedi molti voltagabbana in giro?<br \/> &laquo;Migliaia. Il noto giornalista, mio collega di peso&raquo;.<br \/> Ferrara?<br \/> &laquo;Partito da sinistra, approdato a destra. Ma &egrave; talmente intelligente che vari periodi rosa e blu come Picasso glieli possiamo pure concedere. Anche se fa un po&rsquo; impressione vedere uno come Ferrara che difende i valori della destra&raquo;.<br \/> Altri?<br \/> &laquo;L&rsquo;editore&raquo; di Porci con le ali, .<br \/> Giulio Savelli?<br \/> &laquo;&Egrave; l&rsquo;unico che conosco personalmente perch&eacute; giocavo a tennis in doppio con suo fratello Lorenzo. Con Giulio ci andavi a cena una sera e diceva una cosa. La cena dopo ne diceva un&rsquo;altra. Lui &egrave; il campione del mondo dei voltagabbana professionisti. Tutti gli altri sono dilettanti&raquo;.<br \/> Tu prima di diventare giornalista sportivo eri un campione sportivo.<br \/> &laquo;Mio padre &egrave; stato campione di canottaggio. Vinse gli europei nel 1932, nel due senza. Poi continu&ograve; facendo l&rsquo;allenatore alla Tevere Remo e poi alla Canottieri Roma. Per cercare di curare un braccio che mi era rimasto bloccato dopo un incidente mi fece fare canoa. E cos&igrave; divenni un fiumarolo. Stavo sempre in riva al Tevere. Ho imparato anche a nuotare, nel Tevere&raquo;.<br \/> Roba da epatite virale.<br \/> &laquo;Allora era diverso. C&rsquo;era Pigellino, proprietario di un barcone, che se la beveva l&rsquo;acqua del Tevere. Io cominciai con la canoa poi passai al canottaggio perch&eacute; ero troppo alto. Nel 1964 vinsi il campionato del mondo juniores&raquo;.<br \/> Il canottaggio &egrave; uno sport duro.<br \/> &laquo;Sempre in barca. A scuola e in barca, in barca e a scuola. Sempre. Non avevo tempo per cazzeggiare dopo la campanella della fine delle lezioni. E la mattina, alle sei, andavo a correre due ore a Villa Borghese. E la sera palestra&raquo;<br \/> Giocavi anche a pallone.<br \/> &laquo;Naturalmente. Ma durante un torneo di squadre locali, a Maccarese, dove guadagnavo 200 mila lire a partita, mi sono rotto il ginocchio e non mi sono pi&ugrave; ripreso. Ho dovuto finirla con il canottaggio&raquo;?<br \/> Rapporti col padre? <br \/> &laquo;Lui campione, io campione. A casa gli portavo l&rsquo;acqua con le orecchie, obbediente, ma in acqua ero abbastanza aggressivo e gli rispondevo. Ero un rompicoglioni&raquo;. <br \/> Ti occupavi di politica? Era il &rsquo;68.<br \/> &laquo;Io pensavo alle Olimpiadi. Non avevo certo in mente Capanna che faceva l&rsquo;insurrezione all&rsquo;Universit&agrave;. Che il mondo stava cambiando lo leggevo sui giornali. Comunque politicamente ero uno di rottura, non sono mai stato conservatore&raquo;.<br \/> I tuoi miti? Le tue canzoni?<br \/> &laquo;Bobby Solo, i Beatles, Paul Anka&raquo;.<br \/> Eri magro?<br \/> &laquo;Ero uno stecchino&raquo;.<br \/> Stento a crederlo.<br \/> &laquo;Adesso peso 170, forse&raquo;.<br \/> In che senso forse?<br \/> &laquo;Ho la bilancia che arriva a 150&raquo;.<br \/> Da giovane?<br \/> &laquo;Ero magro, magro, magro&raquo;.<br \/> L&rsquo;ultima gara?<br \/> &laquo;A Parigi. Capii che non c&rsquo;era pi&ugrave; la gamba e non c&rsquo;era pi&ugrave; la testa. Meglio cos&igrave;. Se fossi stato competitivo sarei andato a Monaco alle Olimpiadi del 1972. E sarebbe cambiata la mia vita. A Monaco ci andai come radiocronista, con Guglielmo Moretti. Io l&rsquo;ho presa come un segno del destino questa gamba infortunata&raquo;.<br \/> E la televisione?<br \/> &laquo;Mi chiam&ograve; Emilio Rossi, direttore del Tg1 e mi disse: &ldquo;Da domani sei da noi&rdquo;. Io ero alla radio. Dissi a Guglielmo Moretti che mi aveva assunto: &ldquo;Io nun ce vado&rdquo;. Moretti sosteneva che la televisione era una roba superficiale, con tutti i giornalisti belli impomatati. Ma un collega mi disse: &ldquo;A ragazz&igrave;, vacce de corsa. La televisione &egrave; il futuro. Non fare l&rsquo;eroe, qui siamo cinquanta, a te te mannamo a compr&agrave; li cornetti&rdquo;. Allora andai&raquo;.<br \/> A Monaco facesti l&rsquo;epica telecronaca della vittoria degli Abbagnale.<br \/> &laquo;Poi crebbi e ci fu la Domenica sportiva&raquo;.<br \/> Poi Domenica In, il cambio di marcia, la popolarit&agrave;.<br \/> &laquo;E tante difficolt&agrave;, anche famigliari. Tornavo a casa e i miei figli mi dicevano: &ldquo;Ma dove sei stato? Ti han visto con la trombetta che cantavi a squarciagola con Tony Renis&rdquo;&raquo;.<br \/> Ne facevi di tutti i colori. Ti sei travestito da Tarzan, da tigre, da coniglio.<br \/> &laquo;&Egrave; stata una grande esperienza&raquo;.<br \/> Una cosa che ti sei rifiutato di fare?<br \/> &laquo;Vestirmi da donna. Mi sono rifiutato. Giucas Casella invece lo faceva, anche con i tacchi alti. E anche Luca Giurato si travestiva da donna&raquo;.<br \/> I colleghi ti criticavano?<br \/> &laquo;La rivista ufficiale della Rai, il Radiocorriere, mi defin&igrave; il &ldquo;giornalista giullare&rdquo;. I colleghi dicevano che non ero pi&ugrave; credibile come giornalista sportivo. Ma il pubblico reagiva positivamente. Quando vedevo Brando Giordani, il direttore di rete, gli chiedevo: &ldquo;Ma che faccio bene a fa&rsquo; &rsquo;sta cosa?&rdquo;. E lui: &ldquo;Ma che sei matto? &Egrave; un successo!&rdquo;&raquo;.<br \/> Ti prendeva molto in giro la Gialappa&rsquo;s.<br \/> &laquo;Capirai: mi travestivo da topo&raquo;.<br \/> Le critiche peggiori?<br \/> &laquo;Dal Tempo. Qualsiasi cosa facessi era sempre sbagliata. Mai che riconoscessero che ho tentato di portare nel calcio un senso di normalit&agrave;, di sfott&ograve;, che non mi sono mai preso sul serio&raquo;.<br \/> Poi l&rsquo;avventura &egrave; finita.<br \/> &laquo;L&rsquo;ultima Domenica In la feci con Magalli. Fu Bartoletti, il capo dello sport, a farmi la guerra&raquo;.<br \/> Perch&eacute; ce l&rsquo;aveva con te?<br \/> &laquo;Invidia. Se lui andava a Sanremo lo mettevano in quindicesima fila e io stavo in prima. Era uno scontro personale. Voleva dimostrare che lui era il direttore e poteva fare di me qualsiasi cosa. Ce l&rsquo;aveva con me anche perch&eacute; guadagnavo soldi extra. Diceva che ero gi&agrave; pagato come giornalista. Ma a Domenica In io cantavo, ballavo, recitavo. Me vorrai d&agrave; quarche cosa?&raquo;.<br \/> Stavi andando a Mediaset.<br \/> &laquo;C&rsquo;&egrave; mancato poco che andassi con Mara Venier a Canale 5. Mi fermai proprio all&rsquo;ultima firma. Mi avrebbero dato un sacco di soldi. Io volevo continuare a fare lo sport e loro volevano che facessi solo lo spettacolo con Mara. Ogni discussione aumentavano i soldi. Un miliardo, un miliardo e mezzo, due miliardi. Alla fine dissi di no&raquo;.<br \/> Se fossi andato a Mediaset ti saresti sentito un voltagabbana?<br \/> &laquo;Io sono sempre stato aziendalista. Ma quando ho smesso di fare Domenica In mi sentivo un po&rsquo; spaesato. In redazione non avevo &rsquo;na stanza, &rsquo;na sedia, &rsquo;na scrivania. Mi avevano messo da parte. Era la vendetta del sistema&raquo;.<br \/> Eri diventato una specie di fidanzato di Mara Venier.<br \/> &laquo;Uno dei tanti fidanzati&raquo;.<br \/> Ti ha mai creato dei problemi con tua moglie?<br \/> &laquo;Una certa gelosia forse s&igrave;. Mara ogni tanto citofonava e diceva: &ldquo;A&ograve;, Giampi&eacute;, so arivati i tartufi&rdquo;. E io andavo a mangiare da lei e mia moglie ci rimaneva male perch&eacute; magari non veniva coinvolta nel gruppo. All&rsquo;inizio ne ha risentito&raquo;.<br \/> Hai lavorato anche con Valeria Mazza.<br \/> &laquo;Bella e sensuale. Ma anche con la Falchi e con Afef, donne straordinarie&raquo;.<br \/> Quali trasmissioni sportive guardi?<br \/> &laquo;Le guardo tutte. Per forza&raquo;.<br \/> Anche il Processo di Biscardi?<br \/> &laquo;Non &egrave; il mio modo di fare una trasmissione. Biscardi &egrave; pi&ugrave; vicino al pubblico dei bar, quello del tresette, fa una cosa vecchia. Per&ograve; bisogna ammettere che riesce a fare le nozze di Cana coi fichi secchi&raquo;.<br \/> Partecipi mai alle risse calcistiche?<br \/> &laquo;Qualche volta. Ma io le risolvo sul sarcastico. &ldquo;Namo a magn&agrave;&rdquo; o &ldquo;Lassamo perde&rdquo;. Cose cos&igrave;. Il sarcasmo &egrave; la mia ancora di salvezza&raquo;.<br \/> Controcampo?<br \/> &laquo;&Egrave; come la nostra. Fanno il pieno perch&eacute; si dedicano alle squadre principali. Se l&rsquo;Empoli &egrave; primo in classifica loro fanno un servizio sull&rsquo;Inter che non lo &egrave;. Non fanno servizio pubblico. Milan, Inter e Juve. Cos&igrave; prendono il 99 per cento della popolazione sportiva e non perdono mai. Questo &egrave; il loro segreto&raquo;.<br \/> Il giornalismo sportivo &egrave; trash?<br \/> &laquo;Non c&rsquo;&egrave; dubbio. Gossip, veline, fidanzate dei calciatori, risse. Ci si dimentica che il calcio &egrave; anche un grande sport, non solo una fonte di polemiche o la palestra di Moggi&raquo;.<br \/> Per chi fai il tifo?<br \/> &laquo;Sono laziale, da sempre&raquo;.<br \/> Qual &egrave; la differenza tra un romanista e un laziale?<br \/> &laquo;Se la Lazio a un quarto d&rsquo;ora dalla fine perde 2 a 0 il laziale si alza e se ne va. Se la Roma verso fine partita perde 2 a 0 il romanista dice: &ldquo;Vinceremo 3 a 2&rdquo;. Il laziale &egrave; meno morboso, meno attaccato alla squadra. Un romanista &egrave; capace di dare al figlio il nome dei calciatori&raquo;.<br \/> Eri laziale anche quando la Lazio era la squadra dei fascisti?<br \/> &laquo;Sempre. Io guardavo solo il campo. Della curva non me ne fregava niente&raquo;.<br \/> Chi voti?<br \/> &laquo;Da ragazzo ero di destra. All&rsquo;universit&agrave; sono finito a sinistra. Poi ho votato Berlusconi ma ora, dopo la guerra in Irak non so&#8230;&raquo;.<br \/> Perch&eacute; l&rsquo;hai votato?<br \/> &laquo;Sulla brezza di ci&ograve; che era successo con Mani Pulite e compagnia. Mi sono detto: vediamo &rsquo;sto milanese se veramente ha chiaro in Italia il meccanismo burocratico. Invece Berlusconi vale come manager ma politicamente ama vincere da solo, capisci?&raquo;.<br \/> Quanto guadagni in Rai?<br \/> &laquo;Come un caporedattore. Duecento milioni lordi&raquo;.<br \/> Hai altri nemici oltre a Bartoletti?<br \/> &laquo;Certo. Gli invidiosi. C&rsquo;&egrave; un detto in Rai: &ldquo;Tutto &egrave; permesso fuorch&eacute; il successo&rdquo;. Appena cominci a andar bene c&rsquo;&egrave; qualcuno che te vole freg&agrave;. &Egrave; un fatto umano, di tipica radice aziendale&raquo;.<br \/> Sei mai stato premiato?<br \/> &laquo;Premiato? In otto anni di Domenica In non ho mai preso nemmeno un Telegatto. N&eacute; come giornalista n&eacute; come giullare&raquo;.<br \/> &Egrave; stato bello diventare famoso?<br \/> &laquo;Non fai la fila al ristorante, in farmacia ti servono subito, alle Poste ti riconoscono, al bar ti servono il caff&egrave; prima che fai lo scontrino. Molti favori, molti fastidi&raquo;.<br \/> Quale collega ti &egrave; pi&ugrave; antipatico?<br \/> &laquo;Bartoletti su tutti. Ma adesso c&rsquo;&egrave; molto rispetto nei miei confronti, so&rsquo; diventato &rsquo;na divinit&agrave;, mi chiamano maestro&raquo;.<br \/> Gioco della torre. Taricone o Amendola?<br \/> &laquo;Amendola &egrave; un attore, Taricone &egrave; un truzzo&raquo;.<br \/> Ma Amendola &egrave; un romanista.<br \/> &laquo;&Egrave; un romanista intelligente&raquo;.<br \/> Ci sono romanisti intelligenti?<br \/> &laquo;Purtroppo s&igrave;. Venditti per esempio. Ma &egrave; un romanista politicizzato&raquo;.<br \/> Bonolis o Ricci?<br \/> &laquo;Non so chi avesse ragione. Per&ograve; Bonolis ha esagerato. Io sono aziendalista e rispetto il servizio pubblico. Mi hanno insegnato a non usare un mezzo potente come la televisione per polemiche personali&raquo;.<br \/> Sposini o Sassoli?<br \/> &laquo;Butto gi&ugrave; Sassoli perch&eacute; crede di essere pi&ugrave; bello di Sposini e non &egrave; vero&raquo;.<br \/> Biscardi o Mosca?<br \/> &laquo;Butto Mosca. Non &egrave; riuscito a fermare Biscardi e il suo analfabetismo sportivo&raquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cominciarono a parlare di lui in occasione della telecronaca della vittoria dei fratelli Abbagnale, ai mondiali di Monaco di Baviera, quando url&ograve; talmente tanto che perse la voce. Poi si fece notare intervistando i calciatori a fine partita indossando un cappellone da cowboy. 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