{"id":621,"date":"2001-11-15T00:00:00","date_gmt":"2001-11-15T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=621"},"modified":"2010-09-27T07:26:33","modified_gmt":"2010-09-27T07:26:33","slug":"ernesto-galli-della-loggia-sette-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=621","title":{"rendered":"Ernesto Galli della Loggia"},"content":{"rendered":"<p>Il libro di Pialuisa Bianco, Elogio del voltagabbana, sta girando l&rsquo;Italia in una serie di presentazioni che coinvolgono Francesco Cossiga, Sergio Romano, Antonio Martino, Cesare Romiti. E sui quotidiani firme importanti. Paolo Mieli lo esalta sulla Stampa, Eugenio Scalfari lo rintuzza sulla Repubblica. Sullo stesso concetto di fondo, voltagabbana come sintomo di democrazia, si pu&ograve; discutere a lungo. Lo faccio con Ernesto Galli della Loggia, per fare un po&rsquo; d&rsquo;ordine.<\/p>\n<p>Partiamo dal titolo: Elogio del voltagabbana. Due parole di segno opposto, una &egrave; positiva, l&rsquo;altra &egrave; negativa.<br \/> &laquo;Tutti cambiano idea. Il problema &egrave; il modo e l&rsquo;intenzione&raquo;.<br \/> Problema non da poco.<br \/> &laquo;Disgraziatamente l&rsquo;intenzione &egrave; una di quelle cose che non si possono indagare&raquo;.<br \/> Appunto.<br \/> &laquo;Quando Dario Fo ha smesso di essere un repubblichino di Sal&ograve; ed &egrave; diventato un democratico, perch&eacute; lo ha fatto?<!--more--> La stragrande maggioranza dei miei colleghi esprime oggi dei giudizi sulla Resistenza completamente diversi da quelli che esprimevano negli anni Settanta. Sono dei voltagabbana?&raquo;. <br \/> La risposta?<br \/> &laquo;La risposta &egrave; no. Ma &egrave; giusto che chi ha un minimo di ruolo pubblico spieghi perch&eacute; cambia idea. Purtroppo in Italia nessuno ammette di aver cambiato idea, perch&eacute; ha paura di cadere sotto la ghigliottina del moralismo&raquo;. <br \/> Pi&ugrave; stai zitto pi&ugrave; sei accusato, pi&ugrave; sei accusato pi&ugrave; stai zitto.<br \/> &laquo;E poi c&rsquo;&egrave; il problema della direzione: da dove si parte e dove si arriva. Nessuna persona che &egrave; passata da destra a sinistra &egrave; stata mai accusata di essere un voltagabbana&raquo;.<br \/> Paolo Mieli sostiene che bisognerebbe fare una riforma lessicale: puoi chiamare voltagabbana solo chi viene dalla tua parte, non chi se ne va&hellip;<br \/> &laquo;Faccio il caso di Strehler. Era nell&rsquo;assemblea del Psi, quella famosa dei nani e delle ballerine. A un certo punto &egrave; stato eletto senatore nelle liste dei Ds. I salotti milanesi l&rsquo;hanno bollato come voltagabbana? No. Due pesi e due misure&raquo;.<br \/> C&rsquo;&egrave; anche il lifting della memoria. Si nega il cambiamento e si sostiene di essere stati sempre cos&igrave;. <br \/> &laquo;&Egrave; per costruire un itinerario di coerenza. &Egrave; ancora pi&ugrave; comune stendere il silenzio sul passato. Non &egrave; tanto il lifting quanto l&rsquo;annullamento&raquo;.<br \/> Piero Fassino mi ha detto di essere entrato nel Pci in quanto contrario al comunismo. Veltroni sostiene di esserci entrato in quanto kennediano&hellip;<br \/> &laquo;Sicuramente non era kennediano perch&eacute; Kennedy era un anticomunista e il povero Veltroni quando ha fatto quell&rsquo;antologia di discorsi di Kennedy &egrave; stato colto in fallo: ha manipolato e censurato i pezzi anticomunisti di Kennedy. Lui fece il lifting alla memoria di Kennedy. Un caso di voltagabbanismo indotto forzatamente in un altro&raquo;. <br \/> Si poteva essere comunisti e anticomunisti allo stesso tempo?  <br \/> &laquo;In un certo senso s&igrave;. Si entrava nel Pci per ragioni che non avevano a che fare con il sistema dell&rsquo;Unione Sovietica. Per&ograve; colpisce di nuovo il doppiopesismo. Se si ritiene giusto che un giovane ragazzo di Sal&ograve; venga in qualche modo chiamato a rispondere anche di Auschwitz, a maggior ragione una persona che ha militato nel Pci non pu&ograve; non farsi carico dei gulag&raquo;. <br \/> Ci sono cambiamenti molto repentini che lasciano perplessi. Ne parlavo con Adriana Faranda che per&ograve; lo contestava. Spesso nei brigatisti, diceva, il cambiamento &egrave; improvviso proprio perch&eacute; l&rsquo;hanno sofferto molto in un ambiente ermeticamente chiuso.<br \/> &laquo;Pu&ograve; essere psicologicamente vero. Uno accumula senza dire nulla e poi la rottura &egrave; improvvisa&raquo;. <br \/> Poi c&rsquo;&egrave; l&rsquo;elemento &laquo;maestrino&raquo;. Maestrino prima e maestrino dopo.<br \/> &laquo;Si pu&ograve; spiegare. Pi&ugrave; i fardelli sono pesanti, pi&ugrave; c&rsquo;&egrave; bisogno di sfogarsi e di coinvolgere quelli che rimangono sulle vecchie posizioni. Bisogna giudicare caso per caso&raquo;. <br \/> Giudicando caso per caso, c&rsquo;&egrave; il rischio di farsi fuorviare dall&rsquo;intelligenza o dalla simpatia della persona&hellip;<br \/> &laquo;Nell&rsquo;azione degli individui lo stile &egrave; tutto. Lo stile &egrave; un elemento decisivo della nostra azione sociale, del nostro stare nel mondo&raquo;.<br \/> Prenda il caso di Giulio Savelli. Una persona assolutamente simpatica e intelligente. Ha cambiato partito una decina di volte. Trotzkista&hellip; socialista&hellip; leghista&hellip; Con tutta la simpatia del personaggio, alla quarta volta dici: &ldquo;Insomma!&rdquo;<br \/> &laquo;In fondo &egrave; anche un eccesso di entusiasmo. Io penso che ci sia una divorante sete di verit&agrave; che viene di volta in volta riconosciuta in questo o in quel movimento. Poi ci pensa la realt&agrave; a smentire&hellip;&raquo;.<br \/> C&rsquo;&egrave; anche un altro tipo di voltagabbana. L&rsquo;opportunista che sta fermo.<br \/> &laquo;&Egrave; l&rsquo;altra faccia del voltagabbana: rivendicare una coerenza che per&ograve; &egrave; opportunistica&raquo;.<br \/> Lo stipendio&hellip;la posizione<br \/> &laquo;Appunto. Non ci crede ma continua a fingere di crederci&raquo;.<br \/> C&rsquo;&egrave; un et&agrave; in cui si &egrave; pi&ugrave; portati a cambiare idea?<br \/> &laquo;La maturit&agrave;. La cosa che pi&ugrave; ci cambia &egrave; il passare degli anni. Ci fa diventare pi&ugrave; realisti&raquo;. <br \/> Eppure il vero vecchio dovrebbe essere pi&ugrave; libero. Il pi&ugrave; rivoluzionario: non ha niente da conservare&hellip;<br \/> &laquo;Per&ograve; i vecchi hanno bisogno di protezione e quindi di consenso. Sono pi&ugrave; liberi di parlare per&ograve; sono pi&ugrave; cauti nel farlo spesso&raquo;.<br \/> Che cosa &egrave; la coerenza?<br \/> &laquo;Esiste la coerenza con il proprio passato e la coerenza con il proprio presente&raquo;.<br \/> Tipo?<br \/> &laquo;Comportarsi come si parla&raquo;.<br \/> Coerenza istantanea.<br \/> &laquo;Appunto. Dico certe cose ma ne faccio altre. &Egrave; pi&ugrave; importante che mantenere nel corso dei decenni la stessa opinione&raquo;.<br \/> Qualche caso?<br \/> &laquo;Noi professori universitari. Quando scriviamo sui giornali predichiamo il rispetto della legge. Ma i concorsi che facciamo sono quasi tutti truccati. Non pu&ograve; essere che cos&igrave;, perch&eacute; la carriera universitaria &egrave; fondata sulla cooptazione&raquo;. <br \/> Gli esami sono truccati?<br \/> &laquo;Gli esami si svolgono in condizioni di legalit&agrave; sostanziale, per&ograve; in mancanza di rispetto delle forme legali. Le forme, come &egrave; noto, sono importanti&raquo;. <br \/> Pialuisa Bianco dice: tutti voltagabbana, nessun voltagabbana<br \/>  &laquo;La categoria del voltagabbana che non si riesce ad afferrare bene&raquo;.<br \/> Possiamo almeno stabilire che chi passa da una posizione a un&rsquo;altra soltanto perch&eacute; viene pagato &egrave; un voltagabbana?<br \/> &laquo;Beh&hellip;certo&hellip;&raquo;.<br \/> Pia Luisa Bianco dice che va bene anche quello.<br \/> &laquo;Questo mi sembra insostenibile. Chi fa dipendere la propria azione dall&rsquo;essere pagato &egrave; una persona totalmente inaffidabile: se trova una persona che lo paga di pi&ugrave; fa un&rsquo;altra cosa&raquo;. <br \/> Pialuisa Bianco dice: se ci mettiamo sul piano della morale, chi decide?<br \/> &laquo;Decidiamo noi. Come si fa a non dare un giudizio negativo di una persona del genere?&raquo;. <br \/> Dice anche Pialuisa Bianco: &laquo;Dove c&rsquo;&egrave; voltagabbana c&rsquo;&egrave; democrazia&raquo;. <br \/> &laquo;Lei giustamente scende in campo contro l&rsquo;uso politico, polemico, strumentale della parola voltagabbana. Per&ograve; da qui a rivalutare tutto ci&ograve; che riguarda il cambiare opinione, ce ne corre. Non si pu&ograve; cadere nell&rsquo;eccesso opposto. La democrazia non &egrave; il regime dei voltagabbana. &Egrave; il regime che consente di dire &ldquo;ho cambiato&rdquo; e di spiegare il perch&eacute;&raquo;.<br \/> Bisogna anche non far confusione fra l&rsquo;elettore e il candidato.<br \/> &laquo;Certo, sono due cose diverse. L&rsquo;elettore &egrave; libero di scegliere di volta in volta. L&rsquo;uomo pubblico deve spiegare se cambia idea&raquo;.<br \/> Uno si presenta a destra con un programma di destra, intercetta votanti di destra e poi porta i voti a sinistra. O viceversa. Che fare?<br \/> &laquo;Ci vorrebbe la clausola della perdita del mandato parlamentare. Ma &egrave; vietato per questa mitologia costituzionale che ogni deputato rappresenta tutta la nazione. Il risultato &egrave; che si premia chi cambia partito anche per le ragioni pi&ugrave; vili. La passata legislatura 200 deputati, mi sembra, cambiarono gruppo&raquo;.<br \/> C&rsquo;&egrave; un caso secondo lei in cui la demonizzazione del voltagabbana &egrave; stata eccessiva?<br \/> &laquo;Giuliano Ferrara. Adesso il Foglio ha molto successo, le posizioni politiche di Giuliano sono diventate intelligentemente modulate e hanno conquistato un po&rsquo; anche gli oppositori. Per&ograve;, quando faceva televisione, &egrave; stato oggetto di una campagna di odio. C&rsquo;era anche un elemento molto interessante di disprezzo per la fisicit&agrave; di Giuliano, per il fatto che fosse grasso. Era considerata una sorta di aggravante morale, una cosa repellente, c&rsquo;erano toni quasi di tipo razzista&raquo;. <br \/> Lo accusavano di aver cambiato idea per poter accedere ai cospicui compensi di Mediaset. <br \/> &laquo;Quando Giuliano lasci&ograve; il posto di segretario della federazione comunista di Torino, visse in povert&agrave; per anni. Ad altre persone &egrave; stato abbonato il fatto di aver incassato soldi da Berlusconi&raquo;.<br \/> Chi per esempio?<br \/> &laquo;Enrico Deaglio &egrave; passato alla cassa di Berlusconi. Tutto il gruppo dei dirigenti di Lotta Continua &egrave; stato liquidato da Berlusconi con 500 milioni, quando si trattava di mettere a posto i conti del quotidiano Reporter. Oggi, per ragioni che possono essere anche ottime, Deaglio fa l&rsquo;integerrimo censore delle nequizie di Berlusconi. Ma quando ha preso i suoi soldi non si &egrave; informato su chi era la persona che gli dava quel mezzo miliardo?&raquo;.<br \/> Giuliano glielo ha ricordato&hellip;<br \/> &laquo;Ha fatto benissimo. Per&ograve; gli altri stanno zitti. Quel mezzo miliardo &egrave; un macigno. Ma &egrave; stato messo da parte. Di nuovo: due pesi e due misure. Insopportabile. E che Il Diario di Deaglio diventi il censore degli altri&hellip;&raquo;.<br \/> L&rsquo;opera d&rsquo;arte va oltre le intenzioni dell&rsquo;artista. <br \/> &laquo;Sono assolutamente d&rsquo;accordo con lei. Il Diario &egrave; un giornale interessante per&ograve; la persona di Enrico Deaglio &egrave; un&rsquo;altra cosa&raquo;. <br \/> Chi &egrave; un un voltagabbana secondo lei?<br \/> &laquo;In queste sue interviste viene spesso fuori il nome di Clemente Mastella. Ma Mastella &egrave; pi&ugrave; da inquadrare nella categoria del trasformismo politico, di chi cambia perch&eacute; si realizzi una certa operazione politica. Mastella non cambia opinione, cambia schieramento politico. Operazione di trasformismo politico compiuta da tutto lo schieramento. Tutti dicono sempre Mastella, nessuno dice Bossi&raquo;.<br \/> E Dini?<br \/> &laquo;Stesso discorso. Ma allora Scalfaro? &Egrave; stato democristiano di destra, craxiano, ultracraxiano e poi grande protettore dell&rsquo;Ulivo. Una carriera degna di Giulio Savelli&hellip;&raquo;.<br \/> Qualcuno dice anche Giuliano Amato&hellip;<br \/> &laquo;Amato sapeva che la condizione necessaria per continuare ad avere un ruolo politico era abbandonare Craxi. E per continuare ad avere un ruolo politico, lo ha abbandonato. Nel &rsquo;94 il tab&ugrave; del craxismo era forte, tanto a destra che a sinistra. E il centrosinistra ha dimenticato il singolare caso di avere come presidente del Consiglio quello che era stato il pi&ugrave; fedele collaboratore del detestato Bettino Craxi. Giuliano Amato era stato anche ministro del tesoro all&rsquo;epoca della crescita del gigantesco debito pubblico durante gli anni Ottanta. Cos&igrave; come Ciampi &egrave; stato il governatore della Banca d&rsquo;Italia nello stesso periodo&raquo;. <br \/> Lei &egrave; spesso al centro di polemiche&hellip;<br \/> &laquo;Quando uno dice cose che escono un po&rsquo; dal seminato diventa un polemista. Non ha nessuna importanza se dice cose giuste o sbagliate. &Egrave; un polemista, una specie di un poco di buono, un arruffapopoli, un mestatore, uno che cerca la rissa. Dall&rsquo;altra parte ci sono gli autorevoli personaggi che dicono cose ponderate, togate&raquo;. <br \/> Tipo?<br \/> &laquo;Alberto Ronchey. Di lui mai nessuno dice che &egrave; un polemista. Quanto piacerebbe anche a me entrare nella categoria del togato!&raquo;. <br \/> Una volta lei ha detto: &laquo;In me convivono pensieri di destra e di sinistra&raquo;.<br \/> &laquo;Io mi sento un piccolo borghese democratico nazionalista. E sono anche militarista. Penso che esistano le occasioni in cui bisogna fare la guerra e che in guerra conti il coraggio. Una volta erano pensieri di destra. Adesso anche la sinistra &egrave; diventata molto patriottica&raquo;. <br \/> E i pensieri di sinistra?<br \/> &laquo;Ho a cuore una societ&agrave; libera in cui ci siano persone il pi&ugrave; possibile liberate dal bisogno, dove ci sia un minimo livello di eguaglianza anche nella possibilit&agrave; di accedere alle risorse della sanit&agrave;, della scuola, del benessere&raquo;.<br \/> Lei quali idee ha cambiato?<br \/> &laquo;Ho cambiato giudizio sulla sinistra italiana, quindi implicitamente anche sulla Dc. A un certo punto mi &egrave; parso chiaro che la sinistra italiana aveva un livello di immaturit&agrave; politica e di filosovietismo che le rendeva impossibile governare. Quindi la Dc aveva assolto a una funzione storica decisiva nell&rsquo;assicurare un regime politico che bene o male aveva mantenuto la democrazia in Italia&raquo;. <br \/> Basta per essere definito voltagabbana?<br \/> &laquo;La parola voltagabbana non si usava. Ma spesso mi &egrave; stato detto: &ldquo;Tu un tempo scrivevi cose diverse&rdquo;&raquo;. <br \/> Chi lo diceva?<br \/> &laquo;Molti miei colleghi che negli anni Settanta scrivevano cose diverse da quelle che scrivono oggi, iscrivendosi a una corrente maggioritaria dei voltagabbana, cio&egrave; i voltagabbana di sinistra che sono rimasti sempre di sinistra nonostante la sinistra nel suo complesso abbia cambiato idea. Se si controllano i testi, sugli stessi argomenti si vedono giudizi completamente diversi&raquo;.<br \/> A Lidia Ravera lei ha detto di non essere mai stato un sessantottino.<br \/> &laquo;Intendevo dire che non ho mai avuto nulla a che fare col &rsquo;68 organizzato politicamente, coi gruppetti. Ma sono stato trascinato nel &rsquo;68 come tutta la mia generazione&hellip; Il primo marzo del &rsquo;68 ero a Valle Giulia. Che per i &ldquo;contestatori&rdquo; vale come la Marcia su Roma per i fascisti. Solo un asceta o un totale imbecille avrebbe potuto essere fuori da questa grande marea&raquo;.<br \/> Lei ha dichiarato che non vota.<br \/> &laquo;Mi riservo la libert&agrave; di votare o non votare. Fino al &rsquo;76 ho votato comunista. Poi, quando arriv&ograve; la possibilit&agrave; del sorpasso, cominciai a pensare che affidare il ministero degli Interni ai comunisti non era la cosa pi&ugrave; brillante che si potesse immaginare. E cominciai a votare radicale. Ho votato varie volte radicale fino all&rsquo;impazzimento della fame nel mondo e di tutte quelle cose l&igrave;, tipo il ghandismo. Nel 1992 sono arrivato a inventarmi una lista mia con Teodori e Giannini. Ma io sono convinto che il vero bipolarismo ci sar&agrave; quando noi non penseremo che il voto sia un elemento fondamentale per l&rsquo;identit&agrave; di una persona&raquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il libro di Pialuisa Bianco, Elogio del voltagabbana, sta girando l&rsquo;Italia in una serie di presentazioni che coinvolgono Francesco Cossiga, Sergio Romano, Antonio Martino, Cesare Romiti. E sui quotidiani firme importanti. Paolo Mieli lo esalta sulla Stampa, Eugenio Scalfari lo rintuzza sulla Repubblica. 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