{"id":768,"date":"2005-04-07T00:00:00","date_gmt":"2005-04-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=768"},"modified":"2010-09-12T06:53:55","modified_gmt":"2010-09-12T06:53:55","slug":"sergio-scalpelli-corsera-magazine","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=768","title":{"rendered":"Sergio Scalpelli"},"content":{"rendered":"<p>Sergio Scalpelli era un dirigente emergente del Pci milanese, direttore della Casa della Cultura. Poi, piano piano, la deriva di destra: sguardo verso Craxi, passaggio nei radicali, attenzione a Berlusconi, creazione del Foglio, assessorato nella giunta Albertini. Da qualche anno la retromarcia: critiche al centro destra, abbandono della politica, qualche giro dalle parti di Formigoni insieme a Tognoli, occhiate sempre pi&ugrave; insistenti a sinistra. Voltagabbana? Opportunista? Trasformista? Terzista?<!--more--><br \/> Che cosa sei, Scalpelli?<br \/> &laquo;Rischio di non essere capito quando dico che alle ultime provinciali ho votato centro sinistra, che alle prossime regionali voter&ograve; Formigoni presidente e la lista dell&rsquo;Ulivo e alle comunali vorrei votare una lista civica collegata al centro sinistra?&raquo;.<br \/> Sei un voltagabbana istantaneo.<br \/> &laquo;Intuisco velocemente le cose e detesto questo bipolarismo. Ad esempio io sono convinto che l&rsquo;area vicina alla Compagnia delle Opere &egrave; in gravissima sofferenza verso il centro destra. Se nel centro sinistra comandassero Bersani ed Enrico Letta sono pronto a firmare che Comunione e Liberazione avrebbe rapporti pi&ugrave; con loro che con la destra&raquo;.<br \/> Non fai della coerenza un mito.<br \/> &laquo;Io sono uno che cambia idea e non lo nega. Ma ho sempre fatto il tifo per quello che veniva chiamato Partito Democratico. Dove lo vedo, vado&raquo;.<br \/> Forza Italia l&rsquo;hai presa per un possibile &laquo;Partito Democratico&raquo;?<br \/> &laquo;La fase di Forza Italia &egrave; l&rsquo;unica vera parentesi di rottura rispetto a questa idea. Ma va considerato che erano gli anni della deriva forcaiola e giustizialista di quasi tutta la sinistra&raquo;.<br \/> Pino Corrias ti ha definito &laquo;uomo dalle molte vite e dalle molte parole&raquo;&hellip; &laquo;un grande slalom tra abiure e conversioni&raquo;.<br \/> &laquo;Non ho mai negato il mio passato. Non ho mai insultato i miei vecchi compagni&raquo;.<br \/> I tuoi erano comunisti?<br \/> &laquo;Stracomunisti. Ho vissuto perfino alcuni anni a Berlino Est dove mio padre era corrispondente dell&rsquo;Unit&agrave;. Poi sono tornato in Italia, in tempo per le superiori. Per qualche mese Lotta Continua, poi Fgci&raquo;.<br \/> Incidenti?<br \/> &laquo;Scontri con la sinistra extraparlamentare molti. La Fgci era la destra del movimento degli studenti a Milano. Comunisti contro il resto del mondo. Ma ricordo anche risse violentissime tra Movimento Studentesco e Avanguardia Operaia&raquo;.<br \/> Come se si prendessero a sprangate Bertinotti e Diliberto.<br \/> &laquo;Con centinaia di enormi chiavi inglesi, le Hazen 36, si massacravano a sinistra in un clima di intolleranza incredibile&raquo;.<br \/> Nella Fgci segretario era Massimo D&rsquo;Alema.<br \/> &laquo;Non gli ero simpatico. Io ero molto rispettoso della sua fredda cerebralit&agrave;. Pur avendo 25 anni era supponente come adesso. Una volta Radio Popolare mi fece un&rsquo;intervista sulla droga. Io cominciai a scherzare sul fatto che la sera prima mi ero fatto una canna insieme a Chicco Testa sparlando del gruppo dirigente del Pci, prova che gli spinelli non facevano male. Il giorno dopo D&rsquo;Alema mi mand&ograve; un biglietto al vetriolo e mi fece nero&raquo;.<br \/> Come ha fatto un comunista a diventare liberale?<br \/> &laquo;Ho diretto per un decennio la Casa della Cultura invitando i filosofi quarantenni di allora, Giulio Giorello, Salvatore Veca, Massimo Cacciari, Salvatore Natoli. E ho visto sgretolarsi il sistema di riferimenti culturali del Pci mentre i germi liberali penetravano nella cultura politica della sinistra&raquo;.<br \/> Non sei passato attraverso il Psi.<br \/> &laquo;No, ma a me piaceva molto Craxi. L&rsquo;idea che un piccolo partito semimorto, grazie al genio di Bettino, riuscisse a cambiare le carte in tavola della politica italiana, mi affascinava&raquo;.<br \/> I craxiani sono un movimento carsico. C&rsquo;erano, erano molti, sono scomparsi, sono riemersi&hellip;<br \/> &laquo;Non era opportunismo: ricordo la caccia alle streghe e il terrore giacobino. Mi colpisce per&ograve; che Giuliano Amato, uomo di assoluta raffinatezza politica, abbia rifiutato di spendersi. Non ha voluto vedere lontano. Gianni De Michelis lo ha fatto ed &egrave; tornato ad avere un ruolo&raquo;.<br \/> Anche Martelli&hellip;<br \/> &laquo;Il rancore verso Claudio Martelli, soprattutto da parte di Stefania Craxi, &egrave; ingiustificato. Pu&ograve; aver fatto degli errori, forse si &egrave; anche defilato troppo, ma n&eacute; pi&ugrave; n&eacute; meno di tanti altri&raquo;.<br \/> La federazione milanese del Pci, la sua componente &laquo;migliorista&raquo;, fu indagata ai tempi di Mani Pulite.<br \/> &laquo;Io ero perfettamente cosciente che il partito non si potesse mantenere con le feste dell&rsquo;Unit&agrave;, le lotterie e le salamelle. Ma ero convinto che parte dei finanziamenti arrivassero al partito attraverso il sistema delle cooperative e qualche volta direttamente dalle imprese e poi venissero distribuiti alle componenti e alle correnti&raquo;.<br \/> Quindi miglioristi innocenti&hellip;<br \/> &laquo;Si voleva scaricare tutta la vicenda giudiziaria su di loro. Ma non &egrave; credibile che una componente del partito attingesse a finanziamenti illeciti senza che l&rsquo;insieme del gruppo dirigente ne fosse consapevole&raquo;.<br \/> Vicky Festa mi ha detto: &laquo;Non sono sicuro che sui piani regolatori e sulle cose che si facevano negli anni Sessanta-Settanta non vi fosse un contributo di imprenditori che ricevevano un&rsquo;attenzione speciale da parte dei comunisti&raquo;. In poche parole: mazzette.<br \/> &laquo;In quegli anni non c&rsquo;ero. Ma le imprese che costruivano molto erano le cooperative. Che una cooperativa desse un contributo alla sezione di un partito poteva sembrare lecito&raquo;.<br \/> Per&ograve; c&rsquo;eri quando si pubblicava il Moderno.<br \/> &laquo;Il Moderno conteneva un sacco di cose interessanti&raquo;.<br \/> Conteneva anche un sacco di pubblicit&agrave; della Fininvest. Festa mi ha detto: &laquo;Non escludo che la Fininvest si aspettasse una certa attenzione&raquo;.<br \/> &laquo;Il Moderno si collocava come linea culturale sullo sviluppismo industrialista. Che la Fininvest ci desse un po&rsquo; di pubblicit&agrave; non mi sembrava strano&raquo;.<br \/> La parentesi radicale?<br \/> &laquo;Era evidente il disfacimento dell&rsquo;elettorato laico socialista. Io immaginavo che Pannella potesse essere il punto di aggregazione di quell&rsquo;area. Purtroppo a Pannella ha sempre dato fastidio l&rsquo;idea di avere un partito sopra il 2,5%. Lui odia fare i conti con gruppi dirigenti, correnti, elezioni locali&raquo;.<br \/> E l&rsquo;idea del Foglio?<br \/> &laquo;Parlando con il mio amico Beppe Benvenuto ci venne l&rsquo;idea di un giornale liberal socialista. Un foglio, due pagine. Ne parlammo con Vicky Festa che disse: ci vuole Ferrara. Giuliano si appassion&ograve; subito. Per finanziarci avevamo bisogno di un miliardo di lire, venti imprenditori da 50 milioni. Chiedemmo una mano a Marcello Dell&rsquo;Utri, senza risultati. Cos&igrave; ci appoggiammo a Sergio Zuncheddu. Venti giorni dopo l&rsquo;uscita del giornale arriv&ograve; una telefonata di Veronica Berlusconi. Il giornale le piaceva molto e voleva entrare anche lei&raquo;.<br \/> Vuoi che ci creda?<br \/> &laquo;Tutti pensano che sia una balla. Ma se Berlusconi avesse voluto fare un piacere a Ferrara lo avrebbe fatto subito&raquo;.<br \/> Frequenti la signora?<br \/> &laquo;Pochissimo e mi dispiace perch&eacute; sono un suo estimatore. &Egrave; una donna di assoluta qualit&agrave;&raquo;.<br \/> Il Foglio usufru&igrave; del finanziamento pubblico.<br \/> &laquo;Giuliano per quasi due anni non ne volle sapere. Preferiva stare autonomamente sul mercato. Poi si &egrave; reso conto che i piccoli giornali, come gli enti lirici, senza sostegno non ce la fanno&raquo;.<br \/> E cos&igrave; Marcello Pera e Marco Boato fecero finta di fondare un gruppo che adottava il Foglio. Non vi seccava questo imbroglio?<br \/> &laquo;Era un&rsquo;incoerenza, ma quello che contava per me era la qualit&agrave;, l&rsquo;autorevolezza&raquo;.<br \/> Ad un certo punto ti &egrave; ripresa la voglia della politica.<br \/> &laquo;Assessore allo sport della giunta Albertini&raquo;.<br \/> La Cittadella dello Sport, la Fabbrica del Vapore, la Fondazione Leoncavallo. Molto impegno ma niente di tangibile.<br \/> &laquo;La Scarioni a Niguarda, una bellissima piscina degli anni Sessanta, rimessa a nuovo. La cosa pi&ugrave; divertente che ho fatto &egrave; stata la Festa della Musica sul modello di quella di Parigi: centinaia di ragazzi suonarono per strada nei giorni del solstizio d&rsquo;estate. E il Leoncavallo &egrave; completamente integrato nella vita della citt&agrave;&raquo;.<br \/> Con Albertini qualche dissidio. Sul Gay Pride&hellip;<br \/> &laquo;Da anni il comune dava il patrocinio al Gay Pride. Albertini lo neg&ograve;&raquo;.<br \/> Lo stesso Albertini che si faceva fotografare in mutande di cachemire?<br \/> &laquo;Albertini non &egrave; un bacchettone. Ma dovette assecondare gli umori conservatori della coalizione&raquo;.<br \/> Una volta Albertini scopr&igrave; che tu, Lupi e Casero avevate rapporti privilegiati con la stampa. E vi fece firmare un impegno alla riservatezza. Lo ricordi?<br \/> &laquo;Certo che lo ricordo&raquo;.<br \/> Ricordi anche che mentre firmavi stavi al telefonino?<br \/> &laquo;Certo che lo ricordo&raquo;.<br \/> Ricordi anche che entr&ograve; il capo ufficio stampa con in mano la notizia Ansa che avevate firmato il patto di riservatezza?<br \/> &laquo;Ricordo anche questo&raquo;.<br \/> Eri tu lo spione.<br \/> &laquo;Io, Lupi e Casero eravamo piuttosto abili a gestire i rapporti con la stampa&raquo;.<br \/> Albertini ti &laquo;sconsigli&ograve;&raquo; di andare da Craxi ad Hammamet.<br \/> &laquo;Mi disse con schiettezza che non era opportuno&raquo;.<br \/> Craxi era un latitante.<br \/> &laquo;Craxi era un esule. Da l&igrave; a sei mesi &egrave; morto. Io gli volevo bene&raquo;.<br \/> Dopo l&rsquo;assessorato di nuovo manager. Non sei costante. Amore e disamore.<br \/> &laquo;Sono nuovo ogni volta&raquo;.<br \/> E adesso sei qui, disponibile all&rsquo;avventura di un grande Partito Democratico.<br \/> &laquo;Potrebbe recuperare tutti quelli che hanno scelto Forza Italia come bene rifugio&raquo;.<br \/> Ti sei iscritto a Forza Italia?<br \/> &laquo;Quando ero assessore mi hanno chiesto un contributo, 300 mila lire all&rsquo;anno, e mi hanno mandato la tessera&raquo;.<br \/> Con 300 mila lire non avresti diritto di andare a pranzo con Berlusconi, e nemmeno con Bondi, secondo le tariffe vigenti. E delle partite del Milan in tribuna d&rsquo;onore non se ne parla proprio.<br \/> &laquo;Io sono un interista sfegatato&raquo;.<br \/> Puoi sempre diventare milanista come ha fatto Fede.<br \/> &laquo;Io i milanisti li detesto&raquo;.<br \/> Hai detto di essere uscito da Forza Italia perch&eacute; Berlusconi &egrave; stato incapace di creare una classe dirigente.<br \/> &laquo;Berlusconi &egrave; del tutto disinteressato al ceto politico di Forza Italia. Lui pensa che Forza Italia sia un comitato elettorale. Se dipendesse da lui Forza Italia esisterebbe solo l&rsquo;anno delle elezioni&raquo;.<br \/> Hai mai frequentato Berlusconi?<br \/> &laquo;L&rsquo;ho conosciuto facendo il Foglio. Quando andavo a trovare Veronica qualche volta c&rsquo;era anche lui&raquo;.<br \/> Che impressione ti ha fatto?<br \/> &laquo;&Egrave; una persona simpaticissima, piacevolissima, intelligentissima. E fortunatissima. Basta pensare all&rsquo;imbarazzante sequela di culo che ha il Milan. &Egrave; uno che ascolta molto, si informa. Purtroppo lascia molto spazio al servilismo&raquo;.<br \/> Esempi?<br \/> &laquo;Quasi tutti i coordinatori regionali sono adulatori, persone che non hanno nessuna autonomia&raquo;.<br \/> Dividiamo il mondo in emergenti e bolliti.<br \/> &laquo;Emergenti: Walter Veltroni che &egrave; destinato ad essere il leader indiscusso del centro-sinistra, Enrico Letta, Nicola Zingaretti, Marco Follini e Bruno Tabacci, uno che si &egrave; conquistato un ruolo importante nella vita politica e lo manterr&agrave;. Un bollitone &egrave; Folena. E anche Pecoraro Scanio e Paolo Flores D&rsquo;Arcais: rappresentano sia il pacifismo che il giustizialismo, le cose peggiori che ammorbano la sinistra. E anche Oliviero Diliberto, con la sua saccenza densa di errori e di imprinting comunista. E anche Buttiglione. Uno strabollito &egrave; Calderoli. &Egrave; condannato dalla fisiognomica&raquo;.<br \/> Secondo te &egrave; voltagabbana uno che &egrave; passato dal Pci alla presidenza della Compagnia delle Opere?<br \/> &laquo;Massimo Ferlini &egrave; come fosse mio fratello. Abbiamo percorso strade simili. Ma sono molto pi&ugrave; voltagabbana io. Massimo &egrave; assolutamente lineare. Io sono pi&ugrave; teppistello. Massimo &egrave; stato nel Pci. Poi ha fatto la sua attivit&agrave; professionale e in virt&ugrave; dell&rsquo;amicizia con Antonio Intiglietta &egrave; entrato nella Compagnia delle Opere fino a diventarne presidente. Ma sempre sottolineando il suo ateismo. Tutti sanno che Massimo &egrave; un non credente. &Egrave; l&rsquo;unico ateo dalle parti di Cl&raquo;.<br \/> Hai trovato molta democrazia interna in Forza Italia?<br \/> &laquo;Zero. Ma non ci metto neanche una briciola di giudizio morale. Forza Italia &egrave; il partito personale di Silvio Berlusconi. Se l&rsquo;&egrave; immaginato e configurato lui. Perfino il nome ha inventato. E l&rsquo;inno. La democrazia interna &egrave; un orpello del tutto inutile. Forza Italia &egrave; una propriet&agrave; di Berlusconi&raquo;.<br \/> E quando, Dio non voglia, se ne andr&agrave;?<br \/> &laquo;Se volesse lasciare al Paese un partito erede della tradizione del moderatismo italiano, allora dovrebbe attrezzare Forza Italia per una vita democratica. Per&ograve; questa cosa neanche se la sogna&raquo;.<br \/> A lui non frega niente che Forza Italia sopravviva alla sua morte?<br \/> &laquo;&Egrave; l&rsquo;ultimo dei suoi pensieri&raquo;.<br \/> Gioco della torre. Guzzanti o Adornato?<br \/> &laquo;Ho una vecchia amicizia con Adornato. Me lo ricordo direttore di Citt&agrave; Futura&raquo;.<br \/> Quando era di sinistra spinta?<br \/> &laquo;Io al confronto ero ai limiti del fascismo&raquo;.<br \/> Bondi o Baget Bozzo?<br \/> &laquo;Butto Baget Bozzo. &Egrave; solido teologicamente, ma datato politicamente&raquo;.<br \/> Dire che dietro la nascita di Forza Italia c&rsquo;&egrave; lo Spirito Santo &egrave; attribuibile alla solidit&agrave; teologica?<br \/> &laquo;&Egrave; attribuibile alla senilit&agrave;&raquo;.<br \/> &Egrave; pi&ugrave; adulatore Bondi o Schifani?<br \/> &laquo;Io voglio molto bene a Bondi. Lui voleva espiare la sua esperienza comunista e vede in Berlusconi l&rsquo;uomo che lo ha salvato. Schifani &egrave; un caso imbarazzante. Ci sono due adulazioni, una dolce e positiva, di Bondi, e una reale e forte, di Schifani&raquo;.<br \/> Santanch&egrave; o Mussolini?<br \/> &laquo;La Mussolini &egrave; il vuoto pneumatico. La metterei fra le bollite&raquo;.<br \/> Buttiglione, Tremaglia o Fisichella?<br \/> &laquo;Se il tema sono i gay, butto Tremaglia e Fisichella. Buttiglione &egrave; stato ingenuo, gli altri intolleranti&raquo;.<br \/> Taormina o Di Pietro?<br \/> &laquo;Butto Di Pietro. Come giudice ha fatto gravi danni. Come politico &egrave; uno strabollito&raquo;.<br \/> Nei tuoi prossimi movimenti escluderesti di approdare ai Ds?<br \/> &laquo;Vincenzo Vita mi ha detto: &ldquo;Il prossimo giro torni con noi&rdquo;. Io credo di no. Per&ograve; non sarebbe uno scandalo&raquo;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sergio Scalpelli era un dirigente emergente del Pci milanese, direttore della Casa della Cultura. Poi, piano piano, la deriva di destra: sguardo verso Craxi, passaggio nei radicali, attenzione a Berlusconi, creazione del Foglio, assessorato nella giunta Albertini. 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