{"id":1433,"date":"2004-05-27T15:19:24","date_gmt":"2004-05-27T15:19:24","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=1433"},"modified":"2010-10-02T15:22:32","modified_gmt":"2010-10-02T15:22:32","slug":"massimo-gramellini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=1433","title":{"rendered":"Massimo Gramellini"},"content":{"rendered":"<p>Qualcuno lo considera l\u2019erede di Michele Serra. La rubrica di Massimo Gramellini, dieci righe, ogni giorno sulla prima pagina della Stampa, \u00e8 di quelle che possono uccidere. Guai a quel politico che entra nel suo mirino. Non importa essere di destra o di sinistra. Gramellini non sta da nessuna parte. Ma si diverte di pi\u00f9 con la sinistra. Certa destra, dice, fa satira da sola. Basta guardarla per ridere. La sinistra no, si prende sul serio, \u00e8 permalosa. Veltroni, per esempio\u2026<\/p>\n<p>Veltroni \u00e8 la tua vittima sacrificale.<\/p>\n<p>I personaggi pubblici sono dei simboli che mi aiutano a raccontare il mondo. Veltroni non \u00e8 Walter Veltroni. Veltroni \u00e8 il veltronismo, quel mondo a met\u00e0 tra cinema, politica, spettacolo, quel cazzeggione superficiale che dice la prima cosa che gli viene in mente. Tu non diresti mai \u201cVa\u2019 dove ti porta il cuore\u201d. Lui invece non se ne vergogna.<\/p>\n<p>L\u2019ha detto veramente?<!--more--><\/p>\n<p>\u201cE allora vi dico, quando andate al voto, andate dove vi porta il cuore\u201d.<\/p>\n<p>Veltroni si arrabbia con te?<\/p>\n<p>Mi dice: \u201cSono dispiaciuto che mi hai trattato cos\u00ec, per\u00f2, insomma, vediamoci, sentiamoci\u201d. Lui \u00e8 uno di quelli che non ti uccide, ti abbraccia e abbracciandoti ti strangola. E\u2019 un epuratore omeopatico.<\/p>\n<p>E gli altri?<\/p>\n<p>Molti mi tolgono il saluto. Sandro Veronesi, lo scrittore, del quale ho raccontato la passione grottesca per la sorella di Che Guevara, si \u00e8 vendicato nel suo ultimo libro chiamando Gramellini un generale fascista.<\/p>\n<p>Chi ti ha tolto il saluto?<\/p>\n<p>Ferdinando Adornato, dopo che avevo raccontato i suoi molteplici passaggi politici. Come Picasso, il periodo blu, il periodo rosso, il periodo verde.<\/p>\n<p>Non piace fare la figura del voltagabbana.<\/p>\n<p>Mi fa impressione pensare che uno come Paolo Liguori, che era di Lotta Continua quando io ero liberale, adesso potrebbe insegnarmi il liberalismo e darmi del comunista.<\/p>\n<p>La tua prima moglie era Maria Laura Rodot\u00e0. Tutti e due eravate dei giornalisti \u201cumoristici\u201d\u2026 <\/p>\n<p>Quando ci siamo conosciuti scoprimmo che avevamo gli stessi libri. Tutti i libri di Woodehouse per esempio.<\/p>\n<p>Eravate spiritosi tra voi?<\/p>\n<p>C\u2019erano dei momenti in cui le nostre litigate sembravano un film di Woody Allen. A met\u00e0 ci fermavamo e cominciavamo a ridere.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 sei diventato giornalista?<\/p>\n<p>Ero bravissimo in italiano. E solo in italiano. La maestra era ipercomunista. Si chiamava Olga, era fantastica. Ci spiegava che gli americani erano cattivi perch\u00e9 uccidevano i vietcong in Vietnam. Ma mio padre era filo-americano e mi diceva il contrario. Sono cresciuto in un clima bipartizan: maestra comunista e pap\u00e0 yankee.<\/p>\n<p>Dove hai fatto il liceo?<\/p>\n<p>A Torino, al San Giuseppe, scuola dei preti. Tutti i miei compagni erano pi\u00f9 ricchi di me. Di colpo mi sono trovato come Calimero, il pulcino tutto nero.<\/p>\n<p>E perch\u00e9 eri finito in una scuola di preti? <\/p>\n<p>Mio padre diceva che le scuole pubbliche erano piene di comunisti, di spinelli, di droghe. Ricordo un prete-professore che ci iniziava alla politica. Diceva: \u201cRicordatevi: se siete di destra dovete votare un democristiano di destra, se siete di sinistra, dovete votare un democristiano di sinistra\u201d.<\/p>\n<p>E la classe lo seguiva?<\/p>\n<p>Facemmo una finta votazione in classe. Era il \u201978. Trionf\u00f2 Pannella. Scrivemmo sulla lavagna i risultati. \u201cPr: nove voti\u201d. Il professore disse: \u201cNon ho nulla contro i repubblicani: anche se sono laici e massoni\u201d. Uno disse: \u201cProfessore, Pr vuol dire radicali\u201d. Grid\u00f2: \u201cPannella!\u201d. Era sull\u2019orlo del collasso.<\/p>\n<p>Anche tu eri radicale?<\/p>\n<p>Per me la parola libert\u00e0 \u00e8 sempre stata piena di fascino. E quando hai 18 anni, quando cominci a mettere a fuoco la tua vita, hai le prime storie d\u2019amore, e ti succede di leggere i filosofi, Feuerbach, le dieci prove dell\u2019inesistenza di Dio, e vuoi  contestare tutto con il cervello\u2026Oggi sono contrario, oggi penso che le cose devi viverle con la pancia, con il cuore.<\/p>\n<p>Un ricordo di scuola?<\/p>\n<p>Ogni mattina, quando c\u2019era questo famoso professore democristiano, uno della classe doveva dire un pensierino che iniziasse la giornata. A me tocc\u00f2 il giorno del rapimento Moro. Dissi una cosa retorica e banale. Tipo: \u201cUna pagina nera della storia italiana\u201d. Un mio compagno simpaticissimo, Giovanni Schittino, alz\u00f2 la mano e disse: \u201cAnche Garibaldi era considerato un terrorista. In fondo le Br ci hanno fatto un piacere. Moro sta sulle palle a tutti\u201d.<\/p>\n<p>Fu sospeso?<\/p>\n<p>Fu sospeso.<\/p>\n<p>Ti interessava gi\u00e0 il giornalismo?<\/p>\n<p>Avevo il mito di Montanelli. Avevo in casa un suo vecchissimo libro, \u201cLettere a Longanesi\u201d, raccolta di tutti gli articoli scritti negli anni Cinquanta. Diceva cose pazzesche, bocciava l\u2019Europa unita dicendo che era un\u2019unione di cadaveri, voleva che l\u2019Italia diventasse il 51\u00b0 Stato americano. Io leggevo uno di questi articoli, poi chiudevo il libro e provavo a riscriverlo.<\/p>\n<p>Oggi quali sono i giornalisti che preferisci?<\/p>\n<p>Tolgo i grandi vecchi e quelli della Stampa ovviamente, compreso l\u2019ultimo che \u00e8 arrivato, Mario Calabresi, uno giovane molto bravo. Beh, Pierangelo Buttafuoco, Francesco Merlo, Curzio Maltese, Antonio Socci, Michele Serra, Gabriele Romagnoli, Gianantonio Stella, Concita De Gregorio, la pi\u00f9 brava delle donne, Cristiano Gatti, Giorgio Gandola, Mattia Feltri.<\/p>\n<p>Torniamo alla giovent\u00f9. Amori? <\/p>\n<p>Una notte di Capodanno, mi ero innamorato pazzamente di una ragazza che aveva la frangetta. Ero fissato con le ragazze con il naso all\u2019ins\u00f9, castane, con la frangetta, magre, piallate, con il broncio eterno. Si chiamava Monica, era la ragazza pi\u00f9 bella del mondo. Ci sedemmo vicino a un attaccapanni. Le dissi: ti posso baciare?<\/p>\n<p>E lei che?<\/p>\n<p>Con voce metallica e sgraziata disse uno squillante \u201cNo!\u201d Per la vergogna mi nascosi dietro la marea di cappotti dell\u2019attaccapanni.<\/p>\n<p>Tutto passa.<\/p>\n<p>L\u2019anno successivo tentai l\u2019approccio epistolare. Per conquistare una ragazza le scrivevo pagine di un diario dove scrivevo che ero innamorato di una ragazza ma non le dicevo che era lei. Nella mia scemaggine ero convinto che non lo avrebbe capito. Finch\u00e9 una volta mi ritrovai il diario nella mia buca delle lettere con scritto sopra \u201cparliamone\u201d. L\u00ec capii quanto le donne sono pi\u00f9 prosaiche di noi uomini.<\/p>\n<p>I tuoi miti?<\/p>\n<p>Il mio primo mito musicale erano i Genesis. Quando Peter Gabriel lasci\u00f2 il gruppo fu per me un trauma fortissimo. Poi arrivarono i Police, Sting, che era nato il mio stesso giorno, il 2 ottobre.<\/p>\n<p>Cinema?<\/p>\n<p>Mito assoluto Dustin Hoffmann. Avr\u00f2 visto 40 volte \u201cIl laureato\u201d. C\u2019\u00e8 quella frase che lui dice alla ragazza togliendosi gli occhiali neri: \u201cIo non sono cos\u00ec, anzi cos\u00ec mi faccio schifo\u201d. Anche io vorrei dire una frase del genere prima o poi.<\/p>\n<p>Impegno politico?<\/p>\n<p>Poco. Un giorno mi beccai del fascista. Durante un seminario era entrato un gruppo di ragazzi: \u201cReagan ha invaso il Salvador. La lezione \u00e8 sospesa. Assemblea\u201d. Io mi alzai in piedi e dissi: \u201cScusate ma l\u2019assemblea per l\u2019invasione dell\u2019Afghanistan quando l\u2019abbiamo fatta che non mi ricordo?\u201d Fascista!<\/p>\n<p>Fascista no. Ma provocatore s\u00ec.<\/p>\n<p>Avevo l\u2019orrore di tutte le chiese, le processioni, i cortei, i greggi. L\u2019unico gregge che accettavo era la curva Maratona, quella del Toro.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 stato il tuo primo giornale?<\/p>\n<p>Il Corriere dello Sport. Il mio primo caposervizio, Enzo D\u2019Orsi, appena mi vide disse: \u201cNon ti pagheremo niente, non hai nessuna possibilit\u00e0 di essere assunto e comunque sappi che fare il giornalista \u00e8 un lavoro di merda. Accetti lo stesso?\u201d<\/p>\n<p>Brutta la gavetta.<\/p>\n<p>Come da copione: i primi mesi portavo il caff\u00e8 in redazione e andavo a comprare le sigarette ai redattori.<\/p>\n<p>Molti giornalisti famosi hanno cominciato con lo sport.<\/p>\n<p>Infatti al Corriere dello Sport ho conosciuto Curzio Maltese. L\u00ec \u00e8 nata la nostra amicizia. Io scrivevo anche per il Giorno. Il capo dello sport era Franco Grigoletti, un signore alto due metri, comunista pazzesco, personaggio meraviglioso. In redazione tirava le scarpe contro il televisore quando compariva Lech Walesa. E urlava: \u201cServo! Schiavo della Cia!\u201d Fu lui che mi offr\u00ec il primo contratto regolare.<\/p>\n<p>Com\u2019era l\u2019ambiente al Giorno?<\/p>\n<p>Schieratissimo a sinistra. Il primo giorno mi mostrarono una foto. \u201cVedi questo signore sorridente fra Maldini e Baresi? Tra sei mesi lo vedrai in mezzo a due carabinieri\u201d. Sono quindici anni che si dice che fra due mesi vedremo Berlusconi in mezzo a due carabinieri. E invece \u00e8 sempre sorridente tra Baresi e Maldini.<\/p>\n<p>Come and\u00f2 al Giorno?<\/p>\n<p>Mi sono divertito tantissimo. Ho fatto esperienza e ho perso quasi tutti i capelli. Mi facevano fare il turno di notte anche per sette giorni di seguito. Poi andai alla Stampa. Nella redazione romana. All\u2019inizio sport, poi anche attualit\u00e0, e politica, e televisione. Era l\u2019epoca del mielismo. Io ero l\u2019esperto del dice-dice. Ogni giorno bisognava chiedere l\u2019opinione di tutti su un problema fondamentale.<\/p>\n<p>Boxer o slip? Capalbio o Ansedonia?<\/p>\n<p>Esatto.<\/p>\n<p>Ci vuole un\u2019agenda pazzesca.<\/p>\n<p>Il trucco era crearsi un giro di dichiaratori fissi, la compagnia della parrocchia. Io avevo i miei fedeli. Per esempio Curzi. Non si negava mai. Quando lo chiamavo mi diceva: \u201cOggi che tte serve?\u201d Poi Gianni Ippoliti, Roberto D\u2019Agostino, Enrico Mentana, Alba Parietti, Marta Flavi, dei veri tuttologi.<\/p>\n<p>Ricordi il tuo primo dice-dice?<\/p>\n<p>Craxi al congresso di Bari aveva sudato e si era vista la canotta. Paolo Mieli mi disse: \u201cFacciamo un pezzo sulla canotta in politica\u201d. Andai a Montecitorio. Lo chiesi per prima a Tina Anselmi. \u201cOnorevole Anselmi, ho molto apprezzato il suo intervento riguardo la difesa dei diritti del feto. A proposito, lei porta la canotta?\u201d<\/p>\n<p>Imbarazzo?<\/p>\n<p>Da parte mia tanto. Ma mi vergognavo solo io. Bodrato mi parl\u00f2 per dieci minuti delle differenza fra le Fruits of the loom e le canotte con scollatura triangolare.<\/p>\n<p>Chi sono i tuoi punti di riferimento quando scrivi?<\/p>\n<p>Mi piace il moralismo di Serra. Alcuni suoi pezzi li ricopio, a mano, per studiare il suo metodo, i suoi ritmi.<\/p>\n<p>Molto rimpiangono il Serra satirico.<\/p>\n<p>Serra ha una scrittura talmente straordinaria ed essenziale che \u00e8 irresistibile anche quando fa i pezzi da santone. Succede anche a me che mi considerino quello che fa ridere. Ero a Sarajevo sotto le bombe, con i cecchini che sparavano. Gad Lerner mi telefonava: \u201cMi raccomando, non fare un pezzo da ridere\u201d.<\/p>\n<p>Tu per chi voti?<\/p>\n<p>Ogni volta scelgo se votare da una parte, dall\u2019altra o non votare affatto. La politica \u00e8 anche un confronto di interessi.  Stai meglio o peggio di cinque anni fa? Se stai meglio ridai il voto all\u2019Ulivo, se stai peggio provi gli altri.<\/p>\n<p>In definitiva per chi hai votato?<\/p>\n<p>Mai pci, n\u00e9 dc, n\u00e9 fascista. In astratto mi sento un radicale. Per quanto i radicali siano lagnosi, piagnoni, narcisisti.<\/p>\n<p>Tu te la prendi molto con i radical chic. <\/p>\n<p>Se oggi ci fosse la rivoluzione francese la sinistra non sarebbe il Terzo Stato, ma la nobilt\u00e0, il clero. Ha perso contatto con la vita reale. Non ha niente a che vedere con i suoi elettori. L\u2019elettore di sinistra si riconosce molto di pi\u00f9 in Michele Serra che nel mondo snob delle terrazze romane. Prendi Enzo Siciliano: quando era presidente della Rai diceva che gli faceva schifo guardare la tv.<\/p>\n<p>Un voltagabbana lo troviamo?<\/p>\n<p>Nicola Piepoli, quello del Cirm. Un personaggio simpaticissimo che il 27 marzo 1994 scrisse un articolo sul Messaggero, ad urne ancora aperte: \u201cSo gi\u00e0 chi ha vinto, non ve lo posso dire ma sappiate che \u00e8 la persona di cui il nostro Paese aveva bisogno\u201d. Capito il genio? Chiunque vincesse, lui aveva gi\u00e0 servito il padrone. Scientifica incarnazione del pensiero del voltagabbana. <\/p>\n<p>Un voltagabbana concreto?<\/p>\n<p>Gabriele La Porta, direttore di Rai Notte. Una volta che lo avevo preso in giro perch\u00e9 era passato dalla Lega a Rifondazione, mand\u00f2 una lettera al giornale in cui spiegava che nella Lega aveva cercato il lato sociale. Quindi non c\u2019era nulla di strano nel passaggio a Rifondazione. Tipico dei voltagabbana: passi da Lenin a Formigoni perch\u00e9 entrambi hanno la barba. Cosa gli vuoi dire a uno cos\u00ec?<\/p>\n<p>Tu hai frequentato gli ambienti Rai.<\/p>\n<p>Un dirigente Rai sconosciuto, di cui non ricordo il nome, aveva nel suo ufficio, nel \u201994, una foto che lo ritraeva con Casini. Nel \u201996 aveva la stessa identica foto ma alle spalle c\u2019era Rosy Bindi. Era un fotomontaggio.<\/p>\n<p>Il nome, assolutamente.<\/p>\n<p>Giuro, non lo ricordo. Mi sembra che la stanza fosse la 144. Ma forse sbaglio. Il giorno dopo le elezioni del 1994 sono andato a vedere l\u2019effetto della vittoria di Forza Italia a Saxa Rubra. Quando entr\u00f2 in redazione Fabrizio Del Noce che era considerato un uomo di Berlusconi, tutti ad abbracciarlo, destra, sinistra, centro. Compreso Badaloni.<\/p>\n<p>Quale tg guardi?<\/p>\n<p>Ho una passione perversa per Fede, \u00e8 pi\u00f9 forte di me, mi scappa il dito sul telecomando. La satira di destra non \u00e8 il Bagaglino, che \u00e8 volgare, trucido. E\u2019 Emilio Fede. Fa satira pura. Ha raggiunto livelli di grande teatro. I commenti sulla sinistra non li legge pi\u00f9. Fa le smorfie. \u201cRutelli ha detto\u2026mah\u2026boh\u2026ah ah\u201d. Esilarante. Quello che non sopporto \u00e8 l\u2019insinuazione.<\/p>\n<p>Per esempio?<\/p>\n<p>Il Tg3 \u00e8 un telegiornale fatto bene, ma \u00e8 pieno di notizie-insinuazione. Come Fusi che da New York fa un servizio su come i ministri hanno risolto il conflitto di interessi. Non cita Berlusconi. Tira il sasso e nasconde la mano.<\/p>\n<p>Ti piace il Tg1?<\/p>\n<p>E\u2019 un tg difficilissimo da fare. Solo un uomo con l\u2019idealismo e il narcisismo di Gad Lerner poteva sperare di riuscirci.<\/p>\n<p>Che tipo di giornalista \u00e8 Gad Lerner?<\/p>\n<p>E\u2019 come il cronista sportivo che vuole fare l\u2019allenatore. Lui vuole fare il politico. Prima o poi lo far\u00e0. Ma non in seconda fila. Lui va a fare direttamente il ministro.<\/p>\n<p>Ti piace Vespa?<\/p>\n<p>Lo accusano di essere lecchino, ma \u00e8 fin troppo facile, \u00e8 banale. Il politico preferisce dare le interviste a chi sa che lo tratta con rispetto. Se Vespa facesse le domande di Luttazzi, nessuno andrebbe pi\u00f9 a \u201cPorta a porta\u201d.<\/p>\n<p>Per\u00f2 i giornalisti televisivi sono spesso troppo servili\u2026<\/p>\n<p>E quello che succede negli altri settori? Basta andare a una sfilata. Vedono quattro modelle e cinguettano: \u201cGiorgio sei un genio, grazie di questa serata meravigliosa, mi hai veramente emozionato\u201d.<\/p>\n<p>Da chi compreresti un auto usata in Parlamento?<\/p>\n<p>Da Fassino la comprerei.<\/p>\n<p>Da chi non la compreresti?<\/p>\n<p>Da Berlusconi. Me la venderebbe senza volante, e direbbe che il volante l\u2019ha staccato Fassino. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualcuno lo considera l\u2019erede di Michele Serra. La rubrica di Massimo Gramellini, dieci righe, ogni giorno sulla prima pagina della Stampa, \u00e8 di quelle che possono uccidere. Guai a quel politico che entra nel suo mirino. Non importa essere di destra o di sinistra. Gramellini non sta da nessuna parte. Ma si diverte di pi\u00f9 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[400],"tags":[389],"class_list":["post-1433","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-gramellini-massimo","tag-sette"],"views":51603,"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/paTME9-n7","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1433","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1433"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1433\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1435,"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1433\/revisions\/1435"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1433"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1433"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1433"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}