{"id":1508,"date":"1990-01-01T11:15:15","date_gmt":"1990-01-01T09:15:15","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=1508"},"modified":"2012-01-13T11:16:38","modified_gmt":"2012-01-13T09:16:38","slug":"luca-barbarossa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=1508","title":{"rendered":"Luca Barbarossa"},"content":{"rendered":"<p>SANREMO &#8211; &#8220;Sciogli i tuoi capelli lasciali volare, lasciati guardare, sei cos\u00ec\u008d bella che non riesco pi\u00f9 a parlare di fronte a quei tuoi occhi cosi dolci e cosi severi&#8221;. Si, \u00e8 una canzone d&#8217;amore. &#8220;Dai mamma dai, questa sera lasciamo qua i tuoi problemi e quei discorsi sulle rughe e sull&#8217;et\u00e0, portami a ballare&#8221;. Edipo?<br \/>\n&#8220;E&#8217; una canzone edipica certamente. Sensuale, seducente. Solo a met\u00e0 si scopre che si tratta di mia madre. E&#8217; una grande canzone d&#8217;amore per una donna che esercita grande fascino su di me. Mi ricordo una bellissima poesia di Pasolini che mi fece piangere per il modo informale, disarmato, di rivolgersi alla madre&#8221;.<br \/>\nLuca Barbarossa, 30 anni, \u00e8 vicefavorito alla vittoria finale di questo Festival dopo Mia Martini. Nessun problema a parlare della sua canzone cos\u00ec\u008d controcorrente. S\u00ec, lui parla della mamma, senza pudore. &#8220;Per\u00f2 mi d\u00e0 fastidio chiamarla una canzone sulla mamma. E&#8217; una canzone sull&#8217;amore, \u00e8 un tentativo di uscire da ruoli precotti. Quando la vita quotidiana si fa difficile, spesso il rapporto tra madre e figlio \u00e8 rovinato da un eccesso di pudore o dal rispetto degli stereotipi. E gli affetti sono i primi a pagare&#8221;. <!--more--><br \/>\nCoraggioso, Barbarossa. Se fosse stato Reitano a cantare una canzone sulla mamma lo avremmo fucilato. Lui per\u00f2 se lo pu\u00f2 permettere. &#8220;In arte si dice che il soggetto non \u00e8 importante&#8221;, dice. &#8220;Una natura morta di Morandi \u00e8 diversa da una natura morta che compri alle bancarelle. Reitano ha scritto &#8220;Italia&#8221;, De Gregori ha scritto &#8220;Povera Italia&#8221;. Ma non possiamo paragonarle. La classe non \u00e8 acqua&#8221;.<br \/>\nBarbarossa riesce ad essere normale anche nella bagarre di Sanremo. Non \u00e8 un pesce fuor d&#8217;acqua ma non si lascia coinvolgere pi\u00f9 di tanto. E&#8217; uomo di questi tempi ma a volte rivela una raffinatezza, una educazione di altri tempi. Ti viene da pensare: ma che ci fa qui, tra Jo Squillo e Pupo, tra questi esagitati dei discografici e questi caciaroni del &#8220;generone&#8221; televisivo romano? Nessun problema. E&#8217; qui perch\u00e9 qui c&#8217;\u00e8 l&#8217;audience, qui si vendono i dischi. L&#8217;importante \u00e8 scrivere belle canzoni. &#8220;Se poi si vendono, pazienza&#8221;, dice.<br \/>\nE questa \u00e8 proprio una bella canzone. &#8220;Appartiene ad uno di quei fortunatissimi e preziosi momenti della nostra vita creativa, molto vicini all&#8217;ispirazione. L&#8217;ispirazione \u00e8 molto pi\u00f9 rara di quanto si pensi. Io ho fatto cinque album, 50 canzoni. Molte sono frutto di lavoro, di pensieri, di ricerca. Poche, diciamo una su cinque, quelle &#8220;fortunate&#8221;, vere e proprie scintille. Quando capita sembra di scrivere sotto dettatura, di catturare qualcosa che \u00e8 gi\u00e0 nell&#8217;aria e che solo tu riesci a captare&#8221;.<br \/>\nMa continuiamo a parlare della mamma. &#8220;Io ho tre genitori stupendi, che mi hanno lasciato libero di fare quello che volevo, tutti i miei errori, senza interferire. Appena ho finito il liceo sono andato a vivere da solo&#8221;. Chiariamo questa storia dei tre genitori&#8230;&#8221;Mia madre Anna Maria, mio padre Aldo e il nuovo marito di mia madre Giorgio. Con tutti e tre sono stato benissimo&#8221;.<br \/>\nTre genitori e tutti e tre splendidi. Una fortuna. E chi \u00e8 il pi\u00f9 critico? &#8220;Io tengo al loro giudizio e tutti e tre sono molto severi. Giorgio, il giornalista, entra nel merito della scrittura, del testo. Aldo, jazzista, va pi\u00f9 sulla musica. Sul piano emotivo mi fido di pi\u00f9 di mia madre. Quando supero l&#8217;esame della famiglia \u00e8 una bella sudata&#8221;. E quando la mamma ha sentito la canzone su di lei? &#8220;Si \u00e8 molto emozionata&#8221;. E le \u00e8 piaciuta? &#8220;Mi ha detto che non voleva darmi alcun giudizio, che si sentiva troppo coinvolta&#8221;.<br \/>\nCome nasce una canzone sulla mamma? &#8220;Mia madre balla benissimo. Io sono negato invece. Quando vado in discoteca mi siedo e osservo. Sono una zavorra. L&#8217;anno scorso a casa mia al mare la vidi ballare il rock con degli amici e rimasi colpito. L&#8217;idea della canzone mi venne quella sera&#8221;.<br \/>\nLa canzone, Barbarossa, che cosa \u00e8? A che cosa serve? &#8220;E&#8217; un veicolo importantissimo. Mi piange il cuore quando la vedo maltrattata come qualcosa di serie B. Ci sono canzoni storiche, che hanno fatto riflettere generazioni, che sono state delle scintille di coscienza. Le canzoni possono influire anche sul piano sociale. Con le canzoni si pu\u00f2 fare politica. Non risolvono i problemi certo. Ma quello non \u00e8 proprio il loro compito, quello \u00e8 il compito dei politici&#8221;. Ma allora parliamo di politica&#8230;&#8221;Per chi voto? Per il Pds&#8221;. Volentieri? &#8220;Pi\u00f9 volentieri di quando votavo Pci. C&#8217;\u00e8 confusione, ma sono confusi un po&#8217; tutti, anche quelli che si fingono decisionisti. Rimproveravamo al vecchio Pci la mancanza di coraggio. Come facciamo adesso a rimproverare ad Occhetto di avere avuto il coraggio di cambiare?&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SANREMO &#8211; &#8220;Sciogli i tuoi capelli lasciali volare, lasciati guardare, sei cos\u00ec\u008d bella che non riesco pi\u00f9 a parlare di fronte a quei tuoi occhi cosi dolci e cosi severi&#8221;. Si, \u00e8 una canzone d&#8217;amore. &#8220;Dai mamma dai, questa sera lasciamo qua i tuoi problemi e quei discorsi sulle rughe e sull&#8217;et\u00e0, portami a ballare&#8221;. 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