{"id":1545,"date":"2003-08-31T12:17:01","date_gmt":"2003-08-31T10:17:01","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=1545"},"modified":"2015-11-23T12:19:10","modified_gmt":"2015-11-23T10:19:10","slug":"paolo-pietrangeli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=1545","title":{"rendered":"Paolo Pietrangeli"},"content":{"rendered":"<p>Il \u201968 aveva un inno. Lo aveva scritto uno studente romano, Paolo Pietrangeli. Era una canzone che si chiamava \u201cContessa\u201d. Gli studenti la cantavano nelle assemble e nei cortei. Paolo Pietrangeli divenne uno dei simboli della contestazione. Oggi ha 54 anni e lavora per Berlusconi. E\u2019 il regista del \u201cMaurizio Costanzo Show\u201d. Ma contrariamente a molti dei cinquantenni che abbiamo intervistato per questa inchiesta sulla generazione che non sa invecchiare, non \u00e8 pentito e non ha cambiato idea. E non fa nemmeno parte di quell\u2019 \u201cold boys net\u201d di cui ha parlato Alberto Ronchey. Era del Pci allora ed \u00e8 di Rifondazione Comunista oggi. Con la sua chitarra continua come allora a girare per le feste popolari senza farsi pagare, o quasi. Per quanto riguarda la vecchiaia, non crede sia un suo problema. \u201cIo mi sento meno anni di quelli che ho\u201d, dice. E non se ne compiace. \u201cFaccio ancora un po\u2019 troppo spesso la Vispa Teresa\u201d. <\/p>\n<p>Finalmente uno che ha fatto il \u201968 da protagonista.<\/p>\n<p>Da protagonista ma casualmente. Se non fosse per \u201cContessa\u201d sarei stato un qualunque studente del movimento.<\/p>\n<p>Eri pi\u00f9 famoso di Capanna.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 giravo continuamente, andavo dovunque. Ero una specie di volante rossa. Il telefono squillava: \u201cServe una cantata alla fabbrica tal dei tali\u201d. E io partivo.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p>Avevi 23 anni. Facevi l\u2019universit\u00e0.<\/p>\n<p>Ho fatto quattro anni di legge e tre di filosofia.<\/p>\n<p>In che cosa ti sei laureato?<\/p>\n<p>In niente. Arrivavo fino alla tesi e mi fermavo. Ormai\u2026<\/p>\n<p>Ormai che cosa?<\/p>\n<p>Dovevamo cambiare il mondo. Che senso aveva prendere la laurea?<\/p>\n<p>Poi il mondo non \u00e8 cambiato.<\/p>\n<p>Non \u00e8 cambiato tutto quello che si voleva che cambiasse. Ma ci sono state importanti affermazioni di alcuni principi fondamentali, che credo che siano ormai irrinunciabili.<\/p>\n<p>Come nascevi politicamente?<\/p>\n<p>Io ero iscritto al Pci dal \u201864 .<\/p>\n<p>Quindi hai fatto il \u201968 da comunista.<\/p>\n<p>Non fu facilissimo. I comunisti all\u2019universit\u00e0 non erano sempre ben accetti. <\/p>\n<p>E tu come vivevi la situazione?<\/p>\n<p>Con grande sofferenza. Andavo avanti cercando di vivere le contraddizioni il pi\u00f9 possibile. \u201cContessa\u201d in quegli anni non si poteva cantare a Roma nel Pci. La  federazione comunista la considerava l\u2019inno dei rivoluzionari\u2026<\/p>\n<p>Non aveva tutti i torti. Ricordaci il testo.<\/p>\n<p>\u201cCompagni dai campi e dalle officine, prendete la falce, impugnate il martello, scendete gi\u00f9 in piazza, picchiate con quello, scendete gi\u00f9 in piazza affossate il sistema. Voi gente per bene che pace cercate, la pace per fare quello che voi volete, ma se questo \u00e8 il prezzo vogliamo la guerra, vogliamo vedervi finir sottoterra. Eccetera eccetera\u201d.<\/p>\n<p>Eccetera eccetera mica tanto. Il Pci era alla ricerca del consenso per governare.<\/p>\n<p>Ma era violenza metaforica. E poi il testo era il dialogo tra un generale e una contessa e la risposta era la pi\u00f9 violenta possibile.<\/p>\n<p>I ragazzi del Movimento capivano che era metaforica?<\/p>\n<p>Certo che lo capivano. Non c\u2019era clima di violenza in quegli anni. Qualche anno dopo le cose cambiarono. Io avevo scritto la canzone \u201cMio caro padrone domani ti sparo\u201d. Era talmente granguignolesca che nessuna persona con un minimo di sale in zucca poteva pensare fosse un invito a sparare. Eppure, durante un concerto, dei compagni mi chiesero: \u201cCome dobbiamo fare?\u201d. <\/p>\n<p>Pier Luigi Battista, intervistato prima di te, sostiene che il \u201968, dal punto di vista culturale, non ha prodotto niente. Si ascoltavano Adamo e Dino.<\/p>\n<p>Ma no. Si ascoltava Bob Dylan.<\/p>\n<p>Appunto. In Italia niente.<\/p>\n<p>\u201cPugni in tasca\u201d era un bel film.<\/p>\n<p>Prima del \u201968.<\/p>\n<p>Anche  \u201cContessa\u201d era del \u201966. L\u2019avevo scritta durante l\u2019occupazione dell\u2019universit\u00e0 di Roma dopo che i fascisti avevano causato la morte di Paolo Rossi.<\/p>\n<p>Anche \u201cContessa\u201d ha fatto il \u201968 prima del \u201968!<\/p>\n<p>Quando scoppi\u00f2 il \u201968, \u201cContessa\u201d era gi\u00e0 pronta e conosciuta. Mi ricordo che proprio nel \u201868 io andai ad una manifestazione a Pisa. Improvvisamente tutto il corteo cominci\u00f2 a cantare \u201cContessa\u201d. Fu uno dei momenti pi\u00f9 belli della mia vita. Mi misi da una parte\u2026<\/p>\n<p>A piangere\u2026<\/p>\n<p>Non mi ricordo se piansi. Ma fui molto contento. <\/p>\n<p>Sei mai stato contestato?<\/p>\n<p>No. E perch\u00e9 mai?<\/p>\n<p>In quanto comunista.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 che tutti sapessero che ero comunista.<\/p>\n<p>Nascondevi di essere comunista?<\/p>\n<p>Non lo nascondevo. Ma non si andava a chiedere alla gente: \u201cScusi lei \u00e8 iscritto al Pci?\u201d.<\/p>\n<p>E poi magari eri protetto da \u201cContessa\u201d<\/p>\n<p>Da \u201cContessa\u201d e da altre canzoni.<\/p>\n<p>Chi frequentavi allora?<\/p>\n<p>Quelli del Nuovo Canzoniere. Ivan Della Mea e Giovanna Marini soprattutto. Li frequento tuttora. Giovanna sta ancora a Roma anche se insegna etnomusicologia alla Sorbona. In Francia \u00e8 famosa come Dario Fo. Ivan fa il direttore dell\u2019Istituto Ernesto De Martino. <\/p>\n<p>\u201cContessa\u201d quante copie ha venduto?<\/p>\n<p>La prima volta che facemmo il disco, nel 1971, vendette 50 mila copie. Poi non lo so perch\u00e9 non sono io che prendo i soldi della Siae. A quei tempi non ero nemmeno iscritto. So per\u00f2 che \u00e8 diventata un \u201cevergreen\u201d della Siae.<\/p>\n<p>Che cosa vuol dire?<\/p>\n<p>Alcune delle canzoni pi\u00f9 eseguite nel corso del tempo raggiungono lo stato di \u201cevergreen\u201d. Una specie di Olimpo delle canzoni. Ce ne saranno un centinaio in tutto. Come \u201cVolare\u201d.<\/p>\n<p>Continui a cantare \u201cContessa\u201d?<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 cantata di fine settimana in cui non sia costretto a cantarla. Certe volte non mi va ma non c\u2019\u00e8 niente da fare.<\/p>\n<p>Dove canti?<\/p>\n<p>L\u201980 per cento delle volte alle feste di Rifondazione. <\/p>\n<p>Chi ricordi dei compagni di allora che oggi hanno fatto carriera?<\/p>\n<p>Di questi che hanno fatto carriera io non conoscevo nessuno allora. Mi ricordo solo Paolo Liguori che mi stava antipatico perch\u00e9 faceva parte del gruppo degli Uccelli. Andavano in giro a fare la cacca nei salotti dei \u201ccompagni borghesi\u201d per punirli. Insomma screditavano il Movimento. Poi ho visto Paolo Liguori in televisione.<\/p>\n<p>E che impressione ti ha fatto?<\/p>\n<p>Mi sono detto: \u00e8 coerente. Screditava allora, scredita adesso. <\/p>\n<p>Altri?<\/p>\n<p>Paolo Mieli l\u2019ho conosciuto dopo il \u201968. Qualcuno mi ha detto che era di Potere Operaio. Io ricordo una lunga passeggiata a Roma. E una piacevole chiacchierata. Adriano Sofri invece lo conoscevo. Venne a un concerto quando era di Potere Operaio di Pisa. Anche con lui passammo una serata piacevole a Siena. Conoscevo anche Ferrara. Stava nella Fgci come me. Ma lui era di destra. E mi considerava un pericoloso rivoluzionario.<\/p>\n<p>Ferrara era di destra anche nella Fgci?<\/p>\n<p>Ferrara, Trombadori padre, Trombadori figlio, Paolo Franchi: erano il gruppo pi\u00f9 di destra del Pci romano.<\/p>\n<p>Alberto Ronchey dice che quelli dell\u2019\u201dold boys net\u201d hanno conquistato potere e si proteggono a vicenda.<\/p>\n<p>Il \u201968 \u00e8 stato un movimento di centinaia di migliaia di persone. Se cinquanta hanno fatto carriera, nel gioco dei numeri ci sta. Non esiste una lobby dei vecchi ragazzi. Anzi il contrario. Le divisioni all\u2019interno dei piccoli partiti che si sono formati dopo il \u201968 erano forti. E queste divisioni sono rimaste. Ma poi, quale potere hanno? In Italia comandano i \u201cpoteri forti\u201d. Mi sai dire in quale gruppuscolo hanno fatto il \u201968 Cuccia e Agnelli?<\/p>\n<p>Al momento mi sfugge.<\/p>\n<p>Il potere \u00e8 in quelle mani l\u00e0. O in quelle di Berlusconi. Dove ha fatto il\u201968 Berlusconi?<\/p>\n<p>Molti dei tuoi ex compagni del \u201968 hanno fatto un percorso da anguille. Michele Serra ha citato il caso di Giulio Savelli, l\u2019anguilla per eccellenza. Ma sono molti quelli che dal \u201968 sono finiti con Craxi e poi con Forza Italia.<\/p>\n<p>Sono i peggiori. Incomprensibili. Certo, bisognerebbe vedere caso per caso. Possono avere avuto una cocente delusione che gli ha fatto cambiare idea. Oppure\u2026<\/p>\n<p>Oppure?<\/p>\n<p>Oppure hanno fatto un conto economico. Dare e avere.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 comprensibile.<\/p>\n<p>Tutto si pu\u00f2 capire. Anche il mostro \u00e8 comprensibile.<\/p>\n<p>Pier Luigi Battista sostiene che c\u2019\u00e8 una specie di doppio standard. Nessuno rimprovera a Ingrao di essere andato da destra a sinistra. Mentre chi va da sinistra a destra \u00e8 un traditore.<\/p>\n<p>Quando era a destra Ingrao? Quando aveva venti anni, nei Guf? Io non ne conosco di persone che siano andate da destra a sinistra. Ma comunque il punto di vista \u00e8 fondamentale. Tu sei di sinistra? Va bene e allora che cosa vuoi fare? Vuoi redistribuire il reddito? Vuoi che i poveri siano meno poveri e i ricchi meno ricchi? E se adesso mi diventi di destra, che cosa vuol dire? Che hai cambiato idea? Che te ne freghi dei poveri e ti sei innamorato dei ricchi? Uno che va da destra a sinistra non \u00e8 come uno che va da sinistra a destra.<\/p>\n<p>Si dice che non esiste pi\u00f9 la destra e la sinistra\u2026<\/p>\n<p>\u2026non \u00e8 vero\u2026 <\/p>\n<p>\u2026e che la coerenza \u00e8 la virt\u00f9 dei cretini. Lo dicono soprattutto quelli che cambiano idea.<\/p>\n<p>Si dice anche che le uniche cose che non si cambiano sono la mamma e la squadra di calcio. La politica non \u00e8 nell\u2019elenco. <\/p>\n<p>Gli ex, poi, sono terribili. <\/p>\n<p>Come gli ex fumatori.<\/p>\n<p>Come gli ex terroristi. <\/p>\n<p>Se ho sbagliato ho sbagliato. Mi dispiace di aver sbagliato. Ragioniamo. Andiamo avanti. Ma non per questo vado a manifestare in favore di Pinochet. <\/p>\n<p>Per\u00f2 anche tu sei passato da cantante del \u201968 a regista di Berlusconi. Difenditi. <\/p>\n<p>Io faccio il regista e credo di avere il record mondiale di progetti approvati e mai realizzati. A un certo punto Costanzo mi ha chiamato perch\u00e9 voleva fare la prima sit-com italiana, \u201cOrazio\u201d. Per Rete 4, che era della Mondadori. Poi Berlusconi compr\u00f2 Rete 4. Costanzo era il produttore. Facemmo 180 puntate. Nel frattempo Costanzo mi chiese se volevo fare il \u201cCostanzo Show\u201d che diventava quotidiano. Costanzo era sempre il produttore.<\/p>\n<p>Produttore per conto di Berlusconi.<\/p>\n<p>L\u00ec per l\u00ec non mi posi il problema perch\u00e9 era Costanzo che me lo chiedeva. Era chiaramente un alibi e dur\u00f2 ben poco. Mi consolavo dicendo che le acciaierie Lenin avevano chiuso da tempo. Dove potevo farlo questo mio lavoro? Meglio fare il regista con gli americani? Mi ricordo che tanti anni prima c\u2019era stata una polemica con Visconti che aveva fatto un film con Rusconi. E io lo avevo attaccato duramente. <\/p>\n<p>Classico esempio di doppiopesismo.<\/p>\n<p>Di incoerenza, lo ammetto. Ogni tanto qualcuno mi contestava quando andavo a cantare. Tu fai bene a cantare queste canzoni, mi dicevano, per\u00f2 poi lavori con Berlusconi. Io dicevo no, io lavoro per Costanzo. Per\u00f2 la differenza era minima perch\u00e9 Costanzo dipendeva da Berlusconi.<\/p>\n<p>E allora? Come la mettiamo?<\/p>\n<p>Non mi sento colpevole. Signor giudice, sono innocente. Anche perch\u00e9 poi ho conosciuto dei giornalisti che lavorano al \u201cTempo\u201d e al \u201cGiornale\u201d e sono straordinari. Non credo che ci sia identificazione tra chi lavora in un posto e il padrone.<\/p>\n<p>Il regista televisivo non \u00e8 l\u2019autore della trasmissione. E\u2019 un ruolo tecnico.<\/p>\n<p>Mi posso difendere cos\u00ec, anche se non \u00e8 del tutto vero.<\/p>\n<p>E\u2019 difficile fare il regista?<\/p>\n<p>Per fare il regista televisivo \u00e8 sufficiente saper leggere e scrivere. Chi ha letto due libri, o ha scritto due righe, \u00e8 subito fra i dieci registi pi\u00f9 bravi. Tutti gli altri sono degli analfabeti. Io sono stato promosso bravo regista quando si sono accorti che invece di inquadrare chi parlava, inquadravo chi ascoltava. Semplice no? <\/p>\n<p>Quando viene Berlusconi in trasmissione, sei in imbarazzo?<\/p>\n<p>Lo tratto come uno normale. <\/p>\n<p>Nessun favoritismo?<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 uno staff che cura la sua immagine. Vengono prima e ti chiedono: per piacere, pu\u00f2 evitare di inquadrarlo troppo da vicino? <\/p>\n<p>Perch\u00e9?<\/p>\n<p>Forse perch\u00e9 non \u00e8 come noi che non abbiamo paura di invecchiare. <\/p>\n<p>E tu?<\/p>\n<p>Io non lo inquadro troppo da vicino. E\u2019 grave? <\/p>\n<p>Politicamente hai mai avuto problemi?<\/p>\n<p>No, ma solo perch\u00e9 non conto niente. Comunque non sono l\u2019unico comunista nella redazione di Costanzo. Siamo il 30 per cento. <\/p>\n<p>Hai tutti amici comunisti?<\/p>\n<p>Uno dei miei amici pi\u00f9 grandi \u00e8 Lamberto Sechi. Tu lo conosci bene. Ti sembra un comunista? Ma non \u00e8 nemmeno un anticomunista orrendo.<\/p>\n<p>Per\u00f2 Sechi \u00e8 un feroce antiberlusconiano. Vediamo se riesco a farti licenziare: tu sei antiberlusconiano?<\/p>\n<p>Ma senza alcun dubbio. La discesa in politica di Berlusconi mi ha fatto un grande effetto in senso negativo. Ma ci\u00f2 che mi ha impressionato di pi\u00f9 \u00e8 stato l\u2019atteggiamento suicida con il quale la sinistra ha reagito. Ambiguit\u00e0. Vuoto di idee. Errori clamorosi. <\/p>\n<p>E Costanzo?<\/p>\n<p>Costanzo cosa?<\/p>\n<p>Come lo giudichi?<\/p>\n<p>Con affetto. Sono 14 anni che lavoriamo insieme. Ho sempre fatto quello che ho voluto. Poi su alcune cose che fa non mi sono proprio d\u2019accordo. <\/p>\n<p>Parliamone.<\/p>\n<p>Come ha diretto Canale 5. Non mi pare il massimo. Ma non riesco a capire fin dove non vuole o fin dove non pu\u00f2. La televisione che si vede in genere \u00e8 brutta.<\/p>\n<p>Quale televisione?<\/p>\n<p>Tutta, anche quella di Costanzo. <\/p>\n<p>E il Costanzo politico?<\/p>\n<p>E\u2019 il segno dei tempi. Qualche anno fa sarebbe stato un signore di centro. Adesso \u00e8 un signore di sinistra. Non perch\u00e9 si \u00e8 spostato lui. Lui rimane di centro. Ma si \u00e8 spostato tutto il resto.<\/p>\n<p>Le cose che dicevi nel \u201968, l\u2019uguaglianza, la giustizia, adesso le pratichi? Che cosa fai adesso per quegli ideali?<\/p>\n<p>Vado in giro a cantare praticamente gratis. Poi faccio politica. Sono stato eletto nel comitato politico nazionale, quello che nel Pci era il comitato centrale. E\u2019 un organismo pletorico che per\u00f2 in alcune circostanze drammatiche, tipo l\u2019uscita dal governo Prodi, ha avuto il suo peso.<\/p>\n<p>Tu hai votato per uscire dal governo?<\/p>\n<p>Si.<\/p>\n<p>Domanda: era pi\u00f9 a sinistra il governo Prodi o il governo D\u2019Alema?<\/p>\n<p>Il governo Prodi. C\u2019eravamo noi. <\/p>\n<p>E non ti senti in colpa?<\/p>\n<p>Se due tirano una corda e la corda si spezza, la colpa \u00e8 di chi tira la corda o di chi fa resistenza? <\/p>\n<p>E\u2019 pi\u00f9 di sinistra Prodi o D\u2019Alema?<\/p>\n<p>Non lo so.<\/p>\n<p>Domanda alternativa: D\u2019Alema \u00e8 di sinistra?<\/p>\n<p>No. Lui nemmeno si pone il problema. <\/p>\n<p>Perch\u00e9 non fai pi\u00f9 una canzone come \u201cContessa\u201d<\/p>\n<p>Non mi viene pi\u00f9 da fare un inno. La musica che faccio adesso non \u00e8 da cantare. Mi hanno chiesto di fare un inno per Rifondazione.<\/p>\n<p>L\u2019hai fatto?<\/p>\n<p>Si. A detta di tutti \u00e8 assolutamente incantabile.<\/p>\n<p>Un successo clamoroso per un inno.<\/p>\n<p>A me era piaciuto tanto. <\/p>\n<p>Hai mai avuto problemi con i fascisti?<\/p>\n<p>Si. Feci un documentario che dur\u00f2 tre anni, si chiamava \u201cBianco e nero\u201d. Mi tagliai la barba e per due anni cominciai a frequentare le sedi del Msi, a filmare, interrogare, scoprire. <\/p>\n<p>Tu andavi in incognito?<\/p>\n<p>Si, e rischiai dibrutto. I fascisti si incazzarono. Una volta due cercarono di bastonarmi.<\/p>\n<p>Ci riuscirono?<\/p>\n<p>Erano piccolini. Uno mi tir\u00f2 una sprangata: mi colp\u00ec sulla spalla e non mi fece nulla. Io mi girai e mi misi a ridere.<\/p>\n<p>Sei un incosciente.<\/p>\n<p>Ridevo dalla paura. Ma loro pensarono di avere di fronte Nembo Kid.<\/p>\n<p>Se \u00e8 per questo somigli pi\u00f9 a Bud Spencer. Scapparono via?<\/p>\n<p>Uno lo acchiappai e lo lanciai verso una vetrina. E poi scappai, perch\u00e9 avevo rotto la vetrina del negozio. <\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 sgradevole che ricordi del \u201868?<\/p>\n<p>Fu durante la manifestazione di Valle Giulia. Io scappavo. Ero un p\u00f2 ridicolo perch\u00e9 mi si ruppero i calzoni e avevo le mutande rosse e quindi si vedeva questo enorme culo rosso con i poliziotti appresso. A un certo punto mi accorsi di due poliziotti che menavano una ragazza. Acchiappai un pezzo di travertino, nemmeno piccolo, e lo detti in testa a uno dei due. Il poliziotto casc\u00f2. La ragazza scapp\u00f2 e io con lei. Stetti malissimo per due giorni. Leggevo tutti i quotidiani. L\u2019idea che avrebbe potuto anche essere morto mi faceva stare male moltissimo. E\u2019 la cosa pi\u00f9 brutta che io mi ricordi del \u201868. <\/p>\n<p>Poi usc\u00ec la famosa poesia di Pasolini in difesa dei poliziotti, i veri proletari.<\/p>\n<p>E mi fece stare ancora peggio. Non ero d\u2019accordo con lui ma alcune cose che diceva erano giuste. Quel poveraccio che colpa aveva?<\/p>\n<p>Scoppiasse un nuovo \u201968 da che parte staresti? Mutande rosse di nuovo?<\/p>\n<p>Starei da quella stessa parte. L\u2019ansia di rinnovamento \u00e8 sempre la stessa. <\/p>\n<p>E se invece Berlusconi ti telefona domani e ti dice che sei il nuovo direttore di Canale 5?<\/p>\n<p>Sarebbe un errore perch\u00e9 io gli farei un casino a Canale 5. <\/p>\n<p>Lascialo decidere a lui.<\/p>\n<p>Allora direi di si. E cercherei di cambiare Canale 5.<\/p>\n<p>Il padrone non condiziona?<\/p>\n<p>Il padrone condiziona moltissimo. Bisogna vedere chi \u00e8 il pi\u00f9 forte. <\/p>\n<p>Antonio Ricci \u00e8 pi\u00f9 forte di Berlusconi? Lo condiziona?<\/p>\n<p>In parte si.<\/p>\n<p>Allora si pu\u00f2 entrare.<\/p>\n<p>Si. Se al posto di Ricci ci va un altro, \u00e8 diverso. Una sua funzionaccia ce l\u2019ha avuta in tutti questi anni. \u201cStriscia la notizia\u201d non mi fa impazzire. Ma di fronte a  certi telegiornali \u2026<\/p>\n<p>Dicono che \u00e8 la foglia di fico di Berlusconi.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 anche la foglia di fico. Ma l\u2019importante \u00e8 essere la foglia e non il fico.<\/p>\n<p>Vedrai che ci riuscir\u00f2, prima o poi, a farti licenziare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il \u201968 aveva un inno. Lo aveva scritto uno studente romano, Paolo Pietrangeli. Era una canzone che si chiamava \u201cContessa\u201d. Gli studenti la cantavano nelle assemble e nei cortei. Paolo Pietrangeli divenne uno dei simboli della contestazione. Oggi ha 54 anni e lavora per Berlusconi. E\u2019 il regista del \u201cMaurizio Costanzo Show\u201d. 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