{"id":1576,"date":"2003-08-13T07:25:16","date_gmt":"2003-08-13T05:25:16","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=1576"},"modified":"2017-12-10T07:31:08","modified_gmt":"2017-12-10T05:31:08","slug":"sergio-cusani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=1576","title":{"rendered":"Sergio Cusani"},"content":{"rendered":"<p>Per qualche mese \u00e8 stato il simbolo, diffuso quotidianamente per televisione, dell\u2019Italia dalle mille corruzioni. Sergio Cusani era l\u2019uomo che distribuiva miliardi ai politici per conto di Raul Gardini. Per Antonio Di Pietro era il grimaldello per processare tutta la classe politica italiana. Alla fine Cusani fu il solo a finire in galera. Oggi, a 51 anni, affidato ai servizi sociali, \u00e8 libero purch\u00e9 torni a casa tutte le sere alle dieci. La sua nuova occupazione \u00e8 la solidariet\u00e0, soprattutto assistere chi \u00e8 in carcere. Un cambiamento radicale, di interessi e di immagine. Ieri le riunioni di lavoro con Raul Gardini per decidere a quali partiti dare le mazzette. Oggi i dibattiti con Giancarlo Caselli e i convegni con Gherardo Colombo. Di tutte le persone che abbiamo intervistato per questa inchiesta sulla \u201cgenerazione che non sa invecchiare\u201d \u00e8 quello che pi\u00f9 di tutti ha virato. Con lui parlo del \u201968, che lo vedeva a capo del Movimento Studentesco alla Bocconi, della corruzione politica, del carcere. E del futuro.<\/p>\n<p>Hai pi\u00f9 sentito Craxi?<\/p>\n<p>No.<\/p>\n<p><!--more--> <\/p>\n<p>Ti manca?<\/p>\n<p>Abbiamo preso strade diverse.<\/p>\n<p>Uno in galera e l\u2019altro no.<\/p>\n<p>In una cella Craxi sarebbe crepato in poco tempo. Ha fatto una scelta di autoconservazione.<\/p>\n<p>Lui dice un\u2019altra cosa. Dice che non vuole essere l&#8217;unico a pagare. Dice di essere un esule. Eccetera eccetera. Non dice: io sono qui perch\u00e9 ho il diabete.<\/p>\n<p>Tu mi hai chiesto della galera e io ti dico che non me lo immagino in galera perch\u00e9 \u00e8 un uomo che soffre di claustrofobia. Non riesco a vederlo chiuso in una cella di due metri per tre, come \u00e8 successo a me. Non ce la farebbe. Sul fatto che non vuole essere l\u2019unico a pagare, \u00e8 un discorso con una sua logica.<\/p>\n<p>Un discorso che tu non hai fatto.<\/p>\n<p>Io ho cercato il riscatto.<\/p>\n<p>Potresti aver fatto la scelta del carcere per non voler ammettere che parte del mazzettone Enimont \u00e8 finito in tasca tua.<\/p>\n<p>Ho consegnato io stesso tutta la documentazione bancaria al tribunale. Risulta chiarissimo che nelle mie tasche non \u00e8 rimasto nulla dei 148 miliardi della provvista. E ho avuto la soddisfazione che la pubblica accusa in Cassazione ha chiesto la mia assoluzione dal reato di appropriazione indebita.<\/p>\n<p>Insomma a te il carcere ha fatto bene.<\/p>\n<p>Il carcere mi ha aiutato. Ma io sono un privilegiato, vengo da una famiglia ricca. Ho strumenti culturali. Una rete affettiva straordinaria. Il bambino che ho adottato mi \u00e8 venuto sempre a trovare in carcere e giocavamo. \u201cLa vita \u00e8 bella\u201d di Benigni io l\u2019ho vissuta in carcere con mio figlio. Lui il carcere l\u2019ha visto come un gioco, un\u2019avventura. Mi diceva sempre: \u201cPerch\u00e9 non mi fai rimanere qui con te?\u201d Quando rispondeva al telefono diceva: \u201cIl pap\u00e0 \u00e8 in carcere. Vuole la mamma?\u201d.<\/p>\n<p>Ricco, colto, amato.<\/p>\n<p>Ho avuto strumenti e occasioni per elaborare i miei sensi di colpa. E cercare una strada positiva per il riscatto.<\/p>\n<p>Gli altri invece? <\/p>\n<p>Gli altri rimangono a marcire sopra una branda. Il carcere non fa niente per aiutare un essere umano a ripensare la propria storia. Quando esce ha una tale rabbia che riproduce il crimine e, sette volte su dieci, torna in carcere. Il discorso del recupero \u00e8 una vera, grandiosa, mostruosa ipocrisia.<\/p>\n<p>Tu invece esci e vai a fare i convegni con Caselli e con Colombo.<\/p>\n<p>Io ho recuperato. Mi sento molto giovane anche se sono vecchio.<\/p>\n<p>E\u2019 vero che questa generazione di cinquantenni<\/p>\n<p>non vuole invecchiare?<\/p>\n<p>E\u2019 una generazione pronta al mutamento, a mettersi in gioco, a guardare oltre l\u2019ostacolo, a trasgredire. Che ha il coraggio di affacciarsi verso l\u2019ignoto.<\/p>\n<p>E le generazioni che vengono dopo?<\/p>\n<p>Mamma mia, \u00e8 durissima. Devono trovare un senso collettivo. Se cadono nel proprio buco esistenziale non ne escono pi\u00f9. E\u2019 un gorgo.<\/p>\n<p>Che tipo di cinquantenne sei?<\/p>\n<p>Mi avvicino statisticamente alla fine del ciclo biologico. Ma mi sento dentro una grande energia.<\/p>\n<p>Una volta un cinquantenne era un vecchio che si preparava alla morte.<\/p>\n<p>La vita media per l\u2019uomo \u00e8 79 anni: ho ancora 28 anni da vivere. Dopo questa drammatica parentesi sono pronto a riprendere in mano la mia vita.<\/p>\n<p>Una vita cominciata, dal punto di vista sociale, col \u201968, la contestazione, l\u2019universit\u00e0.<\/p>\n<p>Il \u201868 l\u2019ho vissuto alla Bocconi che era un po\u2019 il college dei rampolli della ricca borghesia milanese, dei Quintavalle, degli Olivetti.<\/p>\n<p>Ambiente conservatore.<\/p>\n<p>Marx alla Bocconi non veniva nemmeno nominato. Solo Pareto. La contestazione fu per molti una illuminazione. Si cominci\u00f2 a discutere di tutto, di distribuzione del reddito, di capitalismo, di sottosviluppo.<\/p>\n<p>Alla Bocconi la contestazione arriv\u00f2 in ritardo rispetto alla Statale.<\/p>\n<p>Ma quando la Bocconi fu coinvolta divenne il centro dell\u2019elaborazione teorica, delle discussioni sui processi economici.<\/p>\n<p>Assemblee, cortei, manifestazioni. Che cosa ricordi?<\/p>\n<p>Tanto studio. Per contestare i professori di fronte agli studenti dovevamo prima studiare le teorie classiche e poi Marx. Insomma studiavamo come matti.<\/p>\n<p>Rettore era il potentissimo Giordano Dell\u2019Amore. Vi dava abbastanza spazio.<\/p>\n<p>Era uomo navigato e potente. L&#8217;accordo era: se non fate come alla Statale dove spaccano tutto, io vi lascio fare.<\/p>\n<p>E funzion\u00f2?<\/p>\n<p>Funzion\u00f2 fino al 23 gennaio del 1973 quando per la prima volta ci fece trovare l\u2019universit\u00e0 chiusa e la polizia fuori. Ci fu la famosa carica dove rimase ucciso, con un colpo alla nuca, Roberto Franceschi. Dopo due giorni andammo nell\u2019aula dove Dell\u2019Amore insegnava tecnica bancaria e lo cacciammo dall\u2019Universit\u00e0.<\/p>\n<p>Pentito?<\/p>\n<p>Roberto era un giovane del mio collettivo, era un mio amico, veniva spesso a mangiare a casa mia. Era l\u2019enfant prodige del Movimento, studiava moltissimo, aveva la stoffa del leader. Quella sera era al mio fianco, sentii il fischio della pallottola he lo uccise. Come potrei essere pentito?<\/p>\n<p>Ti chiamavano Barone Rosso.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 una volta scappai dalla questura. E per le mie origini nobili.<\/p>\n<p>Sei un aristocratico?<\/p>\n<p>Mio padre era un aristocratico, un industriale. Nel 1973, di fronte al mio rifiuto di seguire la sua strada, aveva venduto le sue indutrie. I miei genitori non li volli nemmeno al mio matrimonio.<\/p>\n<p>Meravigliosi quegli anni, come ha detto Mario Capanna.<\/p>\n<p>Poi venne il riflusso. I gruppi si sciolsero. Ci fu chi scelse di entrare nella lotta armata. Non quelli del Movimento Studentesco, che erano contrarissimi. Le Br \u2013 bisogna dirlo &#8211; godevano di molta simpatia nelle fabbriche. E anche all\u2019interno del Pci. Ma nessuno del Movimento Studentesco \u00e8 finito nella lotta armata.<\/p>\n<p>E dove allora?<\/p>\n<p>Mille rivoli: Pci, Pdup, Manifesto, Psi. Molti finirono nel privato.<\/p>\n<p>Tu finisti nel Psi.<\/p>\n<p>No. Io finii in Borsa.<\/p>\n<p>Singolare.<\/p>\n<p>Ero amico di Piero Ravelli, che aveva fondato un movimento maoista. Suo padre, Aldo Ravelli, era il pi\u00f9 grande commissionario di Borsa d\u2019Italia. Disse a me e a Piero: venite a lavorare da me.<\/p>\n<p>Buffo vedere un contestatore entrare in Borsa.<\/p>\n<p>Avevo rotto con la mia famiglia. Ravelli era molto legato al Pci, all\u2019avvocato Gianfranco Maris, senatore comunista, e a Lelio Basso. Erano stati assieme in campo di concentramento. Lui era socialista e legato ai socialisti. Era amico di Craxi. Era ricchissimo e finanziava socialisti e comunisti.<\/p>\n<p>Trovasti un altro padre.<\/p>\n<p>Ravelli era uomo di grande personalit\u00e0. Mi disse: \u201cDomattina presentati con un vestito decente\u201d. Io andai alla Rinascente e mi comprai un vestito decente. Il giorno dopo andai in Borsa, una gabbia di matti. Andai da Ravelli e dissi: \u201cNon ce la faccio\u201d. E lui mi disse \u201cTieni duro\u201d. La vissi come una sfida.<\/p>\n<p>Dovevi dimostrare qualcosa a tuo padre.<\/p>\n<p>Si: che per guadagnare dei soldi non era indispensabile essere dei geni. Mio padre era cliente di Ravelli. Capit\u00f2 che io dovessi amministrare un piccolo capitale di mio padre. Erano 80 milioni. Lo persi nel giro di un mese e mezzo. Aldo Ravelli mi disse: \u201cPerdendo i soldi di tuo padre hai imparato pi\u00f9 di quello che avresti potuto imparare in dieci anni di Borsa\u201d. Si, ma intanto avevo perso i soldi di mio padre e ci ero rimasto malissimo.<\/p>\n<p>Racconta.<\/p>\n<p>La mattina andavo a prendere Ravelli a casa. Lavoravo moltissimo perch\u00e9 volevo imparare rapidamente. Il secondo anno che stavo con Ravelli, d\u2019agosto, lui era a Cortina, mi trovai in Borsa, al banchetto, da solo, durante la scalata di Rovelli alla Montegemina, una guerra pazzesca fra Rovelli, Cefis, Girotti per la conquista della Montedison. Un macello, ma me la cavai. Stranezze della vita. Ho iniziato con la Montedison e ho finito con la Montedison.<\/p>\n<p>Molti leader del \u201868 sono arrivati come te in posti di grande potere. L\u2019ideologia non ha importanza?<\/p>\n<p>Ha ragione Claudio Rinaldi. Il \u201968 \u00e8 stata una grandissima scuola. Ci voleva molto allenamento per affrontare platee preparate che alla prima sciocchezza ti sommergevano di fischi. Bisognava avere una posizione strategica. Guardare molto in avanti. Fare proiezioni e disegnare scenari. Una grande ginnastica mentale. Abbiamo imparato pi\u00f9 dalle assemblee che dai corsi universitari.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi ha preso strade diverse rispetto alla conquista del potere.<\/p>\n<p>C\u2019erano gli intellettuali e gli organizzatori. I responsabili dell\u2019elaborazione sono rimasti nel loro alveo di studio. A quelli che organizzavano \u00e8 venuto spontaneo fare una scelta dirigenziale.<\/p>\n<p>Che cosa \u00e8 la coerenza?<\/p>\n<p>Io non sono stato una persona coerente.<\/p>\n<p>Vederti col megafono per le vie di Milano e poi a lavorare per Gardini\u2026<\/p>\n<p>No, non per quello. Io condividevo il suo grande progetto per la chimica mondiale.<\/p>\n<p>Per\u00f2 se tu alla Statale avessi preso il megafono e avessi detto: \u201cIo da grande voglio fare la grande chimica mondiale con Gardini\u201d, sai che fischi?<\/p>\n<p>La situazione era cambiata. I movimenti non c\u2019erano pi\u00f9, le manifestazioni nemmeno.<\/p>\n<p>E allora dove mancasti di coerenza?<\/p>\n<p>Ho trascurato tutti gli ideali forti che avevo. Ho recuperato la mia coerenza solo quando mi sono rifiutato di assecondare il metodo mercantile di alcuni magistrati della Procura di Milano. Se mi dai qualcosa, ti do qualcosa. Ho messo in campo i miei principi. E non ho derogato.<\/p>\n<p>Quali principi?<\/p>\n<p>Uno soprattutto: chi \u00e8 responsabile si deve assumere le responsabilit\u00e0 fino in fondo.<\/p>\n<p>Che cosa c\u2019\u00e8 di coerente nella scelta di non collaborare con la giustizia?<\/p>\n<p>Col pm Greco che comprendeva molto bene i meccanismi della struttura fondante del sistema finanziario, ero molto disponibile e chiarivo i rapporti con le societ\u00e0 off shore. Con il pm Di Pietro no. Voleva solo i nomi.<\/p>\n<p>Una curiosit\u00e0 legittima.<\/p>\n<p>Interessavano i nomi purch\u00e9 si rimanesse in superficie. A lui di andare a fondo non gliene fregava niente. Secondo me non aveva nemmeno gli strumenti per capire. Il fine di Di Pietro  era quello di fornire ogni giorno carne fresca ai mass media per tenere alta la pressione.<\/p>\n<p>Risultato?<\/p>\n<p>Mani Pulite ha causato la scrematura della parte pi\u00f9 sconcia della corruzione ma non ha toccato i gangli veri della corruzione.<\/p>\n<p>Mentre Greco\u2026<\/p>\n<p>Io ho avuto l\u2019impressione che Greco sia stato messo in disparte perch\u00e9 voleva capire veramente. Il giudice Ghitti mi disse: \u201cGreco spreca molto tempo senza portare risultati\u201d.<\/p>\n<p>Era vero?<\/p>\n<p>Greco avrebbe portato il vero risultato: svelare fino in fondo l\u2019intreccio enorme, non solo in Italia, ma in tutto il mondo occidentale. Dietro la lotta per la chimica c\u2019erano forze enormi, dietro la Montedison c\u2019era Dow Chemical, dietro l\u2019Eni l\u2019Union Carbide, i grandi gruppi americani che si facevano la guerra, la massoneria.<\/p>\n<p>Tu dici: sono colpevole e pago, ma non chiedetemi di pi\u00f9. Ti pare logico?<\/p>\n<p>Tieni presente che io conoscevo solo una fettina del problema. Chi aveva una visione globale al 100 per cento delle problematiche estere, dei flussi finanziari, era Gardini. Volevano sapere da me cose che non potevo conoscere.<\/p>\n<p>Craxi usc\u00ec alla grande dal processo. Di Pietro aveva fatto piangere tutti e quando arriv\u00f2 Craxi, tra la sorpresa generale, and\u00f2 via liscio.<\/p>\n<p>Io penso che Di Pietro abbia avuto sempre un po\u2019 paura di Craxi. E che avesse la coda di paglia.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 Di Pietro si \u00e8 dimesso?<\/p>\n<p>Aveva capito che su di lui stavano arrivando le nubi e gli conveniva capitalizzare il suo risultato. Era diventato l\u2019uomo pi\u00f9 famoso di Italia. Aveva un grande amico al Csm, il dottor Ghitti, in grado di avvertirlo che stava arrivando qualcosa che avrebbe intaccato la sua figura di magistrato.<\/p>\n<p>Quando tu dici: \u201cIo le colpe le ho\u201d, che cosa intendi dire? Quali colpe hai?<\/p>\n<p>Ho condiviso un sistema che non era coerente col mio passato. Quando Gardini mi disse: \u201cDammi una mano per chiudere questa vicenda\u201d, io mi assunsi delle responsabilit\u00e0. Gardini diceva a me delle cose che non diceva nemmeno in famiglia. Dei movimenti di danaro fatti da Gardini non sapevano nulla n\u00e9 Sama n\u00e9 Garofano. Gardini mi diceva continuamente di non parlarne con loro perch\u00e9 voleva tenere nel suo pugno la situazione. Gardini era un leader, un capo, un autocrate. Io lo chiamavo \u201cil faraone\u201d.<\/p>\n<p>Come funzionava il meccanismo?<\/p>\n<p>Gardini finanziava il mondo politico e si serviva anche di me. Diceva: \u201cBisogna dargli la paghetta. Ma non tutto in una volta. Piano piano. Tenerli sotto pressione\u201d.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 dava la paghetta?<\/p>\n<p>Me lo disse chiaramente: \u201cI politici si sono presi gi\u00e0 la loro parte con la mia uscita da Enimont, che \u00e8 la greppia\u201d.<\/p>\n<p>Greppia in che senso?<\/p>\n<p>Nel senso della greppia. Enimont si \u00e8 dimostrata una grande greppia: lo scandalo della pipeline d\u2019oro, per portare il petrolio a Marghera, lo scandalo dell\u2019impianto di Brindisi che doveva costare 400 miliardi e ne cost\u00f2 1200.<\/p>\n<p>Ma la paghetta?<\/p>\n<p>Diceva Gardini: \u201cOra hanno la greppia ma il sistema va pagato ancora perch\u00e9 devo difendere 30 mila miliardi di fatturato nel settore agroalimentare, l\u2019Eridania\u201d. Avere il sistema politico contro in una trattativa al ministero dell\u2019Agricoltura sullo zucchero significava far fallire l\u2019Eridania. Ecco perch\u00e9 dava la paghetta.<\/p>\n<p>A te sono rimasti dei soldi.<\/p>\n<p>23 miliardi, il resto della provvista che non avevo distribuito. E li ho restituiti.<\/p>\n<p>E adesso come vivi?<\/p>\n<p>Con lo stipendio dell\u2019associazione Liberi, quella che si occupa del carcere. E con l\u2019aiuto di mia madre e dei miei fratelli.<\/p>\n<p>Che cosa fai adesso?<\/p>\n<p>Vorrei finalmente riprendere ad occuparmi di finanza. Sto lavorando al progetto della \u201cBanca della solidariet\u00e0\u201d, la prima banca al mondo che si occupa di transazioni finanziarie senza farsi pagare. Chiede solo, al posto delle commissioni, il finanziamento di progetti di solidariet\u00e0, di sviluppo produttivo o culturale.<\/p>\n<p>I politici sono cambiati?<\/p>\n<p>La corruzione non finir\u00e0 mai. E\u2019 un elemento fisiologico della societ\u00e0 occidentale.<\/p>\n<p>Quando distribuivi i soldi, ti sentivi un corruttore?<\/p>\n<p>No. Era una consuetudine. Assolutamente illegittima, ma non ne coglievo l\u2019illegalit\u00e0. Se potessi ritornare indietro, e Raul Gardini mi chiedesse di dargli una mano, gliela darei ancora. Ma prima gli direi: \u201cSei pazzo? Ma chi te lo fa fare? Ma lasciali perdere. Molla tutto e tanti saluti. Non dare una lira e vivi\u201d. Capisci dove voglio arrivare? Si \u00e8 ammazzato.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 si \u00e8 ammazzato?<\/p>\n<p>Per assumere su di s\u00e9 l\u2019onta e per tenere fuori la sua famiglia. Per i figli. Soprattutto per sua figlia Eleonora. Per evitare che finisse nel fango.<\/p>\n<p>Tu consegnavi paghette ma non ne percepivi l\u2019illegalit\u00e0. Ha ragione chi dice che la tua generazione \u00e8 cinica, senza valori morali?<\/p>\n<p>No, no. Era il sistema che funzionava cos\u00ec. E io, in quanto professionista inserito in questo sistema, questo dovevo fare. Allora le cose andavano cos\u00ec. E forse continuano ad andare cos\u00ec.<\/p>\n<p>Riconosci gli stessi sintomi?<\/p>\n<p>Dietro una delle pi\u00f9 grandi operazioni finanziarie che sono state fatte quest\u2019anno ho ritrovato nomi che gi\u00e0 allora erano coinvolti dell\u2019inchiesta Enimont. E ho sorriso.<\/p>\n<p>Quale operazione?<\/p>\n<p>Una delle pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p>Ce ne sono parecchie.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>Telecom?<\/p>\n<p>In filigrana ho visto la presenza di gruppi che gi\u00e0 erano presenti allora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per qualche mese \u00e8 stato il simbolo, diffuso quotidianamente per televisione, dell\u2019Italia dalle mille corruzioni. Sergio Cusani era l\u2019uomo che distribuiva miliardi ai politici per conto di Raul Gardini. Per Antonio Di Pietro era il grimaldello per processare tutta la classe politica italiana. Alla fine Cusani fu il solo a finire in galera. 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