{"id":480,"date":"2000-09-04T10:46:08","date_gmt":"2000-09-04T10:46:08","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=480"},"modified":"2010-09-29T14:23:03","modified_gmt":"2010-09-29T14:23:03","slug":"20000930","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=480","title":{"rendered":"Alessia \u2013 Allegra \u2013 Albiera Antinori"},"content":{"rendered":"<p>Albiera, Allegra, Alessia. Difficile pensare che il pap&agrave;, Piero, non si sia divertito con i loro nomi. Altri nomi: Tignanello, Sassicaia, nomi famosi nel mondo della gente che conta e nelle enoteche pi&ugrave; raffinate, etichette di vini di grandi qualit&agrave; e di alti costi. Antinori, nome nobile nel gotha dell&rsquo;aristocrazia e rispettato nel gotha dell&rsquo;industria enologica. Albiera, Allegra, Alessia, muovono passi riservati all&rsquo;interno dell&rsquo;azienda di famiglia ancora dominata dalla risolutezza e dalla genialit&agrave; del pap&agrave;. Comunicazione, rami secondari, progetti sperimentali. Si stanno facendo le ossa. Ma non &egrave; un azzardo immaginarle fin d&rsquo;ora alla guida dell&rsquo;azienda dopo aver mandato il padre in pensione. <\/p>\n<p>Alessia, Allegra, Albiera, come era la vostra vita prima del vino?<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Albiera: Liceo classico a Firenze. Niente di fantasioso. <\/p>\n<p>Allegra: Collegio in Svizzera. Non andavo troppo bene a scuola: ero indisciplinata, irrequieta. <\/p>\n<p>Alessia: Scuola americana a Firenze e poi universit&agrave; a Milano. Agraria. Diploma in viticultura e enologia. <\/p>\n<p>Allegra: In collegio stavo proprio bene. Eravamo tutte uguali. Facevamo tutte la stessa vita.<\/p>\n<p>Perch&eacute; Allegra e Albiera non hanno fatto l&#8217;universit&agrave;?<\/p>\n<p>Altiera: Ci fu detto che non ce ne era bisogno.<\/p>\n<p>Per&ograve; Alessia, la piccolina&hellip;<\/p>\n<p>Alessia: Quando &egrave; arrivato il turno della piccolina, ce ne erano gi&agrave; due di sorelle in azienda. Io potevo continuare a studiare. Anche perch&eacute; mio padre aveva finalmente capito che un po&#8217; di teoria non fa male. <\/p>\n<p>Come eravate da ragazzine?<\/p>\n<p>Albiera: Io ero la prima e ho avuto l&#8217;educazione pi&ugrave; rigida, vecchio stile. Da parte di mia madre soprattutto. Fino a 18 anni non potevo mettere piede in un locale pubblico. I miei amici potevano fare quello che volevano. E io no. Due anni dopo che mi ero sposata, ho preso il coraggio di fumare in pubblico.<\/p>\n<p>Allegra: Con me le cose sono leggermente migliorate, ma solo perch&eacute; me ne stavo nel collegio in Svizzera. <\/p>\n<p>Alessia: Io ero sicuramente pi&ugrave; libera. Comunque, fino a 17 anni, rientro alla mezzanotte. Poi fortunatamente me ne sono andata a vivere a Milano. <\/p>\n<p>Tutte e tre a lavorare col pap&agrave;. Come ha fatto a convincervi?<\/p>\n<p>Alessia: Io avrei voluto fare Storia dell&#8217;Arte. Ma mio padre disse: perch&eacute; non vai a fare il corso di enologia a Milano? Mi ha convinta cos&igrave;. <\/p>\n<p>Allegra: Dopo il collegio andai in America a lavorare nella cantina Mondavi. Per un paio di mesi, in un negozio. Mi divertii come una pazza.<\/p>\n<p>Albiera. Ancora oggi parlano di lei in Napa Valley.<\/p>\n<p>Allegra: Per forza, avevo la mia casa, la mia macchina, la mia autonomia dopo due anni di collegio. Una pacchia.<\/p>\n<p>Albiera: Io cominciai facendo una vendemmia. Poi dei lavori in cantina. Poi un viaggio per fare delle presentazioni. Poi una vendemmia ancora. Piano piano, quasi senza accorgertene, venivi risucchiata dall&rsquo;azienda.<\/p>\n<p>Inserimento dolce e artigianale. Vostro padre &egrave; un furbone.<\/p>\n<p>Albiera: Senza spinte. Prova, vedi se ti piace. Un master in comunicazione. Immagine. Pubbliche relazioni. Poi mi fu data l&#8217;opportunit&agrave; fantastica di occuparmi di una azienda in Piemonte, in autonomia. <\/p>\n<p>In azienda c&#8217;erano dei signori che ne sapevano sicuramente pi&ugrave; di voi&hellip;<\/p>\n<p>Albiera: Se sei umile e disponibile ad imparare&hellip;<\/p>\n<p>Alessia:&hellip;non hai problemi&hellip;<\/p>\n<p>Allegra: &hellip;per&ograve; non &egrave; facile entrare in una azienda dove ci sono manager che sanno il fatto loro. Ti guardano tutti con grande attenzione&hellip;<\/p>\n<p>Che cosa fate in azienda?<\/p>\n<p>Albiera: Io ho un figlio piccolo quindi i miei compiti sono da ridefinire. In futuro far&ograve; la parte commerciale, quella che mi diverte.<\/p>\n<p>Allegra: Io mi occupo di immagine, comunicazione e progetti speciali. Adesso ho fatto partire l&#8217;agriturismo.<\/p>\n<p>Alessia: Io mi occupo di progetti sperimentali. Per esempio l&#8217;olio surgelato.<\/p>\n<p>Surgelato?<\/p>\n<p>Alessia: Si conserva meglio. E&rsquo; l&rsquo;ideale per i ristoranti.<\/p>\n<p>Siete uguali o diverse?<\/p>\n<p>Allegra: Totalmente diverse. Come il giorno e la notte. Tutte e tre determinate, appassionate, unite. Ma Albiera &egrave; pi&ugrave; chiusa, introversa, ponderata, equilibrata. Ramo Gherardesca.<\/p>\n<p>Albiera: Allegra al contrario di me &egrave; estroversa&hellip;<\/p>\n<p>Con quel nome!<\/p>\n<p>Albera: Ha una enorme capacit&agrave; di relazionarsi con le persone. Dovunque. Con chiunque. Ramo Antinori.<\/p>\n<p>Allegra: Se mi trovo in una situazione nella quale devo seguire le cose perfettamente, alla regola, non mi riesce. Imparer&ograve;. <\/p>\n<p>Se non ci fosse stato il vino, che cosa avreste fatto?<\/p>\n<p>Allegra: Qualunque cosa con gli animali, con i cavalli.<\/p>\n<p>Albiera: Architettura.<\/p>\n<p>Le case sarebbero rimaste dritte.<\/p>\n<p>Allegra: Le mie invece sarebbero crollate!<\/p>\n<p>Sarebbero crollate, ma ridendo.<\/p>\n<p>Alessia: A me sarebbe piaciuto fare la giornalista di viaggi.<\/p>\n<p>A chi non piacerebbe?<\/p>\n<p>Albiera: E&rsquo; straordinario come mio padre sia riuscito a incastrare le cose in maniera tale che tutte e tre abbiamo il nostro settore. E che a tutte e tre piaccia fare quello che facciamo.<\/p>\n<p>Andate d&#8217;accordo?<\/p>\n<p>Alessia: Si.<\/p>\n<p>Mai risse?<\/p>\n<p>Albiera: Da piccole. Grandi dispetti.<\/p>\n<p>I mariti che fanno?<\/p>\n<p>Albiera: Mio marito tutta una serie di cose virtuali. Internet e varie. Quelle cose che non si capisce bene che cosa siano. <\/p>\n<p>Sei sicura che lavori?<\/p>\n<p>Albiera: Lavora lavora, ma vai a capire che cosa fa! Ha una azienda che si occupa di Internet, una che si occupa di Cd Rom. New Economy. Hai capito?<\/p>\n<p>No.<\/p>\n<p>Allegra: Il mio &egrave; di Prato. Lavora in una azienda tessile di propriet&agrave; della famiglia.<\/p>\n<p>Voi bevete vino?<\/p>\n<p>Allegra: Mica tanto. <\/p>\n<p>Albiera: Io abbastanza. <\/p>\n<p>Bevete vini della concorrenza?<\/p>\n<p>Albiera: Sempre.<\/p>\n<p>Traditrici.<\/p>\n<p>Albiera: Non mi diverte per niente bere il nostro vino quando usciamo.<\/p>\n<p>E i vostri bambini che cosa bevono?<\/p>\n<p>Albiera: Coca Cola. L&#8217;adorano.<\/p>\n<p>E tu li picchi?<\/p>\n<p>Albiera: No, ma gliene faccio bere il minimo indispensabile.<\/p>\n<p>Il pap&agrave; vendette l&#8217;azienda a causa vostra&#8230;<\/p>\n<p>Alessia: E la ricompr&ograve; a causa nostra. All&#8217;inizio, avendo tre figlie femmine, ebbe dubbi sul fatto che potessimo entrare in azienda. E vendette una grossa quota. Poi quando si rese conto che volevamo occuparcene, la ricompr&ograve;. <\/p>\n<p>Allegra: Pap&agrave; &egrave; una persona con una capacit&agrave; straordinaria di conoscere tutto, di capire tutto in profondit&agrave;.<\/p>\n<p>Alessia: E&#8217; un uomo d&rsquo;affari con un grande amore per la terra.<\/p>\n<p>Amore di figlie. Un po&rsquo; esagerato. In fondo vostro padre ha ereditato.<\/p>\n<p>Albiera: Ha ereditato una azienda molto piccola. Che adesso &egrave; molto grossa.<\/p>\n<p>Riuscite a tenere separata la famiglia dal lavoro?<\/p>\n<p>Albiera: Per forza, se no mi si confonde la testa. Quando vado a casa spengo l&#8217;interruttore.<\/p>\n<p>Allegra: Io invece chiedo consigli, aiuto. Mi sono sposata da poco. Sono in un momento di organizzazione.<\/p>\n<p>Alessia: Io abito nell&#8217;appartamento sotto i miei genitori, ma sono sempre da loro a mangiare e non parliamo che di lavoro.<\/p>\n<p>E&#8217; vero che le aziende famigliari sono rissosissime e che alla fine si sfasciano, a volte le famiglie a volte le aziende?<\/p>\n<p>Albiera: Bisogna fin da principio avere molto chiaro che una cosa &egrave; l&#8217;azienda, 180 persone con 180 famiglie che ci lavorano, e una cosa sono i dissapori, i momenti di incomprensione famigliari.<\/p>\n<p>Ci riuscite? Dimenticate le tensioni quando tornate a casa?<\/p>\n<p>Albiera: No, sinceramente no, &egrave; difficile. <\/p>\n<p>Alessia: Le aziende famigliari funzionano se c&#8217;&egrave; uno che comanda&#8230;<\/p>\n<p>Allegra: Se la famiglia funziona, &egrave; come avere una Ferrari, si accende e si parte a pieni giri. E non c&#8217;&egrave; manager che tenga. Nel momento in cui famiglia e lavoro si mescolano troppo, succede un macello.<\/p>\n<p>I vostri nomi cominciano tutti per &quot;A&quot;? Per risparmiare sulle posate d&#8217;argento? <\/p>\n<p>Allegra: Quando mia madre mi aspettava stava leggendo un libro intitolato &ldquo;Allegra&rdquo;. Un libro tristissimo.<\/p>\n<p>E i figli di Alberia come si chiamano ?<\/p>\n<p>Alberia: Uno Vittorio e l&#8217;altra Verdiana.<\/p>\n<p>Ma allora ce l&rsquo;avete come vizio!<\/p>\n<p>Alessia: Abbiamo anche molti cani che cominciano con la A e anche cavalli. Asterix, Asso&hellip;<\/p>\n<p>Alberia: Io per ripicca ho chiamato un cane Zullo, con la zeta, per dire basta.<\/p>\n<p>L&#8217;unica spiegazione plausibile, comunque, resta quella delle posate.<\/p>\n<p>Alessia: Ma no. E&rsquo; un caso.<\/p>\n<p>Sembrate tutte e tre molto ottimiste.<\/p>\n<p>Alberia : Io le cose negative le tiro fuori subito. Poi metabolizzo e tiro fuori anche le altre. <\/p>\n<p>Allegra : Io invece il contrario. Io mi entusiasmo. Poi magari ho la delusione dopo.<\/p>\n<p>Alessia: Anche io mi entusiasmo. E poi in un secondo tempo, ci ragiono.<\/p>\n<p>Quale &egrave; il momento pi&ugrave; bello per chi produce vino?<\/p>\n<p>Allegra: Quando si vendemmia.<\/p>\n<p>Alberia: No, quando lo si vende il vino a qualcuno che ti dice quanto &egrave; buono.<\/p>\n<p>Allegra: Meglio allora quando lo stappi e lo bevi.<\/p>\n<p>Alessia: Quando capisci che hai lavorato bene, hai comprato il vigneto giusto, l&#8217;hai impostato bene, tutto funziona bene. Quando vai in giro a presentare il vino e vedi le facce contente. <\/p>\n<p>Chi &egrave; la pi&ugrave; insopportabile di voi tre?<\/p>\n<p>Allegra: Io mi assumo la parte di pi&ugrave; insopportabile. L&rsquo;importante &egrave; essere qualche cosa. Meglio insopportabile che nulla. <\/p>\n<p>Albiera: Ognuno ha i suoi difetti.<\/p>\n<p>Ho capito, ritiro la domanda. Voi vi sentite contadine o industriali?<\/p>\n<p>Allegra: L&rsquo;anima del viticultore &egrave; ancorata alla terra. <\/p>\n<p>Albiera: Certo, quello che riusciamo a produrre lo dobbiamo alla terra. Ma ci vuole anche l&rsquo;anima commerciale. Non basta avere un buon prodotto, bisogna anche essere capaci di venderlo. La nostra famiglia &egrave; sempre stata abile nel vendere. C&rsquo;erano altre famiglie che facevano vino e avevano storie come la nostra. Anzi, meglio della nostra. Ma non avevano la sensibilit&agrave; per capire che cosa voleva il mercato.<\/p>\n<p>Allegra: La nostra abilit&agrave; commerciale &egrave; dovuta al fatto che non siamo fiorentini al cento per cento. La nonna Carlotta Gherardesca era per pi&ugrave; di met&agrave; americana. E anche il nonno Nicol&ograve; aveva la madre mezza americana. E&rsquo; il sangue americano che ha fatto grande la nostra azienda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albiera, Allegra, Alessia. Difficile pensare che il pap&agrave;, Piero, non si sia divertito con i loro nomi. Altri nomi: Tignanello, Sassicaia, nomi famosi nel mondo della gente che conta e nelle enoteche pi&ugrave; raffinate, etichette di vini di grandi qualit&agrave; e di alti costi. Antinori, nome nobile nel gotha dell&rsquo;aristocrazia e rispettato nel gotha dell&rsquo;industria [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[229],"tags":[397],"class_list":["post-480","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-antinori-a","tag-anna"],"views":32765,"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/saTME9-20000930","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/480","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=480"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/480\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1366,"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/480\/revisions\/1366"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=480"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=480"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=480"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}