{"id":509,"date":"2003-07-31T00:00:00","date_gmt":"2003-07-31T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=509"},"modified":"2010-09-16T09:07:51","modified_gmt":"2010-09-16T09:07:51","slug":"gianni-boncompagni-sette-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=509","title":{"rendered":"Gianni Boncompagni"},"content":{"rendered":"<p>Lo avevo intervistato dieci anni fa, quando aveva appena compiuto 61 anni. Mi aveva detto: &laquo;La mia televisione &egrave; vuoto pneumatico&raquo;. Gianni Boncompagni &egrave; l&#8217;autore di Pronto Raffaella, di Non &egrave; la Rai, di Macao. Adesso che ha passato la soglia dei 71 anni, &egrave; cambiato qualcosa nella sua televisione?<br \/> &laquo;Niente&raquo;.<br \/> Sempre televisione vuota?<br \/> &laquo;Si faccia avanti chi pensa di fare cose che rimangono nella storia. La televisione &egrave; come il chewing-gum. La mastichi un po&#8217;, senti il sapore, poi la butti&raquo;.<br \/> Non hai voglia di fare televisione impegnata?<br \/> &laquo;La televisione d&#8217;inchiesta &egrave; facilissima da fare. Difficile &egrave; fare quella stupida&raquo;.<br \/> Il solito paradosso.<br \/> &laquo;Fare un programma che non si guarda non ci vuole niente. Metti cose incomprensibili. Fatta&raquo;.<br \/> Magalli mi ha detto: sono meglio della televisione che faccio.<br \/><!--more--> &laquo;Come dicevano a scuola: se si impegna pu&ograve; fare meglio. Anch&#8217;io posso fare meglio. Magalli &egrave; spiritoso. Abbiamo fatto programmi insieme&raquo;.<br \/> C&#8217;&egrave; dibattito: chi ha inventato il vaso con i fagioli?<br \/> &laquo;&Egrave; da rivendicare?&raquo;.<br \/> Completezza dell&#8217;informazione.<br \/> &laquo;Io. Ma la verit&agrave; &egrave; che l&#8217;avevo copiato da una televisione privata&raquo;.<br \/> Tu guarderesti i tuoi programmi?<br \/> &laquo;No. Solo adesso, la notte, guardo le repliche di Non &egrave; la Rai. Era una trasmissione molto carina, ingenua, innocua. Quando la mattina vedevamo entrare quelle duecento ragazzine al centro di produzione del Palatino, fra colonne romane, pini, colli, sole, ci dicevamo: &#8216;Il paradiso deve essere cos&igrave;&#8217;&raquo;.<br \/> Una volta hai detto: &egrave; indifendibile, ma ho visto di peggio.<br \/> &laquo;Ribadisco&raquo;.<br \/> Cosa di peggio?<br \/> &laquo;Tette e culi. Io non ho mai fatto tette e culi. Le mie ragazzine erano perfette, non truccate, magre, prive di qualunque malizia voluta&raquo;.<br \/> Ti accusavano del contrario. Sexy morboso.<br \/> &laquo;Se vuoi, puoi trovare morbosit&agrave; anche nella Bibbia&raquo;.<br \/> E la storia dell&#8217;auricolare? Trattavi Ambra come fosse un pupazzetto ai tuoi ordini.<br \/> &laquo;Ambra era bravissima. Cap&igrave; il gioco, lo assimil&ograve; subito, lo metabolizz&ograve; immediatamente. La trovata fu che una ragazzina di 15 anni dicesse cose che ignorava. Facevo le citazioni pi&ugrave; impossibili. Lei le sbagliava e si metteva a ridere. Ci siamo divertiti molto. Era simpaticissima&raquo;.<br \/> Sei sempre stato un appassionato di ragazzette giovani.<br \/> &laquo;Ho avuto fidanzate molto pi&ugrave; giovani di me, vabb&egrave; per&ograve;?&raquo;.<br \/> Magalli ha fatto la spia: adesso stai con una ragazza che ha 50 anni meno di te.<br \/> &laquo;Anche se volessi andare con una mia coetanea sarebbe difficile perch&eacute; sono quasi tutte morte&raquo;.<br \/> Ma il tuo &egrave; un vizio?<br \/> &laquo;Una volta ho incontrato una ragazza e le ho chiesto: &#8216;Quanti anni hai?&#8217;. &#8217;18&#8217;. &#8216;Oh madonna mia, 18 anni. Ah, se avessi qualche anno di meno&#8217;. E lei cortese: &#8216;Ma non importa, non &egrave; l&#8217;et&agrave; anagrafica quella che conta&#8217;. Ed io: &#8216;Ma che cosa hai capito? Ho detto: &#8216;Se tu avessi qualche anno di meno&#8217;&raquo;.<br \/> Ho capito: &egrave; un vizio.<br \/> &laquo;No, &egrave; una barzelletta&raquo;.<br \/> Parliamo delle donne &laquo;professionali&raquo;.<br \/> &laquo;Io ho avuto fidanzate &#8216;professionali&#8217;. Isabella Ferrari &egrave; una che &egrave; diventata un&#8217;attrice famosa. &Egrave; diventata anche colta. Io non c&#8217;ero riuscito a farle leggere i libri. Le si chiudevano gli occhi alla prima pagina. C&#8217;&egrave; riuscito un fidanzato intelligente, Marco Tullio Giordana. Adesso sono vent&#8217;anni che Isabella legge un libro al giorno&raquo;.<br \/> Altra fidanzata &laquo;professionale&raquo;, Claudia Gerini.<br \/> &laquo;Parla quattro lingue, &egrave; molto in gamba, informata di tutto, viaggia molto. Con lei mi sono divertito molto. Era spiritosa, simpatica, intelligente. Aveva un grande senso dell&#8217;umorismo. Ha avuto un grande maestro, me&raquo;.<br \/> Anche Raffaella era una fidanzata &laquo;professionale&raquo;.<br \/> &laquo;Con lei sono stato dieci anni. Tre anni pi&ugrave; che con mia moglie&raquo;.<br \/> Come passavate la giornata tu e Raffaella?<br \/> &laquo;Perch&eacute;?&raquo;.<br \/> Perch&eacute; siete cos&igrave; diversi.<br \/> &laquo;&Egrave; vero. Lei era una stakanovista. Io lavoravo molto poco. E lei si arrabbiava perch&eacute; guadagnavo il doppio di lei&raquo;.<br \/> Litigavate?<br \/> &laquo;No. Io trovo insopportabile il litigio&raquo;.<br \/> Una vita in Rai e quattro anni a Mediaset, il tempo di fare Non &egrave; la Rai, le ragazzine che ballavano e cantavano, Ambra, l&#8217;auricolare. Come and&ograve;? Anzi, perch&eacute; andasti a Mediaset?<br \/> &laquo;Fu Berlusconi a chiamarmi. Dopo Pronto Raffaella mi avevano fatto la corte tutti quanti. Era stata una rivoluzione. Prima c&#8217;era il monoscopio. Con Pronto Raffaella avevamo intercettato le massaie. A me piace quel pubblico&raquo;.<br \/> La prima serata non ti piace?<br \/> &laquo;&Egrave; il momento dei telemorenti. Me li immagino davanti al televisore, co la flebo, il prete pronto per l&#8217;estrema unzione, il notaio nel caso vogliano cambiare testamento. Tutti analfabeti. Appena c&#8217;&egrave; qualche parola diversa non capiscono. Capiscono solo &#8216;cane&#8217;, &#8216;pane&#8217;, &#8216;minestrina col dado&#8217;. Stanno l&igrave; col plaid anche d&#8217;estate e non comprano mai niente. A me la prima serata non piace. &Egrave; preda dei format. Io sono un regista-autore. I format li pu&ograve; fare chiunque&raquo;.<br \/> Tu hai cominciato alla radio.<br \/> &laquo;Alla radio svedese. Andai in Svezia a 18 anni con un mio amico e ci rimasi otto anni&raquo;.<br \/> Il mito provinciale dell&#8217;amore libero, delle belle svedesi senza inibizioni?<br \/> &laquo;Nella mia citt&agrave;, Arezzo, negli anni &#8217;50 non c&#8217;erano nemmeno i semafori. Erano tutti comunisti e si sposavano tutti in chiesa&raquo;.<br \/> Anche tu eri comunista?<br \/> &laquo;Tutti eravamo comunisti. E leggevamo tutti i testi comunisti&raquo;.<br \/> Marx? Gramsci?<br \/> &laquo;Non esageriamo. Le cose che andavano allora, Sartre, Pavese. Mi costringevano anche a leggere tutto Proust. L&#8217;ho letto capendo quasi niente. E poi la musica sinfonica. Il sabato sera ci riunivamo tutti a casa mia a sentire alla radio i concerti Martini e Rossi, in diretta da Torino&raquo;.<br \/> Ricordo.<br \/> &laquo;No, non ricordi niente. Non eri nemmeno nato. Abbiamo passato anni ad Arezzo e non si faceva niente. Dopo aver mangiato la minestrina a casa, ci vedevamo in piazza Guido Monaco, quello che ha inventato le note musicali, alle due. Una piazzaccia, non c&#8217;erano alberi, sembrava di stare a Bengasi. Nessuno di noi aveva soldi, tranne uno che si chiamava Sacchi e che comprava due Nazionali, mi ricordo, due Nazionali. Non facevamo niente. Ma leggevamo tanto. Ad Arezzo non c&#8217;erano nemmeno i telefoni. E in quei pochi che c&#8217;erano, si urlava. &#8216;Prontooooo!&#8217;. Quando vidi gli svedesi che al telefono sussurravano pensai che mi stessero prendendo in giro&raquo;.<br \/> Che tipo eri con le donne allora? Geloso?<br \/> &laquo;No, ma figurati!&raquo;.<br \/> Ricordi la prima ragazza?<br \/> &laquo;Certo che la ricordo&raquo;.<br \/> Svedese o aretina?<br \/> &laquo;Aretina? Non esistevano donne ad Arezzo. Ricordo solo uomini. Al massimo strane compagne di scuola tutte intabarrate in maniera tale che non si capiva che cosa c&#8217;era sotto. Grembiuloni, cappottoni. Aliene&raquo;.<br \/> Allora? Il primo amore?<br \/> &laquo;Finlandese. Anita. Figlia di un famoso chirurgo. Incredibile, andammo in una sua villa, noi due, c&#8217;era anche il padre. Ero terrorizzato e allibito. Era tutto molto diverso lass&ugrave; al Nord&raquo;.<br \/> &Egrave; per quello che non sei tornato ad Arezzo?<br \/> &laquo;La prima volta che tornai ad Arezzo, in treno, alla stazione sentii l&#8217;annuncio: &#8216;Arezzo, stazione di Arezzo&#8217;. Mi dissi: &#8216;Non ce la faccio, torno indietro&#8217;. Sembrava di tornare nel Medioevo&raquo;.<br \/> Che cos&#8217;&egrave; per te l&#8217;amore?<br \/> &laquo;Mi viene in mente Susanna Agnelli quando disse al fratello: &#8216;Sai Gianni, mi sono innamorata&#8217;. E il fratello rispose: &#8216;Innamorata? Ma solo i domestici si innamorano&#8217;&raquo;.<br \/> Vale anche per te?<br \/> &laquo;No, ma insomma?&raquo;.<br \/> Gianni, ti sei mai innamorato?<br \/> &laquo;Non sono uno di quelli che perdono la testa&raquo;.<br \/> Quindi non ti sei mai innamorato.<br \/> &laquo;&Egrave; fondamentale avere la panchina lunga&raquo;.<br \/> Chiarisci. Stai parlando di riserve?<br \/> &laquo;Una se ne va e ce n&#8217;&egrave; subito un&#8217;altra. Boom! Pi&ugrave; carina, pi&ugrave; giovane. Ma dobbiamo parlarne?&raquo;.<br \/> Ti secca?<br \/> &laquo;No, ma chiss&agrave; che cosa pensa la gente&raquo;.<br \/> E che deve pensare? Che a 90 anni ti metterai con una quindicenne. Tradimenti?<br \/> &laquo;Poca roba. Sono monogamo. Panchina lunga ma una alla volta&raquo;.<br \/> Se vieni tradito ti secca?<br \/> &laquo;S&igrave;. Abbandono subito, arrocco e chiudo&raquo;.<br \/> Per forza, hai la panchina lunga.<br \/> &laquo;Ho preso dalle svedesi. Se la storia &egrave; finita &egrave; finita&raquo;.<br \/> Non riesco a credere che tu non sia mai stato innamorato.<br \/> &laquo;Ho avuto momenti di grande passione. Isabella Ferrari mi piaceva tantissimo. Era una storia d&#8217;amore molto tenera, bella. Claudia Gerini non ne parliamo, fu una storia stupenda&raquo;.<br \/> Corteggi o vieni corteggiato?<br \/> &laquo;Tendo a farmi corteggiare, a volte ci riesco. Io non sono un corteggiatore purtroppo. L&#8217;unica mia arma &egrave; la chiacchiera, le stordisco parlando. Per questo ho sempre odiato le discoteche. Fra 150 anni gli storici parleranno delle discoteche di fine millennio come di un luogo di tortura. Diranno: &#8216;Ci andavano di notte, sempre in piedi, si agitavano, sudavano, venivano accecati dai laser, assordati da suoni sempre uguali. Finch&eacute; non confessavano&#8217;&raquo;.<br \/> Il tuo primo guadagno?<br \/> &laquo;In Svezia. Ho fatto l&#8217;interprete ad un&#8217;asta di pellicce. Mi hanno dato un&#8217;enormit&agrave;, 300 mila lire. Spesso facevo lo chaperon agli italiani importanti che arrivavano in Svezia. Quando Quasimodo venne per l&#8217;Oscar lo accompagnai dovunque, musei, gallerie. Alla fine, distrutto, mi disse: &#8216;Ma qua non si fotte?&#8217;&raquo;.<br \/> Che altro facevi?<br \/> &laquo;Per un po&#8217; ho scritto novelline, racconti, short stories. Una cosa noiosissima.<br \/> Quando non ce la feci pi&ugrave; mandai all&#8217;editore dei racconti di Agata Christie&raquo;.<br \/> Una truffa.<br \/> &laquo;L&#8217;editore mi chiam&ograve; e mi disse: &#8216;Gli ultimi racconti fanno schifo&#8217;. E mi licenzi&ograve;&raquo;.<br \/> Il primo guadagno nello spettacolo?<br \/> &laquo;Le canzoni. Ho scritto Il mondo, la canzone di Jimmy Fontana. Ci ho comprato una casa. Venti milioni. Tutte le canzoni di Raffaella ancora mi rendono un sacco di soldi&raquo;.<br \/> Il guadagno pi&ugrave; pazzesco che hai avuto?<br \/> &laquo;No, non lo voglio dire. Sono cifre esagerate. Un lettore direbbe: ma guarda che stronzo! Lo direi anch&#8217;io&raquo;.<br \/> Certo, visto che sei comunista.<br \/> &laquo;Non vedo perch&eacute; se sono comunista devo rifiutare i soldi che mi danno&raquo;.<br \/> Ma sei comunista?<br \/> &laquo;Alla Rai sono sempre passato per comunista. Quando ti attribuiscono una patente &egrave; come un marchio. Comunista? Comunista. Ma comunista all&#8217;acqua di rose. Mica un attivista&raquo;.<br \/> Comunista o no?<br \/> &laquo;Ho sempre votato comunista, frequentavo Giorgio Amendola, ed ero amico di Giorgio Cingoli, direttore di Paese Sera. Laureato comunista. Ma non facevo le manifestazioni&raquo;.<br \/> Non andavi ad attacchinare.<br \/> &laquo;No. Per&ograve; andavo a festeggiare a Botteghe Oscure quando si vinceva&raquo;.<br \/> L&#8217;ultimo voto che hai dato?<br \/> &laquo;Vorrei tenerlo nascosto. Sono sempre uno di sinistra, per&ograve; &egrave; una cosa cos&igrave; vaga. Quelli di sinistra sono noiosi, religiosi. Ma sono noiosi anche quelli della sinistra che vanno a destra. Io in ogni caso ho anche amici a destra. Il mio pi&ugrave; caro amico &egrave; un senatore di An, Giuseppe Consolo&raquo;.<br \/> Quando vedi un vecchio comunista passato a destra che impressione ti fa?<br \/> &laquo;Non lo trovo un peccato grave. Perch&eacute; uno deve essere monoteista? Come stare sempre con la stessa donna per 80 anni. &Egrave; una stronzata&raquo;.<br \/> A te hanno mai dato del voltagabbana per aver fatto avanti e indietro Rai-Mediaset?<br \/> &laquo;No, non me l&#8217;ha detto nessuno. Al primo che me lo dice gli faccio vedere il mio contratto e lo convinco. Sai chi mi d&agrave; fastidio? L&#8217;oncologo mondano che va alle feste. Il magistrato festaiolo che frequenta le terrazze. Quelli che danno gli ergastoli, quelli da cui dipende la vita di un uomo devono stare a casa, a studiare. Non andare al Billionaire&raquo;.<br \/> Che cosa pensi dell&#8217;adulazione? Ci sono trasmissioni in televisione che vengono accusate di piaggeria.<br \/> &laquo;Ma &egrave; il loro mestiere. Il presentatore &egrave; un adulatore per definizione. Mica pu&ograve; dire all&#8217;invitato: lei &egrave; un grande stronzo. Chi va in televisione pecca di vanit&agrave;. Costanzo &egrave; un gestore di vanit&agrave;. Sfrutta la vanit&agrave; dell&#8217;uomo. Se trattasse male la gente non ci andrebbe pi&ugrave; nessuno. L&#8217;adulazione &egrave; spesso una forma esasperata di educazione&raquo;.<br \/> Chi &egrave; che ti piace a destra?<br \/> &laquo;Mi avvalgo del quinto emendamento&raquo;.<br \/> Ma dai.<br \/> &laquo;Dei politici me ne piace solo uno. Francesco Cossiga. Incondizionatamente. &Egrave; originale, colto, brillante, racconta cose meravigliose. Un vero entertainer&raquo;.<br \/> Berlusconi?<br \/> &laquo;Come politico? Preferisco non parlarne. &Egrave; sempre stato gentile nei miei riguardi. Non ne voglio parlare male&raquo;.<br \/> Come l&#8217;hai conosciuto?<br \/> &laquo;L&#8217;ho incontrato a via dell&#8217;Anima. Mi convinse subito. Era un venditore nato. Ma non mi ha dato la s&ograve;la. Anzi mi ha dato un sacco di soldi. Da allora l&#8217;ho incontrato due o tre volte. Un simpaticone. Mi racconta sempre delle barzellette. Roba da matti&raquo;.<br \/> Una barzelletta che ti ha raccontato?<br \/> &laquo;Ma non scriverlo. Quella di Natalia Estrada alla quale la mamma ha detto: &#8216;Brava, vai in Italia, fatti una famiglia&#8217;&raquo;.<br \/> Ti telefonava spesso?<br \/> &laquo;S&igrave;. Oppure telefonava al capo di Roma, Vasile, che me lo passava. Ma io non capivo nulla perch&eacute; sono un po&#8217; sordo, lui parla sempre sottovoce e il cellulare di Vasile faceva schifo. Allora io dicevo: &#8216;S&igrave;, s&igrave;, s&igrave;&#8217;. E quando capivo che mi raccontava una barzelletta, ridevo. E ogni tanto: &#8216;Ok, va bene&#8217;. Poi Vasile riprendeva il telefono e diceva: &#8216;Dottore, quante volte glielo debbo dire??. Boncompagni non ha capito un tubo&#8217;&raquo;.<br \/> &Egrave; vero che litigavi con Chiambretti durante Chiambretti c&#8217;&egrave;?<br \/> &laquo;Ma no. Era solo un modo diverso di fare la televisione. Lui &egrave; un professionista, io sono uno che non prende mai sul serio quello che fa. Lui passa tutto il tempo a parlare del programma. A me non me ne frega un cazzo del programma. Ma Chiambretti &egrave; un ottimo personaggio, non &egrave; arrogante, non &egrave; avido, non &egrave; marchettaro. &Egrave; professionalissimo. Purtroppo ci crede troppo. Il mio slogan &egrave;: &#8216;presto e male&#8217;. Meglio che &#8216;Lentamente e male&#8217;&raquo;.<br \/> Ma &laquo;Presto e bene&raquo;?<br \/> &laquo;Presto e bene non ci riesce nessuno&raquo;.<br \/> Gioco della torre. Uno solo. Renzo Arbore o Raffaella Carr&agrave;?<br \/> &laquo;Salvo Renzo. Tra uomini ci capiamo di pi&ugrave;&raquo;.<br \/> Tra uomini si lavora meglio?<br \/> &laquo;Con Magalli si &egrave; riso molto. Anche lui &egrave; uno di quelli che arriva all&#8217;ultimo momento. Abbiamo un sacco di affinit&agrave; elettive. Parla, straparla. Io gli dico: &#8216;Mag&agrave;, smettila di fare battute. Non ti fanno pi&ugrave; lavor&agrave;&#8217;. Ma lui non rinuncia a parlar male di qualcuno. &Egrave; una specie di patologia. La malattia delle battute&raquo;.<br \/> Tu non hai battute?<br \/> &laquo;Ce l&#8217;ho anch&#8217;io le battute&raquo;.<br \/> Per&ograve; non le dici.<br \/> &laquo;Se qualcuno mi d&agrave; 5 milioni di euro le dico anch&#8217;io&raquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo avevo intervistato dieci anni fa, quando aveva appena compiuto 61 anni. Mi aveva detto: &laquo;La mia televisione &egrave; vuoto pneumatico&raquo;. 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