{"id":524,"date":"2005-12-15T00:00:00","date_gmt":"2005-12-15T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=524"},"modified":"2010-09-11T06:54:17","modified_gmt":"2010-09-11T06:54:17","slug":"urbano-cairo-corsera-magazine-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=524","title":{"rendered":"Urbano Cairo"},"content":{"rendered":"<p>Un piccolo Berlusconi. Ha la pubblicit&agrave;, i giornali, la squadra di calcio, i libri. Gli mancano i palazzi, le televisioni, le assicurazioni. Cominci&ograve; proprio con Berlusconi, come suo assistente personale, giovanissimo. Oggi &egrave; gi&agrave; arrivato al secondo posto fra i settimanali. Quasi due milioni di copie con Di pi&ugrave;, Di pi&ugrave; TV e Diva e Donna, conquistate scippando Sandro Mayer alla Rusconi e Silvana Giacobini alla Mondadori. Una vecchia definizione di Urbano Cairo: &quot;Un ragazzo pieno di sogni&quot;.<br \/> Tuttora ragazzo pieno di sogni?<br \/><!--more--> &quot;Ragazzo meno. Gli anni passano. Sogni sempre tanti. Ma sono un sognatore razionale. Con i piedi per terra&quot;.<br \/> Sognava di prendere il Torino e ci &egrave; riuscito.<br \/> &quot;Ma non sogno di prendere il Real Madrid&quot;.<br \/> Sognava di fare un femminile e l&#8217;ha fatto.<br \/> &quot;E adesso sogno il quotidiano popolare e il newsmagazine. E spero di farcela&quot;.<br \/> Ha mai avuto paura di non farcela?<br \/> &quot;Quando mi sono messo in proprio non avevo nemmeno gli uffici, nemmeno una segretaria. Ho fatto il contratto con la Rizzoli, che mi dette la concessione della pubblicit&agrave; di Io donna, Oggi e Tv7, ma non avevo un solo collaboratore, ricevevo la gente al Sant&#8217;Ambroeus. Ero solo. Stampai un biglietto da visita tutto rosso con il mio logo, un occhio, e misi un annuncio sul Corriere della Sera: &quot;Cerco in tutt&#8217;Italia i cento migliori agenti per formare il nostro dream team&quot;&quot;. <br \/> Un occhio come logo? <br \/> &quot;Agli occhi do molta importanza. Dagli occhi di una persona io capisco molto&quot;.<br \/> Berlusconi diceva gli occhi di Cairo emanano bollicine di intelligenza&hellip;<br \/> &quot;Lo disse a Montanelli. Il quale gli rispose: &quot;Se segue i tuoi ritmi le bollicine scompariranno&quot;&quot;.<br \/> L&#8217;occhio ricorda il quotidiano popolare di Costanzo. Un occhio massonico.<br \/> &quot;Io non sono massone. Il mio &egrave; un occhio buono, un occhio che guarda in un modo positivo&quot;.<br \/> Insomma aveva paura?<br \/> &quot;No, non ho avuto paura nemmeno in quei primi venti giorni in cui facevo fatica a mettere insieme la squadra perch&eacute; alcuni non avevano il coraggio di seguirmi. A quelli che venivano a lavorare con me dicevo: &quot;In cinque anni faremo una grande concessionaria multimediale da mille miliardi di lire&quot;&quot;.<br \/> Mille miliardi: non ce l&#8217;ha fatta.<br \/> &quot;Siamo a 420 miliardi e il prossimo anno saranno 550. Non &egrave; cosa piccola. Vuol dire essere in Italia i secondi editori di settimanali e l&#8217;ottava concessionaria. Ma il valore dei mille miliardi, se vuole, l&#8217;abbiamo raggiunto: &egrave; stato il valore che la Borsa ci ha riconosciuto nella quotazione dell&#8217;anno 2000, circa 500 milioni di euro&quot;.<br \/> Le azioni sono scese. Chi ha comprato le Cairo a 65 e adesso se le trova a 47 non ha fatto un grande affare&hellip;<br \/> &quot;Oggi valiamo circa 350 milioni. Abbiamo perso il 30% a seguito del crollo della borsa. Ma Mediaset, Mondadori, L&#8217;Espresso, rispetto a quando io mi sono quotato, hanno perso di pi&ugrave;. Mediaset valeva 18 euro per azione, oggi la met&agrave;&quot;.<br \/> Quando la paragonano al Cavaliere, il cavalierino, il berluschino, si diverte o si secca?<br \/> &quot;Direi che mi diverte. Per&ograve; aggiungo che per lui &egrave; stato pi&ugrave; facile, non aveva un altro Berlusconi come concorrente&quot;.<br \/> Entrambi nella pubblicit&agrave;, entrambi nel calcio, entrambi due matrimoni&hellip; Per quanto riguarda lei, il primo con Tove Hornelius e l&#8217;altro con Anna Cataldi.<br \/> &quot;Qui, ahim&egrave;, sono avanti io&hellip; due matrimoni e uno prossimo venturo con Mali Pelandini, madre di due dei miei tre figli&quot;.<br \/> Entrambi avete avuto problemi con i falsi in bilancio.<br \/> &quot;Io di falsi in bilancio non ne ho mai fatti&quot;.<br \/> Per&ograve; ha patteggiato.<br \/> &quot;Ritenevo fosse la cosa pi&ugrave; giusta pur non avendo fatto nulla&quot;.<br \/> Si patteggia da innocenti?<br \/> &quot;Patteggiando non ammetti la colpa. Ti limiti ad uscire da una situazione&quot;.<br \/> Se ne esce anche con l&#8217;assoluzione.<br \/> &quot;L&#8217;ho fatto perch&eacute; cominciavo la mia nuova attivit&agrave;. Non potevo portarmi dietro fardelli&quot;.<br \/> I giudici le imputarono false fatturazioni per creare fondi neri in Publitalia.<br \/> &quot;Avevo fatturato con una mia societ&agrave; i miei premi di produzione&quot;.<br \/> Quattro miliardi di premi?<br \/> &quot;L&#8217;arco temporale era abbastanza lungo, credo che andasse dal 1985 al 1993&quot;.<br \/> Tanti soldi lo stesso.<br \/> &quot;Avevo ottenuto risultati eccezionali&quot;.<br \/> Il patteggiamento innervos&igrave; Publitalia. E caus&ograve; il suo allontanamento dal gruppo berlusconiano che aveva scelto la linea dura contro le accuse.<br \/> &quot;Ognuno deve scegliere per s&eacute; quello che ritiene meglio. In ogni caso il rapporto era ormai logorato. Avevo portato la Mondadori Pubblicit&agrave; da 390 miliardi a quasi 500 mentre il mercato scendeva, conquistando otto punti di quota di mercato in pi&ugrave;. E nessuno che mi dicesse bravo. Cos&igrave; ho preso atto che il mio tempo era scaduto&quot;.<br \/> Se lei fosse rimasto con Berlusconi&hellip;<br \/> &quot;Se io fossi rimasto con Berlusconi?&quot;.<br \/> Oggi sarebbe senatore, presidente di commissione, capogruppo parlamentare&hellip;<br \/> &quot;Non erano i miei obiettivi. Io volevo fare qualcosa in cui fossi il dominus, quello che decideva&quot;.<br \/> Mi racconti la storia vera del suo periodo alla pubblicit&agrave; Mondadori.<br \/> &quot;Dell&#8217;Utri voleva che la Mondadori fosse pi&ugrave; sinergica a Publitalia nella raccolta pubblicitaria. Io mi opponevo perch&eacute; volevo dare un&#8217;identit&agrave; forte all&#8217;azienda. Per quattro anni ho difeso questa autonomia contro Marcello&quot;. <br \/> Dell&#8217;Utri pensava che lei fosse troppo intraprendente. L&#8217;accusava di avere un rapporto diretto con Berlusconi&hellip;<br \/> &quot;A volte ci sono delle ombre totalmente ingiustificate&quot;.<br \/> Il suo capo alla Mondadori era Franco Tat&ograve;. <br \/> &quot;Che non mi difese per niente. Eppure la pubblicit&agrave; gli aveva portato grandi risultati. Lui non lo riconobbe mai. Pensava solo a trovare i difetti e ignorava i meriti. Era difficile avere un rapporto positivo con lui. E non ero il solo&quot;.<br \/> Tat&ograve; &egrave; reputato un bravissimo manager.<br \/> &quot;&Egrave; bravissimo nel controllare la gestione. Riesce a fare in modo che i costi si contengano&quot;.<br \/> Obbligava tutti ad usare due volte la carta del fax. <br \/> &quot;Le dir&ograve; una cosa. Quando ho preso la Giorgio Mondadori, fatturava 50 miliardi e ne perdeva dieci. L&#8217;ho risanata con il controllo dei costi, quello che ho imparato da Tat&ograve;. Ma un&#8217;azienda puoi risanarla quanto vuoi. Se non sviluppi i ricavi non vai da nessuna parte. Su questo aspetto Tat&ograve; non &egrave; bravo per niente&quot;.<br \/> Alla fine&hellip;<br \/> &quot;Le dico il motivo per cui sono uscito. Un giorno Tat&ograve; mi chiama e dice: &quot;Ho parlato di te con Berlusconi. Abbiamo deciso che sei la persona perfetta per guidare le nuove Pagine Utili&quot;. Ed io: &quot;Benissimo, mi fa molto piacere che tu abbia parlato con Berlusconi di me. Ma voglio il 50 per cento di questa nuova societ&agrave;&quot;&quot;.<br \/> Una maniera elegante per mandarlo a quel paese.<br \/> &quot;Una maniera per dirgli che dopo quattro anni di successi non poteva trattarmi come un pacco postale&quot;.<br \/> Risultato?<br \/> &quot;Dopo due mesi mi hanno sostituito. E io me ne sono andato. Non avevo nemmeno la macchina perch&eacute; la Mondadori se la riprese&quot;.<br \/> Ma aveva un bel pacco di soldi&hellip;<br \/> &quot;Neanche tanti&quot;.<br \/> Quantifichiamo? <br \/> &quot;Due anni di stipendio. Il mio stipendio era 400 milioni, pi&ugrave; altri 200 di incentivi. Quindi un miliardo e duecento milioni. Lordi&quot;.<br \/> Lordi. Con quelli ha fondato la Cairo Pubblicit&agrave;?<br \/> &quot;Con quelli e con alcuni risparmi che avevo&quot;.<br \/> Aveva anche i famosi quattro miliardi&hellip;<br \/> &quot;Sui quali avevo pagato le tasse del 35 per cento&quot;.<br \/> Vogliamo parlare un po&#8217; della sua vita? <br \/> &quot;Milanese di origini alessandrine. Mio nonno e mio zio facevano gli agricoltori. Io da bambino andavo da loro a raccogliere le barbabietole. Mi divertivo, mi davo da fare&quot;.<br \/> Studi?<br \/> &quot;Liceo scientifico, laurea alla Bocconi&quot;.<br \/> Il mito registra la sua telefonata a Berlusconi.<br \/> &quot;Mi rispose la segretaria&quot;.<br \/> Dove aveva trovato il numero?<br \/> &quot;Sull&#8217;elenco del telefono. Edilnord. 8880. Un centralone. &quot;Mi passa il dott. Berlusconi?&quot;. Mi passano la segretaria. &quot;Signora buongiorno, sono uno studente della Bocconi, vorrei parlare col dott. Berlusconi&quot;. &quot;Se vuol dire a me io riferisco senz&#8217;altro&quot;. &quot;No, guardi, vorrei parlare con lui, richiamer&ograve;&quot;. Metto gi&ugrave; e ci ripenso. Due ore dopo richiamo. Di nuovo la segretaria. &quot;Signora, sono sempre io. Ho due idee eccezionali che vorrei spiegare al dottor Berlusconi. Se lei non mi permette di parlare con lui, lei rischia davvero di fargli un danno&quot;&quot;.<br \/> Funzion&ograve;?<br \/> &quot;Mi fiss&ograve; un appuntamento con Dell&#8217;Utri. E poi con Berlusconi&quot;.<br \/> Quali erano le due idee?<br \/> &quot;L&#8217;interconnessione e l&#8217;informazione&quot;.<br \/> Berlusconi che cosa disse?<br \/> &quot;Che quelle idee le aveva gi&agrave; avute lui&quot;. <br \/> E poi?<br \/> &quot;Aveva bisogno di una persona che gli stesse vicino. &quot;Mi piaci, sei sveglio. Vieni qua domani mattina a fare il mio assistente&quot;&quot;.<br \/> Assistente di Berlusconi come primo impiego, mica male.<br \/> &quot;Lui diceva che ero aspirante assistente, tanto per prendermi un po&#8217; per il culo&hellip;&quot;.<br \/> Chi c&#8217;era allora attorno a Berlusconi?<br \/> &quot;La mitica Marinella, Dell&#8217;Utri, Confalonieri, Ennio Doris, Bernasconi, Carlo Freccero, Foscale, Paolo Berlusconi. &Egrave; stato un periodo bello, di grande sviluppo. Mi colpiva la naturalezza con cui Berlusconi realizzava cose molto difficili. Ma allo stesso tempo mi deprimeva. Lui a rifare il mondo e io a prendere telefonate. Dopo tre anni mi venne la voglia di provare se ero capace anche io&quot;.<br \/> Il suo primo stipendio da Berlusconi?<br \/> &quot;Per sei mesi niente. Poi un milione lordo al mese&quot;.<br \/> Lei non &egrave; famoso per avere buoni rapporti sul lavoro. La chiamavano &quot;squalo&quot;.<br \/> &quot;&Egrave; la prima volta che lo sento. Ma &egrave; vero che avevo qualche dissidio con alcuni colleghi. In realt&agrave; era sana competizione&quot;.<br \/> Si dice che avesse metodi un po&#8217; militareschi, che tenesse uniti i suoi col terrore.<br \/> &quot;Ero giovane. Ho cominciato ad avere responsabilit&agrave; di uomini a trent&#8217;anni. Ero esigente. Dovevo fornire dei risultati&quot;.<br \/> Ha una prova che non &egrave; uno squalo? <br \/> &quot;Ho comprato la Giorgio Mondadori nel febbraio del 1999. Un&#8217;azienda con 143 dipendenti che perdeva 10 miliardi su 50 di fatturato e aveva 42 miliardi di debiti. Tutti mi dicevano: &quot;Dimezza il personale&quot;. Io non ho mandato via nessuno tranne un paio di dirigenti. E l&#8217;azienda oggi &egrave; risanata. Uno squalo avrebbe cacciato 70 dipendenti&quot;.<br \/><!--more--> Stava per comprare Libero poi non l&#8217;ha pi&ugrave; fatto. &Egrave; pentito?<br \/> &quot;Ho fatto altre cose. Feltri &egrave; un bravo direttore ma non condivido la linea politica del giornale&quot;. &Egrave; difficile fare l&#8217;editore di un giornale di cui non si condivide la linea&quot;.<br \/> Eppure lei ha la passione del giornale popolare.<br \/> &quot;Libero non &egrave; un vero popolare in quanto ha troppa politica. Per questo sta sotto le centomila copie. Io ne vorreei almeno 300 mila&quot;.<br \/> Chi sono i grandi della pubblicit&agrave;?<br \/> &quot;Adreani, certamente, capo di Publitalia. Un altro molto bravo &egrave; un imprenditore, Alfredo Bernardini De Pace, un piccolo-grande. E Flavio Biondi. &Egrave; riuscito a tenere in mano le redini della Rizzoli anche in momenti difficili&quot;.<br \/> Lei come si pone nei confronti dell&#8217;adulazione? <br \/> &quot;L&#8217;adulazione servile mi d&agrave; fastidio. Ma se &egrave; fatta con un po&#8217; di ironia, mi fa piacere&quot;.<br \/> I suoi difetti.<br \/> &quot;Sono impaziente e disordinato&quot;.<br \/> L&#8217;errore della sua vita.<br \/> &quot;Dovevo cominciare a fare l&#8217;imprenditore cinque anni prima&quot;.<br \/> La televisione che non le piace.<br \/> &quot;Quella urlata. Quella delle liti. Quella della violenza&quot;.<br \/> Berlusconi perder&agrave; le elezioni?<br \/> &quot;In questo momento in Italia c&#8217;&egrave; bisogno di un forte segnale di cambiamento&quot;.<br \/> Che cosa far&agrave; Berlusconi in caso di sconfitta? <br \/> &quot;Dipende da come sar&agrave; questa sconfitta, se ci sar&agrave;. Io credo che continuerebbe la sua attivit&agrave; politica&quot;.<br \/> Berlusconi soffre all&#8217;opposizione&hellip;<br \/> &quot;&Egrave; vero, per&ograve; nei cinque anni in cui era all&#8217;opposizione se l&#8217;&egrave; cavata bene&quot;.<br \/> Chi sono i politici che le piacciono di pi&ugrave;?<br \/> &quot;Ciampi &egrave; una figura di grande positivit&agrave;. Sta salendo molto Casini. Prodi ha fatto bene quando &egrave; stato primo ministro. Fassino &egrave; una persona molto onesta ed equilibrata. Rutelli ha freschezza di pensiero, dinamismo e capacit&agrave; di sparigliare&quot;.<br \/> E Berlusconi politico?<br \/> &quot;Con grande entusiasmo voleva dare una sterzata al Paese. Ma conoscendolo posso dire che non &egrave; soddisfatto nemmeno lui dei risultati&quot;.<br \/> Per chi voter&agrave;? <br \/> &quot;Questo preferisco non dirlo&quot;.<br \/> Per chi ha votato la prima volta? <br \/> &quot;Il primo voto l&#8217;ho dato alla Dc, nel &#8217;75, quando c&#8217;era Zaccagnini. Poi ho cambiato. Non ho mai votato per il Msi o per la Lega&quot;.<br \/> Forza Italia?<br \/> &quot;L&#8217;ho votata nel &#8217;94&quot;.<br \/> Il calcio. <br \/> &quot;Gi&agrave; nel 1999 volevo acquistare il Torino, ma la cosa era troppo costosa per me. Non me lo potevo permettere&quot;.<br \/> Quanto costa comprare una squadra? <br \/> &quot;Per adesso ci ho messo dentro dieci milioni di euro&quot;. <br \/> Tutti i presidenti del calcio dicono che si sacrificano perch&eacute; amano la citt&agrave;. In realt&agrave; ci guadagnano&hellip;<br \/> &quot;Non &egrave; vero. &Egrave; molto difficile guadagnare. Quest&#8217;anno, purtroppo io perder&ograve; almeno cinque milioni di euro&quot;.<br \/> Ci sono ritorni diversi&hellip;<br \/> &quot;La notoriet&agrave;. Ma &egrave; un fattore a rischio&quot;.<br \/> E allora perch&eacute; lo fa? &Egrave; un filantropo?<br \/> &quot;Lo faccio perch&eacute; in famiglia siamo tutti granata. Perch&eacute; me l&#8217;ha chiesto il sindaco. Perch&eacute; sento il calore dei tifosi. Tutti noi abbiamo il bisogno primario di essere amati. Sentire che la gente ti vuole bene &egrave; una cosa magnifica&quot;.<br \/> Adesso si sente amato?<br \/> &quot;Molto. L&#8217;affetto dei tifosi &egrave; una cosa che scalda&quot;. <br \/> Programmiamo i sogni: quando andrete in A? Quando vincerete lo scudetto?<br \/> &quot;In A prestissimo&quot;.<br \/> Lo scudetto? <br \/> &quot;Non mi pongo limiti. Anche se i divari economici con le tre granndi sono incolmabili&quot;.<br \/> Il pareggio economico?<br \/> &quot;Non lo vedo facilissimo. Il pareggio economico &egrave; nemico della vittoria sportiva. I giocatori guadagnano cifre enormi che a volte non hanno correlazione con quello che fanno. I soldi li pigliano anche se non giocano e se non segnano. Cos&igrave; si mette a rischio il sistema calcio. Spero capiscano che il loro diritto a guadagnare molto equivale a quello dei presidenti a non perdere troppo&quot;.<br \/> Qual &egrave; lo stipendio pi&ugrave; alto che pagher&agrave; quest&#8217;anno?<br \/> &quot;Stellone. Centinaia di migliaia di euro&quot;.<br \/> Tipo 500 mila euro?<br \/> &quot;Diciamo anche di pi&ugrave;&quot;.<br \/> Berlusconi dice che le sue televisioni sono piene di comunisti. Anche la sua casa editrice &egrave; un covo di rossi?<br \/> &quot;Non lo so. E non ne importa niente. Questo &egrave; un difetto di Berlusconi. Da un imprenditore moderno come lui mi sarei aspettato modernit&agrave; anche in politica. Che senso hanno tutte queste polemiche sui comunisti visto che i comunisti non ci sono pi&ugrave;? Se vuoi governare bene non puoi limitarti al tuo 50 per cento. Devi cercare di essere super partes. Avere una mentalit&agrave; aperta. Ma a lui, in questo &egrave; mancato lo slancio. Invece di respingere i comunisti, doveva attrarli&quot;.<br \/> Quante persone ha sentito per il quotidiano popolare?<br \/> &quot;Almeno venti, compreso Mentana&quot;.<br \/> Ce n&#8217;&egrave; uno che si avvicinava di pi&ugrave; al suo ideale?<br \/> &quot;Pietro Calabrese&quot;.<br \/> Gioco della torre, uno solo: Mayer o Giacobini?<br \/> &quot;Non risponder&ograve; mai. Rientrano nella categoria degli imbuttabili&quot;.<!--more--><!--more--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un piccolo Berlusconi. Ha la pubblicit&agrave;, i giornali, la squadra di calcio, i libri. Gli mancano i palazzi, le televisioni, le assicurazioni. 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