{"id":527,"date":"2002-12-12T00:00:00","date_gmt":"2002-12-12T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=527"},"modified":"2010-09-24T07:05:52","modified_gmt":"2010-09-24T07:05:52","slug":"candido-cannavo-sette-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=527","title":{"rendered":"Candido Cannavo&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>Da qualche mese, da quando ha lasciato la direzione della Gazzetta dello Sport, ha fatto dipingere le pareti di una stanza tutte di rosa e si &egrave; installato nell&rsquo;austera ala dirigenziale del gruppo Rcs, in via Solferino. Candido Cannav&ograve;, 72 anni, giornalista da pi&ugrave; di mezzo secolo, ha diretto la Gazzetta dello Sport per 19 anni, fino al 1&deg; marzo di quest&rsquo;anno, quando ha lasciato la poltrona di direttore a Pietro Calabrese. E subito si &egrave; messo a scrivere il libro della sua esistenza, &ldquo;Una vita in rosa, 50 anni di personaggi, avvenimenti, incontri, storie&rdquo;. Una vita durante la quale ha fatto diventare la Gazzetta il quotidiano sportivo pi&ugrave; venduto in Europa e, per un periodo di tempo, anche il quotidiano pi&ugrave; venduto in Italia. Come &egrave; stato possibile? La televisione non doveva uccidere la stampa sportiva? &ldquo;I miei colleghi alla fine degli anni Cinquanta dicevano: &ldquo;Cambio mestiere, non ci sar&agrave; pi&ugrave; spazio per noi&rdquo;&rdquo;, spiega Cannav&ograve;. &ldquo;E invece&hellip;&rdquo;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Bravo tu, o condizioni favorevoli?<\/p>\n<p>&ldquo;Essendoci il monopolio della Rai, per i giornali era una pacchia. La televisione si limitava alla pura cronaca. Retroscena, interviste erano solo sui giornali&rdquo;.<\/p>\n<p>Adesso non &egrave; pi&ugrave; cos&igrave;.<\/p>\n<p>&ldquo;La concorrenza tra Rai e Mediaset ha divorato lo sport. Abbiamo dovuto ripensare i giornali. Oggi devi dare per scontato che la gente sa gi&agrave; che cosa &egrave; successo quando compra il giornale. E devi costruire delle storie&rdquo;. <\/p>\n<p>Per&ograve;, sinceramente, di sport in tv ce n&rsquo;&egrave; troppo.<\/p>\n<p>&ldquo;Certo. L&rsquo;inflazione deteriora il prodotto. Per&ograve; ancora oggi nei palinsesti televisivi una partita di calcio, anche di basso livello, rende pi&ugrave; di una trasmissione di altro genere. E siccome comanda lo share&hellip;&rdquo;<\/p>\n<p>Tra tutte le trasmissioni sportive, quali ti piacciono?<\/p>\n<p>&ldquo;Quelle che mi fanno vedere ci&ograve; che non vedrei. Le dirette. I primi goal, come fanno Maffei, Tosatti e Longhi a &ldquo;Novantesimo minuto&rdquo;. Il resto non mi interessa&rdquo;.<\/p>\n<p>Chiacchiere della domenica.<\/p>\n<p>&ldquo;Per me potrebbero cancellarle. Odio soprattutto le moviole, un esercizio immorale&rdquo;.<\/p>\n<p>La trasmissione che proprio non ti piace?<\/p>\n<p>&ldquo;Esiste un mercato del cattivo gusto e il trionfatore &egrave; Aldo Biscardi. Imbattibile. I pi&ugrave; casinisti, i presidenti peggiori li trova sempre lui. Ha fiuto. Siamo amici, ma la sua &egrave; una televisione che non mi piace. Come quella che fa Maurizio Mosca. Io gli voglio bene. E&rsquo; un ragazzo umanamente tenero. Ma non amo quello che fa in televisione&rdquo;.<\/p>\n<p>Ci sono pressioni su un direttore di giornale sportivo?<\/p>\n<p>&ldquo;Non come per un quotidiano politico&rdquo;.<\/p>\n<p>Una volta ti telefon&ograve; Galliani.<\/p>\n<p>&ldquo;Mi disse: &ldquo;A nome del presidente le chiedo di sostituire Alberto Cerruti, il giornalista della Gazzetta che si occupa del Milan&rdquo;.&rdquo;<\/p>\n<p>Cerruti aveva scritto cose sgradite.<\/p>\n<p>&ldquo;Esatto. Io risposi: &ldquo;L&rsquo;unico favore che le posso fare &egrave; scordarmi questa telefonata&rdquo;. &ldquo;<\/p>\n<p>Nel libro lo tratti malissimo. Hai scritto che &ldquo;le troppe vittorie, l&rsquo;approdo alla ricchezza e il tuffo un po&rsquo; tardivo in certi piaceri della mondanit&agrave; l&rsquo;hanno un po&rsquo; appannato&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;&Egrave; la pura verit&agrave;. Ho una grande stima di lui, ma &egrave; vero che &egrave; diventato ricchissimo. Avr&agrave; cento miliardi Galliani. E ha scoperto certe piacevolezze che farebbero piacere a tutti, va per spiagge con la bandana. E&rsquo; la sua vita. Ma siccome il Milan negli ultimi tempi qualche colpo a vuoto l&rsquo;ha avuto, io ipotizzo che Galliani sia un po&rsquo; appannato&rdquo;.<\/p>\n<p>Il Milan adesso va bene. <\/p>\n<p>&ldquo;Da quando il mio libro &egrave; uscito, Galliani si &egrave; disappannato&rdquo;.<\/p>\n<p>Gli rimproveri ancora l&rsquo;episodio di Marsiglia, quando ritir&ograve; la squadra perch&eacute; si era rotto l&rsquo;impianti di illuminazione?<\/p>\n<p>&ldquo;In quell&rsquo;occasione fu un eroe. Ancora oggi tutta l&rsquo;Europa ride di lui. Ma Galliani si era preso tutte le colpe di una decisione di Berlusconi&rdquo;.<\/p>\n<p>Campione di adulazione. <\/p>\n<p>&ldquo;No. E&rsquo; affetto, &egrave; stima, &egrave; coerenza. Uno che si puttana per difendere l&rsquo;immagine del suo capo, mi turba ma lo rispetto&rdquo;.<\/p>\n<p>Che cos&rsquo;&egrave; l&rsquo;adulazione secondo te?<\/p>\n<p>&ldquo;Una cosa sciocca. Chi la fa &egrave; un uomo fatuo, chi ne trae gioia &egrave; un cretino&rdquo;.<\/p>\n<p>I campioni dello sport sono famosissimi, incensatissimi, adulatissimi&hellip;<\/p>\n<p>&ldquo;Spesso sono poveri ragazzi che provengono da un ambiente misero e si trovano proiettati nel lusso, in mezzo ai miliardi. Vivono in una villa, circondati da gente che risolve tutti i loro problemi, e non sanno nemmeno prendere un tram. A loro si chiede solo di giocare, non di vivere&rdquo;.<\/p>\n<p>Un esempio di adulatore? <\/p>\n<p>&ldquo;Gli adulatori nascono attorno agli uomini potenti. Attorno a Berlusconi ce ne sono tantissimi. Fa impressione vedere alla televisione questo Schifani&rdquo;.<\/p>\n<p>Un esempio di voltagabbana?<\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;amministratore delegato della Juventus, Antonio Giraudo, &egrave; un tifoso torinista dichiarato. Ma non &egrave; voltagabbana&rdquo;.<\/p>\n<p>Direi di no. E&rsquo; la sua professione.<\/p>\n<p>&ldquo;In passato ha fatto anche dichiarazioni a favore del Torino e contro la Juve. Oggi dice: faccio tutto per la Juventus. Non dice sono juventino nel mio cuore. Non &egrave; come Umberto Bossi che un giorno urlava: &ldquo;Berluskaz mafioso&rdquo; e oggi &egrave; tutto miele per il suo Silvio adorato&rdquo;.<\/p>\n<p>Si pu&ograve; cambiare squadra?<\/p>\n<p>&ldquo;Non lo so. Io mi sono definito uomo da marciapiede. Ho sempre fatto il tifo per chi mi conveniva di pi&ugrave; in quel momento. Pi&ugrave; puttanesco di cos&igrave;!&rdquo;.<\/p>\n<p>Ecco un voltagabbana allora!<\/p>\n<p>&ldquo;Ho tifato per il Milan, per la Juve, per l&rsquo;Inter e per la Roma. Tutto purch&eacute; il campionato fosse vivace, nell&rsquo;interesse della mia ditta, la Gazzetta dello Sport&rdquo;.<\/p>\n<p>Ronaldo &egrave; un voltagabbana?<\/p>\n<p>&ldquo;Ha sbagliato tutto. Doveva venire a Milano, andare a casa Moratti, studiare un piano, annunciarlo insieme. Invece ha mandato due manager. Sul piano personale &egrave; un voltagabbana&rdquo;.<\/p>\n<p>Il calcio &egrave; fatto di giocatori che passano da una squadra all&rsquo;altra.<\/p>\n<p>&ldquo;Ci sono alcuni adamantini, Rivera, Mazzola, Facchetti. Ma mezzo Milan di quest&rsquo;anno &egrave; l&rsquo;Inter dell&rsquo;anno scorso. Oggi &egrave; pi&ugrave; facile perch&eacute; non ci sono pi&ugrave; le bandiere.&rdquo;<\/p>\n<p>Negli altri sport si tifa per i frigoriferi, per i dentifrici&hellip;<\/p>\n<p>&ldquo;La pallacanestro &egrave; quella che ha sofferto di pi&ugrave;. Il mito della pallacanestro si chiamava Simmenthal. E poi &egrave; diventata Willy, e poi &egrave; diventata Traser, e ora si chiama Pippo. Si pu&ograve; urlare Forza Simmenthal un giorno e Forza Pippo il giorno dopo?&rdquo;<\/p>\n<p>Che cosa ricordi della tua giovinezza?<\/p>\n<p>&ldquo;Catania, il laboratorio di sarta di mia madre&rdquo;.<\/p>\n<p>Che tipo eri da ragazzino?<\/p>\n<p>&ldquo;Sveglio, curioso, uno che si metteva davanti a tutti, anche fra i Balilla. Volevo il medaglione del Duce! Mi piacevano la divisa, le sfilate, i saggi ginnici con la maglietta bianca e la M di Mussolini sul petto&rdquo;.<\/p>\n<p>Quando &egrave; scoppiata la guerra avevi nove anni&hellip;<\/p>\n<p>&ldquo;Per noi ragazzini era un gioco. Smontavamo pallottole, andavamo appresso ai soldati, giocavamo con le bombe a mano, andavamo a caccia dei paracadute degli inglesi&hellip;&rdquo;<\/p>\n<p>Perch&eacute; sei diventato giornalista?<\/p>\n<p>&ldquo;Avevo due passioni: correre e interessarmi di sport. Cos&igrave; cominciai a scrivere qualcosa sui giornali siciliani&rdquo;.<\/p>\n<p>La Sicilia ha prodotto molti giornalisti.<\/p>\n<p>&ldquo;Merlo &egrave; un fuoriclasse. E anche Riotta. Come scrittura, come fantasia. Bravissimo anche Sebastiano Messina. Sorgi e Calabrese sono dei direttori bravissimi&rdquo;.<\/p>\n<p>Buttafuoco?<\/p>\n<p>&ldquo;E&rsquo; molto bravo&rdquo;.<\/p>\n<p>Mughini?<\/p>\n<p>&ldquo;Ogni tanto fa l&rsquo;Eleonora Duse. Ma dietro l&rsquo;apparente folklore c&rsquo;&egrave; intelligenza, saggezza&rdquo;.<\/p>\n<p>La politica?<\/p>\n<p>&ldquo;Mi affascin&ograve; il movimento unitario che si contrapponeva al separatismo. Io votavo per i socialisti, per i repubblicani. Ho votato spesso Concetto Lo Bello, l&rsquo;arbitro&rdquo;.<\/p>\n<p>Era democristiano.<\/p>\n<p>&ldquo;Era una bravissima persona. Sprecato per la Democrazia Cristiana&rdquo;.<\/p>\n<p>Lo sport fa bene? C&rsquo;&egrave; chi diceva, come Eddy Ottoz, l&rsquo;ostacolista, &ldquo;Mens nevrotica in corpore patologico&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;C&rsquo;&egrave; chi vive l&rsquo;avventura sportiva in modo sereno e chi non ce la fa. Prendi Mennea. Ha fatto delle cose straordinarie. Poi &egrave; diventato un personaggio inquietante. Non ha retto, si &egrave; visto perseguitato, circondato da fantasmi&rdquo;.<\/p>\n<p>Calciatori belli, sani, famosi, ricchi, corteggiati. Perch&eacute; vanno con le prostitute?<\/p>\n<p>&ldquo;Perch&eacute; hanno paura. Sono tantissime le ragazzine che se li vogliono portare a letto, ma non si sa mai che cosa possono combinare. Una mignotta &egrave; onesta e non fa scherzi. La ragazzina lo va a raccontare in giro. Oppure si fa mettere incinta&rdquo;.<\/p>\n<p>Tu sei l&rsquo;unico giornalista sportivo che ha girato con la scorta.<\/p>\n<p>&ldquo;Era arrivato un fonogramma ai carabinieri di via Moscova. C&rsquo;era scritto che era partito da Catania un gruppo di tifosi per uccidermi&rdquo;.<\/p>\n<p>Che cosa avevi fatto?<\/p>\n<p>&ldquo;Il Catania era stato retrocesso per punizione in una serie infima. Io avevo scritto: &egrave; la legge. I catanesi mi considerarono un traditore. Alleanza Nazionale cavalc&ograve; la protesta. Alcuni erano amici miei, pensa. Benito Paolone, Enzo Trentin&rdquo;.<\/p>\n<p>Begli amici!<\/p>\n<p>&ldquo;Persino il mio ex giornale, la Sicilia, mi attacc&ograve;. Ricordo un articolo di Toni Zermo. Era come mio fratello. Andavamo in vacanza insieme&rdquo;.<\/p>\n<p>A Catania, sul Sicilia, curavi anche una famosa rubrica delle lettere&hellip;<\/p>\n<p>&ldquo;Una delle esperienze pi&ugrave; belle della mia vita&rdquo;.<\/p>\n<p>Successe un pandemonio per una lettera.<\/p>\n<p>&ldquo;Mi scrisse una mamma che tornando a casa aveva trovato la propria figlia a letto con un uomo e con un&rsquo;altra ragazza. Intervennero le autorit&agrave;, gli intellettuali, il vescovo, gli assessori, il sindaco, si fecero inchieste, dibattiti. Si discusse per settimane&rdquo;.<\/p>\n<p>Era una lettera falsa.<\/p>\n<p>&ldquo;Era uno scherzo inventato da Francesco Merlo. Io avevo 40 anni, lui 20. Ha confessato solo quest&rsquo;anno&rdquo;.<\/p>\n<p>Sei un tipo litigioso?<\/p>\n<p>&ldquo;Litigo anche con gli amici, ma poi i rapporti si ricostruiscono. Con Boniperti ho litigato per la tragedia dell&rsquo;Heysel. Poi ci siamo riappacificati. Carraro &egrave; un mio amico, ma anche con lui ho litigato forte, di recente, quando nella Lega Calcio si &egrave; creato un clima di arroganza che lui non ha fronteggiato a dovere. Io scrissi del &ldquo;triangolo dell&rsquo;odio&rdquo;, Galliani, Sensi, Giraudo. Mi ha tolto il saluto ma poi abbiamo ricucito&rdquo;.<\/p>\n<p>Altri litigi?<\/p>\n<p>&ldquo;Con il presidente della Roma&rdquo;.<\/p>\n<p>Perch&eacute;?<\/p>\n<p>&ldquo;Un giorno mi telefon&ograve; per dirmi che ero il pi&ugrave; grande galantuomo del mondo. Il giorno dopo mi attacc&ograve; accusandomi di avere organizzato un complotto ai suoi danni&rdquo;.<\/p>\n<p>Fatto pace?<\/p>\n<p>&ldquo;No, con lui no. Non me ne frega nulla di avere un rapporto con uno come Sensi. E&rsquo; sempre pieno di livori&rdquo;.<\/p>\n<p>Anche con Gianni Brera c&rsquo;era qualche screzio.<\/p>\n<p>&ldquo;Brera aveva la lombardit&agrave; come mito. Era un po&rsquo; razzista. Io lo stimavo ed eravamo molto amici. Per lui ero &ldquo;il barone siciliano&rdquo;. Fino a quando non sono arrivato a Milano&rdquo;.<\/p>\n<p>I terroni sono simpatici finch&eacute; stanno a casa loro. <\/p>\n<p>&ldquo;Una volta parlai male della caccia. E Brera, alla televisione, disse: Cannav&ograve; si indigna perch&eacute; si ammazzano gli animali? Lui che viene da una terra dove si scannano gli uomini?&rdquo;<\/p>\n<p>Contro la caccia hai fatto una campagna spietata.<\/p>\n<p>&ldquo;Contro il fatto che esistesse una federazione della caccia nel Coni, finanziata con i soldi che dovrebbero andare ai veri sportivi&rdquo;.<\/p>\n<p>Roberto Baggio &egrave; buddista e pratica la caccia.<\/p>\n<p>&ldquo;Baggio mi piace moltissimo, ma non capisco come un buddista possa praticare la caccia. Io ho due figli buddisti. Sono vegetariani al mille per mille&rdquo;.<\/p>\n<p>Baggio dice che &egrave; la tradizione di suo padre, di suo nonno.<\/p>\n<p>&ldquo;A me sembra strano divertirsi ammazzando animali&rdquo;.<\/p>\n<p>Il rapporto tra politica e sport?<\/p>\n<p>&ldquo;Pessimo. La Melandri non ci capiva niente. Donna graziosa, siamo anche diventati amici, ci diamo del tu. Ma sport zero. Quando l&rsquo;ho intervistata rispondeva alle mie domande cercando l&rsquo;approvazione di un funzionario che le sedeva accanto. Il primo discorso che ha fatto al Coni era di un&rsquo;arroganza spaventosa e l&rsquo;abbiamo legnata a dovere&rdquo;.<\/p>\n<p>E adesso, con il centro destra?<\/p>\n<p>&ldquo;Peggio. Una vergogna. Stanno distruggendo il Coni, un ente che dal &rsquo;46 onora questo Paese. Questo Tremonti &egrave; presuntuoso, arrogante e non sa niente&rdquo;.<\/p>\n<p>Il ministro competente &egrave; Urbani.<\/p>\n<p>&ldquo;Urbani &egrave; una brava persona, ma lui e il suo sottosegretario Pescante sono scavalcati da Tremonti dal quale dipende il discorso dei soldi&rdquo;.<\/p>\n<p>I politici sfruttano lo sport?<\/p>\n<p>&ldquo;Sono le federazioni sportive che cercano la protezione dei politici. Il ciclismo, la pallavolo, la pallacanestro. Che cosa ha a che spartire Gianni De Michelis con il basket? Lo vollero solo perch&eacute; garantiva, attraverso il partito socialista, un contratto televisivo di dieci miliardi l&rsquo;anno&rdquo;.<\/p>\n<p>E Sergio D&rsquo;Antoni col Palermo calcio?<\/p>\n<p>&ldquo;Un miliardario come Sensi, un banchiere come Geronzi, un ex-sindacalista come D&rsquo;Antoni. Mi vengono i brividi a pensarci&rdquo;.<\/p>\n<p>Secondo te Berlusconi ha fatto bene allo sport italiano? <\/p>\n<p>&ldquo;Al Milan sicuramente. Lo ha salvato e gli ha dato una dimensione che durer&agrave; per 50 anni&rdquo;. <\/p>\n<p>Ti piace?<\/p>\n<p>&ldquo;E&rsquo; uno che dice una cosa e poi se la rimangia. Dichiara e poi smentisce&rdquo;.<\/p>\n<p>Aveva detto che non gli interessava Nesta&hellip;<\/p>\n<p>&ldquo;Era la parola del presidente del consiglio. Ha detto una bugia in un settore popolare come lo sport. Una gaffe enorme&rdquo;. <\/p>\n<p>E&rsquo; vero che ti ha chiesto l&rsquo;autorizzazione prima di acquistare il Milan?&rdquo;<\/p>\n<p>&ldquo;Non esattamente. Mand&ograve; qui Cesare Cadeo, che lavorava in alcune trasmissioni della Fininvest. Mi disse: &ldquo;Il presidente avrebbe deciso di acquistare il Milan. Lei come la vede questa cosa?&rdquo;.<\/p>\n<p>E tu come la vedevi?<\/p>\n<p>&ldquo;Fu un gesto cortese che mi permise il giorno dopo di fare un giornale clamoroso, uno scoop, una bomba&rdquo;.<\/p>\n<p>L&rsquo;hai incontrato molte volte Berlusconi?<\/p>\n<p>&ldquo;E&rsquo; venuto molto spesso in Gazzetta a rispondere al telefono dei lettori. Era un simpaticone, gioviale, un tipo con cui ti divertivi. Siamo stati a cena un sacco di volte. Adesso lo trovo irrigidito&rdquo;.<\/p>\n<p>Mai avuto questioni con lui?<\/p>\n<p>&ldquo;Una volta, quando il Milan perse lo scudetto dopo l&rsquo;incidente ad Alemao del Napoli, colpito da una monetina, che cost&ograve; la partita al Milan. Ci scontrammo duramente, a casa di un comune amico, in una villa veneta. Diceva delle cose pazzesche, deliranti. Il solito complotto&rdquo;.<\/p>\n<p>Hai litigato anche con Ferrari.<\/p>\n<p>&ldquo;Era l&rsquo;anno in cui la Ferrari non andava nemmeno a spingerla. Noi sapemmo che lui aveva preso una multa per eccesso di velocit&agrave; sulla Modena-Maranello. Facemmo il titolo: &ldquo;C&rsquo;&egrave; una Ferrari che va forte&rdquo;. Me ne disse di tutti i colori. Mi insult&ograve; per un quarto d&rsquo;ora al telefono. Mi url&ograve;: &ldquo;Lei non &egrave; un vero siciliano!&rdquo;&rdquo;<\/p>\n<p>E tu?<\/p>\n<p>&ldquo;Io mi difendevo come potevo. Tentai: &ldquo;Ingegnere questi sono atti d&rsquo;amore&rdquo;. E lui, scandendo le parole: &ldquo;La e-sen-to da questi atti d&rsquo;amore&rdquo;&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da qualche mese, da quando ha lasciato la direzione della Gazzetta dello Sport, ha fatto dipingere le pareti di una stanza tutte di rosa e si &egrave; installato nell&rsquo;austera ala dirigenziale del gruppo Rcs, in via Solferino. 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