{"id":656,"date":"1980-01-01T00:00:00","date_gmt":"1980-01-01T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=656"},"modified":"2010-09-30T07:21:13","modified_gmt":"2010-09-30T07:21:13","slug":"gianni-locatelli-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=656","title":{"rendered":"Gianni Locatelli"},"content":{"rendered":"<p>&quot;Ancora una volta ha prevalso la logica dell&#8217;area culturale se non di quella politica. E al di l&agrave; del valore delle persone scelte, manca qualsiasi competenza sulla televisione del futuro, sulle nuove tecnologie, sui grandi rapporti internazionali&quot;. Gianni Locatelli, direttore generale della Rai Tv dal luglio 1993 all&#8217;agosto del 1994, ai tempi dei &quot;professori&quot;, commenta la nomina dei nuovi cinque consiglieri da parte dell&#8217;Ulivo. Anche i &quot;professori&quot;, ai loro tempi, ebbero un&#8217;accoglienza simile: non capivano nulla di tv (all&#8217;inizio) ed erano troppo di sinistra (alla fine). Nominati dai presidenti delle Camere Giovanni Spadolini e Giorgio Napolitano, quando presidente del consiglio era Ciampi e presidente dell&#8217;Iri Prodi, i &quot;professori&quot; vennero travolti dalla nuova ondata berlusconiana, impersonata da Letizia Moratti, la donna che ha risanato la Rai.<!--more--><br \/> &quot;Risanata? La Moratti, con l&#8217;aria di chi &egrave; brava solo lei, ha fatto incredibili danni&quot;, racconta Locatelli. &quot;E alla fine ha lasciato la Rai senza un vertice, senza un bilancio approvato, senza palinsesti, con ascolti gonfiati in maniera fittizia, senza struttura tecnica, e dopo aver resuscitato vecchie faide e vecchi personaggi&quot;.<br \/> Secondo lei, perch&eacute; sono stati scelti Siciliano e gli altri?<br \/> &quot;Perch&eacute; &egrave; gente di cultura e di relazioni e si pensa che siano caratteristiche sufficienti, anzi indispensabili per mandare un&#8217;azienda come la Rai&quot;.<br \/> E invece?<br \/> &quot;Invece la Rai &egrave; un&#8217;azienda di 11 mila dipendenti e 4 mila miliardi di fatturato. Con grossi problemi di crescita tecnologica e di mantenimento dei costi&quot;. <br \/> C&#8217;&egrave; ancora un problema dei costi?<br \/> &quot;Prima o poi riesploderanno. Alla fine la Moratti dava tutto a tutti. Ed hanno ricominciato a lavorare quei tarli che avevano corroso i conti&quot;.<br \/> Tra i cinque, ci sono due manager, Federica Olivares e Fiorenza Mursia.<br \/> &quot;Con tutto il rispetto, non credo si possano confrontare le loro aziende con la Rai&quot;.<br \/> Tre donne, non sono un segnale di cambiamento?<br \/> &quot;Rischio grosso se dico di no?&quot;<br \/> S&igrave;.<br \/> &quot;Quando fu creata Rai International, una grande idea per diffondere la cultura italiana nel mondo, ci andarono due donne, la Buttiglione e la Del Bufalo. Hanno fatto solo danni e continuano a farne&quot;.<br \/> Allora hanno fatto male a nominare tre donne?<br \/> &quot;No, se l&#8217;hanno fatto perch&eacute; sono in gamba. Ma a me &egrave; sembrata una mossa furba per dimostrare di essere alla moda. Io dico che bisogna scegliere gente brava e competente. Se essere donna &egrave; una garanzia in tal senso, allora mettiamo cinque donne. Ma c&#8217;&egrave; un&#8217;altra cosa che mi chiedo&quot;.<br \/> Dica.<br \/> &quot;Questi consiglieri vanno l&igrave; a gestire il vecchio o a fare la Rai del futuro?&quot;<br \/> Domanda da cento milioni. <br \/> &quot;Avremo tre reti? La tv via cavo? Il satellite? La tv regionale? La tv a pagamento? La privatizzazione?&quot;<br \/> Mi sembra di aver capito che lei mette in dubbio soprattutto la competenza delle persone scelte&#8230;<br \/> &quot;Se parliamo di competenze specifiche siamo vicini allo zero. Solo la Cavani, in quanto regista, sembra averne un po&#8217;. Anche se la tv &#8211; dico una cosa banale &#8211; &egrave; molto diversa dal cinema&quot;.<br \/> Ma Siciliano&#8230;<br \/> &quot;Siciliano &egrave; un grande uomo di cultura. L&#8217;avrei scelto anche io&quot;.<br \/> E se avesse dovuto scegliere lei anche gli altri quattro?<br \/> &quot;Avrei puntato su un esperto di tecnologie e di relazioni internazionali, un uomo come Guido Vannucchi, che noi avevamo messo a capo del settore tecnico, che la Moratti ha smantellato. Vannucchi &egrave; una delle dieci persone al mondo che pi&ugrave; sanno di multimedialit&agrave;. Poi avrei scelto una persona esperta di mercato, che conosca il prodotto e sappia muoversi per gli acquisti. La Fininvest ha Bernasconi. La Rai ha Sodano. Come terzo, un esperto di conti e gestione. Noi avevamo il massimo, Claudio De Matt&eacute;. Infine uno che sappia muoversi nel campo giuridico, uno come Feliciano Benvenuti&quot;.<br \/> Siamo andati aventi o indietro rispetto alla tv dei &quot;professori&quot;?<br \/> &quot;E&#8217; stato fatto un doppio passo indietro. Prima con la Moratti, l&#8217;occupazione da destra. E ora con l&#8217;occupazione da sinistra. Che la sinistra fa col tipico imbarazzo che la coglie quando deve gestire il potere&quot;.<br \/> Lei ha nostalgia della Rai?<br \/> &quot;Si. E&#8217; stato faticoso ma molto divertente. La Rai &egrave; una vera grande azienda dove passa tutta la cultura italiana, dove si respira la storia di questo Paese. Io sapevo poco o niente di tv quando sono arrivato. E&#8217; stata una grande full immersion e ho imparato moltissimo. Rimpiango soprattutto di non aver potuto finire il lavoro cominciato&quot;. <br \/> Fallimenti?<br \/> &quot;Non siamo riusciti a ricondurre a unit&agrave; la programmazione. Le tre reti sono sempre rimaste in conflitto fra loro. E poi non siamo riusciti a realizzare la regionalizzazione delle terza rete. Oggi se ne parla tanto ma era una idea nostra&quot;.<br \/> Orgoglio?<br \/> &quot;Abbiamo contribuito a metter in sesto i conti. Abbiamo dato nuova dignit&agrave; alla gente che ci lavorava. Abbiamo sistemato la radio, oggi di nuovo disastrata&quot;.<br \/> Siciliano ha detto che trova questa tv volgare. E che vorrebbe creare intorno alla Rai un trust di cervelli, Eco, Muti, Strehler, Bertolucci&#8230;<br \/> &quot;La tv &egrave; un grande fenomeno di massa. I cervelli che pensano vanno bene, ma mentre pensano la gente vuole vedere i film di cassetta, vuole il variet&agrave;. &quot;Angelica&quot; &egrave; un film bello o brutto? Io so solo che lo vogliono vedere in tanti. Oppure diamo Zavoli tutte le sere?&quot;<br \/> Zavoli tutte le sere no, ma il variet&agrave; oggi&#8230;<br \/> &quot;&#8230;&egrave; sceso troppo in basso. Lo so anche io. Ma per questo bisogna abolirlo? Non si pu&ograve; tornare a fare del bel variet&agrave;? O il variet&agrave; &egrave; volgare in quanto tale?&quot;<br \/> E l&#8217;informazione?<br \/> &quot;I telegiornali sono ripetitivi, troppo uguali uno con l&#8217;altro. E superficiali. E confusi. Se fosse per me non li darei in diretta&quot;.<br \/> Farebbe l&#8217;informazione precotta?<br \/> Non precotta. Registrata. I giornali vengono chiusi la sera per essere letti il mattino dopo. Non si pu&ograve; registrare un Tg un&#8217;ora prima? Ne guadagnerebbero il ritmo, la precisione, la qualit&agrave;. Si potrebbero tagliare le cose inutili, le papere. Si potrebbero controllare le notizie&quot;.<br \/> Lei quale Tg guarda?<br \/> &quot;Mi piace quello delle 20,30&quot;.<br \/> Mimun?<br \/> &quot;E&#8217; all&#8217;ora giusta e dura solo venti minuti. Un po&#8217; troppo filoulivo&quot;.<br \/> Ma lei non &egrave; dell&#8217;Ulivo?<br \/> &quot;Pensi un po&#8217;!&quot;<br \/> E i Tg della Fininvest?<br \/> &quot;Fede non mi piace nemmeno come spettacolo. Mentana &egrave; bravo ma non sopporto la tecnica della continua eccitazione&quot;.<br \/> E Liguori?<br \/> &quot;Meglio &quot;Striscia la notizia&quot;&quot;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&quot;Ancora una volta ha prevalso la logica dell&#8217;area culturale se non di quella politica. E al di l&agrave; del valore delle persone scelte, manca qualsiasi competenza sulla televisione del futuro, sulle nuove tecnologie, sui grandi rapporti internazionali&quot;. 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