{"id":681,"date":"2003-02-13T00:00:00","date_gmt":"2003-02-13T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=681"},"modified":"2010-09-24T06:54:57","modified_gmt":"2010-09-24T06:54:57","slug":"mauro-mazza-sette-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=681","title":{"rendered":"Mauro Mazza"},"content":{"rendered":"<p>Quando il Tg2, nella rigida applicazione dello spoils system e della lottizzazione fu affidato alle cure della destra molti gridarono allo scandalo. In 40 anni di Tv non era mai successo. Direttore divent&ograve; Mauro Mazza, fino ad allora vicedirettore del Tg1 in quota An, giornalista iniziato alla scuola del Secolo d&rsquo;Italia. A nove mesi di distanza sono molti a sostenere che il Tg2 sarebbe in testa in una virtuale gara di obiettivit&agrave; tra telegiornali. Tutto ci&ograve; per opera di un postfascista? Mazza precisa: &laquo;Io non ho mai fatto politica attiva. Posso essere definito, al massimo, &ldquo;ex redattore del giornale dell&rsquo;Msi&rdquo;&raquo;.<!--more--><\/p>\n<p>Perch&eacute; non ti riconosci nella definizione di ex fascista?<br \/> &laquo;Non sono mai stato iscritto al Msi. Mi sentivo a casa mia, ma non ho mai militato&raquo;.<br \/> Hai fatto carriera al Secolo.<br \/> &laquo;Ero bravino&raquo;.<br \/> Comandavi gente come Fini, Gasparri&hellip;<br \/> &laquo;Fini aveva una buona penna, si occupava di politica interna&raquo;.<br \/> Correggevi i suoi pezzi?<br \/> &laquo;Spesso scrivevamo lo stesso &ldquo;pastone&rdquo;. Io mi occupavo dei partiti dalla Dc verso sinistra e lui dalla Dc verso destra. Poi univamo i due pezzi in un articolo solo&raquo;.<br \/> Gasparri com&rsquo;era?<br \/> &laquo;Come oggi. Uno che non si risparmia. Lavora di quantit&agrave;. Non ho mai visto nessuno fare il numero di telefonate che faceva lui&raquo;.<br \/> Chi era il direttore?<br \/> &laquo;Mimmo Tripodi, destra tradizionale, uomo d&rsquo;altri tempi, gran signore, sempre col sigaro in bocca. La mente del giornale era il caporedattore, Cesare Mantovani, una carriera politica nel Msi, rovinata da un cattivo carattere&raquo;.<br \/> Chi c&rsquo;era a quei tempi?<br \/> &laquo;Ricordo il grande Alberto Giovannini. Mi port&ograve; con s&eacute; al congresso dei socialisti a Verona, primi anni Ottanta. Non mise mai piede al congresso perch&eacute; aveva problemi polmonari molto forti. Io la sera andavo nel suo albergo, gli raccontavo come era andata e lui scriveva gli articoli di fondo&raquo;.<br \/> Perch&eacute; sei andato via?<br \/> &laquo;Tutti si stavano schierando, preparandosi per il dopo Almirante. Se fossi rimasto l&igrave; avrei dovuto fare politica. Tutte le volte che avevo provato ad uscire avevo trovato porte chiuse. Provai con Guido Paglia, capo del politico al Giornale di Montanelli. Mi disse: &ldquo;Sei bravo, brillante, ti leggiamo&rdquo;. Ma niente. Avevo il marchio del Secolo d&rsquo;Italia&raquo;.<br \/> Discriminazione?<br \/> &laquo;Al Convegno di Forze Nuove, corrente democristiana di Donat Cattin, non mi invitarono alla cena per la stampa. Per solidariet&agrave; vennero a mangiare con me, Enzo Iacopino e Giancarlo Perna&raquo;.<br \/> Non &egrave; una grande discriminazione&hellip;<br \/> &laquo;E infatti non faccio la vittima. Era solo per farti vivere il clima. Un giorno chiamai un collega di un quotidiano milanese per chiedergli un chiarimento su un suo pezzo . Mi rispose, educatamente: &ldquo;Scusami, non te la prendere, ma con uno del Secolo non parlo&rdquo;&raquo;.<br \/> Ci sono colleghi illustri usciti dal Secolo d&rsquo;Italia?<br \/> &laquo;Ci sono. Gaspare Barbiellini Amidei, Franco Cangini, Ottorino Gurgo, Enzo Iacopino, Massimo Magliaro, Bruno Socillo, Pippo Marra&raquo;.<br \/> Che cosa hai fatto quando ti sei dimesso?<br \/> &laquo;Radio e tv private. Poi mi assunse Pippo Marra, proprietario di Adn Kronos. Dopo due giorni che stavo l&igrave; mi telefon&ograve;: &ldquo;Devi andare di corsa al partito per una intervista&rdquo;. Io pensavo di dover andare al Msi. Invece lui intendeva il Psi&raquo;.<br \/> Chi erano i tuoi amici?<br \/> &laquo;Domenico Mennitti. Aderivo al suo gruppo Proposta, corrente filosocialista dell&rsquo;Msi&raquo;.<br \/> Filosocialista?<br \/> &laquo;La corrente della modernizzazione, dell&rsquo;apertura. I giovani leoni del gruppetto eravamo Gennaro Malgieri, Adolfo Urso e io&raquo;.<br \/> Dopo l&rsquo;Adn Kronos, la Rai.<br \/> &laquo;Avevo conosciuto Claudio Martelli. Gli davo una mano per l&rsquo;ufficio stampa. Paolo Gigante, capo del politico del Gr1 di Livio Zanetti si mise in testa di portarmi in Rai ma serviva una spinta. Chiesi a Martelli di telefonare al presidente Manca&raquo;.<br \/> Un missino in quota socialista.<br \/> &laquo;La telefonata di Martelli a Manca funzion&ograve;. Mi chiam&ograve; il capo del personale per la visita medica&raquo;.<br \/> Come a militare?<br \/> &laquo;Elettrocardiogramma e raggi X&raquo;.<br \/> E via con Zanetti.<br \/> &laquo;Un grande. Quando gli portavi una notizia si eccitava come un bambino&raquo;.<br \/> Fine delle discriminazioni. Sei diventato vicedirettore del Tg1 col centro-sinistra.<br \/> &laquo;La Rai del Polo, nel &lsquo;94, a me non ha dato niente. Quando arriv&ograve; Carlo Rossella, promosse tutti. Ma a me diceva: &ldquo;La prossima volta&rdquo;&raquo;.<br \/> Un carognone.<br \/> &laquo;Gli voglio molto bene. Non mi ha dato mai nulla ma mi ha fatto fare cose belle e importanti&raquo;.<br \/> Quando sei stato nominato direttore al Tg2, hai avuto una votazione di gradimento bulgara.<br \/> &laquo;105 s&igrave;, 15 tra no e astenuti&raquo;.<br \/> Come hai fatto?<br \/> &laquo;Ha vinto il mio buon approccio, la mia buona educazione&raquo;.<br \/> Qualcuno sostiene che la votazione bulgara fosse un messaggio polemico al precedente direttore, Clemente Mimun.<br \/> &laquo;Mimun ha governato il giornale per pi&ugrave; di 7 anni, forse c&rsquo;era un po&rsquo; di stanchezza. Sai la storia delle tre buste?&raquo;.<br \/> Racconta.<br \/> &laquo;Quando uno diventa direttore di telegiornale, il suo predecessore gli consegna tre buste e gli dice: aprine una ogni sei mesi. Dopo sei mesi apre la prima busta e c&rsquo;&egrave; scritto: &ldquo;Gli ascolti non vanno bene, cambia conduttori&rdquo;. E lui cambia i conduttori. Passano altri sei mesi, apre la seconda busta e c&rsquo;&egrave; scritto: &ldquo;Le cose ancora non vanno bene, cambia sigla&rdquo;. E lui cambia la sigla. Passano altri sei mesi, apre la terza busta e c&rsquo;&egrave; scritto: &ldquo;Prepara tre buste&rdquo;&raquo;.<br \/> Tra i giornalisti Rai ci sono molti voltagabbana?<br \/> &laquo;La Rai &egrave; stata per decenni abitata, occupata, frequentata da democristiani. Stando al centro non devono fare i salti mortali per adeguarsi. Un leggero dondolio ed &egrave; fatta. Basta dondolare lievemente verso destra o verso sinistra&raquo;.<br \/> Quando sei stato nominato direttore del Tg2 hai sentito il caldo respiro dell&rsquo;adulazione?<br \/> &laquo;Ancora prima&raquo;.<br \/> Adulazione preventiva.<br \/> &laquo;Molti colleghi del Tg2 mi telefonarono per dirmi che non vedevano l&rsquo;ora di lavorare con me&raquo;.<br \/> L&rsquo;adulazione &egrave; di destra o di sinistra?<br \/> &laquo;Non lo so&raquo;.<br \/> A destra c&rsquo;&egrave; il mito del capo. Obbedienza pronta, cieca ed assoluta.<br \/> &laquo;A destra, ogni testa pensante &egrave; un partito. Quando Almirante lanci&ograve; la campagna in favore della pena di morte, dissi che non ero d&rsquo;accordo e non avrei scritto nulla&raquo;.<br \/> Gli adulatori sui quali c&rsquo;&egrave; accordo generale, sono in Forza Italia: Schifani, Bondi, Vito&hellip;<br \/> &laquo;A qualcuno possono sembrare un po&rsquo; pi&ugrave; rozzi, meno raffinati. Ma che dire di quello che successe quando D&rsquo;Alema and&ograve; a Palazzo Chigi? Come &egrave; intelligente, come &egrave; bravo. E i Rondolino, i Velardi a costruire il mito&raquo;.<br \/> Chi &egrave; il principe dei voltagabbana?<br \/> &laquo;Ricordo un magistrato campano, Nicola Miraglia Del Giudice, che era stato eletto con Alleanza nazionale. In un giorno cambi&ograve; due partiti e la sera torn&ograve; con An. Aveva fatto il giro in 24 ore. Ma anche Angelo Sanza ha fatto il giro. Nel &rsquo;96 fu eletto col Polo nel mio collegio, poi partecip&ograve; al governo D&rsquo;Alema e poi, in quota Cossiga, si ripresent&ograve; col Polo. Se uno vuole orientarsi su ci&ograve; che succeder&agrave; nei prossimi mesi non ha che da telefonare a Sanza, la bussola politica umana&raquo;.<br \/> Altri voltagabbana?<br \/> &laquo;Dicono Ferrara ma sbagliano. Ferrara &egrave; la sinistra della destra. Ma potrebbe essere la destra della sinistra senza cambiare una virgola delle cose che scrive&raquo;.<br \/> Gli ex di Lotta Continua?<br \/> &laquo;Li conosco poco, conosco Paolo Liguori. Per un periodo ci siamo frequentati, anche se lui &egrave; romanista e lo &egrave; in modo becero&raquo;.<br \/> Gi&agrave;, tu sei laziale. Lazio di destra, Roma di sinistra.<br \/> &laquo;Sciocchezze messe in giro dai romanisti di sinistra&raquo;.<br \/> Mastella &egrave; un voltagabbana?<br \/> &laquo;Perch&eacute; sparare su di lui? Mastella deve ripresentarsi ai suoi elettori di Ceppaloni. &Egrave; il vantaggio della politica. Prima o poi c&rsquo;&egrave; la verifica&raquo;.<br \/> Guzzanti, Foa.<br \/> &laquo;Chi fa un percorso personale, politico, culturale, che comporta sofferenza non &egrave; un voltagabbana. In Guzzanti e Foa c&rsquo;&egrave; tutto questo. Altrimenti non scriverebbero editoriali in cui mettono a nudo se stessi. Non si nascondono&raquo;.<br \/> Allora trova un adulatore.<br \/> &laquo;Mah!&raquo;.<br \/> Uno sforzo.<br \/> &laquo;Dicono Anna La Rosa, ma &egrave; banale. Lei &egrave; una professionista che fa televisione in quel modo&raquo;.<br \/> Sicuro?<br \/> &laquo;Non &egrave; la mia televisione, ma va benissimo che la faccia. Io non sarei capace di farla&raquo;.<br \/> Anche tu sei garbato.<br \/> &laquo;Faccio sentire a loro agio gli ospiti, ma non li metto su un trono. Le domande che creano qualche problema bisogna farle&raquo;.<br \/> E Marzullo?<br \/> &laquo;Da Marzullo ci sono andato. La domanda insidiosa non la fa, gli sembra contro natura. Ma col suo sistema riesce a far parlare tutti&raquo;.<br \/> Che ne pensi della decisione di far fuori Santoro?<br \/> &laquo;Santoro io lo vedevo tutte le settimane. Non mi perdevo nemmeno una puntata. Adesso se ho un invito il venerd&igrave; sera, quando c&rsquo;&egrave; Socci o il marted&igrave; quando c&rsquo;&egrave; Floris, me ne vado tranquillamente a cena fuori&raquo;.<br \/> Hai fatto il vice di Giulio Borrelli, di Gad Lerner e di Albino Longhi. Con chi sei stato meglio?<br \/> &laquo;Con Borrelli, nei primi mesi, forte innovazione. E con Longhi, gran signore&raquo;.<br \/> E Lerner? Ci fu il caso del pranzo con Landolfi.<br \/> &laquo;Mario Landolfi, un amico, era stato appena nominato presidente della Commissione di vigilanza. Proposi a Gad Lerner di andare a pranzo con lui prima degli incontri formali che ci sarebbero stati&raquo;.<br \/> Idea malsana.<br \/> &laquo;Me ne sono pentito amaramente&raquo;.<br \/> Quando successe il fattaccio della pedofilia e delle immagini di bambini trasmesse dal Tg1, Gad Lerner si dimise con un polemico editoriale durante il quale accus&ograve; Landolfi di aver fatto pressioni, proprio durante quel pranzo, per assumere una giornalista.<br \/> &laquo;La maestria dell&rsquo;uomo. Si smise di parlare di pedofilia e si parl&ograve; di raccomandazioni&raquo;.<br \/> Come and&ograve; veramente?<br \/> &laquo;Landolfi disse: quando in settembre rivedr&agrave; le collaborazioni al telegiornale, valuti lei, mi segnalano questo nome, mi dicono che &egrave; brava, se riesce a continuare a farla lavorare mi fa una cortesia&raquo;.<br \/> Improvvido. Il controllore che chiede una cortesia al controllato.<br \/> &laquo;Una goccia nel mare di ci&ograve; che accade a chi dirige un Tg. Alcune Gad le aveva raccontate anche a me nei giorni della confidenza&raquo;.<br \/> Cosa?<br \/> &laquo;Grosse raccomandazioni avute da grossissimi personaggi&raquo;.<br \/> Nomi che adesso tu ci dirai.<br \/> &laquo;Ma nemmeno per sogno&raquo;.<br \/> Per&ograve; il presidente della Commissione di vigilanza che segnala una precaria&hellip; suvvia.<br \/> &laquo;Va bene, fu una leggerezza&raquo;.<br \/> Fu una cosa poco intelligente. Consegn&ograve; addirittura un foglietto con su scritto il nome.<br \/> &laquo;Ma quale foglietto. Durante il pranzo non ho visto nessun foglietto e nessun nome scritto&raquo;.<br \/> Il foglietto che Gad ha mostrato &egrave; un falso?<br \/> &laquo;Ha mostrato un foglio, non so che cosa ci fosse scritto sopra. Aspetto di vederlo stampato sui giornali&raquo;.<br \/> Le polemiche ti piacciono?<br \/> &laquo;Io mi ci butto spesso dentro. L&rsquo;estate scorsa avevo fatto un servizio citando alcune frasi di Malaparte su Togliatti e De Gasperi, tipo: attenti a quei due, sono esponenti del totalitarismo comunista e democristiano. Un certo Giuseppe Fioroni, della Margherita, se ne usc&igrave; dicendo: &ldquo;Il Tg2 attacca De Gasperi&rdquo;. Io gli risposi: &ldquo;Qualcuno spieghi all&rsquo;onorevole Fioroni che se uno fa una citazione di un suo pensiero, cosa molto improbabile, questo non significa che la pensi come lui&rdquo;. Altra polemica: a Ferragosto Emilio Fede, uscendo dalla villa di Berlusconi, disse alcune cose sgradevoli sui Ds, spiegando che ne aveva parlato col presidente. Alcuni Ds polemizzarono con Fede. E il Tg2 non dette conto n&eacute; di Fede n&eacute; dei Ds&raquo;.<br \/> Censura.<br \/> &laquo;Non ritenevo meritevole di un Tg una polemica tra Fede e Fassino. Questa cosa fu criticata da un politico. Allora andai in video e spiegai che i politici fanno la polemica con i politici, i giornalisti con i giornalisti e poi i Tg decidono se quelle polemiche sono meritevoli&raquo;.<br \/> Contraddizione: tu giornalista stavi facendo una polemica con un politico.<br \/> &laquo;Vero. E lo dissi. Dissi che c&rsquo;era un certo parlamentare, un certo signor G, lo chiamai cos&igrave;, che fa talmente tante volte la polemica con i giornalisti, che per lui potevo anche fare un&rsquo;eccezione&raquo;.<br \/> Chi era il signor G?<br \/> &laquo;Un simbolo. Gasparri? Gentiloni? Giulietti?&raquo;.<br \/> Mi stai prendendo in giro. Era Giulietti.<br \/> &laquo;Quella volta mi tolsi un sassolino dalla scarpa&raquo;.<br \/> C&rsquo;&egrave; qualcuno a destra che non ti piace?<br \/> &laquo;Non amo la volgarit&agrave;. L&rsquo;accostamento destra-volgarit&agrave; mi fa male perch&eacute; sento che a volte &egrave; vero&raquo;.<br \/> Nomi.<br \/> &laquo;Qualche leghista. Le affermazioni del sindaco di Treviso. I comizi di Borghezio&raquo;.<br \/> Hai molte proteste?<br \/> &laquo;Qualche lamentela. Una volta ospitammo la Moratti in studio per parlare della politica per fare rientrare i cervelli in Italia. La Commissione di vigilanza ci trasmise la garbata richiesta del predecessore della Moratti, l&rsquo;onorevole Berlinguer. Voleva essere intervistato anche lui&raquo;.<br \/> Gioco della torre. Baldassarre o Zaccaria?<br \/> &laquo;Salvo il mio presidente&raquo;.<br \/> &Egrave; stato tuo presidente anche Zaccaria.<br \/> &laquo;Finch&eacute; c&rsquo;era Celli come contropotere, come bilanciamento interno, mi piaceva. Dopo, alcune sue scelte mi hanno fatto impressione&raquo;.<br \/> Tipo?<br \/> &laquo;Raddoppiare lo spazio per Benigni da Biagi a tre giorni dalle elezioni, chiedere che Benigni andasse a spot anche dentro il Tg1 quella stessa sera. E poi la telefonata a Grillo per dirgli che doveva partecipare ad uno spettacolo in Rai perch&eacute; la democrazia era in pericolo. E la sua partecipazione al Palavobis solo pochi giorni dopo essere uscito dalla Rai? Sul camion come Eltsin a Mosca! Incredibile&raquo;.<br \/> Cofferati o D&rsquo;Alema?<br \/> &laquo;Salvo D&rsquo;Alema. &Egrave; il pi&ugrave; intelligente&raquo;.<br \/> Gli contestano la caduta del governo Prodi.<br \/> &laquo;Sapere di essere molto intelligenti fa commettere degli errori&raquo;.<br \/> Invece Cofferati?<br \/> &laquo;&Egrave; un buon leader per una buona minoranza. Gli riconosco il carisma, pi&ugrave; fisico che politico. Ma rischia di fare macerie del pi&ugrave; grande partito della sinistra, senza avere nessuna carica interna, senza seguire le procedure democratiche&raquo;.<br \/> Vincino o Forattini?<br \/> &laquo;Vincino talvolta &egrave; divertente, il Forattini di oggi quasi mai. Per&ograve; Vincino lo leggono in dieci e lo capiscono in tre&raquo;.<br \/> Altan o Vauro?<br \/> &laquo;Salvo Altan. Vauro &egrave; volgare e blasfemo&raquo;.<br \/> Costanzo o Vespa?<br \/> &laquo;Salvo Vespa&raquo;.<br \/> E Costanzo?<br \/> &laquo;Ha fatto magnifiche trasmissioni alla radio. Ha inventato la seconda serata tv con programmi innovativi, creativi, curiosi del prossimo&raquo;.<br \/> E allora?<br \/> &laquo;Oggi &egrave; un banalizzatore. La serialit&agrave; si salva solo se resistono curiosit&agrave; e creativit&agrave;. Ma ormai Costanzo ha messo il pilota automatico&raquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando il Tg2, nella rigida applicazione dello spoils system e della lottizzazione fu affidato alle cure della destra molti gridarono allo scandalo. In 40 anni di Tv non era mai successo. Direttore divent&ograve; Mauro Mazza, fino ad allora vicedirettore del Tg1 in quota An, giornalista iniziato alla scuola del Secolo d&rsquo;Italia. 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