{"id":834,"date":"2007-12-06T00:00:00","date_gmt":"2007-12-06T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=834"},"modified":"2010-09-23T09:51:41","modified_gmt":"2010-09-23T09:51:41","slug":"librointervista-a-francesco-cossiga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=834","title":{"rendered":"Francesco Cossiga"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><font size=\"3\" style=\"font-weight: bold;\">L&#8217;uomo che non c&#8217;&egrave;<\/p>\n<p><\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><img decoding=\"async\" hspace=\"5\" align=\"left\" src=\"\/public\/cossiga_cover.jpg\" alt=\"\" \/>Presidente, lei &egrave; matto?<\/p>\n<p>&quot;Chiariamo una cosa. Era &quot;matto&quot; anche Erasmo da Rotterdam. Era &quot;matto&quot; anche Tommaso Moro che tutti credevano che stesse scherzando e per rimanere fedele alla Chiesa cattolica si &egrave; fatto tagliare la testa dopo aver raggiunto l&#8217;apice del &quot;cursus honorum&quot; di un cittadino inglese dell&#8217;epoca&quot;.<\/p>\n<p>Rifaccio la domanda e lasciamo perdere Erasmo. lei &egrave; matto?<\/p>\n<p>&quot;La follia &egrave; un ingrediente necessario dell&#8217;intelligenza. Cos&igrave; come bisogna distinguere tra colti ed eruditi, gli eruditi sono quelli che hanno letto molto, i colti sono quelli che hanno letto e hanno dimenticato quello che hanno letto mantenendone il concetto e soprattutto il senso universale&hellip;&quot;<\/p>\n<p>Presidente, risponda, lei &egrave; matto?<br \/><!--more--><br \/>&quot;Io sono evoluto. Io soffro e ho sofferto di depressione. Vuole che le faccia un elenco dei grandi depressi della storia? Churchill, Roosevelt, Newton, Kafka, Dostojewsky&hellip;&quot;<\/p>\n<p>Non sar&agrave; matto ma si &egrave; certo montato la testa&hellip;<\/p>\n<p>&quot;La depressione pu&ograve; colpire solo persone molto intelligenti. Allora. Sai come &egrave; nata la voce della mia follia quando ero presidente della Repubblica? E&#8217; vero, io facevo cose un po&#8217; strambe. Ma perch&eacute; le facevo?&quot;<\/p>\n<p>Perch&eacute; le faceva?<\/p>\n<p>&quot;Perch&eacute; non avevo dietro di me potentati economici, n&eacute; potentati politici, n&eacute; potentati culturali. Ero stato abbandonato anche dalla Dc. Per farmi ascoltare dovevo fare follie, dovevo dire cose che avevano la forma della follia. Quello che per anni &egrave; stato il mio avversario ideologico, Luciano Violante, in un libro, ha detto che avevo previsto tutto rispetto a loro e che loro non vollero credermi. Come tutti i depressi io per&ograve; avevo una grande lucidit&agrave; intellettuale. Si dice che Newton abbia scoperto la legge di gravitazione universale durante una crisi di depressione&quot;.<\/p>\n<p>Risposte elusive.<\/p>\n<p>&quot;Ho fatto anche il matto. Per attirare l&#8217;attenzione, quando non mi stava a sentire nessuno&quot;.<\/p>\n<p>Quand&#8217;&egrave; che si &egrave; cominciato a dire che lei era matto?<\/p>\n<p>&quot; Vuole sapere l&#8217;origine storica? Quando ero ministro dell&#8217;Interno sono stato messo subito sotto controllo telefonico, fisico e ambientale dal servizio segreto militare. Volevano sapere cosa si facesse all&#8217;interno del ministero dell&#8217;Interno. E poi siccome ero cugino di Enrico Berlinguer, mi consideravano abbastanza pericoloso.<br \/>Poi sono diventato presidente del Senato e si &egrave; capito che ero sulla via per diventare presidente della Repubblica&hellip;&quot;<\/p>\n<p>Ma lei come sa che la spiavano?<\/p>\n<p>&quot;Hanno fatto in modo di farmelo sapere. Mi spiarono anche quando volle che andassi in Romania, rompendo la convenzione che vietava ai ministri dell&#8217;Interno e della Difesa di andare oltre la cortina di ferro&quot;.<\/p>\n<p>E lei perch&eacute; ha rotto la convenzione?<\/p>\n<p>&quot;Non l&#8217;ho rotta io ma il Governo. Ceausescu trescava con gli americani, gli americani mi chiesero di andarci. A  quei tempi Ceausescu era buono. I suoi lo hanno ammazzato per dire che era cattivissimo&quot;.<\/p>\n<p>Va bene, lei and&ograve; a trovare Ceausescu.<\/p>\n<p>&quot;E andai a visitare la famosa clinica della dottoressa Aslan. Quella del Gerovital. Usc&igrave; la notizia che ero andato l&agrave; per farmi l&#8217;elettroshock&quot;.<\/p>\n<p>Chi fece uscire questa notizia?<\/p>\n<p>&quot;Ciriaco De Mita, appena diventato presidente del Consiglio. Fu lui a telefonare ai giornali e a farla pubblicare&quot;.<\/p>\n<p>Ne ha mai parlato con De Mita?<\/p>\n<p>&quot;No, ma tutte le volte che De Mita vede mio figlio se lo prende sotto braccio e gli dice: &quot;Sai Peppino, tuo padre mi accusa di queste cose&hellip;Ma non &egrave; vero&quot;. E invece &egrave; vero&quot;.<\/p>\n<p>Sui giornali venivano pubblicate anche le opinione degli esperti per stabilire se lei era matto.<\/p>\n<p>&quot;E uno di loro era andato vicino alla verit&agrave;. Disse: &quot;Non &egrave; matto, ci fa&quot;. Lei sa che l&#8217;eutimico, che sarebbe il perfetto normale, &egrave; il  cretino! Il perfetto equilibrato &egrave; il cretino!&quot;<\/p>\n<p>Una volta lei ha detto : &quot;Io sono un pillolaro.&quot;<\/p>\n<p>&quot;E&#8217; vero. Io sono stato gravemente malato pi&ugrave; volte. E ho avuto 21 anestesie totali. Negli ultimi sette anni ho affrontato quattro operazioni molto delicate e gravi&#8230; Non so come sono ancora vivo! La bont&agrave; di Dio e la bravura dei medici&#8230;&quot;.<\/p>\n<p>Lei &egrave; un disastro!<\/p>\n<p>&quot;Forse mi danno la laurea honoris causa per questo, in medicina. La lectio magistralis avr&agrave; questo titolo: &#8216;La vita di un malato&#8217;&quot;.<\/p>\n<p>Quante lauree honoris le sono state conferite?<\/p>\n<p>&quot;26. Pi&ugrave; di Spadolini. Credo di essere quello che ne ha di pi&ugrave; in assoluto. Se Mussi non mi blocca quella in medicina arrivo a 27&quot;.<\/p>\n<p>Quella in medicina la meriti proprio.<\/p>\n<p>&quot;Sono un malato perfetto. Obbedisco sempre, mi fanno di tutto, non protesto nemmeno per i clisteri. Prendo 12 pillole al giorno&#8230;&quot;.<\/p>\n<p>Ultime malattie?<\/p>\n<p>&quot;Protesi all&#8217;anca perch&eacute; sono caduto discorrendo col Cardinale Arcivescovo della cattedrale di Zagabria. Mi hanno curato la frattura e poi mi hanno fatto la protesi. Cancro al retto. Mi hanno portato via 25 centimetri di intestino per&ograve; non mi hanno fatto la chemioterapia.<br \/>Malconformazione alla lingua. Tra vedere e non vedere mi hanno tagliato cinque cm di lingua! Quando ripresi a parlare Silvio Berlusconi mi chiam&ograve; e mi disse: &quot;Speravamo tutti che non potessi parlare pi&ugrave;!&quot; Ed io: &quot;E&#8217; peggio, se non parlo scrivo&quot;. Poi ho avuto questa cosa che stava per mettermi sulla sedia a rotelle. Si stava per interrompere il midollo cervicale a causa di una degenerazione ossea&#8230;&quot;.<\/p>\n<p>Non ha per&ograve; il salto della glottide.<\/p>\n<p>&quot;Come fa a saperlo?&quot;<\/p>\n<p>Sono un grande giornalista.<\/p>\n<p>&quot;Il salto della glottide ce l&#8217;hanno quasi tutti i sardi della Sardegna centrale. Per pronunciare certe parole usano come strumento vocale non solo la lingua ma anche la glottide&quot;.<\/p>\n<p>Fine della sua cartella clinica. E&#8217; guarito dalla depressione?<\/p>\n<p>&quot;Dalla depressione si guarisce sempre. Anche senza medicine e anche senza sostegno psicoterapico. Le medicine e il sostegno psicoterapico servono solo per fare soffrire di meno e abbreviare la malattia. Non capisce che cosa sia la depressione chi non l&#8217;ha mai avuta e chi non l&#8217;ha mai curata, chi non l&#8217;ha vissuta con un depresso&#8230;<\/p>\n<p>Il momento peggiore della depressione qual &egrave; stato?<\/p>\n<p>&quot;Ho avuto un momento pessimo. Insonnia, idee ossessive, i numeri, i nomi, come si chiamava quella che mi ha fatto l&#8217;intervista? Qual &egrave; il numero del telefono di mio figlio? Ma L&#8217;ossessivit&agrave; &egrave; anche la caratteristica del genio perch&eacute; il genio non pensa che a quello e non riesce a pensare ad altro. Ma io non sono un genio&quot;.<\/p>\n<p>Era depresso da ministro? E Da Presidente?<\/p>\n<p>&quot;Dopo che hanno ucciso Moro lo sono stato. Mi vennero i capelli bianchi. Mi svegliavo di notte urlando che ero stato io ad uccidererlo. Il che era &quot;fattualmente&quot; vero. Ero stato io a rappresentare con durezza la linea dell&#8217;intransigenza. E sapevo che la linea dell&#8217;intransigenza avrebbe portato quasi certamente all&#8217;uccisione di Moro. Quelli erano cattivi. Nella loro  mentalit&agrave; vetero-leninista-stalinista-astorica dovevano dimostrare la propria credibilit&agrave; con l&#8217;intransigenza anche &quot;teatrale&quot;, la prigione delpopolo, il giudizio. Non capirono che ci avrebbero messo in braghe ditela, noi e il Pci, se dopo l&#8217;appello di Paolo VI lo avesseroliberato&quot;.<\/p>\n<div style=\"direction: ltr;\">E&#8217; mai andato in analisi?<\/p>\n<p>&quot;Non analisi psicanalitica. Sono un antifreudiano, preferisco Jung, che faceva l&#8217;analisi psico-azionale-esistenziale. Ho fatto la psicoterapia. Per&ograve; ero troppo bravo e ad un certo punto il mio psichiatra ha detto: &quot;Ma Lei sta facendo la terapia a me o io a Lei?&quot;. Mi disse anche che sarei stato un bravo psichiatra&quot;.<\/p>\n<p>Per&ograve; ti sei fatto psicanalizzare dalle Iene.<\/p>\n<p>&quot;S&igrave;, da Alessia Marcuzzi. Mi telefon&ograve; Ricci e mi disse: &quot;Senta, se io le mandassi Alessia Marcuzzi per psicanalizzarla&#8230;&quot;  Venne Alessia, era vestita di nero con la cravatta, brutta, tanto che poi io gliene regalai una e lei mi ha detto che ce l&#8217;ha in una teca! Mi mette su questo lettino&hellip;lampade&#8230;e lei fu brava! Io poi le dissi: &quot;Ma senta, queste domande le ha inventate lei o gliene hanno preparate?&quot; E lei ment&igrave; e mi disse che le aveva inventate lei. Poverina, era triste. Io le dissi: &quot;Perch&eacute; &egrave; cos&igrave; triste?&quot; E lei: &quot;Non so se sposarmi&quot;.  &quot;Nel dubbio non ci si sposa&quot;. &quot;Ma &egrave; il padre del mio bambino&quot;.&quot;Non &egrave; un motivo sufficiente&quot;. &quot;Lei parla come mio padre e come mia madre&quot;.<\/p>\n<p>L&#8217;analisi della Marcuzzi com&#8217;&egrave; finita?<\/p>\n<p>&quot;Ottima. E&#8217; stata pubblicata in un libro dell&#8217;Einaudi&#8230;&quot;.<\/p>\n<p>Mi risulta che lei abbia fatto anche degli interventi in sede scientifica.<\/p>\n<p>&quot;All&#8217;universit&agrave; di Roma ho fatto una relazione ad un convegno di endocrinologi, andrologi e sessuologi sul tema vecchiezza e giovinezza. Io sostenni la tesi che la giovinezza &egrave; vivere la vecchiezza in quanto tale. Chi vuole vivere da ragazzino pur essendo vecchio &egrave; ridicolo&quot;.<\/p>\n<p>A chi sta pensando?<\/p>\n<p>&quot;Penso a molti! Anche a Silvio. Lo dica a lui; perch&eacute; lo dico sempre anche a lui&quot;.<\/p>\n<p>E poi?<\/p>\n<p>&quot;Poi consigliai di non cercare la scorciatoia del Viagra. Mi arriv&ograve; una gomitata dal preside della facolt&agrave;. Il convegno era finanziato dalla Pfifer, l&#8217;azienda produttrice del Viagra&quot;<\/p>\n<p>E&#8217; lei stesso a volte che racconta episodi che fanno pensare a lei come a un matto. Per esempio quando raccont&ograve; che nei giorni in cui si doveva formare il governo riceveva i politici a casa sua, nella sua camera da letto, seminudo&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Venivano alle sette! E alle sette mi trovavano in mutande. Lo chiamai il governo delle mutande!&quot;<\/p>\n<p>Era il governo D&#8217;Alema. Il governo che non era stato votato, come diceva Berlusconi.<\/p>\n<p>&quot;Per questo motivo anche a D&#8217;Alema vennero degli scrupoli la mattina in cui avrebbe dovuto ricevere l&#8217;incarico. Massimo &egrave; intelligente. Aveva capito che avrebbe creato malumori dentro al partito. Sia per questo democraticismo secondo il quale bisognava avere il &quot;lavaggio elettorale&quot; sia perch&eacute; lui stava per diventare il primo ex comunista presidente del Consiglio. Aveva ragione. Aveva capito che gliel&#8217;avrebbero fatta pagare. Quella mattina mi mand&ograve; Marco Minniti. Io dissi a Marco: &quot;Torna da lui e digli di non rompere i coglioni che io a Palazzo Chigi ce lo porto a calci in culo!&quot; Alla fine dissero: &quot;Cossiga ha dato l&#8217;incarico a D&#8217;Alema&quot;. Ma sai chi ha sbagliato?&quot;<\/p>\n<p>Chi?<\/p>\n<p>&quot;Berlusconi. Poteva astenersi, rendersi conto dell&#8217;esigenza del Paese. Se lo avesse fatto sarebbe anche lui entrato subito nella storia. E poi ha fallito anche l&#8217;appuntamento successivo: quando non ha permesso l&#8217;elezione di Massimo D&#8217;Alema a presidente della Repubblica&quot;<\/p>\n<p>Eppure D&#8217;Alema &egrave; sempre piaciuto a Berlusconi&hellip;<\/p>\n<p>&quot;Berlusconi ha un altissimo concetto di D&#8217;Alema, lo considera il meno fazioso, il pi&ugrave; intelligente e il pi&ugrave; onesto dei suoi avversari politici. Ha paura perch&eacute; &egrave; stato comunista. Berlusconi ha preso l&#8217;anticomunismo come metro della politica&quot;.<\/p>\n<p>Pi&ugrave; che il governo delle mutande fu il complotto delle mutande&hellip;<\/p>\n<p>&quot;Noi non abbiamo fatto nessun complotto, anche se non riusciremo mai a toglierlo dalla testa di Romano. Prodi &egrave; stato rovesciato da Rifondazione Comunista che temendo di andare alle elezioni non poteva continuare a sostenere la politica del rigore. Un giorno io fui chiamato da Massimo D&#8217;Alema che mi voleva parlare. Ci incontrammo, in modo segreto, in casa di Alfio Marchini, un appartamento nel quale si entrava da via Condotti e si usciva da via Frattina. E disse: &quot;Senti, noi ci siamo fatti sempre la guerra, per&ograve; siamo politici tutti e due. Cos&igrave; non si pu&ograve; continuare&quot;. Io per facilitare l&#8217;incarico a D&#8217;Alema parlai con gli americani e con gli inglesi, ci mettemmo subito d&#8217;accordo, parlai con Confindustria, parlai con Agnelli. Da qui la fissazione che sia stato un complotto D&#8217;alema-Cossiga-Cuccia-Romiti<wbr><\/wbr>-Marini. Ma non era vero. Io li ho sentiti certo. Per varare un governo con premier l&#8217;ex segretario della federazione giovanile comunista ci voleva il consenso di tutti. Non potevamo permetterci che i grandi organi di informazione ci si mettessero contro! Poi lui diede un segno invitandomi a Bologna alla festa dell&#8217;Unit&agrave;, rivolgendomi il saluto e definendomi un grande democratico. Io arrivai accompagnato da Enzo Carra. Loro mi volevano sul palco, vicino a Felipe Gonzales. Dissi: &quot;Non esageriamo&quot;. Bravi com&#8217;erano sgombrarono subito un settore e mi misero in un posto circondato da uomini del loro servizio di sicurezza e dai fedelissimi da Bologna&quot;.<\/p>\n<p>Avevano paura?<\/p>\n<p>&quot;Ma no! Per gli applausi! Quando D&#8217;Alema mi nomin&ograve;, tra gli applausi partirono anche due fischi. Due incauti che non avevano capito niente. D&#8217;Alema li zitt&igrave; malamente&quot;.<\/p>\n<p>A lei D&#8217;Alema piace proprio.<\/p>\n<p>&quot;Adesso ti dico una cosa che non ho mai detto a nessuno. Quando si dimise Prodi, e D&#8217;Alema aveva gi&agrave; avuto l&#8217;incarico, ci fu la visita di Giovanni Paolo II al Quirinale. Io chiamai Gaetano Giffuni e gli dissi: &quot;In prima fila ci deve essere Prodi, ma anche D&#8217;Alema. E D&#8217;Alema deve essere presentato al Papa&quot;. Problema. Come si fa? Presentiamo un comunista al Papa? Dissi: ci penso io.  Spiegai tutto a D&#8217;Alema: &quot;Appena ti presentano il Papa devi dire queste parole, se dici queste parole il Papa ti risponder&agrave; cos&igrave;.&quot; Tra la meraviglia di tutti D&#8217;Alema disse: &quot;Santo Padre, per me &egrave; un onore conoscerla e mi auguro che lei manterr&agrave; sempre la benevolenza che ha avuto nei confronti del mio Paese.&quot; E il Papa gli rispose: &quot; Presidente D&#8217;Alema, anche a me fa piacere conoscerla. Le rivolgo i miei migliori auguri per il suo prossimo governo&quot;. Insomma, il Papa ha benedetto il primo premier postcomunista&quot;.<\/p>\n<p>&#8230; SEGUE NELLE LIBRERIE<\/p><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo che non c&#8217;&egrave; Presidente, lei &egrave; matto? &quot;Chiariamo una cosa. Era &quot;matto&quot; anche Erasmo da Rotterdam. 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