{"id":848,"date":"2008-05-13T00:00:00","date_gmt":"2008-05-13T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=848"},"modified":"2010-09-04T17:47:52","modified_gmt":"2010-09-04T17:47:52","slug":"nichi-vendola-la-stampa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=848","title":{"rendered":"Nichi Vendola"},"content":{"rendered":"<p>I comunisti sono scomparsi. Non ce n&#8217;&egrave; pi&ugrave; nessuno in Parlamento. Il centrosinistra ha preso una batosta storica. Meno nove per cento rispetto al centrodestra. Il Campidoglio &egrave; stato conquistato da un ex fascista. Per la prima volta da sempre. Vale la pena di andarne a parlare con Nichi Vendola protagonista dell&#8217;ultima grande vittoria di un comunista in Italia, quando contro tutte le previsioni, tre anni, fa conquist&ograve; la poltrona di governatore delle Puglie, l&#8217;uomo che si &egrave; candidato alla successione di Bertinotti alla guida di Rifondazione.<\/p>\n<p><strong><b>Nichi<\/b>, salverai Rifondazione? Sembra un&#8217;impresa impossibile?<br \/><\/strong>\u00abNon &egrave; la prima volta che mi trovo ad incarnare il ruolo di chi partecipa a sfide impossibili. Dal punto di vista del rischio non sono turbato. Credo sia giusto adattarsi ad una condizione completamente nuova come quella di un partito schiantato e mettere a disposizione la mia immagine la cui popolarit&agrave; &egrave; molto oltre il recinto di Rifondazione per tentare un operazione che dica: la salvezza del mio partito non &egrave; un&#8217;operazione di restauro ma &egrave; la capacit&agrave; di riaprire il cantiere dell&#8217;innovazione politico culturale\u00bb. <br \/><!--more--><a name=\"more\"><\/a><br \/><strong>Le elezioni, un disastro\u2026<\/strong> <br \/>\u00abDifficile immaginare che potesse andare peggio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La sinistra &egrave; abituata a queste batoste\u2026<\/strong><br \/>\u00abNel corso di un quindicennio si &egrave; perso, e si &egrave; vinto, in un&#8217;altalena al cardiopalma. Questa epoca si &egrave; chiusa. Il nuovo ciclo &egrave; stabilmente, organicamente di destra. Queste elezioni offrono la radiografia di una formidabile egemonia culturale della destra\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il progetto di Veltroni\u2026<\/strong><br \/>\u00ab\u00c8 stato scardinato completamente. L&#8217;unico elemento di vittoria di Veltroni &egrave; la scomparsa della sinistra. Il vento di destra lo ha travolto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma la semplificazione della politica italiana\u2026<\/strong><br \/> \u00abVa bene. Gli &egrave; riuscito il bipolarismo. Ne &egrave; valsa la pena?\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La sua leadership ne esce rafforzata?<\/strong><br \/>\u00abNon c&#8217;&egrave; un automatismo tra esito elettorale e leadership di Veltroni. Siamo all&#8217;inizio di un percorso dagli esiti insondabili\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Proviamo a sondarli.<\/strong><br \/>\u00abNon riesco a fare previsioni. La natura neocentrista e moderata del Partito democratico non &egrave; un dato acquisito. Il Pd non &egrave; un partito-mummia. \u00c8 un corpo vivo, esposto alle intemperie della societ&agrave;. \u00c8 una partita aperta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che comincia con una sconfitta storica.<\/strong><br \/>\u00abIntanto bisogna operare il disoccultamento della sconfitta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;&egrave; qualcuno che la nasconde?<\/strong><br \/>\u00abNon la raccontano in tutta la sua asprezza. Si parla di un risultato importante, di una percentuale formidabile. Siamo davanti a un armamentario propagandistico fortemente consolatorio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Se la sinistra non si fosse presentata divisa in tanti partitini avrebbe raggiunto il 4 per cento.<\/strong><br \/>\u00abI nostri problemi vanno affrontati di petto, senza cercare capri espiatori. Se c&#8217;era la falce e martello\u2026 se non c&#8217;era Veltroni\u2026 argomenti da talk show\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Allora affrontiamoli di petto.<\/strong><br \/>\u00abNon c&#8217;&egrave; stato un commento dell&#8217;Arcobaleno alla sconfitta. Ognuno in ordine sparso ha commentato e si &egrave; tirato indietro. Prova che l&#8217;Arcobaleno non c&#8217;era, era un&#8217;illusione ottica, una cosa posticcia e artificiosa. Agli elettori siamo apparsi un residuo, un cimelio, un cumulo di velleit&agrave; e di inefficacia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tu resti un&#8217;immagine vincente di Rifondazione\u2026<\/strong><br \/>\u00abSono stato il simbolo di una somma di minoranze che non si sono poste in termini minoritari. Comunista, gay, cattolico dell&#8217;estrema sinistra\u2026 tutti filoni eterodossi. La sfida &egrave; stata identificare un nuovo popolo. Si vince e si perde solo ed esclusivamente sul piano dell&#8217;ideologia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le ideologie non hanno pi&ugrave; spazio\u2026<br \/><\/strong>\u00ab\u00c8 incredibile quello che scrivono i soloni\u2026i Galli della Loggia, i Panebianco\u2026\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Scrivono che le ideologie sono finite.<br \/><\/strong>\u00abE il berlusconismo che cos&#8217;&egrave;? La favola bella che cuce l&#8217;Italia delle mille corporazioni non &egrave; una straordinaria operazione ideologica? Berlusconi a quest&#8217;Italia cos&igrave; spaventata, regredita, ferita offre sogni e paure. I sogni dell&#8217;Isola dei Famosi e le paure dell&#8217;immigrato. Un mix straordinario\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E la sinistra che cosa ha offerto?<\/strong><br \/>\u00abUn discorso debole, ridondante, incapace di capovolgere l&#8217;ideologia berlusconiana\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A Berlusconi gliene hanno dette di tutti i colori.<\/strong><br \/> \u00abBerlusconi &egrave; una persona simpatica, geniale, che ha cambiato la storia politica italiana. Lo abbiamo demonizzato e non ci siamo accorti che il berlusconismo tracimava nei nostri accampamenti. Noi con Berlusconi ci siamo comportati come i liberali all&#8217;inizio del fascismo, schifiltosi nei confronti di quella maschia rudezza da suburbio sottoproletario\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Berlusconi ti piace?<\/strong><br \/>\u00abHa tutti i vizi e tutti i difetti a cui un uomo della mia parte deve dedicare la propria passione polemica. Storia sociale di un parvenu, grande improvvisatore, giocatore di azzardo, bugiardo cronico. \u00c8 un populista, un narcisista, un&#8217;esibizionista della ricchezza. Esibisce perfino le parti pi&ugrave; sconce del suo sistema di relazioni, tipo lo stalliere Mangano\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Detto questo\u2026<\/strong><br \/>\u00abHo conosciuto molti bugiardi cronici. Suscitano in me attenzione, qualche volta simpatia, spesso tenerezza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Veltroni sar&agrave; il leader della sinistra dei prossimi anni?<\/strong><br \/> \u00abVeltroni ha scelto un cammino che lo allontana dalla sinistra. Espellere la centralit&agrave; della questione del lavoro dalla propria cultura politica significa recidere le radici sociali dell&#8217;essere di sinistra. La bussola di Veltroni &egrave; un mix di radicalismo etico e moderatismo politico. C&#8217;&egrave; l&#8217;Africa ma non c&#8217;&egrave; la precarizzazione del mercato del lavoro. C&#8217;&egrave; la sete del mondo ma non c&#8217;&egrave; la privatizzazione dell&#8217;acqua in Italia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Si pens&ograve; a un certo punto che potesse venire la stagione di Cofferati\u2026<\/strong><br \/>\u00abSi tratt&ograve; di una abbaglio e di un&#8217;illusione ottica. Ho letto i discorsi di Cofferati e ne ho tratto un&#8217;impressione di superficialit&agrave; e schematismo. Sotto il vestito niente. Cofferati &egrave; quello dei lavavetri. Ha anticipato, per molti versi, la conversione neomoderata del Pd e la sussunzione di pezzi interi della cultura tipica della destra\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa vuol dire oggi essere comunista?<\/strong><br \/>\u00abVuol dire porsi molte domande, sapere che la qualit&agrave; della vita &egrave; sempre legata alla condizione del lavoro, allo sfruttamento. Evitare qualunque feticcio politico. Una visione feticistica della politica &egrave; quanto di meno comunista ci possa essere. Mummie, naftalina, asfissia, gulag\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Esistono ancora i proletari?<\/strong><br \/>\u00abEsistono molti pi&ugrave; proletari che nel passato, in forme nuove\u00bb.<\/p>\n<p><strong><b>Nichi<\/b> vuol dire Nicola o Nikita?<\/strong><br \/>\u00abMi hanno battezzato Nicola e mi hanno subito chiamato Nikita\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Padre comunista, evidentemente.<\/strong><br \/>\u00abEra andato a combattere per l&#8217;impero fascista. E nella guerra aveva maturato il suo comunismo. Mio nonno era proprietario di una cava di pietre. Undici figli. Mia madre viveva un po&#8217; meglio perch&eacute; il nonno era impiegato comunale e piccolo proprietario terriero. Una vita morigerata, molto povera\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cattolici?<\/strong><br \/>\u00abMio padre rimboccava le coperte a noi tre figli maschi, fino all&#8217;et&agrave; maggiore, chiedendoci: &#8220;Avete detto le preghiere?&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ricordi della giovent&ugrave;?<\/strong><br \/>\u00abLa felicit&agrave; di divorare libri che prendevo in biblioteca e la frustrazione di non poter divorare musica perch&eacute; non avevo il giradischi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il lavoro?<\/strong><br \/>\u00abA quattordici anni vendevo corsi di lingue. A sedici facevo il cameriere l&#8217;estate. Correggevo bozze per la De Donato. Vendevo libri Boringhieri, Einaudi, Editori Riuniti\u00bb.<\/p>\n<p>    <strong>E poi il giornalismo.<\/strong><br \/>\u00abLa citt&agrave; futura, quella diretta da Adornato. Poi Rinascita\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Su Liberazione per anni hai scritto una rubrica che si chiamava \u00abIl dito nell&#8217;occhio\u00bb. Caustica, quasi violenta\u2026<\/strong><br \/> \u00abLa leggevano tutti\u2026 Ho meritato alcuni attacchi di Giampaolo Pansa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Li ricordi?<\/strong><br \/>\u00abFu abbastanza sgradevole. Ma non voglio entrare in polemica di nuovo con Pansa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Perch&eacute;?<\/strong><br \/> \u00abPerch&eacute; &egrave; livoroso, &egrave; cattivo. Ha perso la trebisonda. Insulta. Dopo essere stato pi&ugrave; o meno interno al Pci, &egrave; diventato anticomunista. Ma ha trattenuto una specie di virus stalinista, uno stalinismo della semplificazione, della politica spettacolo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tu invece?<\/strong><br \/>\u00abVengo da una cultura politica che ha molto odiato. E non voglio pi&ugrave; odiare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando avvenne il tuo coming out?<\/strong><br \/>\u00abNel Settantotto. Avevo vent&#8217;anni. A Terlizzi, che non era Roma. Fu un massacro sociale, politico, familiare. Era un mondo in cui ancora molti pensavano che per i gay si dovesse chiamare il medico, l&#8217;ambulanza, lo psichiatra. Da qualche parte gli omosessuali venivano curati con l&#8217;elettroshock\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Grillini racconta che perfino nella sua Romagna\u2026<\/strong><br \/>\u00abSoprattutto nella sua Romagna. La Romagna &egrave; lo strapaese. Il Sud da questo punto di vista &egrave; sempre stato pi&ugrave; avanzato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;omosessualit&agrave; e la religione sono una miscela esplosiva. Tu sei gay e cattolico\u2026<\/strong><br \/> \u00abBasta bonificare la propria spiritualit&agrave; dai sensi di colpa. E non vivere a cavallo tra dannazione e redenzione alla maniera di uno Zeffirelli, o meglio ancora di un Testori\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tu avevi una certa speranza in Ratzinger. Il Papa vive costantemente a un millimetro dallo Spirito Santo, hai scritto.<\/strong><br \/> \u00abHo pensato che potesse accadere quello che a volte accade. Che uomini dal pensiero fortemente conservatore potessero, per la vicinanza con lo Spirito Santo, assurgere ad un magistero inedito. Come Giovanni XXIII che veniva da una storia di conservatorismo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Invece sei deluso.<\/strong><br \/>\u00abNon posso dire di essere incoraggiato da questo inizio di pontificato. Quello che mi delude soprattutto &egrave; l&#8217;eccesso di dimestichezza della Chiesa con i poteri temporali. E il suo bisogno di avere successo. Di misurare i rapporti di forza nelle piazze. Io amo molto un&#8217;idea catacombale di chiesa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Hai detto: passer&agrave; del tempo prima che il Papa pronunci parole evangeliche.<\/strong><br \/>\u00abSe l&#8217;ho detto l&#8217;ho detto tanti anni fa. Non su Ratzinger. Non ho mai detto cose imprudenti e non consone al ruolo che ricopro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Perch&eacute;, come dice la Bignardi, ti sei imborghesito\u2026<\/strong><br \/>\u00abConsidero importante l&#8217;uso cauto e sorvegliato delle parole. E penso che si debba avere la considerazione dei ruoli\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Grillini si &egrave; presentato alle comunali di Roma ed ha preso lo 0,9 per cento. La comunit&agrave; gay romana\u2026<\/strong><br \/> \u00abLa comunit&agrave; gay non &egrave; un soggetto coeso. Non sono state sempre rose e fiori i rapporti interni. Grillini ha una storia nella comunit&agrave; gay bolognese e nell&#8217;Arcigay nazionale. La comunit&agrave; gay romana &egrave; una cosa pi&ugrave; complicata. Non avranno preso bene il fatto che si presentava con i socialisti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tu sei amico di Grillo\u2026<\/strong><br \/>\u00abSono suo amico, gli voglio molto bene ma non mi piace la cultura del vaffanculo, non mi piace il giustizialismo. Gli urlatori non aiutano a trovare soluzioni giuste per problemi complessi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Indignarsi &egrave; cos&igrave; sbagliato?<\/strong><br \/>\u00abCerto che dobbiamo incazzarci. Ma il mondo non pu&ograve; essere affrontato solo con l&#8217;indignazione. Il rischio &egrave; che ciascuno si senta un leone che deve divorare il suo cristiano\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ti piacciono i talk show televisivi?<\/strong><br \/>\u00abMi piacciono L&#8217;infedele, Matrix, Otto e mezzo, mi piacciono moltissimo Le invasioni Barbariche\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quindi non ti piacciono Vespa, Floris e Santoro\u2026<\/strong><br \/> \u00abTu l&#8217;hai detto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ha senso la presenza di una come la Binetti in un partito progressista?<\/strong><br \/>\u00ab\u00c8 una contraddizione degli altri\u00bb<\/p>\n<p><strong>Comunque &egrave; una contraddizione\u2026<\/strong><br \/>\u00abPare evidente. Ma non lo dico io che la Binetti &egrave; una contraddizione, lo dicono tantissimi nel Pd. Anche se con l&#8217;andar del tempo, di svolta in svolta, la Binetti &egrave; sempre meno un corpo estraneo nel Pd\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ho letto di te che \u00abrischi di diventare uno Schwarzenegger di sinistra: outsider, trasversale, di grande immagine, popolare e ipermoderno\u00bb.<\/strong><br \/>\u00abIl modello di costruzione del consenso da quelle parti &egrave; molto diverso. Io ho costruito il mio successo uscendo fuori dai recinti dei miei accampamenti politico-culturali. Ho preso sicuramente molti voti anche a destra. E al centro. Senza snaturarmi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sicuro?<\/strong><br \/>\u00abNei manifesti elettorali mi sono dichiarato diverso, estremista, pericoloso\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Magari era un trucco\u2026<\/strong><br \/>\u00abNon mi sono tolto nemmeno l&#8217;orecchino\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E l&#8217;anello al pollice?<\/strong><br \/> \u00abL&#8217;ho messo dopo aver vinto. Me l&#8217;ha regalato un pescatore di Mola di Bari. Era la la fede di sua madre. Io l&#8217;ho messa al pollice, una specie di matrimonio col popolo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tu sei un poeta\u2026<\/strong><br \/> \u00abHo pubblicato quattro libri di poesie\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sei il Bondi della sinistra\u2026<\/strong><br \/>\u00abQuesta non dovevi dirla. Ho frequentato scuole poetiche di livello. Il mio maestro era Dario Bellezza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Gioco della Torre. Diliberto o Rizzo?<\/strong><br \/> \u00abNon c&#8217;&egrave; bisogno che dica io delle cose orrende di Rizzo, basta lui. Parla da solo. \u00c8 impresentabile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Bondi o Cicchitto?<\/strong><br \/>\u00abBondi &egrave; simpaticissimo, fa tenerezza. Cicchitto &egrave; fastidioso, una specie di orticaria\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Forleo o De Magistris?<\/strong><br \/>\u00abA me non piacciono i magistrati che parlano, che partecipano, che vanno ai talk show. Il rito giudiziario deve riguadagnare la sua solennit&agrave; e la sua discrezione. E allontanarsi il pi&ugrave; possibile da ci&ograve; che assomiglia ai processi di piazza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Buttiglione o Tremaglia?<\/strong><br \/>\u00abSono due sfumature della stessa paura. L&#8217;omofobia pu&ograve; essere esercitata con la grevit&agrave; del linguaggio da caserma di Tremaglia o con le sepolcrali ipocrisie di Buttiglione\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I comunisti sono scomparsi. Non ce n&#8217;&egrave; pi&ugrave; nessuno in Parlamento. Il centrosinistra ha preso una batosta storica. 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