{"id":851,"date":"2008-09-09T14:38:07","date_gmt":"2008-09-09T14:38:07","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=851"},"modified":"2010-09-23T09:47:36","modified_gmt":"2010-09-23T09:47:36","slug":"librointervista-a-mogol-il-mio-amico-lucio-battisti000369-txtmogol20080909csf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=851","title":{"rendered":"Mogol: \u201cIl mio amico Lucio Battisti\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Perch&eacute; l&#8217;autore della musica si chiama autore della musica e l&#8217;autore delle parole si chiama paroliere?<\/p>\n<p>  L&#8217;autore della musica per la Siae si chiama compositore. Chiamare l&#8217;autore dei testi &quot;paroliere&quot; &egrave; un tentativo di dequalificazione. &Egrave; mancanza di rispetto. Noi non possiamo opporre che un richiamo civile, che rimane inascoltato. Chi usa il termine &quot;paroliere&quot; &egrave; un uomo insensibile e anche un po&#8217; ignorante. Tutte le volte che leggete &quot;paroliere&quot; pensate che &egrave; una parola scritta da una persona ignorante o, peggio, volontariamente irrispettosa. <\/p>\n<p> Non sei un po&#8217; esagerato? <\/p>\n<p> Esagerato? No. Sarebbe come definire i giornalisti scribacchini. <\/p>\n<p> Come vuoi essere chiamato? <\/p>\n<p>    Autore. Nel mondo della musica autore &egrave; colui che scrive i testi. <\/p>\n<p> Ma nessuno chiamava compositore Battisti. <\/p>\n<p> Perch&eacute; lui era compositore e cantante e arrangiatore. <\/p>\n<p> E come andrebbe chiamato uno cos&igrave;? <\/p>\n<p> Musicista. Un termine che prende tutto, molto nobile. <br \/><!--more--><br \/> A te non piace nemmeno la parola cantautore. <\/p>\n<p> I cantautori io li chiamo artisti. <\/p>\n<p> Che rapporto c&#8217;&egrave; tra testo e musica? <\/p>\n<p> Io dico agli allievi: &laquo;Cercate il testo che c&#8217;&egrave; scritto nella musica&raquo;. La musica, se &egrave; bella, dice delle cose che sfuggono al compositore. Tocca all&#8217;autore dei testi trovarle. Servendosi della sua vita. <\/p>\n<p> L&#8217;autore delle parole sarebbe un maieuta che cerca dentro la musicale parole che quella musica contiene? <\/p>\n<p> L&#8217;autore delle parole riceve una spinta forte sull&#8217;onda di una colonna sonora che gli fa rivivere dei passi della sua <\/p>\n<p> Tu scrivi le parole canticchiandole sopra la musica&hellip; Spesso lo fai  in macchina&hellip; <\/p>\n<p> Una, Molecole, musica di Lavezzi, l&#8217;ho scritta al cinema mentre vedevo un film, al buio. Facevo una fatica enorme perch&eacute; dovevo ricordarmi a memoria la musica. <\/p>\n<p> Che film era? <\/p>\n<p> Il film ovviamente non l&#8217;ho visto. Il cinema era il Mignon  di Milano. <\/p>\n<p> E in macchina? <\/p>\n<p> Molte ne scrivo guidando. <\/p>\n<p>Emozioni l&#8217;hai scritta guidando&hellip; <\/p>\n<p> L&#8217;ho scritta met&agrave; al Dosso, la mia casa di campagna a  Molteno. L&#8217;altra met&agrave; sulla strada per Genova, dalle parti di  Ovada, guidando la mia giardinetta 500 con a bordo i miei  figli e mia moglie. Ripetevo musica e parole a mente, finch&eacute;  non l&#8217;imparai a memoria. <\/p>\n<p> Altre? <\/p>\n<p> Una canzone che poi cant&ograve; Celentano mi commosse, Le  parole che non ti ho detto mai . La musica era di Gianni Bella. Il  testo parlava del fatto che morivo e spiegavo a una donna,  la mia compagna di allora, che cosa mi sarei aspettato da  lei. L&#8217;avevo scritta col cuore e mi misi a piangere. Da solo,  in macchina, al volante. &Egrave; l&#8217;unica volta che mi &egrave; capitata  una cosa del genere. <\/p>\n<p> Anche E penso a te&hellip; <\/p>\n<p> L&#8217;ho scritta nei diciannove minuti di autostrada tra  Milano e Como. Eravamo su una macchina piccolissima.  Uno guidava. Lucio stava davanti e io dietro. Lucio canticchiava  davanti e io trovavo le parole dietro. <\/p>\n<p> Le parole poi le riscriveva sempre Lucio&hellip; <\/p>\n<p> Alle fine le ricopiava in bella. Lui era un precisino.  Preferiva riscriverle con la sua calligrafia, magari perch&eacute; la  mia non sempre era leggibile. <\/p>\n<p> Avete mai fatto qualche errore? <\/p>\n<p> Nell&#8217;album Anima latina c&#8217;erano canzoni bellissime.  Lucio abbass&ograve; la voce nel missaggio, per cui si faceva fatica  a capire le parole delle canzoni. Purtroppo vendette  molto meno, nonostante fosse uno dei dischi pi&ugrave; belli. <\/p>\n<p> E non hai chiesto a Lucio perch&eacute; l&#8217;aveva fatto? <\/p>\n<p> Certo che glielo chiesi. Mi rispose: &laquo;Cos&igrave; cercheranno di  capire le parole prestando pi&ugrave; attenzione&raquo;. <\/p>\n<p> Sembrerebbe una sciocchezza. <\/p>\n<p> Era una chiara volont&agrave; di spingere tutti a cercare di capire  che cosa diceva il testo. <\/p>\n<p> Ma se abbassi il volume non capisci proprio niente. <\/p>\n<p> Io infatti non ero d&#8217;accordo, gli dissi che non era un&#8217;idea  felice. E lui non lo fece pi&ugrave;. Si persero due terzi delle vendite  a causa di quella idea. Era un album straordinario.  C&#8217;era Anonimo, la storia della mia infanzia, il cane che mi  aveva messo un dente nella palpebra e mio padre che pensava  che mi avesse mangiato l&#8217;occhio, e la ragazza di ventitr&eacute;  anni che era rimasta sola e c&#8217;erano gli americani che  andavano e venivano, lei era giovane e io la vedevo che era  rossa in viso e stendeva i panni e vedevo le gambe nude.  Ero un bambino. <\/p>\n<p> Hai mai scritto una musica, magari solo per gioco&hellip; <\/p>\n<p> Mai. Ho scritto un pezzettino di musica. Ma mi vergogno.  Non dir&ograve; mai quale, n&eacute; il titolo n&eacute; l&#8217;autore. Se la canto,  ridete tutti. <\/p>\n<p> Perch&eacute;, &egrave; brutta? <\/p>\n<p> S&igrave;, &egrave; molto brutta. <\/p>\n<p> Ma che cosa &egrave;? <\/p>\n<p> &Egrave; un pezzettino di una cosa musicale molto famosa. <\/p>\n<p> La sigla dell&#8217;Eurovisione, quella di Carosello, quella del Tg1? <\/p>\n<p> &Egrave; molto famosa ma &egrave; la parte meno bella di una canzone  splendida, che tutti per&ograve; conoscono. &Egrave; un&#8217;aggiuntina  che ho fatto. <\/p>\n<p> &Egrave; una canzone comunque? <\/p>\n<p> &Egrave; un pezzo musicale. Se l&#8217;avesse fatto quello che ha fatto  la canzone, l&#8217;avrebbe scritto meglio. Quel pezzettino l&igrave;  muore con me. Non lo sapr&agrave; mai nessuno. Sono tre-quattro  battute, si ripetono, una cosa piccola. Sarebbe immorale  dirlo. <\/p>\n<p> Hai firmato anche il testo di una canzone senza parole. <\/p>\n<p> Battisti aveva scritto una canzone che non mi piaceva,     Ultradivagazioni elettroniche . Io non volli scrivere le parole. Mi  disse: &laquo;Dimmi almeno il titolo&raquo;. Io dissi: &laquo;&Egrave; da bruciare.  Chiamala Il fuoco&raquo;. Divenne il titolo della canzone, solo  musica. E lui volle lo stesso darmi i diritti perch&eacute; gli avevo  dato il titolo. Cos&igrave; la firmai. <\/p>\n<p> Non &egrave; l&#8217;unica canzone con sola musica. <\/p>\n<p> Io insistevo perch&eacute; lui scrivesse anche solo musica.  Qualche volta lo faceva. Poi gli sceglievo i titoli, perch&eacute; lui  aveva questa voglia di stare sempre insieme artisticamente.  Io facevo dei titoli lunghissimi per accontentarlo. C&#8217;era tra  di noi un sentimento nobile. <\/p>\n<p> Viene da pensare che Battisti scrivesse la musica molto influenzato  da te. <\/p>\n<p> Dopo ogni album ci trovavamo per commentare che  cos&#8217;era successo e come impostare un nuovo discorso.  Quella era la fase in cui io commentavo e influenzavo forse  un po&#8217; le sue scelte musicali. <\/p>\n<p> Come scrivevate le canzoni? <\/p>\n<p> Lucio veniva con le musiche. Io ci mettevo sopra le parole.  Il giorno dopo la canzone era nata. Lucio &egrave; l&#8217;unico autore  con cui ho lavorato che il giorno dopo che io gli avevo  consegnato le parole si presentava senza foglietti. E cantava  a memoria. Lui tornava a casa e il mattino dopo me la  cantava tutta. L&#8217;assorbiva in una notte. Una volta mi disse:  Quando c&#8217;&egrave; una nuova canzone, io la canto e me la incido  quattro volte. Poi la risento nei quattro modi in cui l&#8217;ho  cantata. Quella che mi stanca di meno, la scelgo&raquo;. <\/p>\n<p> &Egrave; vero che le canzoni appena composte le facevate ascoltare per  primo a un amico giardiniere? <\/p>\n<p> Pier Luigi Ratti, un architetto giardiniere. Ha un&#8217;impresa  grande: vivai, giardini, fa addobbi per i presidenti americani.  Fa i pi&ugrave; importanti matrimoni nel mondo. Spesso andavamo  a cena da lui e da sua moglie Elena, e gli facevamo  ascoltare la canzone appena scritta. Pier Luigi &egrave; molto  dolce, Elena &egrave; di polso. Le ho dedicato una canzone in cui  lui &egrave; obbligato a far tutto quello che lei gli dice. Una canzone  buffissima. <\/p>\n<p> Qualcun altro ascoltava le canzoni appena composte? <\/p>\n<p> Quelli dell&#8217;Istituto dei Tumori. Andavamo l&agrave;, io e Lucio,  io presentavo e lui cantava tutto l&#8217;album ancora prima di  inciderlo. Stare vicino a chi soffre &egrave; una cosa fantastica. &Egrave;  consolante anche per te.<br \/><font size=\"3\" style=\"font-weight: bold;\"><br \/>Continua in libreria, in <a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788874243426\/sabelli-fioretti-claudio\/mogol-mio-amico.html\">IBS<\/a> e in <a href=\"http:\/\/www.unilibro.it\/find_buy\/Scheda\/libreria\/autore-sabelli_fioretti_claudio\/sku-12841220\/mogol_parlo_ancora_con_battisti_.htm\" target=\"_blank\">Unilibro<\/a><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch&eacute; l&#8217;autore della musica si chiama autore della musica e l&#8217;autore delle parole si chiama paroliere? L&#8217;autore della musica per la Siae si chiama compositore. Chiamare l&#8217;autore dei testi &quot;paroliere&quot; &egrave; un tentativo di dequalificazione. &Egrave; mancanza di rispetto. Noi non possiamo opporre che un richiamo civile, che rimane inascoltato. 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