{"id":866,"date":"2001-09-01T00:00:00","date_gmt":"2001-09-01T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=866"},"modified":"2010-09-28T14:39:10","modified_gmt":"2010-09-28T14:39:10","slug":"lanfranco-pace-corsera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/interviste.sabellifioretti.it\/?p=866","title":{"rendered":"Lanfranco Pace"},"content":{"rendered":"<p>Nel garage, davanti al presidente della Dc Aldo Moro rannicchiato nel bagagliaio della Renault rossa, Mario Moretti, capo delle Brigate Rosse, era in preda a una crisi di panico. Gli tremavano le mani. Prov&ograve; lo stesso a sparare ma la pistola si incepp&ograve;. Moretti rivolse uno sguardo in cerca di aiuto verso Prospero Gallinari. Ma Gallinari singhiozzava. Germano Maccari scans&ograve; sia Moretti sia Gallinari e si fece avanti con la mitraglietta Skorpion. Sono gli ultimi cinque secondi della vita di Aldo Moro. <!--more--><br \/>Li rivela, come in una tragica scena di un film di azione, Lanfranco Pace in una intervista che uscir&agrave; domani su Sette: &laquo;Me lo raccont&ograve; Maccari stesso prima del suo processo. Era indeciso se dire ai giudici la verit&agrave;. Poi non lo fece. Ora che &egrave; morto mi sento libero di farlo io&raquo;, dice Pace. Sembra cadere cos&igrave; anche uno degli ultimi misteri sul sequestro e l&#8217; omicidio di Aldo Moro. Non sarebbe stato dunque Mario Moretti a porre termine alla sua vita ma Germano Maccari, una figura che finora era rimasta piuttosto nell&#8217; ombra. Germano Maccari &egrave; morto dieci giorni fa in carcere. Per questo Lanfranco Pace, figura di spicco di Potere Operaio e di Autonomia Operaia, insieme a Franco Piperno e Oreste Scalzone, si sente libero di restituire l&#8217; ultimo spicchio di verit&agrave; alla ricostruzione storica degli anni di piombo e racconta. Germano Maccari era il famoso &laquo;quarto uomo&raquo;, che insieme a Mario Moretti, Prospero Gallinari e ad Anna Laura Braghetti, aveva tenuto prigioniero Moro per&nbsp; 55 giorni nel covo di via Montalcini. Nelle Brigate Rosse era arrivato solo da pochi mesi, reclutato da Valerio Morucci che lo aveva presentato a Moretti. La sua freddezza e la sua preparazione militare avevano colpito i brigatisti. Che per&ograve; lo usarono solamente per il sequestro Moro. Con il falso nome di &laquo;ingegner Altobelli&raquo; fu Maccari ad allestire e insonorizzare il &laquo;carcere del popolo&raquo; dove fu tenuto prigioniero il presidente della Democrazia cristiana. &laquo;Maccari era contrario a uccidere Moro&raquo;, ha raccontato Lanfranco Pace a Sette ricordando le parole che gli disse il suo amico qualche giorno prima del processo. &laquo;Considerava quell&#8217; omicidio una ignominia assoluta. Per&ograve; prese su di s&eacute; il peso di quella decisione tremenda, perch&eacute; si riteneva un soldato. Dopo 48 ore abbandon&ograve; le Brigate Rosse. Io lo incontrai all&#8217; universit&agrave; la settimana successiva. Era irriconoscibile. Gli erano diventati tutti i capelli bianchi&raquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel garage, davanti al presidente della Dc Aldo Moro rannicchiato nel bagagliaio della Renault rossa, Mario Moretti, capo delle Brigate Rosse, era in preda a una crisi di panico. Gli tremavano le mani. Prov&ograve; lo stesso a sparare ma la pistola si incepp&ograve;. Moretti rivolse uno sguardo in cerca di aiuto verso Prospero Gallinari. 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