Un esperimento: intervistare Iva Zanicchi da dentro una stanza di Clubhouse, che è l’ultima trovata in tema di social. La nostra stanza di Clubhouse si chiama “Cazzoni Stonati”. Prima perché siamo cazzoni e poi perché siamo stonati. Facile no? Affrontiamo tutti i temi in maniera leggera e scanzonata. E ogni tanto ci facciamo prendere dalla fregola di cantare. L’intervista ha un’altra caratteristica “rivoluzionaria”. Prendiamo una mia vecchia intervista e andiamo a riesaminarla, a confrontarla col tempo che è passato, a controllare se ci sono frasi desuete, bugie, pentimenti, previsioni azzeccate e cose del genere. Insomma andiamo a farle un “tagliando”. Iva Zanicchi, intervistata da me 17 anni fa, entra nella stanza con un po’ di ansia.

IVA. E’ tutto il giorno che ho un patema d’animo, un’agitazione. Pensavo di non riuscire ad aprire tutte queste camere, queste cose, adesso ho imparato bene. Ho pigiato sulle mattonelle giuste.

SABELLI FIORETTI. Adesso sei tranquilla?

Adesso ho capito tutto. Pensa che io deficiente pensavo che ci si vedesse e mi sono tutta truccata. Ma ti rendi conto? Poi è venuta mia nipote che mi ha detto: nonna guarda che non ti vedono mica, ti sentono solo. E no, bestia, è tutto il giorno che mi trucco! Mi sono messa perfino la ciglia finta per te. Va bene, partiamo, non dico parolacce.

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[csf ::: 15:17] [Commenti]
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E’ la politica più “fumantina” che ci sia in Italia. In televisione non fa altro che litigare. A molti è antipatica. Per altri è quella che non le manda a dire, non fa sconti a nessuno. I suoi avversari, quando non sanno che pesci prendere, dicono che è fascista e che è brutta. Lei si è inserita nel filone che parte dal postfascismo e attraverso il Msi e Avanguardia Nazionale è approdata al suo partito “personale”, Fratelli d’Italia. Un litigio dietro l’altro, Giorgia Meloni si è affermata e adesso si appresta a fare il grande sorpasso, lasciando dietro di sé addirittura Berlusconi.

Giorgia, facciamo fuori il problema della litigiosità.

Quando mi arrabbio mi arrabbio, e faccio la faccia aggrottata. Ma sono più simpatica di quanto sembri.

In tv ti vediamo sempre cattiva.

Sono timida. La postura aggressiva è una reazione. Adesso meno. Però…

Però?

Sono rigida soprattutto con me stessa. E sono pesante.

Cesare Romiti ha detto che da quando sei mamma ti sei addolcita anche politicamente. Potresti diventare leader della destra moderata.

La maternità ha ridato alle cose le giuste priorità. Prima c’erano la vita o la morte. Adesso prendo tutto con serenità. Torno a casa la sera, vedo mia figlia, e tutto torna a posto.

E’ tuo il posto di Berlusconi?

Sono un soldato. Non mi do obbiettivi personali. Arrivo dove mi portano gli italiani.

Un insulto dietro l’altro…

Sono la donna più insultata d’Italia.

Vediamo questi insulti. Per Oliviero Toscani sei brutta e volgare. E ritardata.

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[csf ::: 19:28] [Commenti]
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Per alcuni è un “simpatico cazzaro”. Per altri è un manager di valore. Per molti è un
instancabile donnaiolo. Poi ci sono quelli che lo hanno conosciuto come un accanito
giocatore di poker. In tutte le definizioni c’è un po’ di vero e un po’ di leggenda.
L’elenco delle donne che avrebbe conquistato, per esempio, è infinito: Bellucci,
Falchi, Colombari, Carla Bruni, Marcuzzi, Casalegno, Gerini, Autieri, Vento, Arcuri.
L’unica voce controllabile è che è stato anni con Lucrezia Lante della Rovere dalla
quale ha avuto due figlie, Ludovica e Vittoria. Quando lo intervisti è pacato e
prudente. Tra la domanda e la risposta passano sempre tre-quattro secondi
interminabili. Intercalari frequentissimi: “lo devo dire con franchezza”, “Posso dirti
una cosa?”, “Seguimi bene”, “Stammi a sentire”​, “devo dire la verità”​. E’
sicuramente un uomo di sport. Mostra con orgoglio la foto in cui tenta di dribblare
Maradona (ma non esiste il fotogramma del momento successivo). Giovanni
Malagò, presidente del Coni, è l’uomo che ha portato le Olimpiadi invernali a Milano
dopo aver fallito il tentativo di portare quelle estive a Roma.

Giovanni, quando avete esultato a Losanna per la vittoria di Milano-Cortina, hai
rivolto un pensiero a Virginia Raggi che ha affondato le Olimpiadi di Roma?

No. La ferita è completamente rimarginata.

Tutto dimenticato?

La cicatrice è rimasta. E rimarrà tutta la vita.

Vi hanno criticato per avere esultato in maniera sguaiata alla notizia della vittoria.

C’era una tale tensione che alla fine è scoppiata una reazione liberatoria. Avevamo
dormito due o tre ore al giorno, sudavamo, io cambiavo cinque camice al giorno, alle
sei di mattina dovevo prendere di nascosto un caffè con un membro del Cio, alle tre
di notte stavo con uno altro in terrazza a perorare la causa.

Ma avete vinto.

E qualcuno di troppo è montato sul carro del vincitore. Ma va bene così.

Chi è montato sul carro?

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[csf ::: 19:34] [Commenti]
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Barbara Alberti - (letta 1.141 volte)

Ha cominciato dicendo: “Non ho memoria”. Poi ha ricordato episodi lontanissimi nel tempo: come un fiume in piena, perdendo continuamente il filo del discorso. Un continuo procedere per sbalzi in avanti e improvvisi ritorni. Virate improvvise, accelerazioni violente, risate squillanti. Barbara Alberti è matta, felicemente, gioiosamente pazza. Trucca il suo passato ma lo trucca in peggio. Ha pudore della generosità, dell’intelligenza e racconta tutto ciò che la fa apparire nella luce peggiore. Una forma perversa di narcisismo. Difficile starle dietro. La velocità folle delle sue frasi non è confusione, è grande voglia di comunicare, supremo trionfo del dubbio. Sfido chiunque a prendere appunti mentre lei parla. Ma il registratore mi restituisce due ore di pensieri disordinati, di domande affannose, di parole fuori dal coro: un concentrato di eresia. Cominciamo dalla rubrica di corrispondenza con le lettrici che cura da 15 anni sul settimanale “Amica”. Dice: “Ma come si fa a tenere per tanti anni una rubrica di lettere d’amore? Ci vuole una bella tempra di maniaco per non stancarsi di un rapporto così intimo e losco, da confessionale, da pisciatoio, da treno”.

Ci vuole una bella presunzione.

Ci vuole una bella faccia tosta.

Ci vuole che ci spieghi perché lo fai.

Quella rubrica è diventata parte della mia vita sentimentale. Io rispondo come risponderebbe un’amante.

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[csf ::: 23:15] [Commenti]
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