Barbara Alberti - (letta 249 volte)

Ha cominciato dicendo: “Non ho memoria”. Poi ha ricordato episodi lontanissimi nel tempo: come un fiume in piena, perdendo continuamente il filo del discorso. Un continuo procedere per sbalzi in avanti e improvvisi ritorni. Virate improvvise, accelerazioni violente, risate squillanti. Barbara Alberti è matta, felicemente, gioiosamente pazza. Trucca il suo passato ma lo trucca in peggio. Ha pudore della generosità, dell’intelligenza e racconta tutto ciò che la fa apparire nella luce peggiore. Una forma perversa di narcisismo. Difficile starle dietro. La velocità folle delle sue frasi non è confusione, è grande voglia di comunicare, supremo trionfo del dubbio. Sfido chiunque a prendere appunti mentre lei parla. Ma il registratore mi restituisce due ore di pensieri disordinati, di domande affannose, di parole fuori dal coro: un concentrato di eresia. Cominciamo dalla rubrica di corrispondenza con le lettrici che cura da 15 anni sul settimanale “Amica”. Dice: “Ma come si fa a tenere per tanti anni una rubrica di lettere d’amore? Ci vuole una bella tempra di maniaco per non stancarsi di un rapporto così intimo e losco, da confessionale, da pisciatoio, da treno”.

Ci vuole una bella presunzione.

Ci vuole una bella faccia tosta.

Ci vuole che ci spieghi perché lo fai.

Quella rubrica è diventata parte della mia vita sentimentale. Io rispondo come risponderebbe un’amante.

Leggi tutto »

[csf ::: 23:15] [Commenti]
Share
  
Cerca
Protagonisti