Sabina Guzzanti - (letta 2.392 volte)

Claudio Martelli, Silvio Berlusconi, Irene Pivetti, Valeria Marini, Ambra, Che Guevara, Massimo D’Alema. Meglio di Zelig. Ogni volta entra nel personaggio, lo viviseziona, lo frulla. Poi lo restituisce ai telespettatori come un clone, più reale del reale ma con le contraddizioni spiattellate senza misericordia. Un’operazione radicale, spietata che Sabina Guzzanti conduce col sorriso sulle labbra. Ora che la sua “Posta del Cuore” è terminata, le chiediamo di fare un bilancio.
La sua è una satira violenta?
No, perché?
Qualcuno lo sostiene.
Violenza è una parola grossa.
Ci sarà pur qualche differenza fra lei e il Bagaglino.
Il Bagaglino non fa satira politica. Spettacolo diverso, pubblico diverso. Più popolare. Può piacere o no, ma non è giusto chiamarla satira.
Lei guarda gli spettacoli del Bagaglino?
No. Come non guardo le trasmissioni televisive di varietà, Frizzi, Carrà, Baudo.
Allora, la satira?
La satira esercita il senso critico basato sulla propria onestà intellettuale. Quando ci sono ammiccamenti vari, non è satira.
E la satira non deve essere cattiva…
No, la satira non deve fare del male. Anzi.
Anzi?
La satira deve fare del bene. A tutti.
Anche alle persone oggetto di satira?
Si, anche a loro.

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