Paolo Flores d’Arcais - (letta 2.794 volte)

Nelle polemiche ci sguazza. Sono il sale della vita politica e culturale. Una volta Bettino Craxi lo insultò pesantemente: “Paolo Flores d’Arcais è uno stronzo. Anzi, mi correggo: è due volte stronzo. E adesso vediamo se mi querela”. Paolo Flores d’Arcais non lo querelò. “Craxi visse la mia rottura come un tradimento. Pensava che avendo io accettato di fare Mondoperaio avessi fatto una specie di patto di sangue con lui”. Usiamo la parola: ti dettero del voltagabbana. Prima comunista, poi gruppettaro, poi socialista. Anche Giancarlo Perna, sul Giornale, ha ironizzato sui tuoi percorsi politici. “Se qualcuno ha bisogno per scopo polemico di dire che sono un voltagabbana faccia pure. I miei valori, giustizia, libertà e metodo della trasparenza sono sempre rimasti gli stessi. Io credo al dovere della ingenuità: dare credito ai politici quando promettono qualche cosa. E lasciarli quando tradiscono”. L’ultimo traditore è Massimo D’Alema, il politico che l’ha deluso più di tutti. La polemica è recentissima e riguarda il dossier Di Pietro, quello che parlava di telefonini, di Mercedes, di prestiti. L’ultima versione, quella che sosteneva che erano stati gli ex comunisti a prepararlo e a diffonderlo ha visto la reazione veemente di D’Alema: “Noi abbiamo sempre sostenuto i giudici di Mani Pulite”. Eh no! E’ intervenuto Flores d’Arcais e ha raccontato un episodio di quattro anni fa, una cena in cui D’Alema avrebbe parlato malissimo dei giudici del pool milanese. Cominciamo da questo episodio per raccontare, insieme al direttore di “Micromega”, un altro episodio del nostro viaggio sul filo della memoria, ricordando gioventù e gavetta, alla ricerca dei truccatori del passato, dei voltagabbana.

Perché hai tirato fuori quell’episodio dopo tanti anni?

D’Alema ha usato una menzogna, il suo sostegno a Mani Pulite, come architrave di un ragionamento in polemica molto dura con Di Pietro. Io avevo il dovere morale di testimoniare che lui detestava i giudici di Mani Pulite.

Raccontaci di quella cena.

Non racconto nulla. Dico solo che rimasi stravolto sentendolo parlare in quella maniera dei giudici. Disse tante altre cose che ovviamente mai scriverò sui giornali. Il suo ero un vero e proprio odio teologico nei confronti di Mani Pulite.

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