Rino Formica - (letta 6.829 volte)

Ricordate i nani e le ballerine? La lite delle comari? La politica sangue e merda? I conventi poveri mentre i frati sono ricchi? Il poker d’assi di Craxi contro Di Pietro? Era lui, sempre lui, il potente ministro delle Finanze socialista, Rino Formica. Quando si sfasciò il Psi tutti i socialisti si riaccasarono. Chi inseguì gli elettori, trovò seggi con Berlusconi. Chi preferì la storia, si accomodò negli angusti spazi offerti dal Pds. Lui scomparve. Si dette agli studi. Non si presentò più alle elezioni. Smise di votare, o quasi. E anche le interviste: niente, o quasi. Uscì dalla Prima Repubblica e non entrò nella Seconda. "Persa la famiglia socialista non sentivo il bisogno di entrare in un’altra. Nel 1992 avevo fatto un disperato tentativo convincendo Craxi a dare la segreteria a Benvenuto. Ma Benvenuto crollò. Le pressioni furono forti."

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Maria Stella Gelmini - (letta 15.527 volte)

L’Onda degli studenti voleva travolgerla. Ma al primo test, il voto alla Sapienza, l’Onda è stata travolta. Ministro Maria Stella Gelmini, gli studenti sono con lei?

"I ragazzi hanno capito che è ora di cambiare e voltare pagina. Hanno capito che la sinistra difende lo status quo".

Ha votato solo il 10 per cento degli aventi diritto…

"Credo sia un campione rappresentativo".

Nel frattempo il suo "gradimento" è sceso da 42 a 37.

"Quando si fanno scelte di cambiamento si paga sempre un prezzo. Credo però che la maggioranza degli italiani approvi le mie riforme".

Ha detto: "Il governo Berlusconi è un governo di sinistra".

"Perché crede nel cambiamento e aiuta i ceti più deboli come dimostrano i provvedimenti sulla social card e sull’aiuto alle famiglie. E poi la detassazione degli straordinari".

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Valeria Marini - (letta 13.519 volte)

E’ una delle protagoniste del jet set, del mondo dello spettacolo, della moda, del business. Le manca solo il grande salto, secondo le abitudini di oggi. La politica. Valeria Marini ministro? Perché escluderlo? Andiamo a sentire com’è la situazione.

Valeria…la politica…

“Mi piacerebbe. Sì, sì… in futuro. Con un programma ben preciso, un partito giusto che abbia un programma per le donne”.

Coraggio allora.

“Non sono ancora pronta. Prima mi devo preparare, ho bisogno di anni di studio. La politica non si inventa così, da un giorno all’altro”.

Comunque lo faresti…

“Sì, sì. E’ uno dei miei progetti di vita. Lo voglio fare.”

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Gianni Alemanno - (letta 6.946 volte)

Era uno dei "colonnelli" di Fini. Si trascinava dietro una fama di "duro"conquistata quando militava nel Fronte della Gioventù. Nominato ministro dell’Agricoltura, gli avversari politici cominciarono ad esaminarlo con interesse perché mostrava grande attenzione ai temi dell’ambientalismo e diceva spesso cose "eretiche". In pochi anni, così, Gianni Alemanno è diventato uno dei politici di destra più stimato dalla sinistra. Poi ha vinto le elezioni a sindaco di Roma. "E la sinistra", dice, "ha ricominciato a maltrattarmi".

E’ finita la pacchia… 

""Avevo fatto molte cose trasversali insieme alla sinistra.  Le quote latte, la lotta contro gli Ogm…" 

Invece adesso… 

"E’ di nuovo demonizzazione ideologica. Sono tornate le accuse di fascismo… Un certo razzismo ideologico di sinistra tende a catalogare tutto quello che è di destra come fascismo". 

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Michele Serra - (letta 8.545 volte)

Il mitico direttore di Cuore, l’autore di successo in televisione e in teatro, l’editorialista della Repubblica, lo scrittore di libri di successo. Michele Serra. Anche lui è entrato qualche giorno fa nel dibattito fondamentale.

Michele, togliamoci subito il pensiero: i salotti.
«Oh Gesù…»

Sapevo che saresti stato contento di questa domanda…
«I salotti… mi fa molto ridere parlarne…»

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Piergiorgio Odifreddi - (letta 11.387 volte)

Un giorno ha voluto spiegare perché non possiamo essere cristiani. Il libro ha venduto 200 mila copie. Piergiorgio Odifreddi ci ha preso gusto e ha cominciato la serie del matematico, "impertinente" prima e "impenitente" dopo, sempre a colpi di 100 mila copie. Ateo, laico, anticlericale, sostanzialmente mangiapreti, nonostante quattro anni di seminario, o forse proprio per quello, Odifreddi l’ho incontrato in Spagna, sul Camino de Santiago de Compostela. Roba seria per pellegrini credenti. Impenitente, che ci fai qui? «Sono stato sull’Himalaya. Ho fatto i pellegrinaggi indu. Camminare nei campi ti mette in sintonia con te stesso».

E un libro sul Camino?
«Lo faremo io e Sergio Valzania, il direttore di Radio2 e Radio3. Si chiamerà "La via lattea", da Buñuel naturalmente. L’impenitente e il credente camminano insieme e dibattono».

Chi ha vinto?
«Valzania è un muro di gomma. Qualunque cosa tu gli dica è sempre la dimostrazione dell’esistenza di Dio».

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Nichi Vendola - (letta 5.469 volte)

I comunisti sono scomparsi. Non ce n’è più nessuno in Parlamento. Il centrosinistra ha preso una batosta storica. Meno nove per cento rispetto al centrodestra. Il Campidoglio è stato conquistato da un ex fascista. Per la prima volta da sempre. Vale la pena di andarne a parlare con Nichi Vendola protagonista dell’ultima grande vittoria di un comunista in Italia, quando contro tutte le previsioni, tre anni, fa conquistò la poltrona di governatore delle Puglie, l’uomo che si è candidato alla successione di Bertinotti alla guida di Rifondazione.

Nichi, salverai Rifondazione? Sembra un’impresa impossibile?
«Non è la prima volta che mi trovo ad incarnare il ruolo di chi partecipa a sfide impossibili. Dal punto di vista del rischio non sono turbato. Credo sia giusto adattarsi ad una condizione completamente nuova come quella di un partito schiantato e mettere a disposizione la mia immagine la cui popolarità è molto oltre il recinto di Rifondazione per tentare un operazione che dica: la salvezza del mio partito non è un’operazione di restauro ma è la capacità di riaprire il cantiere dell’innovazione politico culturale».

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Stefano Ricucci - (letta 6.665 volte)
Ha vissuto i suoi quarti d’ora di celebrità quando ha sposato Anna Falchi. Poi quando ha cominciato a comprare azioni del «Corriere della Sera» e tutti si chiedevano chi ci fosse dietro. I giudici cominciarono a tenerlo d’occhio anche per l’Antonveneta. Dalle intercettazioni vennero fuori frasi indimenticabili, «nun stamo a fa’ i furbetti der quartierino» e «vuoi fa’ er frocio cor culo degli artri». Poi la galera, Anna che lo abbandona. Oggi Stefano Ricucci ha pagato quasi tutti i suoi debiti. Pende ancora in tribunale l’aggiotaggio nella scalata al «Corriere». Ma la sua vita è ripresa, sia dal punto di vista personale che da quello professionale. Una cosa non sopporta. Essere definito «l’immobiliarista di Zagarolo». Ma oggi è di nuovo in pista. Vende, compra, compra, vende.

Come sta l’immobiliarista di Zagarolo?
«Anche lei? Ho costruito 56 appartamenti a Zagarolo, negli Anni 90. Avevo 21 anni. Adesso ne ho 45. Perché sempre Zagarolo?».

Forse perché è di Zagarolo.
«Sono nato a Roma, ho abitato a Santa Maria Maggiore. Dite Zagarolo per denigrarmi. Qualcuno scrive: "Diego Della Valle, l’imprenditore di Casette d’Ete"»?

Zagarolo fa più ridere.
«Negli ultimi sei anni mi sono occupato soprattutto di finanza. Ho fatto operazioni per 3 miliardi di euro. E pensi: lontano da Zagarolo». 

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Roberto D’Agostino - (letta 18.677 volte)

Per alcuni è un pettegolo, un seminatore di zizzania, un superficiale. Per altri è un giornalista libero, informato, coraggioso. La maggior parte dei computer delle aziende e dei giornali italiani hanno il suo sito, Dagospia, perennemente aperto sui loro monitor. Lui, Roberto D’Agostino, incassa 300 mila visite al giorno e anche tante querele. «Soprattutto da altri giornalisti», si lamenta.

Da chi per esempio?
«Dal Corriere della Sera. Ostellino, Folli, Ermini…»

Lo stesso Romiti…

«Con lui ho risolto con una bella cena. Gli altri sono stati tremendi. Io mi aspettavo querele da banchieri, da politici, non da colleghi. E poi che cifre! Condannato a pagare 160 mila euro a Ostellino, per aver scritto che voleva tornare a dirigere il Corriere. Follia».

La rubrica di Dagospia più famosa è Cafonal, la foto-cronaca di Umberto Pizzi delle cene dei salotti romani…
«Il cafonalesimo è la cafoneria trasformata nel massimo rito sociale della comunicazione. Cafonal è l’esibizionismo pacchiano che travolge tutti. Tutti vogliono comunicare agli altri chi vorrebbero essere, tentando di far dimenticare chi sono veramente».

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Luigi De Magistris - (letta 9.544 volte)

Disse: " Se vogliono che me ne vada, mi devono cacciare”. La stanno accontentando.

“Non me ne vado via spontaneamente".

I magistrati non dovrebbero fermarsi troppo in una città.

"La mobilità è un valore. Evita collusioni con i potenti. Il procuratore della Repubblica più perbene dopo trent’anni non vede più l’abuso edilizio di fronte alla propria casa".

E allora?

"In un Paese ad alta densità di criminalità organizzata ci vuole del tempo per conoscere i fenomeni. Io non ho finito il mio ciclo".

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