Marco Morandi - (letta 6.972 volte)

Se andate sul suo sito Internet (www.marcomorandi.com) lo scoprite piccolino, col viso imbronciato, davanti a un leggìo, alle prese con un violino più grande di lui. E’ Marco, il figlio ormai ventinovenne di Laura Efrikian e Gianni Morandi, oggi sessantenne mito di due o tre generazioni.

«La musica classica è sempre stata di casa da noi. Mio padre studiava contrabbasso. E noi ascoltavamo musica sinfonica».

Tu hai cominciato col violino. Prestissimo.

«A 5 anni. All’ inizio era un gioco. Mi incuriosiva. E mi piaceva la reazione della gente, i parenti che ti chiedevano di suonare e si divertivano a vedere un ragazzino mingherlino che tirava fuori suoni decenti da un violino. Mi gasavo».

Poi hai lasciato.

«Verso i 15 anni cominciai a preferire stare con gli amichetti. Il violino richiede una grande dedizione, anche 4 ore al giorno. La svolta è stato il motorino. Noi abitavamo in campagna, a Tor Lupara, isolati. Appena il motorino mi ha collegato col mondo degli amici, ho mollato il violino».

Le canzoni quando le hai scoperte?

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Sveva Fede - (letta 7.931 volte)

Sveva Fede, 36 anni, è figlia di Emilio Fede, direttore del Tg4, l’uomo che ha dichiarato che ama Berlusconi, che ha messo bandierine a caso per dimostrare la vittoria di Forza Italia, che veniva chiamato «Sciupone l’ Africano» quando faceva l’ inviato in Africa, l’ uomo che fa di tutto per essere popolare, sfidando a volte anche la derisione.
Lei, Sveva, si è occupata di uffici stampa, prima per Trussardi e per il Gruppo Finanziario Tessile, adesso per eventi culturali e mostre. E’ stata facilitata dal cognome famoso?

«Direi proprio di no. Quando ho cominciato a lavorare, mio padre era rimasto coinvolto nello scandalo del gioco d’ azzardo. Tutti lo evitavano. E’ stato un periodo brutto per lui. Anche volendo, sarebbe stato difficile per me approfittarne. Non aveva più nemmeno un amico. Certo nel mondo in cui lavoro c’ è rispetto per mio padre, nel bene e nel male».

Hai un padre molto visibile.

«Ipervisibile».

Provi invidia, gelosia, ammirazione, emulazione?

«Rispetto. Papà nella vita è andato al di là dei suoi sogni. Ha cominciato come ragazzino povero, siciliano che sognava di diventare famoso».

Come tutti.

«Io non ho mai sognato di diventare famosa. Lui l’ ha sognato e ci è riuscito».

Risultato?

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Cecilia Strada - (letta 5.534 volte)

Cecilia Strada, 24 anni, terzo anno di Sociologia. Figlia di un uomo famoso, Gino Strada, chirurgo, creatore di Emergency, l’organizzazione che cerca di riparare i danni che fanno le guerre, un uomo al centro di mille polemiche, idolatrato dalla sinistra dei girotondi, visto come il fumo negli occhi dalla destra guerrafondaia.
Hai un padre «buono», un eroe.

Ti crea problemi?

«Anche io sono buonissima. Certo è impegnativo avere un padre come Gino».

Ti senti obbligata a raggiungere le sue vette di eroismo e di bontà?

«No. Però è vero che siamo interessati alle stesse cose. Il progetto per cui lavoro, Peacereporter, nasce da una costola di Emergency e da una di Misna, l’ agenzia di informazione dei missionari comboniani. E vuole essere una cosa che dà voce a chi non ha voce».

Ti dà fastidio che lo riconoscano per strada?

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Irene Fornaciari - (letta 5.025 volte)

Suo padre la chiama «Bubu» oppure «Cicala». Tutti gli altri la chiamano «la figlia di Zucchero». In realtà si chiama Irene Fornaciari. Ha 18 anni. Da sei mesi gira l’ Italia cantando nel musical «I dieci comandamenti».

Ti ha aiutato tuo padre?

«Io capisco che la gente pensi che sia lui a volermi lanciare nel mondo della musica. Ma la cosa positiva è che se la gente parte prevenuta e poi apprezza quello che fai, l’ apprezzamento alla fine è maggiore».

Lui è favorevole?

«Lui vuole che io segua la sua strada. Ma dice che debbo laurearmi. Lui, prima della musica, faceva veterinaria. Ha fatto trenta esami. Io sono iscritta a biologia, non ho dato nessun esame, ma voglio cambiare e occuparmi di logopedia».

Hai studiato musica?

«No. Sono andata a lezione di pianoforte per due mesi e poi mi sono stufata del solfeggio. Sono come il mio babbo. Mi stufo. Adesso strimpello un po’ il pianoforte, la chitarra, la batteria».

Quando hai cominciato a cantare?

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Francesco Venditti - (letta 3.857 volte)

Professione attore. Ventisei anni, una moglie, due figli. E una serie di genitori, di nonni, di suoceri famosi. Suo padre, Antonello Venditti, sua madre, Simona Izzo. E la suocera, Ilaria Occhini. E il suocero, Dudu La Capria. E il patrigno, Ricky Tognazzi. Fino a salire «per li rami» a Barnaba Occhini, a Giovanni Papini. Francesco Venditti, l’eredità è pesante?

«A scuola mi pesava un po’ . Però, ero il figlio di Antonello Venditti, d’ accordo, ma alla fine ho preso 37, poco più del minimo. Non è servito tanto».

Quando ha capito di avere un padre famoso?

«Quando mi sono accorto che i miei compagni, ma anche i loro genitori, erano suoi fans. Mi chiedevano di salutarlo, di incontrarlo».

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Lory Del Santo - (letta 6.232 volte)

Alla fine degli Ottanta ebbe un momento di travolgente successo. La scoprì Luciano De Crescenzo e la lanciò in "Tagli, ritagli e frattaglie". Faceva un po’ l’ochetta, un po’ la svanita, alla Marilyn Monroe. Panorama le dedicò una copertina, nuda su un lettone, come la famosa foto dell’attrice americana. Lory Del Santo fece film, fece Drive In, fece un figlio con Eric Clapton che perdette in un drammatico incidente. Poi l’oblio o quasi. Qualche comparsata, qualche ospitata. Oggi torna, a 44 anni, nel programma televisivo inventato da Adriano Aragozzini, "Stupido hotel". Sono passati tanti anni da quando i giornali erano pieni dei racconti della sua "avventura" di una notte con il miliardario Kashogi, sullo yacht Nabila, premiata con un diamante. Lory, ormai è passato tanto tempo, era tutto vero?

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Sonia Aquino - (letta 8.248 volte)

Per una settimana è stata la promessa sposa di Renzo Arbore. Sonia Aquino, avellinese di 25 anni, di quarant’anni più giovane dell’uomo di ‘Quelli della notte’, era stata presentata nella trasmissione di Chiambretti come la ragazza con la quale Renzo si sarebbe sposato il prossimo maggio. Ci avevano creduto tutti. Adriano Aragozzini, manager di Arbore, gli aveva urlato al telefono: ‘Splendida ragazza! E’ la donna giusta per te! Sposala subito!’ Solo gli stretti parenti erano stati avvertiti che si trattava di una burla per fare satira sulla televisione del reality show che lava in pubblico tutti i panni, sporchi o puliti che siano. ‘Quando ho detto che non era vero sono rimasti delusi tutti. Una delle mie fidanzate mi ha perfino lasciato, infastidita dal can can’, racconta Arbore. E giovedì prossimo, su ‘Sette’, un’intervista congiunta a lui e alla finta fidanzata, chiarirà tutti i particolari di questa beffa mediatica. Sonia, le dispiace’ Le sarebbe piaciuto sposare veramente Renzo Arbore’ ‘Ma no. C’è talmente differenza di età. Renzo lo adoro e gli voglio bene. Ma non lo sposerei’.

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Daniela Vergara - (letta 5.035 volte)

«Io non capisco questa polemica sull’ auricolare. E’ uno strumento che consente di comunicare con il conduttore. E basta». Daniela Vergara, telegiornalista del Tg2, interviene nel dibattito che ha visto coinvolte Cesara Buonamici, Maria Grazia Capulli, Annalisa Spiezie e Federica Sciarelli. Maria Grazia Capulli si era lamentata perché l’auricolare distrae.

«Va usato quando deve essere usato, e non mentre una sta parlando».

La polemica era anche sulle papere…

«La papera non è grave. L’ importante è la reazione. Non avere l’aria strabiliata e colpevole».

La Capulli quando uscì un sondaggio, che la dava in testa alla classifica delle papere, drammatizzò.

«Ognuno ha le sue reazioni».

A lei Mimun ha mai detto che è un «diamante nella polvere»?

«No».

Non le vuole bene?

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Federica Sciarelli - (letta 26.897 volte)

«In Rai tutti sono "in quota" di qualche partito», aveva detto al Corriere della Sera Cesara Buonamici, conduttrice del Tg5. E nelle redazioni dei telegiornali la frase non è risultata gradita. «La lottizzazione c’ è stata, nessuno lo nega. Ma c’ è anche un sacco di gente che è entrata in Rai per concorso oppure dopo anni di duro precariato», spiega Federica Sciarelli, conduttrice del Tg3.

E lei,  Federica, è una lottizzata?

«Ho fatto il concorso per una borsa di studio. Sono arrivata seconda, dietro a Dario La Ruffa, su 10 mila partecipanti. Come prima destinazione mi mandarono al Tg1, ricordo che c’ era Mentana giovane praticante. Ma alla fine dell’ anno di borsa di studio né io, né gli altri 29 vincitori fummo assunti. Anzi, due furono assunti. Meglio non indagare».

E quindi?

«Andai a lavorare al Senato. Ma pressata dal sindacato, otto anni dopo, la Rai assunse i famosi borsisti. Io andai al Tg3, con qualche titubanza perché persi metà dello stipendio. Al Senato guadagnavo 2 milioni al mese».

Abbiamo capito: lei non è lottizzata. Ma è politicamente schierata?

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Annalisa Spiezie - (letta 9.946 volte)

Carattere ispido. Amara come un Fernet. E’ una delle giornaliste conduttrici di telegiornali più famose d’Italia, ma anche una di quelle meno visibili. Niente topless sulle spiagge, niente amori estivi, niente pettegolezzi. E’ quella col nome strano e impronunciabile, Spiezie. Che vuol dire in napoletano, “cozza”. “A Roma non è il massimo”, si lamenta Annalisa Spiezie, 42 anni, napoletana (ma anche un pochino trentina), una settimana ogni quattro conduttrice del Tg5, per il resto inviata di Terra, il settimanale di Toni Capuozzo. Amara come un Fernet. Annalisa, si ritrova nella definizione?

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